INSIEME

 

insieme

                                                                                               (foto: mia)

 

Quasi sempre, fotografando una cosa che mi colpisce, ne decido il titolo: avviene in modo spontaneo.
E’ frutto della mente che associa immagini a parole.
Questa fotografia si chiama “Insieme”:  l’immagine delle due barche è sovrapponibile all’idea di due persone. Insieme” si è scritto nella mente al momento del click della mia fotocamera.

Quando si è bambini, si pensa che gli oggetti siano animati, che le cose abbiano una vita segreta, che le parole coincidano con le cose e che queste abbiano il potere di reinventarsi e di popolare in mille modi differenti, il mondo fantastico, quell’immenso laboratorio di creatività che costituisce la base dell’esperienza cognitiva che accoglierà le pareti portanti dell’esperienza adulta.

Nella favola c’è la luce che si scorge nel buio, l’amore che vince l’odio, pazienza e costanza che vengono premiate, l’uscita dal labirinto, il riscatto del dolore.
Dentro la favola si osservano le prime trame del tessuto della vita, è la prima rappresentazione della realtà, la prima maestra ancora più della mamma perchè la favola ce la costruiamo da soli, nasce dai luoghi di dentro dove abita il sentire più intimo e solo nostro.

Ebbene, qualcosa dentro di me deve essersi bloccato, un qualche processo di maturazione non deve essere andato a buon fine, perché che le cose abbiano un’anima io … ci credo ancora.

Avevo scritto un post, tempo fa, dove un muro e una mura si amavano senza potersi mai toccare.
Alcuni anni fa piansi tutte le mie lacrime per una macchina schiacciasassi: immaginavo il dolore e il sollievo, rispettivamente, di quei sassi che vedevano avanzare il mostro e di quelli che sapevano che non sarebbe toccato loro perché “un po’ più in là”.

Sono anche convinta che gli oggetti che amiamo assorbano, in qualche modo, qualcosa di noi e che questo qualcosa sia trasmettibile attraverso il dono dell’oggetto stesso a qualcuno di importante.

Alcuni oggetti, infine, risultano, alla mia sensibilità più vivi di altri: una barca si muove, naviga, subisce l’effetto del vento, offre protezione, coperta e salvezza a persone e cose, scivola sull’acqua ora fredda, ora calda, si spella con il sole, secca con il vento.  E’ fatta di legno e il legno è materia viva, si muove, respira, dilata, si ritrae, reagisce. Sente.

Guardando queste barche ho pensato a due compagni, due amici, due amanti che si toccano, si confidano, si consegnano le emozioni del giorno, le sensazioni provate. Si preparano al riposo oppure verranno disturbate dalla chiamata di una nuova partenza, svegliate per un altro viaggio.

Ho provato anche un filo di tristezza all’idea che una mano di uomo le separi, usandole per spostarsi da un lago all’altro del parco, e ho sperato che una volta giunta la sera possano ritrovarsi vicine, ancora, per guardare il tramonto. Insieme.

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10 pensieri riguardo “INSIEME

  1. Si legge: Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli.E se questo "regno" fosse il regno dei "sogni", delle "favole"(la bellezza di un mondo a misura di bambino), delle "anime", in cui ognuno trova la sua felicità? In fondo la ricerca implica un mettersi un paio di occhiali che vadano al di là della semplice visione, al di là del tempo e dello spazio… ecco allora che tu sei avvantaggiata nella "visione" che, ai più, è nascosta. :o)Questo tua caretteristica di fa scattare foto stupende e scrivere parole che ne danno il senso della visione :o)un sorriso 🙂

  2. E se, invece, una delle due barche stesse consolando l'altra? Se la stesse confortando dimentica dei suoi buchi mal rattoppati,dei suoi scranni vecchi e scricchiolanti che provocano dolore a ogni remata, mentre è tutta intenta a scrutare ansiosamete la compagna che ha un attimo di sconforto e le bisbiglia dolcemente ".Dài non piangere, che poi passa. Il fiume è bello e le rive piene di fiori, ti aiuto io per un pezzetto di strada,..guarda che ti sono vicino e ti ascolto".Sì, vedo più affetto in questa foto che in tanti esseri umani.Come vedi Celestina cara, anche io ho questo concetto un po' "animista" pronta a dare voce e cuore a chi apparentemente non ne ha.Mah, ne parlo spesso con la lucertola del davanzale e anche lei concorda, noi esseri anima(la)ti [animali con anima] con il pensiero diamo vita a tutto il creato.

  3. MI fai venire in mente un laghetto sulle Pleiadi dove Pie-e (mio padre, che viene prima di Pi-effe) mi insegnava a remare. Io ero preoccupato perché temevo che i remi, strusciando sul legno, potessero… farsi male. Ma era, apparentemente il solo modo per remare, e probabilmente i remi non si rendevano conto di essere "usati".Chissà se noi siamo i remi di qualcuno.

  4. Due barche, due sorelleuna più grande e una più piccolatutte e due si muovono e naviganopercorrono tratte diverse,hanno remi diversisi confidano, si cercanosi avvicinano e si allontanano ma la vita le fa sempre tornare al loro stesso molo !!!Un bacio Cele!Qua Qua

  5. Mi consola leggere che non sono la sola animista a passare da queste parti.Petula è bellissimo ciò che hai scritto: facciamo un po' di strada insieme, ti aiuto io. Sono vicino e ti ascolto…Ascoltare …  Dovrebbe essere qualcosa di naturale e invece è qualcosa di speciale, ormai.In questo mondo rumoroso dove ognuno si parla addosso … ascoltare è .. una cosa rara.Figurarsi qualcuno che ti aiuta a remare….  Ma basta cercare nei posti giusti o forse basta non cercare affatto. Imparare ad accogliere. Ed è una cosa che non sappiamo più fare. Offrire un po' di tempo, un po' di silenzi o di luce. Aprire le braccia senza chiedere niente e accogliere.  Non lo sappiamo fare quasi più………………………………Anche noi siamo i remi di qualcuno, non ho dubbi su questo. Tutti noi siamo remi e barca, acqua e scafo, e tutti noi spesso imbarchiamo acqua. A volte tanta, così tanta da affogare. Ma a volte c'è qualche remo che ci tira a riva, qualcuno che a secchiate magari, ferendoci le assi di legno magari, ci aiuta a tornare a galla………………………Due sorelle .. una piccola e una un po' più grande, Bella immagine, la mia piccola Qua Qua che ormai è una donna grande. Grande davvero e non è un dato anagrafico. E' un segno particolare.

  6. ciao celeste, io la vedo ma sicuramente commetto un errore da qualche parte, non è la prima volta che non riesco a postare una foto su splinder…riprovofrost slog

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