ORI E COLORI

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(foto dal web: windoweb.it)

Tempo da masticare lentamente, tempo di frutti maturi, polposi, generosi di zuccheri e di materia densa, morbida. Tempo su cui passeggiare con passo lento: il peso del corpo non fa male alla Terra quando è coperta di foglie.

Tempo di riflessioni sfumate di ocra e di amaranti. Sfumature cangianti sotto il sole che sa come fare per non ferire la terra vestita fiammingo.

Giorni da annusare, nei boschi di castagno, l’oro accanto al glacè, alle nuances marrone, arancio, nocciola, spezzate dalle lunghe liane accese  della vite canadese che si adagia si arrotola, scivola infuocata dai rami degli alti fusti delle robinie, dei castagni, dei pioppi.

Le gocce di acqua che a fatica si separano dalle foglie appese ricevono la luce del sole diventando diamanti per poco: per altri istanti si credono rubini, smeraldi, topazi, agate, pietre di luna,
Con il loro peso ne accelerano la caduta, aiutano a spezzare quel filo che le tiene ostinatamente attaccate al ramo. Si, pioggia e autunno sono alleati.

E’ una magia, un incantesimo, il piccolo stagno le cui acque si colorano di rosso sangue, come diventasse donna.

Tutto è maturità, silenzi ovattati, attesa sospesa ma piena, completa: niente sa di agonia o di morte ma è promessa. Gli anelli del tempo, tra le mie dita adesso, riflettono come poche volte, il ciclo del tempo.

Tempo, questo, di seni morbidi, di ventre pieno e caldo su cui potersi addormentare, corpo generoso che sa cullare, vegliare. Abbracciare. L’autunno, indubbiamente è Donna: dentro la sua pancia cova la vita.

Gli scoiattoli, i ghiri, i ricci addormentati nella pancia della terra dai rumori attutiti dal sonno della terra stessa, hanno per ninna nanna le foglie che cadono in attesa dei germogli di Tutto che già silenziosamente si prepara per diventare domani fiori nocciole e semi e frutti e bacche.

I tramonti non contrastano più ma assecondano e replicano i colori della Terra.
Esplodono l’arancio e il rosso e colano, sopra altri arancio e rosso sui quali si confondono e con i quali si fondono dentro silenzi d’oro e di bronzo.

caminetto

(foto mia)

28 pensieri riguardo “ORI E COLORI

  1. Buona settimana a tutti!

    Da giovane, ovvero qualche manciata di decenni fa, non amavo l'autunno.
    Mi metteva l'angoscia. Vedevo, percepivo solo gli aspetti negativi: la nebbia, la pioggia, le giornate che si accorciano a vista d'occhio. Mi mancava l'aria.
    Amavo la primavera quando le piccole gemme forzavano le dure corteccie degli alberi e , sorpresa, erano in grado di trasformare un brullo paesaggio in vita fremente.

    Poi con il passare del "Tempo", mi sono accorta di quanto sia affascinante l'autunno: E' la stagione del raccolto, dei colori intensi, della dolcezza, del raccoglimento, dell'intensità dei sapori: dalle castagne, ai funghi, alle focaccie con l'uva, ( non ho più fatto quella con l'uva nera perchè non sono più riuscita a trovarne di sana nelle vigne. Sarà per un'altr'anno: prometto: parola di vecchia marmotta).
    Cele ha descritto benissimo l'autunno. Le passeggiate nei boschi, lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, i profumi. Lei è brava in queste cose.

    E poi oggi forse spunta il sole, così mormorano le previsioni del tempo.
    Abbracci a tutti quelli che passano di qua.
    Pinuccia

  2. Ecco, Pinuccia sa abbracciare d'autunno.
    Il suo è un abbraccio morbido, caldo, un plaid.

    La nebbia:
    Abitavo a ridosso del Parco del Ticino, la zona tra Lombardia e Piemonte. 
    Il Ticino è un fiume meraviglioso, secondo me, perchè muta, muta sempre.  Le lanche, le secche, i depositi di ghiaia, gli stagni a volte coperti da lenticchie d'acqua su cui volano migliaia di sposine (libellule con il velo), le famigliole di germani, i pesci.
    I picchi, le rose canine, i conigli.
    C'è un piccolo ristorante in mezzo ai boschi, sembra la casina dei sette nani: quando vado, la sera, i fari dell'auto rivelano decine di coniglietti che foggono, con il codino bianco.. uno spettacolo.
    E poi i salici, le querce, gli ontani neri, le robinie.
    Le rane, le raganelle, i grilli la sera.

    In quel ristorantino si mangia quel che c'è. Molto spartano, rustico, è uno dei miei posti preferiti. In inverno c'è sempre un enorme caminetto acceso, la polenta, la salsiccia, gli umidi, il salame fatto in casa, il lardo con il pane caldo. Il pane spesso è del giorno prima. E' uno di quei posti che scaldano le ossa e il cuore.

    Il Parco del Ticino è vivacissimo in estate, pieno di vita, e affascinante con la nebbia.
    Da piccola mi faceva paura: c'era quella nebbia che si taglia con il coltello. Ora non piu' .. sono cambiate molte cose.
    La mattina presto è uno spettacolo affascinante, per me, la nebbia bassa, sopra i prati e il sole sopra.

    La luce è quasi spettrale a volte e nella mia fantasia, ogni volta mi aspetto di trovarmi davanti un cavaliere a cavallo che mi viene incontro.
    Avevo questa fantasia da bambina e ce l'ho anche adesso. 

    Ci sono cose di me conservate in quella nebbia, che le protegge, io credo. Ricordi della mia infanzia: è in quei posti che mio padre mi portava spesso, con la lambretta e là e mi ha insegnato cose sugli animali e sugli alberi.
    E' li che mio padre mi ha insegnato a nuotare. Ai tempi si poteva fare il bagno ora non più, credo.

    L'autunno è un' esplosione di colori anche in quei posti. Mi mancano un po' .. ma dalla mia casa attuale è presto raggiungibile. Uno di questi fine settimana ci vado. A caccia di immagini da fotografare.

    La poesia di questi ricordi diventa un po' amara quando penso all'estate. In estate ho smesso di andarci. La domenica intere famiglie ci fanno i pic nic con tutte le conseguenze facilmente immaginabili di questi tempi dove educazione e rispetto sono una rarità. Radio a tutto volume con le partite di calcio, barbecue e grida ecc… Basta mi fermo qui e preferisco ricordare come sopra il mio fiume azzurro.

    Ti confermo che a Milano c'è il sole.

    Un abbraccio cara Pinuccia e grazie per ciò che lasci qui.

  3. Ciao Cele.Bellissima la tua foto sfocata del camino. Invece la prima non mi piace: è…di plastica.
    E tu, romanticona come al solito, riesci anche ad evocare immagini decisamente accattivanti:
    ad esempio quella "di seni morbidi, di ventre pieno e caldo su cui potersi addormentare, corpo generoso che sa cullare, vegliare". 
    Beh, mica male. Una pennichella, io che soffro d'insonnia, da quelle parti ce la farei volentieri.
    Pinuccia mia! Come ti capisco con la storia che qualche decennio fa l'autonno ci stava antipatico mentre col passare degli anni diventa sempre più collusivo e intrigante.
    E' un problema di matematica.
    Le giornate diventano effettivamente più corte,  e anche quelle delle persone …mature vengono percepite più corte. La distanza dal… capodanno diminuisce velocemente e anche quella delle persone dalla stazione finale diminuisce rapidamente:
    questa è la disequazione assurda (così facciamo contento Riccardo). Se viene soddisfatta…si campa…altrimenti si passa all'inverno.

    t/ T > x/y. k

    t= tempo mancante alla fine dell'anno
    T = della durata del giorno
    x= tempo che manca al termine della vita
    y= tempo percepito della durata del giorno
    k= fattore di proporzionalità misterioso connesso alla forza vitale (dipende dal Padreterno)

    come si vede è un'equazione misteriosissima con due incognite e non può essere risolta perché tutto dipende da k
    Alla fine dell'anno, infatti t/T è uguale ad un valore costante

  4. mancava un pezzetto:

    invece X è totalmente inconoscibile, k è un fattore che non è modificabile da noi. Resta y, che è una variabile simpaticissima, connessa alla capacità di guardare ancora i colori e la vita curiosità e stupore.
    Pieffe 

  5. Pieffe
    come sai mi sto iscrivendo ad alcuni corsi per farmi adottare, visto che anche la mia amica Paola ha adottato un gatto e ora sta come un pascià sul davanzale. Il pacchetto "all inclusive" comprende:
    (copio e incollo dalla proposta d'ordine ricevuta dalla nota società di Counseling "Petula & Zar Ziguli Snc")

    miagolio ruffiano
    – travestimento stile "piccola fiammiferaia"
    – sugardo languido alla "portami con te"
    – orecchie tristi da vittima di turno

    MA
    se tu mi scrivi sì tante belle parole potresti valutare la possibilità di adottarmi? Anche a tempo determinato, si intende. Pensaci.
    Sull'accorciarsi delle giornate.. ahimè siamo d'accordo accidenti. 
    Mi considero tuttavia una variabile di tipo Y. Per ora.

    Riccardo
    Bentrovato.  Il playfrascati mi sa che dà meno effetti delle tisane mie e di Petula, entrambe affezionate alle …. ehmmmm … erboristerie.
    Vedi ultimi commenti al tuo post …. Pensare che era un post serio!

  6. A  Riccardo e Pieffe.
    Dalle mie parti non esisteva il playfrascati, ma il playbarbera. Adesso le varietà si sono moltiplicate, dipende dai gusti del bibendo, cioè colui che assapora.
    Forse l'effetto è lo stesso per far diventare la X un fattore senza alcuna importanza
    Tutte quelle  varianti proposte a me fanno l'effetto cumulativo di tutti i playeccetera, visto che sono anch'io una cliente delle erboristerie e3 non delle cantine.
    .

    A Celeste: se cerchi un adottatore temporaneo adotta anche lo strusciamento: funziona!

    D'accordo che il tuo post è serio, ma una folata di follia ci sta.
    Pinuccia

  7. slurp!!
    ….l'ho finito e ho risolto l'equazione: E' proprio come dice la Pinuccia.
    Mi su n'alpin mi su n'alpin, mi su n'alpin…. 
    ghe piase el vin, ghe piase el vin ghe piase el vin…

  8. Mamma mia! Ecco perchè stanotte sentivo dal mio davanzale i canti dei Carmina Burina nell'interpretazione del Pleiadiano Vagante:

    In taberna quando sumus
    non curamus quid sit humus,
    sed ad ludum properamus,
    cui semper insudamus.
    Quid agatur in taberna
    ubi nummus est pincerna,
    hoc est opus ut queratur,
    si quid loquar, audiatur.

    (..)
    Tam pro Pieffe quam pro rege
    bibunt omnes sine lege.
    Bibit Ori, bibit herus,
    bibit Pina, bibit clerus,
    bibit ille, bibit illa,
    bibit Riccardus cum ancilla,
    bibit Micia, bibit piger,
    bibit Gollum, bibit niger,
    bibit constans, bibit Cloff,
    bibit rudis, bibit Orff, 
    bibit iste, bibit ille,
    bibunt centum, bibunt mille:

    E' pure stonato!!
    Che nottata!!

  9. m'embriacai cum  gran licentia
    pauca n'ebbi de prudentia
    fui extasiato propter gatta
    nunc et semper subdisfatta

    verba volant sed micia
    est tamquam pasta gricia.

    Ehem. Verbi, consecutio temporum, e sintassi perfetti.
     

  10. Non si dice che chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia?

    Bibemus, bibemus et omnes erimus in laetitia.  (E anche un po' più caldi dato che fa freschetto)

    Curate ut valeatis, omnes!
    Pinuccia

  11. 1) Ori: foto bellissime.
    2) PF: k contiene non una, ma due incognite… ma l'importante è che tu abbia risolto brillantemente  l'equazione!
    3) Petula: i Carmina Burina sono geniali, kappumkap!
    4) PF: la micia alla gricia… conosco chi apprezzerebbe…

    Gil

  12. Mmmiaoo! Dalla taberna siamo finiti al ristorante?

    Chi ha messo in ballo la pasta alla Gricia che poi mi tocca scappare dal Gollum?

    Celeste dove sei? Non sarai finita sotto il tavolo anche tu, spero!

    KappumKa Gil, è bello vederti spuntare tra noi, come vedi abbiamo tutti uno spirito di-vino (novello, credo, data la stagione)

    Fusa dalla Micia Felix

  13. Qualcuno mi ha chiamata?
    Ho sentito: Celeste dove sei? Allora sono arrivata ma pensavo di aver sbagliato stanza. Ma poi ho letto l'insegna: Controluce e ho detto: no, è tutto giusto ed è anche tutto vero. Non è un sogno… sono loro.
    LORO. Petula, Pieffe, Pinuccia e Cloff.
    Mah.
    Un tempo, era quando mancava il gatto che i topi ballavano… Ma qui il gatto anzi la gatta c'era… In piedi sul tavolo che danzava e tutti attorno che bevevano e  …………. fumavano.
    Non ci sono più i gatti di una volta, e nemmeno le gatte.  O tempora .. o mores!!
    Persa perfino la Pinuccia che era – almeno lei – una donna seria!
    Non a caso, dopo la programmazione del Carmina Burina, la scaletta prevede "La Traviata" da cui il famoso "Libiamo ne' lieti calici" .. Appunto.

    A Gil: resisti e tieni lontano il tuo amico.
    A Riccardo: aiutooooooooo

    PS la pasta alla gricia è una cosa meravigliosa.

  14. Sono uscita da Controluce che era mattina: trasformata in taberna, ho cercato, per tutta la notte, di ristabilire un ordine e restituire al sito una – almeno apparente – rispettabilità.

    Albeggiava, l'aria era fresca e mi sono imbattuta in due tizi che discutevano. Il primo era tutto ignudo e dall'aria ambigua,la pelle giallina, il respiro intervallato da un frastuono che pareva un lavandino ingorgato.

    Il secondo era vestito di colori sgargianti, al posto del naso aveva una proboscide.

    Il primo accusava l'altro, cantando (letteralmente)  le ragioni delle sue rimostranze. Il secondo cercava di giustificarsi.

    Io,nascosta dietro il Grande Albero che sta a destra dell'ingresso di Controluce, ho assistito alla scena e ho registrato la canzone con il mio cellulare.

    Siccome la qualità del risultato era assai scadente, ho radunato la classe della mia nipotina che ha rifatto degnamente il pezzo, con i dovuti arrangiamenti e ovviamente senza lo strumento "lavandino".
    Il pezzo cantato dal tizio ignudo (dimenticavo: aveva nella mano destra una padella, nella sinistra un anello) era questo:

    Pure un elefantino in baldacchino, è stato promesso. Magari arriva un'elefantina..  Mi sa che il secondo tizio ci sta pensando..

    Un appello a  Zar Ziguli: ti conviene chiedere asilo sulle Pleiadi. E in fretta.

  15. Oddio, questo baratto con gatti mi preoccupa! Non essendo io nè bianca nè nera forse la sfango! Zar Zigulì poi è grigio!
    Mettete via le padelle eh!
    Celeste guarda con che leggerezza su questo post si passa dai Carmina Burina allo Zecchino d'oro, fantastico!!
    Fusa (un po' perplesse)

  16. dai,  persino  Orff può essere considerato parte del patrimonio culturale collettivo, se non altro per quanto il pensiero dei clerici vagantes possa ringalluzzirci e far vagheggiare un tempo in cui si andava un pochino più al sodo 🙂

    … noi evidentemente badiamo solo "alla gricia"

    certo che versi come "non era una giraffa di plastica o di stoffa ma era in carne ed ossa e l'avrei data a te …" hanno segnato indelebilmente tanti di noi

    cloffinfantile

  17. Cloff
    Ma allora tu non sai cos'è la pasta alla gricia…
    E te lo dico io, oltre ad essere un piatto meraviglioso è anche questo.

    Un uomo invita una donna a cena.
    Un tempo avrebbe detto, dopo cena: ti mostro la mia collezione di farfalle.
    Oggi, siccome le donne non credono più a questo, allora l'uomo dell'Urbe si è evoluto e, al posto della collezione di farfalle, promette la pasta alla gricia.
    Parola di aspirante gatta, fresca fresca di lezione di Gatta Esperta.

    E lo fa "urbi et orbi"  !!!!!!!!!!!!!!!!
    TRADIMENTO TRADIMENTO.

  18. Beh, forse è meglio la pasta alla gricia che una collezione di farfalle che saranno deliziose, romantiche e chi più ne ha più ne metta, ma poco nutrienti.
    Se non altro qualcosa sotto i denti uno se lo mette. E parlo senza cognizione di causa…
    E poi confidando in libagioni pantagrueliche magari succede che si prende sonno e chissà, può essere che si cada in letargo. Giusto siamo nella stagione….
    A primavera si tireranno le fila….

    Pinuccia

  19. Lo nome arcano della "pasta alla gricia" fassi derivar da "Griciano", loco ameno proximo alla vieppiù nota Amatrice, madre indiscussa della pasta all'amatriciana.
    Orbene vien tramandato che un pleiadiano, trapiantato casualmente nell'Urbe, offrì codesta pasta a tal donna Celeste e soave, nota per la sua pridilizione per piatti leggeri.
    Ella, con stupor grande del pleiadiano, ne manducò tre piatti, annaffiandoli con circa due caraffe di vino bianco dei castelli dell'Urbe, e ne chiese ancora (essa proveniva in realtà da zone ancor selvagge, ove s'alimentan di granturco, tal Padonia o Padania che non ricordo). 
    Giunto perciò alla presentazione della nota collezione di farfalle cinesi e di formiche a pois del Burkina Fasu (che lo pleiadiano propone sempre come ristoro culturale dopo quello culinario) essa, la Celeste fanciulla si abbattè sul divano e crollò nei fumi del sonno.
    Qual gioa dunque nel riproporre lo stesso pasto ad altre signore, sperando che, limitandosi ad un solo piatto, la famosa collezione possa finalmente esser vista. 
    E se l'estensione della collezione non dovesse esser di gradimento, si da per certo che lo pleiadiano fuirà nuovamente co' la sua astronave, a portar le stanche membra su altri lidi, ove la gricia sia degnamente apprezzata e altrettanto lo siano,… le farfalle cinesi.

  20. Uè!! A scanso di equivoci: La storia è inventata! Cele è uguale al suo nome, leggera come una farfalla e delicata come un fiore! E mangia pure poco!.
    Pieffe

  21. Nessun equivoco.
    Donna Celeste adora la pasta alla gricia, quella all'amatriciana e tutta la pasta in generale. E si vede!

    E, come dice bene Pinuccia, ha apprezzato molto, nel cuore di Trastevere, detti piatti … In effetti le farfalle sarebbero state poco nutrienti. E poi non avrebbe mai accettato di vedere anche soltanto una di quelle bestiole, meravigliose, puntate ad un pannello infilzate da uno spillo.

    PS la pasta alla gricia, su ricetta di quel cuoco in trastevere (ricorderanno il pleiadiano a quel tempo in villeggiatura nella sua seconda casa all'Urbe e la Gatta in trasferta) Donna Celeste l'ha portata anche nel comasco.
    Un successone. Peccato che va tutta in fianchi…

  22. Pinuccia
    piu' che le fila, a primavera si tireranno le misure attorno ai fianchi.
    Per non parlare della prova costume.
    Per lo piu' ci si mette pure il Riccardo con la sua schiacciata con l'uva… Che ancora non ho fatto… Non ho mica trovato l'uva da vino …

  23. Come dicono dalle parti del Pleiadiano: Addavenì la primavera!
    Poi, confesso che a me il mare d'estate non piace, tanto per mettermi al riparo dalla prova costume.
    Inoltre le misure attorno ai fianchi le ho abbondatemente superate da qualche lustro. E non sono più riuscita a capire dove le ho perse.
    Devo, secondo te, rivolgermi a " Chi l'ha Visto?"

    Baci.
    Pinuccia

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