IL GENIO


Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione – Amici miei, Mario Monicelli

 
Qualcuno potrebbe credere che uno Stravinsky, un Einstein o un Picasso si sia conquistato, in forza del suo genio, il diritto all’eccentricità, all’idiosincrasia, alla caparbietà. Io sostengo al contrario che è stata la decisione di diventare padroni del proprio destino che ha dato loro il coraggio di tentare vie nuove – Ari Kiev
 

La differenza fra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti. – Albert Einstein
 

Ora di pranzo, piove. Niente passeggiata, nemmeno fame. Cazzeggio. Col minimo delle risorse intellettive e fisiche il massimo che si può fare è, stravaccati sulla sedia e con la palpebra a mezz’asta, muovere micrometricamente il polso e poderosamente usare l’indice per il “click”.

Internet è un mare infinito.
O per lo meno ci si può applicare il concetto di infinito che si usa per definire lo spazio al di là del nostro pianeta, dove “infinito” semplicemente è un atto di superbia umana per non voler riconoscere il limite verso qualcosa che non ci è noto.
I latini nelle loro carte geografiche sostituivano un concetto simile con uno molto più comprensibile di “hic sunt leones” ossia, “da qui in poi ci sono i leoni”, quindi non ci si può andare (non è che non ci volessi andare per carità, fosse stato per me c’avrei fatto anche una villettina per le ferie coll’aumento del 20%, ma oh, e c’erano ‘sti leoni…).

L’infinito spaziale è un concetto molto profondo e astratto, ma la sua applicazione è molto più semplice e meschina ossia, banalmente, non sappiamo cosa ci possa essere oltre quello che è il nostro orizzonte attuale, ossia 13,7 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra. Ma risolve un sacco di grane, no?
Quindi, ritornando al discorso originario, internet anche se non è infinita può essere considerata tale ai fini dei più. Me incluso, e alla grande.

Premetto: a mio parere il saper fare, o meglio, l’applicazione del proverbio “quello che non serve è quello che non si sa”, in senso esteso, è Valore, inteso alla Erri de Luca (riporto il link alla bellissima poesia a cui mi riferisco per chi non la conoscesse ancora. E’ nota, e per me è importante:

http://www.youtube.com/watch?v=1y-BC1uJxUc&feature=related )
 
Sapere fare è, per lo più, non cedere alla pigrizia mentale dell’abitudine.
Tra l’altro l’abitudine è rassicurante, è un maglione caldo a volte, ma ti accorgi del prezzo che le paghi nel momento in cui riesci a sviluppare e dare una forma a quello che ti appartiene, e che hai dentro, più o meno latente, più o meno espresso o consapevole.
Quando, almeno io, riesco a farlo, è una sensazione inebriante.
Quando “ti riesce”, è bello. Ma bello forte. E’ una cosa che fa stare bene.

Tutto quanto sopra per introdurre una cosa che appunto, peregrinando per internet con la palpebra calata, mi ha fatto (in primis svegliare), divertire un sacco e, permettetemi, fatto pensare che il genio esiste ancora, che l’idea è tutto, e che la fantasia non vede riconosciuto, nel comune pensare quotidiano, il valore inestimabile che invece ha, e questo mi viene da urlarlo.

Il merito della questione è, in realtà, poca cosa: è un video di una canzone di un gruppo di ragazzini rocchettari e sguaiati, che il sito Repubblica commenta così:
 
“Volevamo fare qualcosa di grandioso spendendo pochi soldi”. E così  gli Hollerado, band canadese, per il video del loro pezzo  Americanarama hanno messo in piedi un’impalcatura in cui 24 persone  eseguono speciali coreografie a tempo di musica all’interno di  altrettanti cubi. …. Per molti la clip degli  Hollerado – realizzato con un’unica, ininterrotta ripresa – si candida a video musicale dell’anno.

    

Il risultato dimostra che il budget spesso non è una variabile significativa.  E’ l’idea, la variabile significativa per davvero, è la creatività. Il resto sono, spesso, accessori.

Usare la mente poi, sapere usare quello che si sa, che ormai è parte di noi, qualunque cosa sia, dagli scritti di Platone alla potatura degli gli olivi, a sapere fare la schiacciata con l’uva, dimostra spesso come
 
“Il genio stesso non è che una forte capacità di osservazione, unita a fermezza di carattere. Qualsiasi uomo tenga aperti gli occhi e sappia restar fedele alle decisioni prese, senza neanche rendersene conto diventa un genio” (Edward Bulwer-Lytton)”
 
Questo tizio non lo conosco, ma c’ha ragione da vendere…
 Riccardo

  
PS:
A proposito: ho deciso che mi farò promotore della cultura della “Schiacciata con l’Uva” nel mondo.
Comincio da qui; mi ringrazierete:

http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=9584&page=1

Buon appetito
R
 


Dato che gli ingegneri hanno un senso estetico pari e inferiore ad un organismo unicellulare, la veste grafica è stata doverosamente rivista “by me”.  
Celeste

51 pensieri riguardo “IL GENIO

  1. Mamma mia questi ingegneri!! Tosti eh! Che post articolato.Riccardo, devo dire che quando ho letto il titolo, ancor prima di leggere il post mi è venuta in mente la definizione del film Amici Miei e la situazione in cui la voce fuori scena declama quella verità universale che tu hai riportato. Meraviglioso!!So che parlare di genio o di un genio  è esaltante e pericoloso allo stesso tempo, perchè nel descriverlo si rischia di credersi nello stesso Olimpo solo per averlo "definito". E con questa "delimitazione" spesso lo si circoscrive  a uomo con le idee e la capacità di attuarle. Ma insomma, dato che sono gatta  gli ingegneri e i geni mi perdoneranno, forse, se dico il mio parere:Per me il genio è colui che riesce ad attingere dal nulla (che nulla non è) l'intuizione: la folgorazione che sfugge alla maggior parte degli umani. E' colui che riporta in un mondo tangibile e concreto ciò che ha in-tuito su un altro piano. Non per niente intuire, dal latino "guardare dentro" suggerisce un piano diverso di acquisizione e di esperienza. E l'unico posto dove può attingere una mente geniale  è proprio quel  territorio interiore dove "sunt leones"  che va ben oltre la confortante parola "infinito".Mi sorge però un dubbio, dal quale escludo, però, i presenti: che ci azzeccano i geni con gli ingegneri? Ce lo stiamo domandando io e la lucertola, qui sul davanzale, in una serata tiepida di ottobre. Speriamo in una confortante risposta!!!Fusa da una gatta fusa 

  2. Forse siamo tutti un po' geni. O forse no.Quando siamo messi alle strette dalla vita escogitiamo vie d'uscita magari strampalate, ma può essere che funzionano.E se non funzionano ne escogitiamo delle altre.A Riccardo:ho provato la tua torta: Buona. Non conoscendo l'uva proposta dalla ricetta originale ne ho messo un'altra ( moscato ). In pratica secondo la teoria esposta sopra mi sono ingegnata a trovare una soluzione compatibile con ciò che avevo in casa stamattina.Non era scenografia come quella della ricetta originale perchè l'uva bianca  ha dato un'aspetto un po' più pallidino alla torta.Cercherò dell'uva nera e la rifarò. Riferirò poi ovviamente.Gnam gnam…..Pinuccia

  3. Petula, Sua Gattosità! qual piacere delizia il mio cuore, ed onore!Bellissimo l'attingere da un "altro piano", secondo me rende perfettamente l'idea di una specie di acutezza visiva non comune.Ezra Pound, tra le vari cose, ha detto che "Il genio è la capacità di vedere dieci cose là dove l'uomo comune ne vede solo una, e dove l'uomo di talento ne vede due o tre" (mi… ma sta gente viveva per farsi citare dai posteri?? Ma un tressette con gli amici no?)Parrebbe quindi che tu la pensassi esattamente come lui (o lui come te, se si parla del ragionamento astratto, ma lui è venuto prima, quindi… ma credo riconoscerai senza fiatare il suo primato in cambio del suo stare a fare compagnia ai vermi…).Però mi viene da aggiungere (chiaro, non è mica una legge generale: magari…), che il riconoscere il genio di qualcuno può essere una specie di autogiustificazione a priori del non riuscire ad essere a pari, quindi non vale nemmeno la pena di provarci…Vado per citazione, ma tant'è: nel film "The Rock", dove recitano Nicholas Cage (Stanley Goodspeed) e quell'intramontabile figaccione di Sean Connery (John Mason), c'è la seguente battuta:John Mason: Sei sicuro di essere pronto per questo?Stanley Goodspeed: Farò del mio meglio.John Mason: Del tuo meglio? Soltanto i perdenti dicono "farò del mio meglio", quelli forti davvero riescono a farsi miss college!Stanley Goodspeed: Carla era miss college.John Mason: Davvero?Stanley Goodspeed: Già.Oh, la battuta l'ha fatta Manson, non date a me del maschilista eh?Per finire: che ci azzeccano i geni con gli ingegneri? Presto detto! Un esempio:Per un grande industriale esistono 3 modi per perdere dei soldi:1) Le donne2) Il gioco3) Gli ingegneriIl primo e' il più piacevole, il secondo e' il più rapido, il terzo e' il più sicuro.PinucciaSono veramente felice dalla tua curiosità e concordo con te con la necessità di usare quello di simile che si ha in casa per ottenere lo scopo. Soprattutto considerando che spesso, e sicuramente in questo caso, le ricette non sono altro che la formalizzazione di quello che le famiglie avevano in casa, in quella stagione. Se vicino casa c'avevano un filare d'uva bianca sospetto fortemente che la tua sarebbe stata la ricetta "giusta". Aspetto ragguagli sul procedere della sperimentazioneR

  4. mmhh: un pochino d'ingegneria me ne intendo, non fosse che per il progetto dell'astronave a pedali, che alcuni di voi hanno provato.Ma escludo categoricamente che l'ingegneria (come oggi è intesa) possa risvegliare il Genium (quell'ente straordinario che in Socrate era il Daimon).E' vero: un genietto più o meno ingarbugliato ce lo abbiamo tutti, come dice Pinuccia. Ma la capacità di scoprirlo non è data dalla volontà, né dalla perseveranza,nella dall' "originalità", né dalla bontà di ciò che si fa.Ahimé, concordo con Ezra Pound.

  5. …quindi, Pieffe, in fondo concordi anche con me.Omammamia! Che cos'è mai successo? Dall'emozione quasi cado dal davanzale!!Riccardo, sapessi, l'astronave che ha costruito Pieffe ha la frizione che strappa…pur essendo a pedali.

  6. Parafrasando (e dissentendo da) Ezra Pound, direi che "il genio è la capacità di vedere una cosa sola dove l'uomo comune ne vede cinque e l'uomo di talento dieci".PS: la frizione non strappa, e che a PF ogni tanto scappano i pedali, non ci arriva bene…

  7. Gil: sei … vedantino, "upanishadico" e non dualista, come conviene. Che dire. Hai ragione!PieffeP.S.: Non è vero che non arrivo ai pedali. E' colpa di Petula che, ogni tanto, mi sabota l'astronave per infilarci le lucertole.

  8. No, caro PF, l'advaita l'ho presa da piccolo e dicono che sia come il morbillo…piuttosto apprezzo quei geni che trovano la semplicità dove tutti annaspiamo complicati e dove sembra di talento chi annaspa ancora un po' di più.GilPS: se devi disinfestare l'astronave dai felini, conosco una ditta affidabile, la Gollum s.n.c.: ti risolve tutto in un boccone…

  9. Eccomi qui. Ho sempre letto tutti gli interventi, anche se non ho avuto tempo / modo / testa per intervenire. Lo faccio ora.Il post di Riccardo mi ha fatto riflettere sulla relazione genio-follia, genio-intelligenza, genio-originalità. Sintetizzando i miei pensieri: Genio e folliaSono spesso parenti stretti. Li abbiamo visti entrambi in grandi personaggi, da Van Gogh, Isaac Newton, Goethe e altri che hanno lasciato grandi contributi al mondo, vivendo sul confine tra follia e normalità.Ovvio che occorrerebbe definire “follia” e”normalità” e stabilire altresì quale metro usare per misurare l’una e l’altro quindi dove sia il confine … e qui ci troveremmo nel “campo delle cento pertiche” come diceva mio papà per definire una situazione da cui non si viene fuori. Genio e intelligenzaUrca…. Questo è il campo delle centomila pertiche.Personalmente sono convinta che essere geniali non significhi essere più intelligenti.In alcuni casi mi sono trovata a definire geniale chi sembra possedere una sensibilità “speciale”, un “sentire” un po’ fuori dal comune, diverso, insomma chi nasce con occhi e orecchi e pelle speciali. Credo vi sono anche diverse “psicosi” tipo il disturbo bipolare di personalità o l’Asperger e/o alcune forme di autismo che sembrerebbero interessare persone con un grado elevato di intelligenza e/o di genialità e spesso di entrambi. Non voglio entrare in un campo che non mi appartiene e del quale non so nulla pertanto questa ultima riflessione nasce da cose lette / sentite nel tempo, e portate qui senza alcuna presunzione di “sapere”… Per carità. Comunque i confini tra “normalità” e “anormalità” dogmaticamente stabiliti, sono spesso labili e spesso meravigliosamente mescolati e ci regalano persone meravigliosamente speciali. Certo che il post ha sollevato un grande tema: cosa è normale e cosa è anormale? Genio e originalitàÈ il caso dei ragazzi del video proposto da Riccardo che immagino non volesse dire che essere originali sia sintomo di “quella” genialità ma di avere avuto una idea “geniale” nel senso di “brillante” e non posso che essere d’accordo.  Presente, tra le tante cose, i quadri di Fontana? Un taglio nella tela…. Però è stato il primo ad averci pensato. Originale?  Dal punto di vista dei quattrini che c’ha fatto, personalmente la definirei un’idea “geniale”.  Vorrei averne io una così ma la lampada da cui sono uscita porca miseria era rotta, forse già “Made in China”  (J) E mi piace un sacco questa frase.L’imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità, ed è meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi!" (Marilyn Monroe). Soprattutto la prima parte “l’imperfezione è bellezza”. Parlando di “geni” mi sono ricordata che tempo fa avevo trovato questa cosa, nella rete, che mi sono tenuta da parte perché intendo acquistare questo libro.La incollo qui senza citare la fonte perché accidenti non ricordo dove l’ho scovata perchè rtengo che sia una bella storia. Una bella storia, meravigliosamente vera, di genialità e bellezza ci è stata segnalata. Tanto edificante da meritarsi la stesura di un libro dedicato: The boy who harnessed the wind che presto uscirà in Italia, edito dalla Rizzoli.  William Kamkwamba è un ragazzo del Malawi che, nel 2004, appena quattordicenne, non sogna che di frequentare la scuola ma non ne ha i mezzi. Così, aiuta i genitori a lavorare la terra. Fino a quando, affascinato dalle pale eoliche che vede disegnate sui suoi libri, non decide di provare a “imbrigliare il vento” con dei rifiuti trovati nella discarica del suo paese. Lentamente, li assembla fino a costruire un mulino in grado produrre elettricità per la sua casa perché gli sia consentito studiare anche la sera grazie alla luce. Stupefacenti i mezzi utilizzati: il ventilatore di un trattore, grosse lame arrugginite, un enorme assorbitore d’urto (cuscinetto), un pistone, una vecchia bobina, ecc. Il tutto, sotto gli occhi di volta in volta divertiti o costernati della gente. Si tratta di un’utopia per i più, oppure di una sprezzante rivalsa contro gli spiriti del luogo che non porterà nulla di buono… Incredulità e derisione i sentimenti che accompagnano l’esperienza di William nella costruzione di questa sua torre di Babele. E, invece, questo timido adolescente ce la fa;, sotto gli occhi esterrefatti dei suoi compaesani. La luce nella sua casa si accende, come fosse un’epifania e, presto, con le necessarie aggiunte verrà messa a disposizione dell’intero paese.  Eppure, nei due anni successivi, William quasi si rassegna all’idea di essere schiavo della sua terra e di non poter frequentare la scuola. Finché, Hartford Mchazime, un docente legato a una Ong, non riesce a fare di lui un caso internazionale convogliando l’interesse dei media sulla sua impresa. In breve, e nonostante l’iniziale l’ostracismo manifestato dal Ministero dell’istruzione del Malawi, William torna a studiare! Oggi vive in Sudafrica e frequenta l’African Leadership Academy a Johannesburg, grazie a una più che meritata borsa di studio…

  10. PIEFFE E GILSite incorreggibili … Meravigliosamente imperfetti.  In un certo senso geniali.Quasi come la Gatta che si aggira qui dentro con i suo passo felino e le sue unghiette "french manicure" of course.Pieffe: se l'astronave ha qualche avaria, forse Riccardo puo' metterci le mani. Provo a chiedere se vuoi… Poco fa era qui in giro, con un cacciavite in mano, sporco d'olio ma poi l'ho visto salire sopra un tappeto volante, senza motore. Mah. Speriamo che ritorni. Soffro gli abbandoni.

  11. Gil, è vero che l'advaita preso in tarda età crea una specie di disturbo detto della "personalità scissa"? Insomma, dà l'effetto contrario?E poi, io, le lucertole le ho portate a vedere come non si deve costruire un'astronave, dato che Pieffe, oltre al resto,  ha anche il morbo dell'ingegnere, anche se latente (ma non so quanto)!!

  12. Il tappeto va a strappi perchè è allergico agli acari della polvere. Un bel problema per un tappeto…Però mentre ero in giro a provarlo m'è sfrecciato accanto un oggetto a velocità altissima che poi è finito così:Pieffe, mi sembra che oltre alla frizione anche la retromarcia abbia degli ampi margini di miglioramento…R

  13. Riccardoora Pieffe ti dirà che sono state le lucertole infilate sudbolamente da Petula tra i pedali.   Non gli credere.Non vuole ammettere che non ha passato l'esame dell'otorino del Grande Fico Hospital: i timpani sono danneggiati dai troppi canti delle troppe sirene pleiadiane che a differenza di quelle di Ulisse, queste vivono sui rami. Insomma una variante stellare delle nostre scimmie urlatrici.E per sentire il motore … ci vuole orecchio….

  14. Oggi  dal treno mentre tornavo a casa, ho visto questo e ho scatato una fotografia. Ho acceso apposta per postarla. Potevo aspettare sino a domani????Chiaro che no!!!E' il cielo sopra Como, dopo il passaggio dell'astronave con Pieffe dentro….Pieffe,  invece questi effetti speciali anche un tantino megalomani,  un aperitivo no?Celeste no log

  15. Non è possibile!!!!!M'hai beccato in pieno. Cele sei un genio, ma che dico genio: una favola, una musica. Anzi, una… parentesi rosa.Alla faccia di Riccardo che invece mi ha colto in un momento di distrazione.Il fatto è che quella macchina non rispettava la precedenza e non ho potuto evitare di prenderla sul tetto.

  16. Petula,intendo esattamente quello, e i sintomi non sono piacevoli: psoriasi al solo sentire la parola ‘due’ o i prefissi ‘bi’ e ‘ambi’, ripetizioni mantrico-ossessive della parola ‘non-dualismo’ in ogni possibile contesto, paralisi prolungata a ogni biforcazione stradale, obiezioni al barista che pronuncia ‘caffè-latte’, etc.Ci sono non-dualisti che hanno digiunato per giorni perché gli era stato chiesto se volevano la pasta al dente o ben cotta.E già, il dualismo dei non-dualisti è tra i più perniciosi…E’ un po’ come quelli che quando dici “io penso che…” ti dicono che sei egocentrico perché hai pronunciato la parola “io”.Dicono che esista un vaccino, il relativin, ma molti dicono di avere allergie a questo farmaco… PF: ho visto la foto: questo capita a voler scendere a tutti i costi sulla Terra…

  17. Non capisco un accidenti del linguaggio tra la gatta e l'elefantino, ma sono strafelice di ospitarli, sempre e comunque, anche quando parlano in orientalese.Mi ha fatta ridere il "relativin" ….Contrasta il morbo di Assolutin?bacissimi

  18. A proposito di schiacciata e di uva e di vendemmia e di post precedentiHo appena avuto una notizia.La classe di mia nipote, (2 elementare) ieri, ha fatto il VINO… HANNO PIGIATO L'UVA CON I PIEDI e hanno fatto il vino!!!INVIDIA !!!!!!!!! (quella buona, di zia)

  19. Lievi i piedi dei bambini …non pesto             non mesto                uscirebbe il      mosto tutti abbeveranoanche da quel vino   a. anonimo

  20. Gil,  Petula: Vicino al Grande Fico, li sulle Pleiadi, c'è anche la Grande Vite di cannellino di  Playfrascati, che produce 28 acini per ogni grappolo. Ogni acino è grande come un elefante e l'insieme viene premuto in una tinozza grande come un campo di calcio. Quando gli acini si rompono per farne il Vino, molti di noi rischiano di affogare nel mosto e vengono salvati da un'apposita squadra di sommozzatori pleiadiani.
    Durante il baccanale  che ne consegue e quando i maestri filosofi pleiadiani sono completamente sbronzi, vengono formulate teorie non dualiste, apofatiche, minimaliste, relativiste, razional-mistiche e così via.
    Quando Pleyddegher  e Payrkegard (filosofi pleiadiano dell'ultimo secolo), si scontrarono con Playmobil (industriale dell'emisfero boreale della terza luna), venne formulato il trialismo, l'unica dottrina che supera il dualismo e il non dualismo e che confluisce nel trietilismo. Un giorno ve ne parlo. Ma devo bere un sacco di Playfrascati per esprimermi correttamente.

  21. Guardarsi negli occhi, cercare di proferire un aforisma illuminante… eppoi, dimentichi perché completamente sbronzi, rimanere immobili e silenti un attimo prima di una fragorosa risata!
    Evviva l'apofatismo etilico tuscolano!

     

  22. Petula direi che quattro zampe "are meglio che two".

    Seguendo Pieffe, si potrebbe parlare di quadrilismo?
    Una gatta filosofa quadrilista ci starebbe bene, nel vigneto pleiadiano.

    Vengo pure io e pigio un acino con i piedini e porto mia nipote: ha i piedini piccoli ma è piena di energie.

    Riccardo anche, viene con il tappeto volante libero finalmente dagli acari: Gil li ha aspirati tutti con la proboscide.
    Porta i calici di cristallo Riccardo mi raccomando non scordarli. Per un vino buono ci vogliono i bicchieri giusti, si sa.

    Gil ovviamente non puoi mancare e potrai dare un aiuto ai sommozzatori.. sempre con il metodo aspirante. 

    Pinuccia ovvio, sei invitatissima, porta la focaccia.

    Tutti ai  vigneti celesti. Io intanto mi faccio una birra: "Pietra", birra corsa, con le castagne. Buona.

  23. Ci vogliono anche i pompieri
    se non piace che l'alcool prenda fuoco …

    per coerenza
    a. anonimo
    non è
    alcolista anonimo

    ciao a tutti

        a. anonimo

  24. A volte ricevo commenti per altre vie. A proposito di questo post, copio e incollo questo commento, che mi ha divertita.

    L'autore del commento mi perdonerà, spero…. Altrimenti che potrà mai fare? Chiedermi di cancellarlo.. e lo farò. FORSE.

    Grazie Cloff. Un bacio.

    Si comincia con il genio e si finisce nell'alcool. penso non per sbaglio. Genio, figura molto mitizzata, la genialità è una patologia perfida.
    spegne a volte la sensibilità personale o sociale e verticalizza un aspetto dell'intelligenza rendendolo abnorme e ridicolo, altre volte, carogna, può parallelizzare il pensiero, di fatto congelando ogni cosa. deve essere bruttino quando hai tante cose che ti frullano in testa, e ti rendono un ebete. Molti usano psicotropi vari, alcoolici e non per cercare di creare ordine nel flusso semplicemente obnubilandosi. molto pericoloso perchè chi vede dall'esterno capisce il contrario, magari che la genialità sia determinata proprio dai vari Lattepiù.

    (…) non lo posso postare, sono troppo triste … ma non ho motivi di esserlo

    Appunto Cloff, l'ho postato io… Così, nel caso, continuerai a non aver motivo di essere triste ma uno di essere incazzato forse sì ….

    PS : e se per farmi perdonare leggessi al posto tuo le cento pagine della bibliografia del libro di Calasso? poi ti faccio un riassunto eh…
    Vale?

  25. Giusto per condividere

    sto per scrivergli per farmi restituire i soldi, a Calasso

    Forse a causa di una mia deformità interiore che mi preclude qualsiasi interesse per le "cose" mistiche, ho molto apprezzato un suo libro sulla mitologia indiana, nel quale ho imparato ad amare Ganesha (senza la metà persiana che il nostro amico Gil- ci regala), a seguire trepidante le avventure di shiva e delle sue clamorose amanti.

    bè, il mio problema è che, sebbene legga a stento, ne ho bisogno per i viaggi in treno, che ultimamente ho di molto incrementato.

    mmm, mancano almeno un centinaio di pagine, non me lo porto l'altro …

    solo che le ultime 100 e più erano appunto  dei pedissequi riferimenti bibliografici, con testo, pagina e rigo: ROBBADAPAZZI

    insomma, credo di aver diritto ad un 20% di rimborso sul prezzo che ho ahimè pagato. probabilmente almeno una plaquette di caproni sarei riuscito a comprarla

    la genialità, caro a. anonimo (o anonima/o ?) è una qualità (o vizio ?) sempre relativo: un qualunque viticultore  illetterato sa sui mosti un'immensità più di quanto non potrei mai acquisire, in mio confronto a me è un genio, quanto meno in un contesto nel quale il saper fare le capriole o saper declamare pietro aretino non sia essenziale, ma lo sia invece l'alchimia della fermentazione alcoolica

    quello che mi vergognavo di dire è che non è il vino, ma la genialità a renderci ebeti: jim morrison era un cretino qualsiasi, proprio a causa del rumore di pensieri che aveva dentro, le droghe riuscivano a spegnere almeno alcuni dei flussi che gli tumultuavano dentro, e questo gli permetteva, riducendosi, di esser grande

    Brand New Cadillac a tutti  (dato che i cavalieri nella tempesta ci hanno stufato …)

    cloffnulladigenialeointeressanteepoisivergognapersinodiuscirdalguscio

  26. Cloff   (sapessilavergognachehoio!!)

    era interessante quello che dicevi,
    a volte sono i "piani" da cui si parla
    ad essere diversi
    e a confondere,

    Però ,avendo notato per lo più una negatività
    in come descrivevi la genialità,
    tentavo, forse sbagliando,
    di riequilibrare la prospettiva
    che ,mi sembra abbia poi tu condiviso  .
    A questo punto, però,riaffermare che la genialità
    rende ebeti (se ho capito bene),
    mi sembrerebbe un pò una contraddizione o no ?
    Nè vino,nè genialità, da soli, ci rendono tali .

    Passando al vino, inteso in un certo modo,
    dicevo che poteva essere un mezzo
    per superare la relatività e il suo contrario
    proprio anche attraverso una preziosa " obnubilazione "
    verso una (scherzando) uno-trino-tività,
    pallida ombra forse del trialismo e trietilismo di sopra .
    Un pò come può avvenire attraverso una sublime sinfonia ..
    quanto è diverso il risultato con una droga
    anche se certi meccanismi sembrano simili,
    nel mecc. e nell'ismo non c'è anima.
    Sento che tu la hai
    sensibilissima e sofferta .
    Scusa se non conosco certi nomi che hai scritto
    e che forse erano importanti per capirti meglio,
    ho scritto in fretta …
    ciao
    a tutti

          a. anonimo
                 o
          anonima/o
       ( fa lo stesso)

  27. Riccardo è sparito e mi tocca presediere il fortino.  Obbravo.

    Menomale che c'è la gatta che l'ultima volta che l'ho vista aveva anche gli stivali.

    DOVE SONO I CAVALIERI???? Tutti nella tempesta?
    Riders on the storm.. appunto. (The Doors) Mah.

    Cloff
    si, il tuo messaggio che tutto è relativo è chiaro. Sul resto faccio un po' fatica ma ce la posso fare. Un aiutino magari ?

    PS magari mi spieghi anche perchè ti vergogneresti di scrivere in controluce. . Sarebbe interessante saperlo perchè potrebbe essere letto in almeno due modi. 

    CELE sloggatissima è.

  28. ma scusa, se ho vergogna persino di scrivere nel mio, di blog 
    eppure sono riuscito a renderlo infrequentatissimo

    in effetti ho un'anima,
    la tengo sulla mensolina sopra il lavandino, a fianco al bicchiere con la dentiera …

    cloff

  29. Cloff:
    "in effetti ho un'anima,
    la tengo sulla mensolina sopra il lavandino, a fianco al bicchiere con la dentiera …"

    io sto provando con la raccolta differenziata…
     

  30. Ciao Gil
    L'anima la visualizzavo da bambina: era una pezza con contorni indefiniti, per rendere l'idea una specie di pelle di daino di quelle che gli indiani stendevano al sole, ecco.
    Era bianca, ovviamente. Forse l'immagine era nata durante una lezione di catechismo, chissà.
    E ancora adesso la vedo così anche se so che il bianco è solo il colore dell'anima dei bambini.

    Ciao Gil, allungo le braccia piu' che posso ti lascio una carezza

  31. Cloff
    attento a non bere, da quel bicchiere..
    Con quello che costano i dentisti.. 
    Prendersi cusa dell'anima comunque costa molto ma molto di piu' assai. Lo sappiamo. Accidenti se costa ….
    Bacio.

    PS Ma sul treno, un sano Topolino noooo????

    PS2: Come puoi vedere nonostante la mancanza di limoni sono sopravvissuta alla crisi di ieri sera.

    (Un mal di stomaco gente,, non potete sapere)

  32. Buongiorno. M'ero appisolato un attimo sul tappeto e, guarda te, s'è scatenato il finimondo.
    Ringrazio Cele per il colpo gobbo a Cloff, che c'ha però permesso di leggere un punto di vista molto interessante (per riassumere: a noi l'idea, a lei i risarcimenti. E' come l'amico che c'ha la barca: te ti stendi al sole, lui la compra, ricovera, ala, manutiene, ripara, stiva etc. L'ideale.). Dicevo appunto, un'altro aspetto, faccia, fenomenologia, della genialità che è… Geniale, direi, per restare in tema. (Fenomenologia? Stavolta l'ho detta troppo grossa. Questa non ce la faccio a sostenerla… vabè.).
    Per me quando si legge qualcosa di questo genere è un po' come girare l'angolo di una strada, ti si apre un'altro scenario su cui posare gli occhi. O tirare diritto, questo dipende.
    Cloff, penso di avere preso il concetto, che mi torna e incuriosisce. L'applicazione a Jim Morrisono in effetti mi sfugge data la mia ignoranza in materia, ma magari con un minimo di Playfrascaty (oh, i bicchieri li ho portati eh) che ti sciolga un po' la lingua ci potrai fornire un altro po' di spremuta di meningi, che essa la viene bene, evvero. Noi non si guarda, anzi, un ti si fila proprio, per cui non ti vergognare! 🙂
    R

  33. Cioff: "sto per scrivergli per farmi restituire i soldi, a Calasso"

    siamo in tanti ad avergli fatto causa… o a lui o a trenitalia, o a tutti e due.

    per il resto… mi sa che è il rumore dei pensieri a farci ebeti, non la genialità: geniale è riuscire ad ascoltare il silenzio che li circonda.

    e un po' di pudore, quello che chiami imprecisamente vergogna e dici di avere anche nel tuo stesso blog, può tornare utile.

  34. Toh!
    è tornato Riccardo il cavaliere .. prima inesistente.
    Buongiorno eh!!

    PS Sulla fenomenologia si, mi sa che l hai sparata.. Ora mi aspetto un atterraggio di Pieffe con Gatta al suo fianco.

    CLOFF
    ti chiamano in parecchi.. dove stai???
    Illuminaci .. e  ehmmm perdonami.

  35. No, Cele, dovrò venire da sola, Pieffe, per via delle lucertole nell'astronave, non mi vuole portare. Vengo con il decanter per il Playfrascati, anche se, come sapete, preferisco il Gattinara, doverosamente vendemmiato e pigiato con le zampette di gatto.

    Gil hai perfettamente ragione, siamo ebeti perchè abitati da pensieri…la maggior parte di questi, ovviamente, sono ebeti.

    Messer Riccardo che giri intorno alla luna, " c'è del genio nella (sua) pazzia". Aspetto una delle tue liriche magari sull'Orlando Furioso

    Cloff, benvenuto chi ti indica una nuova strada, ma poi guarda che non ti imbuchi in un vicolo cieco. Devo dire che è bello rileggerti, grazie alla nostra Celestina.

    Fusa a tutti

  36. [rossorosso]

    morrison ha molto condizionato alcune generazioni, e persino ora.

    per questo ho suggerito un pezzo dei clash, un pochino più dimenticati sebbene anch'essi geniali.

    e in fondo nel caso personale con meno impatto che non quello ricevuto da miles davis, jimi endrix, charlie parker ed alcuni altri drogati marci (povero parker però, aveva pure smesso)

    a loro le droghe rallentavano la mente a sufficienza da farli risultare veloci e geniali, talvolta non solo per i fan.

    e non, appunto, gli ebeti che sarebbero stati se non si fossero voluti rallentare.

    a proposito di pudore …
    di Pietro Aretino non sappiamo con quale droga si sincronizzasse, ma scrivere un libro intero di componimenti curiosamente suddivisi in "dubbio" e "risoluzione" lo colloca nell'empireo della genialità più schietta, quella vera; per chi avesse la fortuna di non esserne convinto potrebbe dare un'occhiata qui, secondo me godrebbe più di chi lo conosce già …
     http://www.liberliber.it/biblioteca/a/aretino/dubbi_amorosi/html/amorosi.htm#a01 

    ri-Ebeti
    La lettura di alcuni stralci dal contratto  vergato da Einstein per il suo matrimonio mi fa pensare che fosse intimamente un vero cretino, per quanto sia il bene che ha saputo fare all'umanità. 
    Ecco, per me essere  ebete/i  è una eccitante condizione, nella quale chiunque può supporsi qualunque cosa, fra cui geniale. 

    il tavernello saprebbe aiutarmi ?

    cloffchecercaahiluiinvanodideciderecosafareacelestepervendicarsi

  37. Cloff
    non so risponderti su Pietro l'Aretino e, figurarsi sul contratto matrimoniale di Einstein pero' una cosa so: il tavernello oggi potrebbe fare poco anche con me.
    Qui ci vorrebbe grappa o un negroni o se esiste, qualcosa di più forte per riuscire a "passare" sopra a cose che vedo e sento, per lavoro.

    E allora, a proposito di relativismo, penso che ora, per ME,  GENIO sarebbe chi, in questo contesto riesce a mantenersi sano di mente…

    PS Questo è il ritratto che mi ha fatto l'altro giorno un famoso ritrattista che passava di qui…. nello Studio
    Affascinante eh?

  38. Accipicchia che ritratto Ori! Cosa avevi visto? Pieffe in mongolfiera? Il Gollum al ristorante vegetariano…..o hai sentito le poesie dell'Aretino declamate da Cloff?

  39. Ciao Micia
    Bella ipotesi. In realtà vedo cose molto ma molto meno divertenti … Ahimè.

    Son qui che rido perchè mi hai suggerito la presente immagine:

    Pieffe nei cieli sopra il lago di Como in mongolfiera che gioca a tennis con Riccardo il Fiorentino che viaggia parallelamente stando sopra un tappeto volante, mentre Gil, con la proboscide stile ventosa è attaccato al parabrezza dell'astronave di Pieffe, concessa in comodato gratuito a Marinz che la guida avvolto in un asciugamano.

    E poi una gatta che, seduta in groppa a un Pegaso, gli occhiali sul naso, si legge Calasso e Pietro l'Aretino per un fioretto pro Cloff, condannato ai lavori forzati nei vigneti Tavernello per aver perso la causa contro Trenitalia e successivamente condannato dalla medesima per diffamazione nonchè per aver divulgato Calasso sulle ferrovie.

    Pinuccia, la sola rimasta sulla terra, prepara schiacciate con l'uva per tutti, che recapita mediante il Gollum cui hanno promesso in cambio dei servizi, non un anello ma  un peluche fatto a immagine di una certa Petula perchè nel frattempo anche lui è diventato vegetariano, ma la sua vita precedente gll manca un po'.

    Poi c'è Celeste che fotografa tutto dalla sua posizione ma siccome sta in controluce i dettagli non si vedono tanto bene.
    Quelle migliori le pubblica su Flickr.

    Le hanno offerto un sacco di soldi per cedere i diritti: un suo lontano parente, il signor Celestino da Busto Arisizio è un famoso regista e vorrebbe fare un film. 

    Stanno ingaggiando le comparse e centinaia di persone tra cui diversi ingegneri e gatti e filosofi stanno invadendo gli studi di Via dei Matti 19.

     Indecisione sul titolo: L'erba di Cele oppure Cent'anni di Gattitudine.

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