ALBERI

L’ho letto lo scorso luglio, durante un viaggio in treno. Si legge in meno di un’ora.

E’ una storia di impegno, di Amore, di perseveranza, di volontà. Alla fine c’è il premio per tanta fatica e tanta costanza. Un premio inaspettato. Perchè è bello quando arriva qualcosa che non hai chiesto, qualcosa che non ti aspettavi perchè è bello quando fai qualcosa perchè ci credi e basta. 

Un po’ come quando si ama senza aspettarsi niente. Che poi, per me, è la sola forma di Amore.

Ho dedicato molta cura, sempre, al mio lavoro. L’ho fatto per tanti anni senza badare all’orario, alla stanchezza, agli altri impegni. Non mi sono mai pentita di questo, perchè sono sempre stata convinta che si sta bene quando si fanno le cose bene, e che il premio è nella consapevolezza di “avere lavorato bene“.

Ma capita che ci si trova a confrontarsi con l’arroganza, la presunzione, con la mancanza di rispetto per la persona che sei, non solo per il lavoro che fai. 
Allora quando accade questo, resiste un sapore amaro in bocca e ti volti indietro e vedi tutti i tuoi alberi piantati, li riconosci uno ad uno, sapresti dire, per ognuno, che tempo faceva quando lo hai piantato; di ognuno conosci le sfumature, i segni sul tronco, l’odore del legno.

E davanti vedi un deserto, arido.
E senti che non hai più voglia di piantare niente ma non hai nemmeno più voglia di camminare in un deserto.

Da Wikipedia

L’uomo che piantava gli alberi
Titolo originale L’homme qui plantait des arbres  Autore Jean Giono  – 1ª ed. originale 1953

È la storia di un pastore che, con impegno costante, riforestò da solo un’arida vallata ai piedi delle Alpi, vicino alla Provenza, nella prima metà del XX secolo. Il racconto è piuttosto corto – 3400 parole nella traduzione italiana.
 
Trama
La storia è narrata da un uomo che rimane anonimo per tutto il racconto (anche se è stato suggerito che si tratti dell’autore stesso, Jean Giono, ma non vi è alcuna certezza).

La storia ha inizio nel 1910, quando il giovane narratore intraprende un’escursione in solitaria attraverso la Provenza, in Francia, arrivando fin sulle Alpi.
Il narratore finisce le scorte d’acqua in una vallata deserta e senza alberi, dove cresceva ovunque solo lavanda selvatica, senza alcun segno di civilizzazione, eccetto alcune strutture ormai abbandonate. Il ragazzo incontra un pastore di mezza età, che gli mostra una sorgente d’acqua che conosceva.

Curioso riguardo al pastore e alla vita solitaria che conduceva, decide di restare presso di lui per alcuni giorni. Il pastore, divenuto vedovo, aveva deciso di migliorare la landa desolata in cui viveva facendovi crescere una foresta, un albero per volta.
Il pastore, che si chiamava Elzéard Bouffier, aveva piantato oltre 100mila querce; di queste, si aspettava che ne restassero in vita solo 10mila.

Il narratore torna a casa, e più tardi si arruola come soldato nella prima guerra mondiale.
Nel 1920, traumatizzato e depresso, l’uomo torna dal pastore, ed è sorpreso alla vista di migliaia di alberelli in tutta la vallata, e nuovi torrenti dove non scorreva più acqua da anni.
Da quel momento, il ragazzo tornerà a trovare Elezéard Bouffier ogni anno. Bouffier nel frattempo aveva cambiato mestiere, dato che il gregge di pecore rischiava di rovinare la sua opera, si iniziò a dedicare all’agricoltura.

Per quattro decenni, Bouffier ha continuato a piantare alberi, prima querce, poi faggi e betulle, e la valle si trasformava lentamente in una sorta di Giardino dell’Eden.

La vallata ha ricevuto protezione ufficiale dopo la prima guerra mondiale (le autorità credevano che la rapida crescita della foresta fosse uno strano fenomeno naturale, poiché non sapevano del lavoro dell’uomo), e più di 10mila persone tornarono a viverci.

Il narratore vede Bouffier per l’ultima volta nel 1945, ormai molto vecchio. L’uomo che piantava gli alberi morirà felicemente nel 1947, in un ospizio a Banon.

Annunci

22 pensieri riguardo “ALBERI

  1. Splendido: Quello era un uomo che aveva capito tutto.
    Ma quasi tutti piantano gli alberi in attesa dei frutti; oppure si aspettano che qualcuno si accorga del fatto che dove prima c'era un deserto adesso c'è del verde; oppure sperano che nessuno decida di far passare un'autostrada proprio in mezzo alla foresta; o infine pensano che quei quattro gatti che verranno a vedere la nuova foresta non buttino cartacce e bottiglie di coca cola in terra.
    Mi spiace. Ma sono certo che la speranza verrà disattesa.
    Pochi ce la fanno a piantare alberi… e basta.

    Una volte conobbi un essere straordinario vicino alle Pleiadi:
    Gli domandai perché cavolo si fosse messo a fare un esercizio difficilissimo di equilibrio, camminando sopra una corda tesa fra due asteroidi. Mi rispose così:
    "Perché è difficile, perché è nobile, perché è bello". 

  2. No, stavolta non era il Piccolo Principe. Ma era un grande uomo, che usava le parole del piccolo principe per spiegare a me, e a tanti altri, la bellezza delle azioni gratuite.

  3. Sapevo che chi passa di qui avrebbe colto il messaggio, stupendo, contenuto in questo mio post.
    Le azioni gratuite! Hai detto niente Pieffe !
    Sono passate di moda, non sono trendy.

    Ti è mai capitato di fare qualcosa per qualcuno, di dare il tuo Tempo, la tua disponibilità, l'Ascolto (perchè ASCOLTARE ormai è un'attività che l'uomo moderno non sa più svolgere), ti è mai capitato, dicevo, di trovarti davanti qualche viso perplesso, l'espressione stupita come per dire "ma chi sei? un membro dell'esercito della salvezza?" oppure una crocerossina in cerca di una medaglia al valore?

    Quando invece tu non vuoi proprio salvare nessuno, perchè non sei tanto presuntuoso, perchè SAI che ascoltare è piu' prezioso del dare consigli.
    Perchè anche te, di Gesù nel Tempio ne hai incontrati un esercito, gente che ti dice "devi fare, dire pensare, essere".
      
    Quando tu invece volevi  soltanto essere un plaid, una tazza di tè allo zenzero, un caminetto acceso, una tavoletta di cioccolato, un sacco della box, un piatto di pasta, un giocattolo, un albero, un campo arato, una minuscola stella, un fiato di niente, un fiocco di neve.. Insomma volevi soltanto essere cio' che pensavi potesse servire in quel momento.

    Ti è mai capitato Pieffe? A me si…  Ma va bene così.
    Non sono cambiata, nemmeno dopo le delusioni, le amarezze q anche dopo qualche derisione.
    Va bene così.

  4. Qualcuno, poco tempo fa parlando di ascolto, diceva che è possibile ascoltare l'altro solo se si fa il silenzio interiore.
    E mettere l'altro al primo posto.
    Il silenzio interiore penso sia la cosa più difficile da realizzare .
    Con la mania di essere considerati bravi  crocerossini , mentre  il nostro interlocutore ( inter-locutore cioè non uno ma due ) parla, si pensa già a quale risposta dare,  risposta che ci faccia apparire come persone divine che dispensano i loro favori. Impressionare l'altro.
    Fare silenzio ed essere così onesti con se stessi e con chi ci sta di fronte  di riuscire a dire, se capita  per un qualunque motivo , di avere la testa da un'altra parte : ne parliamo un'altra volta.

     Buon appetito…
    Pinuccia
     

  5. Pinuccia, sottoscrivo integralmente il tuo pensiero.
    Capita di incontrare chi "si parla addosso" e si compiace di cio' che dice, si "stira e ammira" da sè.
    Morale: una serie di monologhi infiniti. Questi aspetti però aiutano a capire chi si ha davanti per la serie: se lo conosci lo eviti. Presente la campagna AIDS? Uguale.
    Un po' piccato questo mio commento .. lo so.. Un po' da pulpito? Anche…
    Ma ho un dentino leggermente avvelenato, ultimamente, con questo tipo di persone. Prepotenti arroganti saccenti presuntuosi .. Occorrerebbe imparare ad essere "sopra"  ma cio' comporta una certa saggezza.. che io non possiedo. Ahimè. E sono pure molto lontana dal raggiungerla.
    L'altro giorno ho chiesto a questo omino qui

    un passaggio.
    Avrei scelto gli anelli di Saturno, che è il mio pianeta dominante (tosto eh?!).  Oppure Encelado, che è una delle sue lune. E' bellissima, tutta venata di azzurro… Uno splendore. Ma mi ha detto che fa un freddo cane.

  6. Ho trovato in rete il libro.
    Concordo con tutto ciò che avete scritto tu e Pieffe.
    Fare le cose senza aspettarsi niente in cambio disorienta. La prima cosa che viene in mente è : Dove è l'inghippo?

    Che tristezza!!
    Pinuccia

  7. Interessante il percorso di chi pianta alberi.
    Mi ritorna alla mente la radice della parola paradiso che per ignoranza non conoscevo.
    E mi viene a mente questo pezzo di questo libriccino di Erri De Luca che ho incollato in un post che mi è capitato di scrivere qualche tempo fa.
    Paradiso luogo di sudore di "agricola" costruzione.
    ciao
    Alessandro

  8. E poiché al buon Erri de Luca manca il senso del trascendente, anche se ha molto forte quello di un neo-umanesimo immanente, ma laico, mi permetto di osservare che il termine Paradiso, in italiano, deriva dal latino "paradisius" e dal greco "paradéisos" (entrambi con il senso di giardino). La stessa radice si trova nell'indo iranico "pairi-daèza", con il senso di "intorno un muro". (La radice ebraica "pardés" è sicuramente più tarda di quella indo iranica, e probabilmente è derivata da quella). Insomma il "Paradiso" è un luogo circolare, isolato, trascendente rispetto alla dimensione umana usuale. Il riflesso di tale luogo trascendente, nella terra del mondo medievale, diventerà il famoso "hortus conclusus".
    Quello che pianta gli alberi nel Paradiso è percò un Essere particolare. E anche la natura è particolare, in quanto non è sottoposta ai vincoli di quella terrena.
    Resta il fatto che un uomo, come quello citato da Cele, che tenta di fare un piccolo "hortus" in questo mondo decaduto e decadente (nel quale nessuno crede più veramente al "Paradiso"), è molto più vicino al Paradiso di tanta gente che predica il paradiso, e crea… un inferno.
    Mi scuso per la sbrodolata semiologica, ma è una delle mie manie.
    Pieffe

  9. Ciao Ale 
    benvenuto in questo spazio.

    Che non è proprio il paradiso, ma c'è un po' di tutto. Angioletto, diavoletti, e qualche gatta.
    Per la gatta il paradiso è un davanzale sotto la luna.
    Per un viandante in un deserto è una pozza d'acqua.
    Per chi ha fede è la ricompensa eterna, il riscatto.
    Per un piantatore di alberi, è un bosco laddove prima c'era terra incolta e cespugli e crepe.

    A proposito di De Luca, ho letto "Montedidio". Da leggere.
    Per Rafaniello il paradiso sono un paio di ali chiusi in una gobba che una volta schiusa gli avrebbero permesso il volo promessogli dall'Angelo.

  10. Da parte mia il pleiadiano è scusato alla grande, dato che la mia ignoranza in materia si taglia col coltello. Anzi, mi farebbe piacere leggerne un po’ più spesso …
    Da parte mia, ritornando al libro (approposito, ringrazio Pinuccia del suggerimento e ho provato io quoque a cercarlo, e qui lo trovai http://www.culturalegno.org/luomo_che_piantava_gli_alberi.html )
    Avrei un’altra cosa da aggiungere a quanto detto: verissimo, ci vuole molta maturità a pensare al fine ultimo delle proprie azioni e svincolarsi dal conforto datoci dall’approvazione altrui, sia essa richesta o meno.
    Ovviamente la nostra ospite Celeste ha omesso, per brevità, una parte del racconto, e per questo mi fa anche piacere averlo messo a disposizione, ed è che, ad un certo punto, quando altri si appropriano del lavoro di Bouffier per la propria gloria.
    Il passo è questo:
    … Nel 1933 ricevette la visita di una guardia forestale sbalordita (alla vista della foresta creata da Bouffier ndr). Il funzionario gli intimò l’ordine di non accendere fuochi all’aperto, per non mettere in pericolo la crescita di quella foresta naturale. Era la prima volta, gli spiegò quell’uomo ingenuo, che si vedeva una foresta spuntare "da sola". … Nel 1935 una vera e propria delegazione governativa venne a esaminare la foresta naturale. C’erano un pezzo grosso delle Acque e Foreste, un deputato, dei tecnici. Fu deciso di fare qualcosa e, fortunatamente , non si fece nulla, … .
    La versione di yuotube, che è bella davvero per i disegni e per la voce narrante, calca ancor più la mano su questo punto.
    Si può accettare la mancanza di riconoscenza. Anche l’indifferenza, o il contrasto al proprio operato, se si è convinti di quello che si fa. Resta molto più difficile convivere con chi si prende il merito delle azioni altrui.
    In effetti però quanto detto è soltanto il sesto stadio di evoluzione naturale di un progetto.
    Infatti le fasi sono:

     1) Entusiasmo
     2) Disillusione
     3) Panico
     4) Ricerca del colpevole
     5) Punizione dell'innocente
     6) Gloria e onori ai non partecipanti

    C’entra poco forse, ma credo che si capisca che c’entra, eccome se c’entra.
    R

  11. Mio caro ferroviere orologiaio: certo che c'entra!!I
    Le fasi del progetto da te enunciato sono talmente comprovate che, le pochissime volte in cui:

    perde chi ha perso
    si promuove chi va promosso
    si loda chi va lodato
    si perdona chi va perdonato
    si condanna chi va condannato
    e, alla fine
    vince chi ha vinto

    costituiscono delle eccezioni da numerare sulla dita di una sola mano.
    Io, ad esempio, sono sicuro che, a un certo punto della metastoria umana, qualcuno si mangiò una mela, acquisì la conoscenza del bene e del male e, da quel momento i "buoni" se la presero quasi sempre in quel posto.
    E ti giuro che, se non ci fossero stati John Wyne e Tex Willer, ogni tanto, a rimettere a posto le cose staremmo anche peggio.
    Pieffe

     

  12. E Topolino e Pippo e Pluto  dove vogliamo metterli?
    Anche se debbo dire che mi è sempre stato più simpatico Paperino, senza dubbio. Un mito. Lui si che ha capito tutto.
    Ma avrei una banda bassotti da stanare quindi il topo investigator mi sarebbe utile.
    Archimede Riccardo e Archimede Pitagorico Pieffe se incontrate Topolino ditegli che lo sto cercando. Sottovoce eh, c'è in giro la Gatta.

    Celeste

  13. ps
    la banda bassotti in questione calza perfettamente a quanto espresso da Riccardo e Pieffe nei loro interventi.
    Capito perchè urge Topolino? Chissà se sarebbe disposto ad andare in trasferta… Diciamo verso Varese?

    ps Riccardo Trovatutto grazie per aver linkato il testo. Anche la Pinuccia non scherza con la caccia al tesoro.
    Se non si è capito: CHERCHEZ LE RAT !!!

    Cele again

  14. I tre gatti neri che mi offrono magnanimamente ospitalità  ( Oscar, l'altro gatto, è ancora latitante) a disposizione sono….    se si tratta di chercher le rat.

    Chissà insieme ai cani sguinzagliati da Celeste  magari lo trovano. 
    Penso che  Petula non disdegnerà anche se lei è avvezza a lucertole che al nord cominciano a scarseggiare…

    Pinuccia

  15. Il topo che cercate è ospite sul mio davanzaleinsieme alla lucertola. Essendo io diventata una gatta vegetariana non ha nulla da temere da me. Non potrei dire lo stesso per i gatti di Pinuccia. Mi ha detto di chiamarsi Top Ponzi, proverò a parlare della richiesta di Celeste.
    Fusa

    Petula sloggata

  16. No, cioè.
    Scusate se cambio argomento, ma questa proprio non me lo sarei aspettato:
    Passando per strada ecco cosa mi sono trovato davanti:

    E chi se lo sarebbe aspettato che il nostro beneamato Pleadiano fosse in realtà il Fabrizio Corona de noattri???
    Altro che semiologia, qui si ragiona di ben altra roba!!!
    😀
    Ok, dopo questa non c'è che la buonanotte.
    Regards
    R

  17. ma dai, Riccardo!!
    E non dovevi mostrarlo in giro in questo modo!!

    Questo è semplicemente il cartello che sta sull'autostrada intergalattica P 27, poco prima dell'ultimo sole della nostra costellazione. Li c'è un luogo, sul tipo delle vostre Maldive, dove i pleiadiani vanno ad abbronzarsi e a rigenerarsi, lontani dal Grande Fico (dove c'è l'obbligo terribile di esser fedeli alle sette mogli di ogni pleiadiano, e tutte quelle altre regole che i vecchi frequentatori del blog di Cele hanno avuto la pazienza di leggere).

    Al playtop beach (è la nostra spiaggia per vip) ci fanno i massaggi, e c'è un gruppo di fanciulle di Andromeda, (molto sexy e tutte giovanissime, rigorosamente al disotto dei 300 anni,  che ci accarezzano e pettinano le orecchie per ore.
    Purtroppo si è scasinato splinder e non so come si fa a ricostruire le immagini se no vi facevo vedere il luogo

    Pieffe sloggato

  18. Urca Riccardo hai sgamato il pleiadiano.
    Mi pare di vederlo, con le sue zampette munite di ventose arrampicarsi sui vetri ma .. mi sa che sono Made in China come quasi tutto ormai.
    Sotto sotto le ipotesi che mi sono venute in mente sono:

    1 – Un business.

    2 – E' una copertura di qualche attività più … spessa. In tal caso sarebbe interessante conoscere il significato del numero 70 nella Cabala, perchè credo che vi sia un legame tra Cabala e Stelle. E se così fosse di certo la scelta nel civico 70 non sarebbe casuale.

    L'ipotesi al punto 1 pero' mi sembra banale, quella al punto 2 un po' troppo.. esoterica (? )

    Si vagliano volentieri altre ipotesi,  magari dal punto di vista felino.

    Celeste
    dal sanatorio, con affetto.

  19. Ah Ricc
    Ovviamente se il CIP (Comitato Ipotesi Controluce) si concentrasse sulla questione di cui al punto 2, è iINDISPENSABILE conoscere esattamente la posizione (long e lat) del luogo in cui sorge il palazzo, eletto quale sede delle attività.

  20. Ho chiesto lumi a Top Ponzi e mi ha detto che in quel centro estetico Pleiadi l'estetica lascia molto a desiderare. Già le "giovani" fanciulle di Andromeda sono un po' felliniane di aspetto. I Pleiadiani abbronzati sono leggermente impressionanti perchè, da verdolini che sono, dopo le lampade solari tirano al grigio cenere. Probabilmente le lampade che usano dovrebbero essere ritarate!!!
    Mah, ognuno si fa male come crede!
    Pieffe, hai tutta la nostra comprensione per quell'usanza barbara di dover essere fedele a quel caravanserraglio di mogli. Deve essere noiosissimo.
    Celeste, come ti dicevo in altre sedi, un infuso di erba gatta è una zampa santa per il raffreddore.
    Riccardo, ma tu girando intorno alla luna hai visto solo quell'insegna oppure hai trovato anche il senno di Orlando?

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...