IN CONTROLUCE

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Era una risposta a Pinuccia, al suo commento al post di sotto.

Ma ho deciso di scriverla qui. Non conosco le ragioni ma come sempre ci sono ragioni per tutte le cose anche se “durante” non le conosciamo.

La foto del post, Pinuccia, però non è mia, ma è presa dal web.

Il tuo commento è arrivato in un luogo un po’ speciale, in uno di quei posti di dentro dove abitano le emozioni e anche le domande.

Certe volte emozioni e domande fanno tanto rumore, certe volte invece tace tutto. In entrambi i casi, sempre certe volte, fa male.

Controluce è stata foriera di incontri belli, speciali e mi ha dato delle cose piccole e grandi al contempo.
Mi ha dato la gioia di scrivere, il piacere della condivisione, mi ha dato delle emozioni e ha permesso belle conoscenze.
Strano vero? Un blog, un posto senza arte nè parte, una vetrina piccolissima tra milioni di vetrine simili e altre molto più attraenti di questa, uno spazio senza scopo ma che ha avuto un respiro.

Ha permesso incontri con persone che sono diventate, per me, conoscenze importanti e che fanno, ora,  in qualche modo parte dei mie giorni, dei miei pensieri.
Ho incontrato il Mulino, e poi Silmarillon. Ho avuto l’onore e il piacere, grande,  di scrivere qualcosa per qualche numero di Silmarillon, la rivista on line di Francesca Pacini, la mulinaia del Mulino di Amleto.
Lo considero un onore perchè chi scrive su Silmarillon sono persone brave, brave davvero, che sanno scrivere davvero, loro.

Ho incontrato Marinz,  e anche altre persone. Ho conosciuto te, Pinuccia, sia pure virtualmente, la tua dolcezza, l’intelligenza, la delicatezza e l’attenzione per le parole e le cose.
E la cura, la cura  che ci mettono le belle persone nell’esprimere le cose e poi la freschezza  di chi si esprime senza ombra di lusinga, e il dono, naturale, di non essere mai banali o scontate.

Poi Pieffe e Petula, miei compagni da sempre in questo spazio e ora amici miei, anche nella vita. Ci sono state battute, confronti, risate. Sono passati e passano altre persone meravigliose: Carola, Riccardo, Paola, Fabrizia, Giovanna, Simona, Andrea e altri, alcuni dei quali non intervengono o lo fanno  raramente, ma che mi scrivono, per altre vie e che è piacevole ritrovare a volte anche grazie proprio ad un post, o ad una foto, o a qualche intervento.
E poi il  Gollum e Gil Ganesh, che scrivono da luoghi lontanissimi e che ritrovo anche loro su altri canali e spero presto ancora “live”.

Un blog…
Tutto questo da un blog.  Un bel posto, è stato definito ieri, da Riccardo.
L’altro giorno mi sono trovata a leggere alcuni dei vecchi post. Molti non li ricordavo o meglio, li ho ricordati leggendoli. E come sempre ci ritrovo l’anima, l’emozione del momento che è stato,  quando sono diventate cose scritte. Come mi accade quando tiro fuori dalla cassapanca cose scritte nel tempo, negli anni.
Il tempo in cui ho accompagnato mia mamma nel percorso più difficile della sua vita, la strada che abbiamo fatto insieme sperando nella luce, ogni giorno, ogni istante fino ad inventarsela, la luce. Quando leggo la ritrovo e insieme al dolore ritrovo anche l’amore che c’è stato e che c’è. Devo a lei e solo a lei la forza che ho avuto, soprattutto di essere il più possibile me stessa.

Ma anche come mi accade di trovare pagine felici, di attimi in cui ho pensato: si puo’ vivere tutta una vita per un momento come questo.

E’ come se le emozioni fossero li’ in un posto di dentro immutate, senza che abbiano a conoscere il Tempo, il tartaro del Tempo, come conservate in un frigorifero che non rimane mai senza corrente. Così una lettera, una rilettura, sono la chiave per aprire il cassettino dove riposano, pulsando come cuori sani e ben irrorati.

Qui abbiamo avuto la gatta al davanzale, le lucertole guardinghe e il Gollum con la padella in mano pronta ad accogliere  la gatta Petula con tanto di olio e rosmarino. Si sarebbe potuto inventare un Cartoon: avrebbe avuto successo, tra i bambini ma anche tra i grandi.

Confronti, esperienze, relazioni tra persone che si stimano, si rispettano e costruiscono qualcosa … sono cose possibili, in un blog. Non lo avrei mai detto, prima.
Controluce è nato per caso, è una lunga storia. Prima esisteva un piccolo angolo simile ma non ha avuto modo di crescere perchè .. era stato soffocato dall’assenza di bellezza di chi vi è passato.
Ha chiuso dopo un paio di settimane e poi la sfida: Controluce. E questa Celeste che proprio sempre Celeste non è.

E’ una donna, normale, spesso banale, con una marea di incertezze e di alte e basse maree. Con un equilibrio a volte un po’ precario, con i conti da fare la sera, con il Tempo, con l’età, con chi ama, con chi c’è e con chi ha perduto.
Con gli specchi poi è un rapporto difficile, quello di Celeste. Gli specchi di dentro, quelli di fuori, quelli che qualche mano ha retto qualche istante tra il suo viso e il cielo.

Non è facile, l’equilibrio. La pancia e la testa vanno, a volte, in direzione ostinata e contraria, o comunque sempre su binari differenti e a volte i compromessi sono rospacci ruvidi che porca miseria si bloccano in gola e morire se vanno giù.

Ma è la vita. E qui c’è una persona che non ha smesso, per anni,  di volerla sentire, di volerne catturare il respiro, di voler afferrare qualche stella per la punta e tirarla giù per farne uno specchio oppure un faro,  fosse anche solo per una notte.
Una che non ha mai smesso di voler raggiungere l’anima delle cose e delle persone che hanno un ruolo importante nella sua vita. Non possederle ma raggiungerle, dove abitano  l’odore, il dolore, la gioia, la persona scevra di trucco e vestiti e di parole.

Si può rinunciare al rosmarino selvatico, alla neve bianca appena caduta, al tepore di un camino acceso, al potere di un bacio, alla magia di un istante, al vento del deserto che spettina e cambia il volto disegnando senza schema. Si puo’ rinunciare a tutto, anche a vivere che poi  è lo stesso, perchè non si vive senza emozioni. Si vive biologicamente, si invecchia, si muore. Le cellule continuano a fare le cellule, gli ormoni a fare gli ormoni, i capelli crescono e anche le unghie ma la vita è altrove.

La vita vive dove nessuna mano si presenta con un’accetta a tagliare le emozioni. La vita vive dove c’è un respiro che alimenta sangue polmoni e cuore ma anche i sogni, i desideri, la speranza. La vità vive davvero dove c’è l’instancabile ricerca della bellezza.

Tutto questo costa. Costa caro. Ma per molti è la sola idea accettabile di vita. E per molti perdere tutto questo significa non vivere. Non sentire. Non essere importanti per le piccole cose, che poi sono tutto. La somma delle piccole cose sono la ricchezza dell’esistenza. Per alcuni, si intende.

Non sto spacciando il mio concetto di vita come verità assoluta. La presunzione è una degli aspetti umani che maggiormente mi fa paura, insieme alla manipolazione e all’uso che alcuni fanno dei sentimenti altrui.

Sorrido mentre piango perchè mi viene in mente il De Pofundis di Wilde … Vabè.

Non ho idea della ragione per la quale sto scrivendo questa cosa. E’ in diretta, nessun word da cui fare copia incolla per pubblicare. Sono le dita che scivolano sui tasti ma anche sul cuore, sull’anima, su quella lavagna sulla quale ogni giorno faccio i conti e pago. Sulla quale mi specchio e mi cerco. Sulla quale a volte non mi ritrovo perchè ci si trova e ci si conosce anche attraverso gli altri, le persone che stimiamo e che amiamo.

E accidenti ti capita di non trovarti più, da nessuna parte, di trovarti investita da milioni di domande senza risposta. E ti domandi se è tutto vero, o se forse tutta la vita è solo un oceano di menzogne.
Un immenso teatro in cui il personaggio che ognuno ha deciso di essere ingoia la persona vera, come un buco nero che trascina anche tutte le cose in cui hai creduto.

Mi è arrivata adesso una e mail di qualcuno che mi conosce bene. Copio e incollo:

No. Nessuna parola di consolazione. In questi casi non ci si fa nulla. Ma solo un abbraccio.
Respira l’aria, vai a spasso. Tocca i prati, non fotografarli.
Corri tra gli alberi, lascia il camino e la poltrona. Respira, respirati, urla.
Piangi se ce la fai.
Lascia stare il contegno e la buona educazione.
Un bacio.

La stessa persona leggendo questo post mi direbbe: potevi tenerti addosso almeno le mutande.
E’ vero. Ma se ci deve essere dentro un brandello di anima allora che ci sia.
Oggi i compromessi non sono possibili.
E poi sto seguendo il suo consiglio: senza ritegno e buona educazione.

Bisogna avere coraggio,  per crescere. E crescere, sempre per me, significa accettare amare e rispettare le proprie emozioni, soprattutto viverle e le ali incominciano da li. Dal coraggio di essere sè stessi e di mostrare debolezze e insicurezze. Di manifestare il bisogno di amare e di essere amati, di ascoltare e di essere ascoltati, di pretendere e ricevere dignità e rispetto per ogni briciola di sentimento e di fiducia provati.

C’è molta bellezza, nella vita, nelle persone. Nessuna persona, credo, sia priva di bellezza. Ma ci sono persone e luoghi che fanno parte di quel cerchio piccolino che rappresenta, per ognuno di noi, il centro del mondo. Bè, questo “sito” ha fatto in modo che alcune persone siano dentro il perimetro. E questa è una cosa speciale.

Anche se adesso credo che Controluce sia su quella terra di mezzo perchè in fondo è dove sto io.
Dove c’è gioia per molte cose e anche dolore per altre.
L’inizio delle vacanze ha coinciso con qualcosa di difficile, che ha portato a sollevare la polvere da luoghi e da tempi lontani, solo apparentemente silenti ma che ospitano dolori pronti a zampillare al primo colpo di piccone.

Ecco, forse, la necessità di qualcosa di vero, e forse anche di queste parole che non servono a niente forse possono sembrare anche pietose, patetiche . .. non saprei. Miserabili, forse. Ma cazzo sono mie.

E oggi va così. In barba al ritegno, alla buona educazione, alla riservatezza.
Ai burattini al circo e ai burattinai ai pagliacci tutti e ai mentitori di tutto il mondo i quali forse sono i soli per cui provare pietà. Quella pietà che si offre per coprire la vergogna di esseri umani che fanno parte della stessa umanità di cui anche noi siamo figli.

Poi c’è una pietà che non redime e che non perdona perchè ci sono cose che non ci perdoniamo.  C’è una redenzione, un riscatto, lo so, anche per chi non si perdona.

Per loro c’è un tramonto da catturare in un barattolo, perchè “nessun tramonto è uguale ad un altro”. Una volta qualcuno ne ha catturato uno per me, e forse un giorno mi verrà recapitato.

C’è il violetto di un’alba, il rosa antico di un’aurora diversa, figlia di una notte diversa, magari quella che ha visto una mano tesa a catturare stelle.

C’è il canto che culla il mio lago, quando l’odore delle alghe veste la sera.
Ci sono i sogni quando si sveste ogni parola e se ne frega dei capelli arruffati, della logica, della logistica e della fisica.
C’è nell’amore che vive sotto il muschio delle parole, di questo sito che ha bisogno di pioggia e di sale e che mi somiglia, porta tutti i miei anni e i miei sogni.

Ma adesso sono stanca.

Celeste lascia il posto a Orietta che però non è il personaggio che si è ingoiato.

Celeste era solo un nome perchè qui in Controluce non arrivassero i passi che hanno calpestato il blog prima di Controluce.

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aqua

(foto mia, ago 2010)

13 pensieri riguardo “IN CONTROLUCE

  1. Celeste Orietta, i tuoi post "pesano"! Spessi, consistenti e significativi anche quando vai a ruota libera, anzi proprio lì ti descrivi, ti sezioni, ti domandi e ti riassumi.Il tuo blog è lo specchio del tuo cuore, caldo e accogliente, ci si sente sempre la tua volontà di essere "famiglia" per chi si avventura nei tuoi scritti.Pregio raro e invidiabile, dicevo alla lucertola sul davanzale, allargare se stessi per includere gli altri,così come  invidiabile è la capacità di scrivere di getto dando esattamente l'essenza dei tuoi moti interiori Da una cosa virtuale hai tirato fuori amicizie reali e belle e questo è grazie alla tua voglia di unire armoniosamente te alle persone che passano di qua e di far fraternizzare tra loro le varie voci che qui si incontrano.Impagabile!Fusa affettuosissime.

  2. Ciao Petula. Mah .. allargarsi e accogliere dona tanta gioia quanta quella di essere accolti.E' vero, alcuni rapporti virtuali sono diventati reali ma questo non è solo "merito" mio ma di tutti che lo abbiamo desiderato.Ci sono persone che si parlano per esempio su Facebook di sera e poi di giorno, al lavoro o a scuola si salutano a mala pena. Così come attraverso altri canali. Scelte e comunque tutto va bene purchè condiviso. Condivisione e confronto.  Ecco, questo è il punto e nei rapporti è tutto. Almeno per me.

  3. A tutti: (……) Pinuccia un grazie anche da qui, per il tuo indirizzo e mail.Per la tua privacy, ho cancellato in tuo intervento con il quale me lo hai fatto avere.  Non certo per gli ospiti abituali di Controluce ma per eventuali vagabondi della rete. 

  4. Grazie per la tua gentile coretttezza.Andiam, andiamo a lavorar….più o meno come i sette nani di Biancaneve.Buona giornata e a presto.Pinuccia

  5. Per me tu sei Celeste ma anche Orietta… conosco sia il virtuale che il reale.. credo che se vi scambiaste avrei difficoltà a riconoscere quale è una e quale è l'altra :o)Ho avuto e ho la fortuna di conoscerti e questo è tanta graziaUn sorriso 🙂

  6. Ciao Oriettafoto meravigliosa, sei riuscita a trasmettere l'emozione che hai provato quando l'hai scattata.tanti baciM

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