LIBRI SU STRADA

libri

(immagine dal web)

Ho seguito, ieri sera per intero, e questa sera solo per una parte, il quiz televisivo condotto da Gerry Scotti “Chi vuol essere milionario”.
I miei orari mi consentono di seguire gli ultimi venti-trenta minuti della trasmissione, mentre preparo la tavola. E’ ben condotta, nessuno urla, si imparano cose e perchè no, ci si misura. Una piccola sfida personale.

Ci provano in tanti, soprattutto sono persone laureate, molti sono insegnanti.
Ieri sera e questa sera ci ha provato un uomo che nella vita fa il camionista. Una faccia simpatica, accento lombardo marcatissimo, sorriso aperto, spontaneo: una persona al naturale, insomma. E davvero preparata. Con semplicità e naturalezza ha risposto alle domande raggiungendo un traguardo che non molti riescono a raggiungere.

Diceva di aver una grande passione per la lettura, affermando di “leggere libri in quantità industriali”. Frequenta le biblioteche e se si trova sprovvisto di carta stampata, “leggerebbe perfino pezzi di carta per terra.” Una speciie di droga, insomma. Una buona droga.

Chapeau al Signor Giuseppe e complimenti per il traguardo raggiunto che, tra l’altro, sarebbe raddoppiato se solo fosse stato un pelo più temerario.
Già, perché avrebbe risposto correttamente anche alla domanda a seguito della quale ha poi deciso di lasciare. La sapeva, accipicchia, ma anche il sapersi fermare merita un encomio. A lui e a quelli come lui la mia stima e la mia simpatia.

Un signor Giuseppe solo non basta per far crollare un po’ di pregiudizi però credo che ce ne siano parecchi di signor Giuseppe. Certamente non tanti quanti gli insegnanti ignoranti, ahinoi.

(Forse Borges annoverebbe anche qualche signor Giuseppe tra quelli che stanno salvando il mondo?)

A proposito di insegnanti: la mia nipotina, seconda elementare, l’altro giorno mi ha detto che la sua insegnante di religione ha affermato quanto segue: “Solo gli uomini hanno un’anima. Gli animali no. Pertanto dopo la morte gli uomini vivono eternamente ma non gli animali” .   
(!!!!!!  ndr)

Invece, a proposito di libri e di lettura quindi più in linea con il post, da “Una storia di amore e di tenebra”di Amos Oz, autobiografico, riporto questo passo.

“(…) mamma mi disse che i libri erano capaci di cambiare, con gli anni, proprio come cambiano le persone, ma con la differenza che le persone, quasi tutte, prima o poi finisce che ti abbandonano, quando arriva il giorno in cui non ricavano da te più nessun profitto o piacere o interesse o quanto meno un buon sentimento, mentre i libri, loro non ti abbandonano mai.
Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.
Aspettano financo decenni. Senza lamentarsi. Finchè un giorno, magari alle tre di notte, hai improvvisamente bisogno di uno di loro, e anche se magari l’hai abbandonato, quasi cancellato dalla tua mente, per anni e anni, lui non ti delude, scende dal suo posto e ti sta accanto, nel momento del bisogno.
Senza sussiego, senza inventarsi delle scuse, senza domandare a se stesso se gli conviene e lo meriti e se gli vai ancora bene, viene a te non appena lo chiami. Non ti tradisce mai.”

crepuscolo    
(foto mia: Crepuscolo)

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue

Pablo Neruda – da “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”

20 pensieri riguardo “LIBRI SU STRADA

  1. Credo di essere il primo a fare commenti sul tuo post per il semplice fatto che, prima di andare a nanna, guardo la posta sul Pc e ovviamente do un'occhiata a Controluce.
    Questa volta sento un piccolo disagio.
    Disagio nei confronti dei numerosi signor Giuseppe, che hanno letto tanto e capito molto, contrariamente a tanti plurilaureati nostrani che hanno letto poco e capito meno.
    Mi spiace, ma questi signor Giuseppe seguiteranno a fare i camionisti. Io invece vorrei che facessero i giudici oppure i ministri.
    Ma, disgraziatamente, coloro che dovranno valutare se sono adatti a svolgere tali funzioni, saranno proprio quei plurilaureati che hanno letto poco e capito meno di cui parlavo poco più su.

    E sono pure a disagio per Amos Oz. Non condivido affatto questa idea della sua mamma, che i libri siano compagni fedeli che non deludono mai. 'Sta cosa fa tanto  libro Cuore ma, a mio avviso, è una stupidaggine.
    Quando ero giovane ho letto dei libri che mi hanno deluso… subito, appena aperti. Allora però li rispettavo, perché i miei genitori mi avevano educato a mantenere una specie di rispetto deferente verso la carta stampata.
    Oggi ritengo che la carta utilizzata per i milioni di titoli che vengono stampati ogni anno,  potrebbe trovare un assai migliore impiego nei Rotoloni Regina. 
    Ma esistono alcuni libri, antichi, altri rari, che hanno un valore universale e che contengono tutto quello che è stato e che sarà scritto. Ce ne sono pochissimi.
    Diciamo che, se l'umanità si impegnasse a fare una selezione ne potremmo salvare un migliaio. 
    E gli altri… al fuoco, compresi quelli che ho scritto io. 
    Pieffe, pieno di animosa belligeranza verso la carta stampata.

  2. Pieffe
    Condivido appieno quanto hai scritto sui libri.
    Pure io, che non aprirò  mai nella vita nemmeno una piccolissima parte dei libri che hai aperto tu, avrei numerosi libri da citare dei quali sono arrivata non oltre la ventesima pagina.
    C'è chi continua a leggere un lbiro anche se non prende; io non l'ho mai fatto, non ne sono mai stata capace perchè ritengo che un libro lo senti subito o non lo sentirai mai.

    Amos Oz (può piacere come non piacere) è nato e cresciuto in una famiglia colta, dove l'amore per i Libri, la Storia e la Letteratura furono il suo pane, sin da bambino.
    Suo padre era bibliotecario e scrittore, e aveva studiato letteratura e storia e anche suo nonno fu docente di letteratura mi pare all'Università di Gerusalemme (da verificare, vado a memoria, dalla lettura della autobiografia citata nel post).
    Debbo pertanto ritenere che la mamma di Amos (che morì quando lui aveva 13 anni) si riferisse a Libri e non a libri.

    PS Mi piace che Controluce sia un po' una buona notte.
    Grazie per questo, ma anche per esserci sempre.

  3. Sai, anche io vorrei un signor Giuseppe, camionista, Ministro dei Trasporti Come vorrei che tutti gli altri ministeri andassero chi conosce la realtà perchè la vive.

    Invece chi ci governa non è mai stato a fare la spesa al mercato, non ha mai preso un bus cittadino, non ha mai spedito una raccomandata alle Poste, non ha mai chiesto una tac con il servizio sanitario pubblico, non è mai stato umiliato in una corsia di ospedale pubblico, non ha mai dovuto rinunciare a niente per i libri di prima media.

    Spesa per il libri di PRIMA MEDIA:  
    EURO 300 (TRECENTO)  ripeto:   trecento euri.
    Solo per i libri, esclusi quaderni matite e altro materiale didattico espressamente richiesto. Tipo quaderni e copertine di colori stabiliti ecc.
    Parola di Paoletta.

  4. Ultimamente la lettura mi rapisce.
    Il ritmo è ancora un pò lento ma il piacere che regala la compagnia di un libro è meravigliosa !!
    Sto creando la mia piccola libreria.
    Ora sono alla ricerca di un mobile dove i miei libri potranno alloggiare.
    Ciao a tutti voi… che leggete libri …
    S.

  5. Un tempo leggevo tantissimo: narrativa, romanzi gialli, letteratura classica. Leggevo un po' per distrarmi e un po' credevo di "farmi una cultura".
    Poi sono diventata più selettiva, leggo per imparare e ho tralasciato la narrativa. Ho regalato tantissimi libri del periodo precedente alla biblioteca del quartiere senza neanche un rimpianto.
    Successivamente ho provato a riavvicinarmi ad alcuni autori, consigliata da amici, ma oltre a una buona scrittura (ma non sempre) non ho trovato alcuno spessore in quello che scrivevano. Ovviamente un saggio non lo si divora come un romanzo e a volte vado avanti lentamente, ma mi va bene così.
    Secondo me si scrive troppo e ogni libro dura, bene che vada, una stagione, poi finisce nel dimenticatoio soppiantato dall'intellettuale di turno, che sa tutto su Gesù, dalla divetta che parla delle sue storie di letto  o di qualche giornalista che parla male di questo o quel politico.
    E' tutto molto banale.
    E mi sembra che la "cultura generale", purtroppo, sia allo stesso livello.

  6. Si Petula, si scrive troppo.
    Qualcuno, di cui in questo momento non ricordo il nome ha detto che ogni uomo vuole lasciare una traccia del suo passaggio sulla terra: lo fa con l'arte, con la scrittura o nel cuore dei suoi cari. Più o meno è stato detto così.
    E' che come hai detto tu il più delle volte magari si tratta un esercizio di bella scritura. Di contenuti, mah….
    Invecchiando sono diventata anch'io selettiva, a volte mi pare di essere anche intransigente: non mi interessa leggere in velocità: mi interessa comprendere.
    Ha ragione anche Pieffe. I libri fondamentali sono molto pochi. E si dovrebbe essere capaci di leggerli con attenzione, concentrazione, impegno.
    E se proprio vuole mandare al rogo anche i suoi, di libri, prima conceda a chi lo desidera di conoscerli.

    Buona serata e buon risveglio per domani
    Pinuccia

  7. E'una delle poche trasmissioni che seguo. Impari e non ti arrabbi per le stupidate che dicono.  Questo camionista e la dimostrazione, ennesima dimostrazione, che non serve una laurea per sapere ma il sapere si impara anche facendo la vita di tutti i giorni, anche salendo e scendendo da un camion girando la penisola. Senza tirarsela, come fanno tanti figli di papa'che si sono laureati proprio grazie a questa condizione. Leggere e'la parola magica.  E ogni libro rimane nei cassettini della memoria, per sempre. E poi, solo il libro, aiuta a sviluppare l'immaginazione.
     Ed e' vero:nessuno e'fedele come lui.
    A presto
    Pat

  8. Pat:
    Benvenuto / benvenuta 

    Si, la trasmissione non è mai sopra le righe, non urla mai nessuno, non c'è mai alcun tipo di volgarità.
    Anche io è il solo "quiz" che seguo. Rimpiango un po' i vecchi "Rischiatutto"  di cui ho qualche vago ricordo e per i quali i miei nonni chiudevano fuori il mondo. C'è Mike, dicevano. E poteva crollare il mondo!

  9. Non apprezzo tanto le apologie dei libri a prescindere.
    Un libro è un oggetto piuttosto neutro che può contenere luce o spazzatura.
    Penso che ciò che accomuna il Vimalakirtinirdesha, le tragedie di Shakespeare, le barzellette di Totti (o di Morelli), i manuali di informatica, le Upanishad, i best seller di Follett e Grisham, i nonsocchè di Bruno Vespa, i versi di T.S. Eliot, i testi giuridici ed economici, gli sfoghi iconoclasti di Cioran e i romanzi introspettivi di Turgenev siano soltanto la carta e la rilegatura.
    A differenza di Celeste, penso che uno prima diventa selettivo e meglio è, non abbiamo poi tanto tempo ed energie da sprecare…

  10. Cara Cele: eccoli li, Gil, con la sua elefantiaca e millenaria saggezza che te l'ha detta giusta. E per chiosare un poco la sua osservazione ricordo che Milarepa scoprì la grande utilità dei libri durante l'inverno: furono indispensabili per scaldare la sua caverna con un bel fuoco. E sicuramente non aveva dei libri stupidi. E poi uno dice che un libro …non scalda!

    Il feticismo della carta è quella cosa strana che, nel secolo scorso faceva diventare credibile qualunque cosa, purché fosse scritta.
    Oggi tale tendenza diventa: "purché l'abbia detto la televisione": come dire, dalla padella…nella brace.
    Ci vorrebbe il Gollum che di padelle se ne intende!
    Pieffe

  11. Maaoooo, se nominate il Gollum munito di padella comincio ad agitarmi un po'.
    Gil, Pieffe, si insomma, capisco la selettività, ma proprio arrivare a farenhait 451 mi sembra eccessivo. Certo, tanta carta stampata che dopo poco diventa spazzatura fa veramente pensare che sarebbe stato meglio un bell'albero in più nel bosco.
    Ma non dobbiamo preoccuparci eccessivamente, ora avremo l'i-pad dove leggeremo gli e-book e pian piano ci renderemo conto che i libri classici saranno considerati quelli di Federico Moccia e Pulsatilla e allora verranno riportati su incunaboli e tenuti religiosamente come "rotoloni del Mar Morto".
    Mamma mia!

  12. Petula,
    accolgo con un "sussulto viscerale" il suggerimento abbastanza esplicito per l'uso dei futuri classici…

    Pieffe,
    potremmo immaginare un possibile incontro di affinità elettive: due amici si incontrano, entrambi con le lacrime agli occhi, si chiedono rispettivamente cos'è che li abbia commossi tanto profondamente, e la risposta, quasi all'unisono, è "sono appena uscito dal cinema". Vanno insieme al bar, brindano a quella sublime passione che li accomuna, emoziona, allieva angosce e colora le giornate grigie. Entrambi sollevano il bicchiere al cielo con in cuore l'immagine cinematografica che li ha portati alle lacrime: per uno la partita di scacchi de Il Settimo sigillo, per l'altro una scoreggia di Boldi in Vacanze di Natale…

  13. Allora: io dico la mia.
    Non posso dire di essere un’entusiasta dei quiz televisivi. In realtà non so bene perché, ma la variabile “culo” è veramente eccessiva, sia quando ti capita la domanda che sai, sia quando tirando brutalmente a caso ci dai. O non ci dai, ovvio. E’, oserei dire, immorale, anche se esagero, ovvio, capitemi: l’immoralità è ben altra cosa, e ne abbiamo quotidiana esperienza.
    La storia del Signor Giuseppe è però altra cosa, chiaro anche questo. E lo è per diversi motivi, il principale è che da una persona che fa il camionista ci si aspetta un bel calendario di donnine nude dietro il posto di guida e la pancia prominente sotto la camiciola da muratore. Che poi i calendari sono stati sdoganati da diversi anni, e non più relegati tra i banchi delle officine: anzi, paradossalmente nelle officine li stanno vietando per le “equal opportunities” mentre le edicole ne sono straboccanti. Misteri della sociologia moderna.
    Comunque, per ritornare in tema, da un camionista non ci si aspetta che legga tanto.
    Ma cos’è la lettura? Beh, può essere tante cose: difficile rispondere ad una domanda così.
    “E’ cultura”. Boia, per me questa è la risposta peggiore, perché subito ti viene da chiedere ok, ma cos’è la cultura? E qui ci si scanna, perché come si ritiene genericamente che il camionista non legga, altrettanto genericamente si ritiene che “chi legge ha cultura” ma spesso nel senso classista del termine,  cioè di giudizio a priori di certi raggruppamenti di persone riguardo ad altri. Preferisco quindi evitare di tirare in ballo la “cultura”, perché è un termine troppo generico e spesso usato per altri fini.
    Allora è “informazione”. Certo che lo è. I saggi di approfondimento lo sono, o quelli storici. Spesso ho tentato di approcciarne alcuni, specie di storia della politica, specie internazionale, ma ho ahimè invariabilmente fatto naufragio per la mole di nozioni che uno deve avere per poterne capire il contenuto. Spesso se ne deve sapere già tanto dell’argomento per potere affrontare testi del genere.
    Spesso la lettura è “puro piacere”.
    Ho letto da qualche parte che “quando si finisce un libro che ci è piaciuto è come perdere un buon amico”. Senz’altro è una esagerazione, ma capirete che è il tipo di sentimento che ci possa stare. E per questo capisco bene il pezzetto di Amos Oz che la nostra Celeste, che è uno spettacolo perché ci regala sempre degli spunti interessanti, quando ne ha voglia (O’ Cele, passo poi per riscuotere il compenso per la sviolinata, ok?), quando dice che “i libri non ti abbandonano mai”. Io in questa frase, in questo pezzetto, non ci vedo l’affermazione che tutti i libri siano perfetti. O che il libro, solo per il fatto di essere tale, sia assurto a glorie che non siano meritate, o condivisibili. Io ci vedo piuttosto la descrizione del modo in cui quando qualcosa che leggiamo ci entra dentro, poi, passando il tempo e affievolendosi il ricordo distinto ma non la sensazione, c’è sempre un pezzettino di brace resta per anni sopito sotto la cenere, e basta un soffio per farci ricordare quella sensazione, col solo gesto di andarselo a ricercare sullo scaffale dove ci ha aspettato per tutto il tempo che sia stato necessario. C’è la descrizione del conforto che intimamente si ha di poter, in un futuro, poter riprovare quelle sensazioni che quei simboli scritti sulla carta ci hanno generato nel nostro mondo privato della mente. E inoltre: lui è restato lo stesso di anni e anni fa. Noi no. E spesso rileggendo lo stesso libro ci troviamo altro, differente, eppure lo stesso della prima volta. Notare: nessun merito riguardo all’argomento, all’esecuzione, all’ambito, all’autore, alla dimensione, di quel libro. E’ generale.
    Ovvio, si parla di quei pochi, pochissimi, che ad ognuno hanno tirato fuori qualcosa, di quelli che ci si sono annidati dentro. Ma, per me, questo è successo nei più disparati ambiti e argomenti.
    Ecco, l’ho detto e non ce l’ho più da dire.
    Baci baci
    Riccardo

  14. gli è, caro el mi' Riccardo, che quella brava cittina della Cele, gli da giù di molto co' le romanticherie.  Ella s'invaghisce assai co' la lettura. Unn'è miha come me e te che si ci s'innamora delle macchine e de l'orologi!!
    L'altro giorno ci s'è ncontrati io, e un vecchio ingranaggio fatto dal mi' nonno. 'Un ci crederahi, ma mi son commosso.  
    Ovvia.
    Pieffe 

  15. Ci sono persone che leggono non per farsi una cultura, e che non hanno neppure tale pretesa.
    Leggono per il puro gusto di farlo, per puro piacere, come dice Riccardo, la lettura è anche questo.
    Per qualcuno, me inclusa, i libri (anche narrativa, soprattutto narrativa) hanno rappresentato/rappresentano un rifugio, un'oasi, una zona franca, una striscia di silenzio quando c'è troppo rumore spiacevole nella vita. Un ombrello quando piove forte.
    Un ponte tra una realtà magari non piacevole e il sogno, regalando un equilibrio. Ad alcuni più di un equilibrio, magari anche la possibilità di vivere una vita decente, sopportabile. E ritengo di non esagerare.

    E poi sì, per me i libri che stanno per anni sulla libreria, sono (anche) compagni: attendono sempre le mie mani, il soffio che li libera da un po' di polvere e magari il mio comodino che li accoglie, la mia lampada che li illumina.

    A volte si ha bisogno di "quel" libro e non di un altro. E allora si va, alla ricerca di quella sensazione, di quella storia, di quei colori ma anche odori. Si, perchè per me da alcuni libri escono odori. Le Mille e una Notte sa di olio e di spezie, di profumi densi e oleosi, di incenso.
    Il Piccolo Principe odora di stelle. Hanno odori le stelle. Eccome!

    Non cambierei mai questo mio rapporto "romantico" forse, di leggere. E' questo che mi porta a leggere ma anche ad ascoltare storie di Rodari, di Piumini.
    La mattina vedo i cartoni animati, un quarto d'ora prima di alzarmi.
    Certo, posso leggere anche i massimi sistemi, Galileo, Copernico, se ne ho voglia, se mi interessa, e se c'è un momento per farlo.

    Un po' di anni fa dovetti subire un intervento chirurgico: il ginecologo che mi operò, il giorno dopo l'intervento mi vide con in mano un libro,  non ricordo quale, ma era uno un po' peso. Me lo tolse di mano e mi porto' una pila di "topolino" dicendomi: fidati sono piu' adatti al momento. Aveva ragione.

    Infine: ci sono persone per le quali il "tempo"  ha dei "tempi" differenti rispetto adl altre persone ancora. C'è anche chi  non ha avuto  una famiglia che incentivasse questo, o la possibilità, intellettuale, culturale, economica per coltivare interessi, lettura o sport ecc.
    Ovvio che le (eventuali) selezioni arrivano con qualche "ritardo" sui tempi "medi". Pazienza! 

  16. Ehmmm
    anche io l'altra notte mi sono sentita pungere una costola.
    Non era un ingranaggio ma la spada di Pieffe (era nel sogno, mica nel mio letto) . Sembrava talmente vero che mi sono svegliata, ho abbracciato il cuscino a mo' di scudo e solo li' mi sono resa conto che era un sogno. Anzi un incubo … Mah.

  17. Nonostante resti fermamente convinta che molti scrivono tanto per far vedere che sanno scrivere,( mi riferisco, ad esempio,  a biografie di cantanti, attori, presentatori,calciatori, ecc.,  ) che poi non è neanche detto che siano loro a scriverle, ( la mia lingua grama !) i libri mi piacciono.
    A volte quando mi capita di comprarne,  mi giustifico con la massima di Oscar Wilde : So resistere a tutto meno che alle tentazioni.
    Ci sono libri che passano, altri che restano fedeli, perchè contengono  un qualcosa  che attrae.
    Ci sono libri che non si possono lasciare lì, ma che si devono leggere tutto di un fiato perchè è impossibile aspettare per conoscerne la conclusione.
    Ci sono libri che si leggono solo per il piacere di leggerli perchè allegeriscono la vita.
    Poi ci sono libri che si centelinano, come un bicchiere di vino buono ( anche se sono astemia penso di sapere cosa vuol dire) perchè ogni parola è messa lì al posto giusto e ogni parola è lì per noi, solo per noi. Sono quei libri che, anche a rileggerli mille volte, si scoprono sempre delle sfumature nuove, che sono poi quelle che fanno la differenza.

    Buon sabato piovoso a tutti!
    Pinuccia

  18. Ieri sera, dopo il lavoro sono stata in una libreria nel cuore di Milano, zona Brera, a due passi dal Castello Sforzesco.
    Editori e librai per passione o almeno questa è stata l'impressione che ho ricevuto.
    Non è un negozio, ma una "casa".
    Non c'è ingresso a vetrina dalla strada: vi si accede passando dal portone massiccio di legno del palazzo d'epoca che la ospita.
    Mi accoglie una signora, capelli bianchi e un sorriso che non vidi mai scomparire: stetti con lei un'ora e mezza.
    Mi accolse prendendomi la mano e mi chiese "cosa posso fare per lei?".
    Dentro c'erano odori e colori di legno, calore, una luce giusta, calda.
    Un tavolo rotondo nella prima stanza, alcune sedie, libri ovunque,  e un clavicembalo.
    Le parlo della ragione della mia visita e lei mi accompagna in un angolo dove sono riposti alcuni libri di favole, loro edizioni, stampate con tecniche antiche.  Mi mostra i caratteri mobili, le lettere forgiate nel metallo e si apre una piccola porta verso un mondo antico.

    Poi mi porta in altre stanze e mentre chiacchiriamo mi mostra alcuni testi di alcuni editori dei quali ne cura la distribuzione e lo fa come fossero figli.

    Mi parla anche un po' di sè, e poi mi dice: i libri che piu' ho amato, li ho regalati tutti alle persone per me importanti perchè sono sempre stata  convinta che dentro ci hanno  trovato un po' dei miei pensieri e delle mie emozioni.
    Ho sorriso perchè anche io ci credo, e da sempre.

    A prescindere dalle ragioni che mi hanno portata in questo posto, è stata comunque una scoperta e un bell'incontro dove davvero la passione e l'amore per un "mestiere" era ovunque, si poteva toccare.

    In posti come questi credo si possa coniugare l'amore per le cose antiche e la scelta, meticolosa e attenta della qualità con qualcosa di diverso veramente: ogni sabato mattina, la "casa" è aperta: chiunque può incontrarsi, senza alcuna quota associativa, senza appuntamenti, senza accordi. Ci si trova, si consulta cio' che si desidera, si studia, qualcuno se lo sa fare suona il piano, qualcuno legge.
    Insomma un salotto, un po' speciale e insolito almeno a Milano.

    ———-
    A New York ho visitato invece molte librerie-caffè aperte: si entra, si ordina un caffè se si vuole ma molti avevano il panino portato da casa avvolto nella carta stagnola, si preleva un libro una rivista un giornale dallo scaffale, si legge poi si ripone. Nessuno chiede niente, nemmeno c'è obbligo di consumazione. A Milano c'è Fnac un po' così… Circa.

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...