COVER BAND

Bene bene.
Avete presente “chi la fa, l’aspetti?” Ecco. Stavolta però sono rimasto col cerino in mano io.
Mi lamentavo con la nostra Ospite, Celeste, per la sua latitanza in questo angolo di… mondo? Mente? Ognuno chiami Controluce come vuole. E lei ha fatto “matto in tre” come si dice in gergo scacchistico. Insomma, mi ha estorto la scrittura del post che segue. Mettiamola così: come in ogni concerto del grande cantante, c’è la “cover band”, da sorbirsi prima della esibizione principe no?
Per cui oggi, attendendo il “grande Ritorno” (e ora voglio vedere come te la cavi, Celestina mia), pòsto qui:

Oro Nero

Provate a cercare, sull’Oracolo del mondo moderno, che non è più nell’ “ombelico del mondo” come veniva definito il santuario di Delfi, bensì in ogni casa, luogo di lavoro e piano piano in ogni nostra tasca, insomma, su Google (eh, anche questo sarebbe un bell’argomento, ma una cosa per volta), le parole “Deepwater Horizon”. Vedrete come, appena scritto “Deep”, il vostro obiettivo venga suggerito al terzo posto. Non deve essere stato proprio uno scherzo, allora.

Da Wikipedia (un alto oracolino, che permettetemi mi sta parecchio più simpatico del primo):

“La Deepwater Horizon era un piattaforma semisommergibile di perforazione di proprietà della Transocean, una società di servizi per il mondo petrolifero, sotto contratto con la compagnia inglese British Petroleum.

Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon è stato uno sversamento massivo di petrolio nelle acque del Golfo del Messico in seguito a un incidente riguardante il Pozzo Macondo, posto a oltre 1.500 m di profondità. Lo sversamento è iniziato il 20 aprile 2010 ed è terminato 106 giorni più tardi, il 4 agosto 2010, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Luisiana, Mississippi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio che ha formato ammassi chilometrici sul fondale marino.

Gli agenti dispersanti, cioè le sostanze chimiche utilizzate per disperdere gli idrocarburi in parti più piccole e per farli precipitare sul fondale del mare hanno consentito di nascondere la marea nera della superficie; tuttavia tali sostanze non hanno ridotto la quantità di greggio ma l’hanno solo nascosta alla vista, ad oltre 1600 metri di profondità, dove continua ad esercitare i suoi effetti nefasti sulla catena alimentare a tutti i livelli, uomo compreso.

Le prime specie  animali vittime del disastro sono state quelle di dimensioni più piccole e alla base della catena alimentare, come ad esempio il plancton. Sono seguite le specie di dimensioni via via maggiori che sono state contaminate direttamente (dagli idrocarburi e dalle sostanze chimiche dispersanti) oppure indirettamente (per essersi alimentate di animali contaminati). Fra le specie coinvolte: numerose specie di pesci, tartarughe marine, squali, delfini e capodogli, tonni, granchi e gamberi, ostriche, varie specie di uccelli delle rive, molte specie di uccelli migratori, pellicani.

Il disastro avrà nel breve e medio periodo effetti sulla popolazione locale in termini di esacerbazione di malattie respiratorie e patologie della pelle (follicoliti cutanee) e, nel lungo periodo, gravi effetti in termini di aumento statistico dell’incidenza di tumori.

La valutazione dei danni, ammettendo che sia possibile, è ancora in corso.

È il disastro ambientale più grave della storia americana, avendo superato di oltre dieci volte per entità quello della petroliera Exxon Valdez nel 1989.”

Ricordo molto bene anche la Exxon Valdez…
Sempre da Wikipedia:

Exxon Valdez era il nome di una superpetroliera di proprietà della Exxon Mobil. Il 24 marzo 1989 la nave si incagliò in una scogliera dello stretto di Prince William un’insenatura del golfo di Alaska disperdendo in mare 40,9 milioni di litri di petrolio.

Migliaia di animali perirono a causa della fuoriuscita, la stima fu di 250.000 uccelli marini, 2.800 lontre, 300 foche, 250 aquile di mare testabianca circa 22 orche e miliardi di uova di salmone e aringa.

I danni ambientali che ne conseguirono costrinsero il governo degli Stati Uniti a rivedere i requisiti di sicurezza delle petroliere e ad assegnare i costi delle operazioni di pulizia della costa alle compagnie petrolifere.

Nel 1991 la Exxon Mobil fu condannata in sede civile e penale per oltre un miliardo di dollari, il maggior risarcimento mai registrato per un disastro industriale. Le operazioni di ripulitura delle coste costarono alla Exxon circa 2 miliardi di dollari, coperti in gran parte delle assicurazioni.

L’incidente alla petroliera ha rappresentato uno tra i maggiori disastri per l’ecosistema, sebbene sia stato – per gravità – assai inferiore al disastro provocato dall’incendio della piattaforma Ixtoc-1 nel Golfo del Messico nel marzo 1979.

E così via.
Risparmio ai lettori cosa successe nel Golfo del Messico nel marzo 1979, tanto se lo possono immaginare e i dettagli non aggiungono niente al concetto.
A mio parere non importa essere ambientalisti fanatici e sfegatati, nemmeno io assalto le baleniere giapponesi a bordo dei gommoni di Greenpeace, ma l’assalto al territorio è veramente negli occhi di tutti. Ammesso che gliene freghi qualcosa a questi “tutti”, certamente, ma ormai il Moplen degli anni sessanta, col bel faccione pieno di Gino Bramieri che celebra il dopoguerra in piena rinascita economica, sappiamo bene, diciamo a differenza del buon Gino, sia da dove viene, e anche dove va a finire. Oggi, citando Rudyard Kipling, “Abbiamo quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa”.

Ma non facciamo niente.
Obama ha provato a rallentare il ritmo delle concessioni per nuove perforazioni, LA GENTE, salvo la prima ora, e quelli direttamente interessati, lo ha poi contestato dicendo che non è possibile comportarsi in questo modo, c’è la crisi, eccheccazzo!
Spettacolare. Non sappiamo, non abbiamo voglia, di pensare a qualcosa di differente.
In effetti, anche questo è una specie di “ingessatura” dei nostri giorni. Un esempio: avete visto le automobili di adesso? Sono tutte uguali, per sapere che macchina è bisogna leggere la targhetta dietro… I tempi in cui Andree Citroen chiese ai suoi ingegneri di progettare una macchina che costasse meno della metà di quella che aveva attualmente in produzione (e che tra le altre cose vendeva benissimo) per dare “quattro ruote con sopra un ombrello” ai contadini francesi, che poi fu la “2 cavalli” che ha campato cinquant’anni, sono tempi lontanissimi. Lì c’era fantasia, voglia di trovare qualcosa di differente e, credendoci, di rischiare pure. Chiaro, per guadagnare, mica per fare beneficenza, ma c’era lo stile. Oggi i “numeri del quarter” sono la religione.
“Cash”, ossia “Soldi”. E basta. No investimenti, no innovazione, no qualità della vita, no considerazione dell’ambiente e, paradossalmente, nemmeno business: Cash. That’s all. E quel cash poi va fatto sempre nella stessa maniera, perché a cambiare si rischia: il mercato dell’auto è in crisi: per forza, hanno riempito di macchine anche il sottoscala, che dobbiamo fare, inzupparle nel caffellatte la mattina?? Una bella panda con su burro e marmellata per il tuo bambino! Mah. Saturare ogni cosa, ma non azzardare cambiamenti, questo è il credo.
E se per farli, i soldi, (ma poi, alla fine, ma “cui prodest”??) si deve assassinare il pianeta ad esempio bucando sempre di più con macchine che costano sempre meno, se si deve fare petroliere con scafo singolo perchè doppio è sì più sicuro ma cazzo, costa troppo troppo eh, e se poi la strada più corta passa dalle bocche di Bonifacio (viene considerato da sempre ad altissimo pericolo di incidente, ma circunnavigare la Sardegna costa…) o, da pochi mesi, dal mitico “passaggio a Nord-Ovest” che ormai permette, con lo scioglimento dei ghiacci polari, di andare dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico attraverso l’arcipelago artico del Canada, vabè, si starà a vedere. Ve la immaginate una petroliera che disperde il carico al polo Nord? Altro che Exxon Valdez! Vabè.

Ok.
Dopo questo interminabile prologo Vi propongo la mia opinione al riguardo.
Ricordo che mi venne fuori che ero al liceo (ricordo che solo il prof di filosofia sorrise, e si interessò, qello di scienze mi guardò piuttosto male), ed è:
“Io sono favorevole alla proliferazione degli armamenti nucleari”.
Allora, poi, c’erano le “due superpotenze”, quindi avvoglia a “teste di … ops, testate nucleari! Beh certo, anche oggi forse si sta bene assai, anzi forse meglio, visto che l’atomica ormai ce l’ha anche il gatto, Iran compreso.
Diranno i lettori: ma che c’entra col destino del pianeta? Beh: mettete che ci scappi una bella guerretta nucleare. La specie umana, la metà subito, l’altra metà dopo atroci stenti, lascerebbe il pianeta Terra per non farvi più ritorno per lo meno a breve, e certo non come la conosciamo.
La Terra, da parte sua, dopo un casino genetico che, se usiamo il plutonio, durerà diciamo una decina di migliaia d’anni, ritornerà più bella di prima, e senza i suoi fastidiosissimi inquilini parassiti.
Il Sole ingoierà la Terra al momento in cui, morendo, si trasformerà in una Gigante Rossa, e si stima che raggiungerà questo stadio tra circa 5 miliardi di anni. E c’è chi dice che nemmeno allora la Terra sparirà, pensa te. Quindi, di tempo felice al pianeta Azzurro (o Celeste?) gliene rimarrebbe parecchio.
Questa è una soluzione che mi piace, in effetti. E piaceva anche al Prof di filosofia, anche se non me lo disse, sono sicuro (?).

D’altra parte ultimamente ho visto un film di qualche anno fa, ed è “Ultimatum alla Terra”, tratto dal racconto del 1940 “Addio al padrone” di Harry Bates (Pubblicato in Italia nel 1973 da De Carlo Editore con il titolo “Klaatu, prologo a un’invasione”. Ne sono alla ricerca, chi ne avesse notizie batta un colpo). Le gentili signore forse si ricorderanno l’interpretazione del tenebroso Keanu Reevs (ah, tra l’altro: signore, mi dispiace, ma fonti informate me lo indicano come “sull’altra sponda”, quindi “non c’è trippa per gatti”. Ma poi scusate eh, vedo fanciulle stracciarsi le vesti per la disperazione che tale bellezza d’uomo sia “diversamente orientata”… ma che invece se fosse stata orientata in modo canonico sarebbe toccata a loro? Mah!), comunque, per tornare in tema, nel film Keanu Reeves è Klaatu, alieno dalle sembianze umane mandato a parlamentare con i “signori della terra” per spiegare loro che stanno esagerando con le loro guerre, il loro inquinamento, il loro sfruttamento sconsiderato del Pianeta. Ovviamente come mette il naso fuori dall’astronave gli sparano addosso… E allora giustamente s’incazza. Helen è una tipa che ha avuto la casualità di incontrare il bell’alieno.
Riporto di seguito qualche battuta (per me stupenda) di quel film.

Helen: Che cosa ci fa sul nostro pianeta?
Klatu: Questo è il vostro pianeta?
Helen: Si…
Klatu: Il pianeta non è vostro.

Helen: che cosa vuoi da noi?
Klaatu: sono venuto a salvare la Terra.
Helen: sei venuto a salvarci?
Klaatu: sono venuto a salvare la Terra.
Helen: Sei venuto a salvare la Terra?
Klaatu: Sono venuto a salvare la terra… da voi. Se la terra muore, tu muori. Se tu muori, la terra sopravvive.

Allora ho capito che in quella classe del liceo non avevo scoperto granchè: qualcuno aveva già pensato alla stessa soluzione nel 1940.

Riccardo

30 pensieri riguardo “COVER BAND

  1. Ecco…Immagino che io debba .. aprire le danze.Ho latitato, e sono in pausa di parole.Le parole ci sono, ci sono sempre, ma capita che restano dentro i pensieri, non escono perchè non sanno, a volte, vestirsi da sè.E capita a volte che i pensieri a volte non hanno voglia di vestirle, le parole, e allora pensieri e parole svestite rimangono dove sono, un po' in letargo, un po' impresentabili, in pigiama, spettinate, accartocciate, non stirate come camicie appena tolte dalla tumble.Vive ma un po' sotto la terra, insomma, come fanno gli animaletti quando fa freddo.  Capita.E' fisiologico, necessario. Ed è anche bello.Un blog, questo. Niente di serio, nulla di socialmente utile.  Puo' essere solo un luogo piacevole per qualcuno e per me.Ma c'è una cosa che si chiama rispetto e  io non scriverei mai "tanto per scrivere" neppure in un sito come questo.Forse mi prendo e prendo le cose troppo sul serio. Pazienza, è una vita  che mi succede.Ma credo che chi passi di qui (date un'occhiata al numero delle visite…) non debba trovare un contenitore di parole, come quei programmi TV della domenica pomeriggio. Controluce sarà inutile, banale forse ma non è spazzatura. E' stato accusato anche di snobismo. E non mi è dispiaciuto affatto, in quel contesto.Dunque:è stato bello ricevere diverse e mail con la domanda: maaaaa controluce? Non dirmi che non ci scrivi più  … è un bell'appuntamento e poi i commenti… gli ospiti…. Si, perchè Controlucè è stata – è – anche e soprattutto interventi quindi confronto, condivisione, discussione.A differenza di molti blog (un po' classista? e vabbè… sia) Controluce ha fiato nei commenti.Il  post è un segnale, poi succede tutto dietro: considerando il layout del sito, succede tutto "sotto". Riccardo che,  a quanto sembra,  in Controluce "c'è ma non si vede" mi ha rimproverata qualche giorno fa, come lui stesso ha scritto, per la latitanza. Per tutta risposta gli ho detto: scrivici tu.Lo ha fatto (…..)E mi pare che lo abbia fatto egregiamente.Argomento spinoso, quello scelto da Riccardo.Ne abbiamo sentito parlare tanto, i TG i giornali, gli ecologisti, i verdi i rossi i gialli perchè poi si sa, tutto si traduce in un fatto politico, di voti e di seggiola, di potere e di soldi. Un uccello sulla spiaggia impastato di catrame ben presentato, un bimbo con la pancia grossa e le gambette come sedani e gli occhi pieni di mosche, ben presentato, può essere un voto su una scheda elettorale. Così come un cane vivo con il cervello aperto sono voti. E soldi.Fa male il mondo a noi di Controluce, fa male a me, a Riccardo a Celeste, a tutti quei Pieffe quelle Petule quelle Pinucce Carole Gil Paole Simone Marinz che cercano di dire cose fuori dai denti ma anche fuori dalla retorica dalla lirica e senza effetti speciali.Pieffe, apposta da un pezzo vive sulle Pleiadi, ma forse anche li ci saranno le trivelle?Persone che cercano ancora di pensare con il proprio cervello, nonostante i media, la massificazione, le mode, i must, la pubblicità, le manipolazioni tutte, le panzane che ci contano, le tagliole nelle quali cadiamo a volte come animali stanchi di scappare.Ci fa male il mondo cantava Gaber. Cazzo se ci fa male.Celeste Orietta sloggata

  2. Ecco, ehm!Ero abituata a considerare Riccardo il menestrello della luna, romantico cantore medievaleggiante con tutto il suo bagaglio ingegneristico alle spalle e ora me lo ritrovo agguerrito promotore del nucleare inteso come bomba sterminatrice.Caro Riccardo, ti dico sotto voce che in fondo hai amaramente ragione.Abbiamo reso tutto così invivibile. Petrolio, cash money che risucchia l'essere senza dare niente, l'uomo che sfrutta la natura senza alcuna remora.Ma ho sempre la speranza-terrore che la terra si riprenderà la sua rivincita sull'uomo, come un leviatano solleticato sul dorso emergerà dalle profondità e dando una piccola scrollata a tutto il nostro mondo di  piccoli esseri ci sfracellerà su uno scoglio.Lontana l'epoca in cui i pellirosse non aravano la terra perchè sacra. E lontana anche l'epoca in cui un Monsieur Citroen contravvenendo ai suoi interessi (è poi vero?) si permetteva di creare una macchina economica perchè tutti potessero avere quattro ruote. Troppo lungo parlare di come certi poteri abbiamo impedito alternative al petrolio e via discorrendo.Ma un paio di cose mi rimangono in sospeso:- Se l'alieno è venuto a salvare la terra da noi…a noi chi ci salva da noi stessi?- come sai che la bomba atomica ce l'hanno anche i gatti? Chi ha fatto la spia?Fusa

  3. Si torna in Controluce e si torna alla grande!!!Mi viene difficile non essere d'accordo con Riccardo, che in maniera molto lineare e approfondita, descrive il pensiero di molti, spererei di molti ma forse è di pochi, quei pochi che, come dice Celeste, sono quelli che pensano con la propria testa e non si fanno condizionare dal tam tam mediatico.Quello che mi preoccupa è che oggi un ragazzo non sa come è fatto un pollo vero e quindi mi domando: cosa può sapere del mondo? Che idea ha della bellezza del creato? Riesce a meravigliarsi ancora di un tramonto o siccome ne ha già visti tanti in TV al plasma in multidimensioni questo non gli tocca il cuore? Sa che vuol dire fare un bagno in acque azzurre o guardare le nuvole, sognando e immaginando figure, in uno splendido cielo azzurro?Oggi poi ho visto il trailer del film di Di Caprio, il titolo non mi viene in mente, nel quale ci si addormenta e si vive il sogno creandolo come vogliamo con spettacolari paesaggi, azioni tipo mission impossible e quant'altro venga in mente… fino a quando anche il sogno si distrugge!Forse per salvare il pianeta bisognerebbe tornare alle origini e vivere, e far vivere ai ragazzi, un'esperienza primitiva dove il sapore dolce e amaro della vita ti rimane in bocca per tanto tempo.Rileggendo poi il pensiero di Riccardo mi viene in mente il mio cartone animato preferito: Conan! Questo ragazzo sopravvissuto alla catastrofe nucleare che deve combattere contro Industry che, nonostante la tragedia del pianeta, non aveva imparato dai propri errori.Grazie Riccardo per la provocazione, Grazie a Celeste che ti e ci ospita con i nostri pensieri!Un sorriso 🙂

  4. Dunque con il Riccardo siamo (ovviamente) d'accordo. Oltretutto le guerre i genocidi, le epidemie ecc. sono sempre servite a ripristinare equilibri demografici ecc.. Ma andavano bene fino a due o tre secoli fa.Oggi c'è un problema in più. Ehem: ci sono gli ingegneri, che fanno gli orologi, gli i-pod, i telefonini, le televisioni, wykipedia, google,  la gran velocità, ecc. ecc. ecc. Per fare tutta questa roba che è ormai divenuta un bisogno indotto ci vogliono le trivelle, oppure l'uranio arricchito (che chissà perché si è arricchito,; si vede che prima era povero), oppure bisogna sbarrare fiumi enormi che quando s'incazzano allagano territori grandi tre volte l'Italia. E nessuno vuole fare a meno del telefonino. Compresi quelli di greeen peace che vogliono bene alle balene (mente a me stanno un po' sulle palle).A Roma (succursale delle Pleiadi) si dice: "Che volemo fa'?"Poco.Ben poco.C'è forse da aspettare 10.000 anni. Ma noi non ci saremo a vedere la Terra depurata dopo una spruzzatina di Plutonio.Quindi in mio personalissimo problema è: chi è che aspetta cosa, e cosa cavolo aspetta quello che aspetta?

  5. Evvabbè Cele, se qui devo fare tutto io allora lo dici, che passo anche lo straccio sul pavimento, eh! Rimettiti subito in riga che qui t'aspettano tutti, e pochi discorsi.Petula, qual sconforto, qual greve peso, e ingiusto perfino, sull'anima di tal cavaliere errante pongono le tue triste parole! Sempre fui vagante per lo oscuro mondo a difendere i deboli e i torti a riparare, e l'amica Luna rischiarò sovente lo cammino mio nelle notti fredde e buie, ove l'avanzar contro l'ombre non havesse a venir meno, e nemmanco a diminuire! Per una pergamena elettronica (post) che reca sozze insinuanze nei di miei riguardi, tu credesti all'infame maligno, e rinnegasti la mia essenza al primo stormir di foglie! Io resto, come fui, lo Cavalier (no, non quello… quell'altro) di cui tu rimembri le gesta, e niente potrà mutar lo mio destino di servir Feline Principesse in guisa tua!Beh, ehm, ritrovando un minimo di compostezza, e riallacciandomi alla tua bellissima "speranza-terrore", senza necessariamente pensare ad eruzioni vulcaniche distruttive o terremoti devastanti, basta guardare i piccoli segni, che sono anche migliori testimoni dei valori in campo. Per esempio nella mia strada si vede, proprio in mezzo al bel nastro d'asfalto, una piccola incrinatura e un pennacchio verde di un ciuffino d'erba che "fa capolino".E un altro posto bellissimo dove guardare sono le grondaie, sui tetti; lassù ci si trova di tutto, portato dal vento: in quella dell'università c'era anche un albero di fico! Beh, quanto ci metterebbe la nostra paziente terra a riappropriarsi di tutto quello che si è fatta bonariamente sottrarre da questi figli insolenti? Molto poco, credo.Marinz, a mio parere credo che tu abbia evindenziato "il" problema, ossia che spesso "mancano gli occhi per vedere". Penso che chi ha l'idea, e permettimi, la cultura, perchè di cultura si parla, di saper guardare, di saper vedere il mondo che ci circonda, in tutti gli aspetti che riusciamo a distinguere (e sono d'accordo, non sulla TV al plasma per piacere!) ha il dovere morale, oltre che il piacere, perchè a trasmettere pensiero c'è piacere intrinseco, a mio vedere, di (e ora c'è una parola grossa) "insegnare" a vedere. Penso appunto a un bambino, ma non c'è età per crescere.Pieffe, hai introdotto secondo me un altro tema basilare, ossia l'induzione del bisogno. Io non sono un sociologo o comunque non uno che studia i fenomeni della psicologia di massa di cui non so nemmeno il nome, ma è evidente che c'è qualcosa che non torna nell'avere, genericamente, quello che non ci serve, e che spesso nemmeno sappiamo bene cosa sia, come succede con l'elettronica. E a caro prezzo, il tutto pagato coi nostri sforzi & tempo. Sono perfettamente d'accordo con te.Ma in realtà questo è solo una parte del problema: l'altro è il rendimento delle nostre azioni. Fino a pochi anni fa, a casa mia, le bottiglie erano come le forchette, erano una dotazione di casa. Ora mi si stringe il cuore nel vedere quanto vetro IO butto via. E non ci si può fare nulla? Non è vero: ad esempio la Forst sta reintroducendo "il vuoto a rendere". E qui non c'è questione, non serve frantumare la bottiglia, riportare il vetro a 1500 gradi (bruciano metano, o peggio, corrente elettrica) per fonderlo per rifare la stessa bottiglia. Questo è il valore aggiunto di cui parlavo io: a me ritorna, dopo, la stessa bottiglia, ma con un impatto ridicolmente più basso.Questa è la fantasia di cui parlo.Impossibile togliere l'aria condizionata a tutti, sono perfettamente d'accordo. Non sono altrettanto d'accordo su come si ottenga l'energia per mandarla. SEMPRE USANDO IL PETROLIO, quindi a pari tecnologia, la centrale ex nucleare di Montalto di Castro la fa, lo sai meglio di me, con un rendimento del 30% (cioè le butto dentro 10 di gasolio e lei mi restituisce 3 di elettricità), la centrale di Sarlux, Sardegna, che è un po' differente ma nemmeno poi tanto, la fa col 60% (metto 10, prendo 6), cioè il doppio. Quindi non parlo di energia alternativa alla Greenpeace, parlo di usare quello che è consolidato, e che "ci fa fatica usare per bene".Ma comunque scusa eh, ma che c'hai già impegni per i prossimi diecimila anni? Forse è più semplice aspettare.Avrei una domanda riguardo alla tua domanda: a ben capire c'è sempre lì quello che parte. Ma dove arriva se parte?R 🙂

  6. Sono anche io sul davanzale, stavolta.Anzi Petula, cosa ne dici di una tazza di tiglio? O melissa? Malva?Bella serata, vero ? Bella anche la luna, stasera.Fa un po' freschino… Opsss scusa è vero… tu c'hai  il pelo…Bello stare sul davanzale. Mi ci affezionerò?Qui qualcuno se la cava e pure molto bene, destreggiandosi ora nei panni di ingegnere ora in quelli di bombarolo per poi indossar mantello e stivale e servir la gentil felina di casa sotto la luce della Luna e delle Stelle.Con impressionante nonchalance!Fatti un po' più in là Petula. Miaoooo

  7. Intanto continuiamo a nascondere la spazzatura sotto il tappeto, poi si vedrà. La casa è in ordine e pulita.Mi aveva sconvolto la notizia dell'isola di plastica che si è formata nell'oceano Pacifico grande come la penisola iberica ( ipse dixit :wikipedia).Ormai siamo così addentro al sistema che non riusciamo più a concepire la vita senza bottigliette di acqua, senza le confezioni ,che all'apparenza sono igienicissime, di qualsiasi alimento nei supermercati: ma si tratta anche lì di plastica. Che poi la plastica sia così igienica ho i miei dubbi. Ma tant'è!Ma noi reputiamoci fortunati: possiamo chiedere asilo politico sulle Pleiadi vantando o millantando una conoscenza con Pieffe. Chissà se funziona?Abbraci a tutti. Pinuccia

  8. Pinuccia:Non sapevo di questa isola di plastica.Appena riesco a trovare un po' di tempo leggo.PS anche io non trovo affatto igienica la plastica. Mi è capitato di vedere mamme versare bevande calde fatte riscaldare al bar con il "coso" che si usa per scaldare il latte, quello che fa parte delle macchine da caffè del bar, non nel biberon ma nella bottiglia di plastica quella con il ciuccetto tipo quelle del tè o di alcune minerali.Mi sono chiesta se sono così sicure che non vi siano cessioni di qualche tipo. Io non lo farei ….  specie con un bimbo. Esistono anche biberon di plastica ma si spera idonei . Ma le bottigliette dell'acqua… con il liquido caldo come si comportano?baci

  9. Scusate il ritardo, ero rientrata per dare la mia adesione alla Fondazione Gatti Neri che inizierà le sue attività il giorno 17 Novembre, torno fuori e chi ti trovo sul davanzale in chiacchiere con la lucertola?……la nostra Celeste Orietta!Accipicchia che onore e che piacere, ho messo su un infuso di erba…gatta (Ori è depurativa al massimo, vedrai che ti piacerà) e mi appresto a portare sul davanzale due mug fumanti per berle al chiaro di luna.A proposito di chiari di luna:Or rammentar mi è più modo,o impetuoso cavalier (non quel…ma quell'altro) della Luna,che la tua lirica impronta sfiora la memoria e di ritrovato heroe il cor felino esulta.Non credea, di elettronico papello le distorte parole,ma di mesta mancanza io temevadi non ritrovar lo fiero paladino, indomito  protettordi feline principesse e di pulzelle.A te il mio miagolio come tu fossi Luna (in fondo gatta son!)e della Luna la  luce a biancheggiar del tuo errare susoper evitar che tu finisca male,magari a inciampar giù di muso…ma a indicar diritto il  davanzale!!Ori è un po' fresco qui fuori…ti porto un plald? E intanto ci godiamo la conversazione.

  10. Petula:PROPOSTAse mi spieghi la storia dell'adesione alla Fondazione Gatti neri, in cambio ti spiego, qualora fosse troppo criptico, il commento di R. quello sopra codesto mio.Purtroppo per me penso che non sia poi così criptico…In tal caso, me la fai uguale la spiega della F.G.N. del 17/11?anche in un orecchio, si intende.Fusa (a forza di star sul davanzale a riposare sto imparando a fusare)

  11. Cara Ori-Celeste, ti riporto la notizia qui di seguito. Io te l'ho data frammentata e un po' confusa…sai l'emozione. .AGI) – Roma, 18 set. – Dopo il 'Fronte di liberazione dei nani da giardino', nato in Francia nel 1995, a Roma e' stato tenuto a battesimo il 'Movimento per la riabilitazione sociale del gatto nero'. L'atto di fondazione e' stato sottoscritto, ieri, venerdi' 17 alle ore 17:00. La scelta del giorno e dell'ora non e' casuale. L'iniziativa e' dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) e del gruppo 'Canone inverso', che in una nota hanno spiegato: "In Italia 15 milioni di persone fanno scongiuri alla vista di un gatto nero". Una croce che questo felino porta da troppo tempo. Dunque il nuovo movimento rilancia la giornata di festa del gatto nero il 17 di novembre, finora trascorsa in sordina. Ma di la' dal folclore l'obiettivo del movimento e' salvare i gatti neri da uno sterminio che va avanti da anni o per superstizione o per riti pseudo satanici che si consumano in Italia nella notte di Halloween.  Ora al fianco di Aidaa e' sceso in campo il movimento 'Canone Inverso' che dal suo sito internet e con un gruppo di discussione su facebook cui aderiscono diverse centinaia di persone sta organizzando una mobilitazione per sconfiggere antichi pregiudizi e luoghi comuni sul gatto nero.Un gatto nero è stato un mio grandissimo amore… in seguito rimasto platonico, per via di un'operazioncina fattagli all'età di cinque anni. Io però, in buona fede eh!, mi sono presentata alla sua porta un po' incinta di Zigulì e lui mi ha accolta nella sua cuccia e ha diviso con me la sua pappa quando i suoi padroni non c'erano.E così ho trovato un tetto sulla testa, latte caldo per Zar Zigulì e pappa pronta per me oltre a due padroni un po' bislacchi ma in fondo innocui.Ecco, sai la mia storia.Fusilli

  12. PetulaGrazie della spiega …  Avevo fatto altre … associazioni.La tua "ero un po' incinta"… mi ricorda una barzelletta in cui una ragazzina comunica al padre di essere incinta e.. davanti al viso sgomento di questo.. lei replica: si, ma solo un pochino eh!Riccardo, per altre vie, mi da detto di esserci divertito assai al tuo intervento ..  e da li .. il commento,  "di t.short vestito".In effetti il tuo poema è mirabile. Del resto da gatte e cavalieri blasonati come quelli che circolano qui non ci si puo' aspettare di meno no?Mi piace molto quando vi parlate così. Era successo anche in passato. Sono invidiosissima perchè… non è mica facile.Un bacio ad entrambi.Serva vostra .. celeste

  13. mammmma miaaaa che guazzabuglio, non ci capisco più niente. Nucleari, bottiglie, vetro , plastica, F.G.N. 17/11….cosa sta succedendo! Sembra la fine del mondo! Ori/Celeste  riprenditi le chiavi di casa per carità. Riccardo, con piacere e anche con difficoltà ho letto e riletto e strariletto il tuo passo, ma non credi che la fine del mondo sia dentro di ognuno di noi quando in ognuno di noi si spegne l'ultima fiammella di speranza, di gioia, di felicità, di amore? Ecco vedi io ho appena visto il dvd che Andrea mi ha mandato dalla Thailandia con i filmati che ha girato. Mi si stava spegnendo la fiammella dentro…..quando mi è bastato vedere il suo sorriso, sentire la parola "mamma" , mentre faceva (pensa un po') massaggi ai piedi immersi in una vasca piena di pesciolini che gli pizzicavano le gambe dalle ginocchia in giù….incredibile devi vedere che bello e soprattutto  la sensazione di avere migliaia di pesciolini che ti "mangiucchiano le cellule morte" e lui che rideva per il solletico, e poi ancora le scimmie in giro qua e la per le vie mentre mangiano patatine e bevono coca cola o sbucciano frutti esotici con una velocità incredibile, e si arrampicano come saette sugli alberi…..Pensa Riccardo quella fiammella man mano che vedevo i suoi filmati tra un sorriso e una lacrima, ardeva sempre di più fino a diventare un grande falo'………………………………………………………………….Carola

  14. Riccardo, scusa. Ormai parlo di Andrea come se tutti lo conoscessero. Bè te lo presento. Andrea è mio figlio che è partito tre anni fa per Londra e dopo l'Australia, è la volta della Thailandia e a breve Nuova Zelanda……..e mi manca da morire………………Carola

  15. Eccomi carolacuoredimamma, sono qui only for you, direbbe ormai Andrea, ormai. (Tra un po', anche lui come Marco, un amico migrato a Boston anni fa, farà un pochino di fatica con l'italiano.. Ma ci vorrà tanto tempo… tranquilla e, nel frattempo tu parlerai un inglese perfetto!!)Riccardo "conosce" Andrea, dai tempi del post "L'Andrea che non si è perso". Poi un pochino è stato aggiornato da me, su Andrea, così come sono stati un poco aggiornati Pieffe e la Gatta.Credo che nel loro cuore tifino per Andrea e nessuno lo ha dimenticato.Comunque li aggiorneremo meglio…. Promesso.In ogni caso Riccardo non potrebbe mai dimenticarsi della mamma che conosce "Il Gigante di Ferro". Garantito al limone. bacino.

  16. Carola che parla di suo figlio…è deliziosa.Vero: A volte il sorriso di un figlio asciuga un fiume di lacrime grande come lo Yang tze. A volte basta una coccinella aggrappata ad uno stelo d'erba, altre volte un sospiro in una notte stellata, o una carezza impalpabile, ma piena di vero amore. Ma sono istanti, sempre più sporadici, disconnessi, dispersi in questa terra che una volta (in alcune preghiere cristiane) si chiamava "valle di lacrime". Oggi la chiamerei valle di rumori, di frastuoni gracchianti e sgradevoli.Oppure, per fare il verso all'invasione di pubblicità sessomaniacali, la potremmo chiamare…valle di natiche. Bah!E cercare la coccinella in questa valle di natiche sono cavoli amari, per non parlare della carezza piena d'amore.Confidiamo nel sorriso del figlio di Carola e nei suoi pellegrinaggi in giro per il mondo.Pieffe

  17. Evviva Carola e il suo falò di speranza e tenerezza. Chissà che Andrea non inciampi in un elefante particolare, con una zanna e mezzo che risponde (per noi del blog) al nome di GIL che in questo periodo bazzica da quelle parti.Fusa a Carola, ad Andrea e compagniaPS.: Orietta hai notato che è volata una piuma di pavone fin sul davanzale?

  18. Si Petula, chissà…Magari possono anche incontrarsi. Gil batti un colpo se ci sei.O una zampona è uguale.La piuma… Cerrrrrrto che l'ho vista. Eccome. L'ho raccolta e l'ho infilata nella terra, nel vaso dove sta il geranio imperiale, proprio qui davanti.Fa freschino stasera, e c'è anche buio accipicchia. Una bella luna, pero'.PS ditemi se miglioro perchè sto seguendo un corso per aspiranti miagolatrici da davanzale. Il paccchetto "full optional"  comprende anche la versione "sotto la luna piena". Provo eh!Miaoooooooooooooo  Miaaaaaooooooooooooo

  19. …chi lo potrà mai dire che non abbia incontrato l'elefante particolare con la zanna in mezzo? Non lo sapremo mai, ma me lo auguro di cuore. Grazie micina. Vero Pieffe, a volte basta il sorriso di un figlio per asciugare le lacrime e a volte una lacrima muore in un sorriso. Cele…non ti illudere non imparerò mai l'inglese……………………….. Bacioabbraccio alla cover band di controluceCarola

  20. Ieri sera c'era una luna splendida. Bianchissima. La vedevamo io e Petula dal davanzale.Poi si vedeva, splendido e luminosissimo, Giove. Tra Giove e la Luna, un'altro astro che io pensavo fosse uno dei due satelliti di Giove ma che invece oggi con una piccola ricerca svolta con Riccardo,  che si trattava di Urano.Sempre oggi ho trovato questa cosa, che trovo bella. La lascio qui, a compensare la mancanza di una volta stellata che non c'è, almeno non qui dato che diluvia. Ma la pioggia di notte è sempre un bel canto, ad accompagnare il Silenzio.

    “Più ancora dello spettacolo del mare calmo o infuriato, più ancora dello spettacolo delle montagne coperte di foreste e incoronate da nevi perpetue, lo spettacolo del cielo stellato ci attira, ci trasporta, ci parla dell’infinito, ci da la vertigine degli abissi; poiché come nient’altro afferra lo spirito contemplativo e lo chiama”L’Astronomia Popolare di Cammille Flammarion (1842-1925)
    E penso che da sempre l'uomo sogna di raggiungere le stelle, perdersi tra di esse, navigare in quello sconfinato oceano stellato …Nella mia stanza, appiccicate alla parete di fianco al mio letto ci sono cinque stelline, quelle che si "caricano" di luce con il giorno e poi di notte brillano, di una luce bianca, appena giallina.Sono l'ultima mia immagine prima di chiudere gli occhi il mio ultimo pensiero è rivolto alle stelle, e a quelle della mia vita, le mie lucine, i miei riferimenti, le mie bussole per navigare nella vita.Anche la mia nipotina ne ha di simili, appiccicate però al soffitto.Sono tante, le sue, e anche lei le guarda prima di chiudere gli occhi.A una di queste ha assegnato il nome di sua nonna ovvero mia mamma, che è "lassu'" da molti anni prima che lei nascesse.Un'altra invece porta il nome del nonno, mio padre che mori' che lei aveva due anni ma di cui ne conserva il ricordo anche se non proprio nitido, credo.Un giorno eravamo distese, io e lei sul letto,  e mi disse: pensa zia che bello sarebbe poter volare nel cielo…. In alto, dove nessuno ti può raggiungere.  Aveva 4 anni.E allora mi sembrò tanto chiaro che siamo figli delle stelle, che siamo cominciati tutti da qualcosa che viene da lassù e che forse per questo desideriamo … tornare a casa.

  21. Riccardonon avevo avuto modo in questi giorni di ri-acoltare cochi e renato di cui al video sopra pubblicato.L'ho fatto adesso e .. è sempre bello da riascoltare.Inoltre alcune canzoni, come questa, apparentemente "leggere" e divertenti raccontano di grandi cose e, alcune sono anche tristi.Un esempio nè è anche Riccardo Marasco che ho avuto modo di conoscere tempo fa attraverso qualcuno.Un bacio .. Celestewithout log

  22. E come potrei dimenticarmi di Carola e del suo Andrea viaggiatore (che desta invidia nascosta da qualcuno, apertamente dichiarata almeno da me…)? Già la conoscenza, come ricorda Celeste, del Gigante di Ferro mi ha stupito e me l’ha fatta mettere in un cantuccio speciale, ma c’è molto altro. Quando parla lei, traduce tutto nel linguaggio del cuore… ed è come se ti togliesse tutte le parole di dentro, perché ti ritrovi di colpo senza più nulla che, al confronto, sia significativo dire. Si sente addosso il misto di tristezza e di orgoglio per l’ex cucciolo in giro per il mondo, e, si, si capisce che è una delle poche cose vere rimaste in questa “valle di natiche” (che spettacolo n. 2!). Ciao Pinuccia, rispondo solo ora perché volevo leggere qualcosa riguardo all’isola dei rifiuti della quale parli nel tuo intervento.Il Pacific Trash Vortex[1], noto anche come Grande chiazza di immondizia del Pacifico (Great Pacific Garbage Patch), è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) situato nell'Oceano Pacifico, … La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² (cioè da un'area grande più della Penisola Iberica ad un'area più estesa della superficie degli Stati Uniti), ovvero tra lo 0,41% e il 5,6% dell'Oceano Pacifico. Lo spessore è di circa 30 metri…Spettacolare. Non ne sapevo assolutamente nulla, ed è impressionante, anche se mentre lo scrivo mi rendo conto di come l’aggettivo sia assolutamente inadeguato all’oggetto. Come minimo approfondirò l’argomento, e grazie della segnalazione.In effetti mi sembra una costruzione tra le più mirabili e stupefacenti che l’uomo abbia saputo costruire. E ho detto tutto… Toh, che si vede: l’assenteista verniciata di celeste. Bada che ti metto i tornelli della Brunetta dei Ricchieppoveri eh?Si, mi tocca trovarti anche Urano, si. E poi? Caffè e broscia? Mah!Vabbè, se però mi parli di Marasco, allora mi toccherà a perdonarti… 🙂 Riccardo

  23. C'è chi lascia ai posteri cattedrali, castelli, templi e chi più ne ha, più ne metta. Poi c'è chi lascia isole di plastica.Della serie: ognuno lascia di se l'immagine  che più lo rappresenta.Bella la descrizione del cielo. Bella l'immagine che mi ha sempre " acchiappato".Fresco stassera!! Un bel plaid caldo caldo e una bella tisanotta: chi gradisce?Baci  Pinuccia

  24. Riccardo, è' come passare sopra un ponte….fermarsi. Meditare. Se l'acqua che scorre sotto, porta con se i turbamenti di una vita, di quella vita che tanto ti ha portato lontano il figlio che più ami, quel figlio che tanto ami e che ha imparato a vivere la vita a sue spese, sfidando la vita stessa quando anni fa gli era stato proibito di volare, quando anni fa gli era stato proibito di fare immersioni……a seguito di un intervento subito. Grazie a Dio, vola più lui di un gabbiano, e grazie a Dio ha potuto ammirare le meraviglie della barriera corallina. Riccardo, e il Gigante di ferro……………….già. Realtà differenti tra loro, ma entrambe un grande cuore. Boh, anche se non ti conosco se nonchè attraverso Controluce, io, Riccardo ti vedo così.Buona giornata.Carola

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