YEMEN e il silenzio dell’occidente

nostalgia.

Guerra santa: tabù per l’occidente, dato di fatto per l’Islam

Avete mai provato a circolare per una qualsiasi città dell’Arabia Saudita con una croce al collo in bella vista? Non fatelo, sareste accusati di “apostasia” e condannati a morte. Ma se siete persone intelligenti non fatelo nemmeno in molti altri Paesi musulmani, compresi in quelli che il buonismo europeo chiama “moderati” come l’Egitto, la Turchia, il Marocco o la Tunisia. Il rischio di ritrovarsi con la gola tagliata è molto alto. Fa impressione constatare come l’occidente ha reagito al massacro degli otto operatori umanitari uccisi in Afghanistan perché accusati di essere cristiani, anzi, fa impressione constatare come l’occidente non ha reagito a questo efferato massacro, perché di reazioni se ne sono viste ben poche, come se fosse una cosa normale essere uccisi in Paese islamico perché si è cristiani o semplicemente non musulmani.
E’ un po’ come se si accettasse l’idea che quegli operatori umanitari in fondo se la siano cercata, che poi è la stessa che ci fa accettare i massacri di cristiani in Iraq, la stessa che ci ha fatto digerire il villaggio dato alle fiamme un anno fa in Pakistan (con gli abitanti dentro alle capanne) perché cristiano, la stessa che ci fa considerare normale che in Afghanistan – che stiamo cercando di liberare dall’estremismo islamico – una persona venga condannata a morte solo perché si è convertito al cristianesimo, oppure la stessa idea che ci fa considerare normale che nello Yemen da anni sia in corso una vera e propria caccia al cristiano, così come in Algeria o in Egitto per i cristiani copti. In fondo chi sono i cristiani per manifestare liberamente la loro fede in paesi musulmani? E’ chiaro che se lo fanno poi devono accettare le conseguenze di questa loro decisione. Questa è la mentalità corrente in occidente. Davvero spaventoso.
Eppure in occidente, soprattutto in Europa, usare la frase “guerra santa” oppure “guerra di religioni” è severamente vietato dal bon ton. Il problema è che noi questa guerra santa non la vediamo. Siamo cresciuti nella mentalità cristiana del perdono e del porgere l’altra guancia, una mentalità lontana anni luce da quella musulmana. Ci facciamo abbindolare dal concetto di “Islam moderato” sperando che sia un concetto vincente su quello di “Islam estremista”, una speranza a dire il vero assai recondita se si considera il fatto che il confine tra Islam moderato e Islam estremista – se tale confine esiste – è molto, ma molto labile. Gli islamici, a differenza di noi cristiani, crescono con la mentalità della guerra santa. L’islam non è una religione basata sul perdono, sulla tolleranza o sul porgere l’altra guancia, l’Islam non è una religione che si confronta con le altre pacificamente o che tollera altri credi, l’Islam tende ad assimilare gli infedeli e chi non si fa assimilare diventa automaticamente un nemico da abbattere. L’obbiettivo ultimo dell’Islam, lo dice il Corano, è quello di espandersi in tutto il mondo.
Chi non è musulmano lo può diventare, ma non c’è posto per altre religioni nella mentalità islamica. Ecco perché sostengo che l’Islam è in guerra con le altre religioni da molto tempo, praticamente da quando questa religione è nata. Non si potrebbe spiegare altrimenti il comportamento del mondo musulmano verso i cristiani, gli ebrei, i buddisti ecc. ecc
La rappresentazione ideale dell’Islam l’abbiamo vista quando mani criminali hanno posto la dinamite ai piedi delle millenarie statue del Buddha di Bamiyan fatte saltare in aria in Afghanistan. Quelle statue rappresentavano un’altra religione e quindi andavano distrutte.
La stessa cosa avviene oggi per le bibbie in mano agli operatori umanitari trucidati l’altro giorno, per la croce portata al collo dai cristiani di tutto il mondo o per i ciondoli a forma di Stella di David che gli ebrei portano orgogliosamente al collo. Sono simboli che vanno distrutti insieme a coloro che li portano.
Personalmente credo che sarebbe il caso di riflettere seriamente sugli eventi che stanno capitando ai cristiani, agli ebrei e alle persone di altre confessioni, per mano degli islamici. Credo che non sia il caso di continuare a sottovalutare questo fatto. Credo che sarebbe il caso di riflettere sul perché alcuni Paesi europei (vedi la Gran Bretagna) accettano passivamente sul loro territorio i “tribunali islamici” e chi non lo fa ufficialmente li tollera. L’Islam sta prendendo sempre più piede in Europa portando con se tutto il suo retaggio di intolleranza, di violenza, di misoginia e quella logica prepotenza insita in coloro che nascono e crescono con la mentalità di dover conquistare il mondo.
Io non me la sento di porgere l’altra guancia, non me la sento di tollerare tutto questo, non me la sento di cancellare dal mio vocabolario le frasi “guerra santa” e “guerra di religione” per una mera questione etica o per pseudo-buonismo, non me la sento per il semplice fatto che per i musulmani quelle frasi esistono e vengono pronunciate e applicate ogni giorno.

Franco Londei

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traduco …

Il cavaliere senza morte

Di terre ne ho attraversate,  di acqua ne ho vista scorrere,
di vento ne ho così portato nelle mie tasche sono abbassato come un ramo di salice,
mi sono macchiato come un tronco di platano
ma sono stato anche bello dritto come un cipresso
quando mi hanno detto che il mondo girava
ho cominciato a rincorrerlo e adesso che ho girato più di lui
lo so che non ho vinto

Ho provato il Martello di Thor, i graffi della Babayaga,
e Vainamoinen mi ha insegnato a cantare
e quanti uomini armati di spada ho trasformato in fontane di sangue
e poi la Morrigan passava a pulire tutto

quando mi hanno detto che il mondo cantava storie di Achille e Cuchulain
io ne ho uccisi più di loro
ma di canzoni non me ne hanno mai scritte

E allora via anima in pena a cercare il fondo della damigiana
senza accorgersi che ho bevuto dal Sacro Graal
volevo bere per dimenticare e ho guadagnato l’immortalità
proprio la sera in cui volevo provare a morire

una Valchiria di seconda mano e un druido senza giudizio
mi hanno fatto saltare nel tempo come in un precipizio

e son partito per la nuova gloria e ho visto marcire la storia
come un Dio in armatura ma a piedi nudi

Forse per noia o per vanità,
sono andato sul fondo del lago per ritrovare la spada di Re Artù
ma Excalibur non serve a un cazzo,
e Viviana me l’ha detto se a maneggiarla c’è un rimbambito

quando mi hanno detto che il mondo pregava, ho pregato più di lui,
e adesso che ho appeso la spada al muro
effettivamente mi sembra una croce.

E sono partito per la Terra Santa
la lama in cielo e l’inferno in terra
perchè mi hanno detto che era Santa anche la guerra

colpi di spada a forma di croce colpi di spada a mezzaluna
che in paradiso a tutti spetta una poltrona

e mi hanno detto che se ne ammazzavo tanti,
cancellavo tutti i miei peccati
che è diverso uccidere quelli giusti o quelli sbagliati

Ma io non potevo più morire…. e quindi niente aldilà

ho chiuso gli occhi e ho provato ad aspettare
ho aspettato che finiva e mi sono addormentato

ho aperto gli occhi e passavano i carrarmati

e ho aspettato  ho aspettato
ho aspettato

Davide Van De Sfroos

Ognuno di noi quando è vittima o carnefice o spettatore della continuità della guerra è come il cavaliere della canzone che passa attraverso le epoche ed è costretto a vedere mutare i tempi ma mai l’idea di guerra stessa. Sembra chiederci ” quanto vogliamo che continui ancora?

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6 pensieri riguardo “YEMEN e il silenzio dell’occidente

  1. La canzone di DVDS è in linea con la tua riflessione.Dobbiamo cercare di cambiare il mondo in qualche modo anche se è davvero difficile e diventa facile stare a guardare… il cavaliere ci ha provato ma non c'è riuscito… forse noi possiamo provarci nel nostro piccolo per ampiare poi, come cerchio d'onda, verso il mondo intero… e magari un giorno si arriverà sulle sponde giuste avvolgendo tutto di quell'Amore che tutto cura e tutto guarisceUn sorriso 🙂

  2. L'articolo islamofobo è la tentazione cui è importante non cedere: il ricorso alla guerra, la forza per affermarci, insieme a un'insana generalizzazione che dipinge fuori il nemico che è dentro, e che forse vuole solo cura.Di recente sono stato in Giordania e ho visto chiese e moschee sfiorarsi tra sorrisi e una gentilezza spontanea. Alcune delle persone più belle che ho conosciuto in India sono musulmane, convivono con gli indù e ne condividono feste religiose e allegria. Certo, non c'è solo questo, ma proprio perché c'è questo, c'è anche il bisogno di rispettarlo, coltivarlo e difenderlo.

  3. D'accordo.Infatti si parla di un movimento politico che "usa" la religione, che ne fa la propria forza.Chi ha buttato giù le torri gemelle non sono le "persone normali" ma terroristi, fondamentalisti, estremisti esaltati, fanatici, gruppi organizzati che vantano persone disposte a schiantarsi su aerei o farsi saltare in mezzo alla folla.E ci sono gruppi, cellule piu' o meno autonome e addestrate, in grado di organizzarsi attraverso canali (internet anche), che nè frequentano luoghi di culto, mangiano prosciutto e bevono vino e capaci di reagire immediatamente al canto della guerra.Gente che vive la guerra come una passione, uno sport, che addestra i bambini alle armi e alla violenza, coinvolge cittadini europei attraverso una conversione che pare sia perfino una moda.Sono tutti da sottovalutare?Anche i cristiani hanno compiuto i loro massacri e anche altri.Il post condanna la violenza, la guerra qualunque sia l'abito che indossa, la bandiera, il colore.E quando si veste di santità è ancora più terribile.Come diavolo può, una guerra, essere santa?Ma mia percezione è che si sottovaluti la forza, la potenza di questo "movimento" che invece è capace di trascinare milioni di persone, con la persuasione o con la forza.  Diversi anni fa qualcuno un paio di baffetti fece una cosa simile.Non c'è molta differenza tra conflitti religioni e conflitti razzisti, pulizie etniche etc.In occidente è riconosciuto il diritto alla libera religione, alla libertà di costumi. E allora perchè queste aggressività, violenze e minacce?Perchè i bambini in Italia negli asili e nelle scuole non possono piu' costruire il Presepe e l'Albero di Natale?La guerra è guerra. Inaccettabile, sempre e … bè… scusate ma io ho paura.

  4. Cara Celeste,sai quanto ti stimo, però secondo me molte delle tue paure sono frutto di una propaganda politica xenofoba che in qualche modo attechisce. Ma ti pare davvero che ci siano milioni di persone pronte a uccidere cristiani? Se così fosse saremmo già spacciati, ci sarebbero un kamikaze per ogni autobus o metropolitana in Europa!C'è una tensione diffusa, in Medio Oriente e di riflesso nei cosiddetti paesi occidentali (uso il termine a prestito per parlare di Europa e USA).Ci sono persone che incitano alla guerra in Arabia Saudita e altre che lo fanno in Italia per prevenire questa "tremenda" invasione islamica.Capisco che in una situazione del genere, che tra l'altro fa vendere i giornali e vincere le elezioni ai partiti politici che incitano alla guerra santa, è difficile mantenere un cuore in pace. Ma è l'unica risposta possibile.Gil

  5. Io spero che tu abbia ragione GilLo spero davvero. Per la pace del cuore e per la Pace,Celeste    no log

  6. Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, madre di due figli, è detenuta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, nord-ovest dell'Iran. L'8 luglio 2010, l'Ambasciata iraniana a Londra ha annunciato che non sarebbe stata lapidata, ma la condanna a morte potrebbe essere comunque eseguita, anche tramite lapidazione. Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata nel maggio 2006 per aver avuto una "relazione illecita" con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza. Successivamente è stata condannata alla lapidazione per "adulterio durante il matrimonio", accusa che lei ha negato.A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l'Ambasciata iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l'8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione. Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che  il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una "confessione" rilasciata sotto minaccia durante l'interrogatorio e ha negato l'accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l'hanno ritenuta colpevole sulla base della "conoscenza del giudice", una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.fonte: amnesty international – sezione italianalinkhttp://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio

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