VOLI

voli imminenti

(foto mia)

 

La prima volta che lo vidi fu tre giorni fa, sotto il porticato bianco di una casa a ridosso della strada, conteneva tre piccoli, già cresciuti e, a giudicare dalle dimensioni, già pronti per volare.

Un nido di rondini: da noi, in Italia è cosa rara credo per diverse ragioni comunque riconducibili all’uomo e immagino anche per l’assenza di porticati e grondaie, tipiche dei cortili di un tempo passato.

Ci ripassai l’indomani mattina e trovai i due piccoli della foto e poi di nuovo la sera,  quando faceva già buio: un genitore stava lasciando il nido dopo un breve “controllo” mentre l’altro stava sopra una sorta di greca in muratura appena sotto il soffitto, dirimpetto al nido.

La scena fu dolcissima­: per far posto alla compagna il papà si spostò con piccolissimi passetti laterali. Insieme avrebbero passato la notte, sorvegliando i loro piccoli e stando vicini tra loro. Erano una famiglia. Ieri, a dispetto del progetto della giornata, presi l’auto e percorsi in fretta i trenta chilometri per raggiungere il posto: il nido conteneva un solo piccolo, segno che anche il secondo aveva spiccato il volo.

Stavo per andarmene quando accadde qualcosa che mi fece restare li’ impalata ad assistere a qualcosa di naturale e, proprio per questo, di tanto speciale.  La madre svolazzava davanti al piccolo, stridendo: lo incitava a volare. Ogni volta che si avvicinava al nido, il piccolo spalancava il becco ma non riceveva alcun cibo. Il messaggio era chiaro: era ora di volare.

Poi l’inaspettato: mamma papà e presumibilmente i due fratelli, cominciarono a sfilare davanti al nido, uno dopo l’altro, sfrecciando, stridendo, per poi tornare e poi ancora, in continuazione: era un chiaro invito rivolto al piccolo, un incitamento a trovare il coraggio.

Restai li’, incapace di muovermi e in cuor mio speravo di … vedere quel volo. E lo vidi. Dopo circa venti minuti di quella meravigliosa sfilata, sfarfallio di ali e grida, il piccolo lasciò il nido. Non potei fare a meno di applaudire e saltare dalla gioia … e bè …  quasi piansi per l’emozione.

Auguri piccolo, tra non molto dovrai affrontare un lungo viaggio verso paesi lontani. Abbi buon vento, fortuna e ali forti per volare.

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10 pensieri riguardo “VOLI

  1. Quale dolcezza e partecipazione traspaiono dal tuo racconto. Spettacoli, perchè di spettacoli si tratta, della natura affascinano da che mondo è mondo: sia che si tratti di fenomeni celesti, oppure legati alle piante o agli animali.Inoltre quale esempio si deduce da mamma rondine: vncere le paure senza senso dà poi un senso di libertà dalle costrizioni che ci creiamo con la mente.Mi associo al tuo augurio: che i venti gli siano propizi nel lungo viaggio che dovrà affrontare.Grazie come sempre per lo stupore che riesci a comunicare, sia con la foto che con la descizione.Un grande bacio. Pinuccia

  2. Ciao Pinuccia e, come sempre, ben trovata.Peccato che in Italia non ci siano più rondini: per lo più sono balestrucci e speriamo che restino loro.Qui dove mi trovo invece (se se vedono parecchi, di nidi di rondine: esistono ancora le vecchie case, i portici con i soffitti ruvidi ma credo anche e soprattutto il Rispetto.Mi raccontava un signore che abita accanto a casa mia che da quelle parti i nidi di rondine erano, da alcuni, spesso distrutti perchè .. sporcano!E mi fermo qui perchè certe cose fanno male.Nel tuo commento come sempre ci sono "cose della vita", riflessioni che mescolate alla delicatezza fanno di te .. Pinuccia,Mi riferisco alla paura ingiustificata che mamma rondine cerca di esorcizzare. Vero, perchè la Natura ha provveduto a fare in modo che quel volo avvenga, e che se lei incita i propri piccoli a volare SA che lo possono fare.E, come nella canzone di De Gregori "gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di me".Un abbraccio.Celeste sloggatama come per miracolo due connessioni in meno di 12 ore…

  3. ecco la terza connessione.Una delizia Cele, sei una delizia.Alle rondini è dato di volare…a noi di guardare e raccontare il volo e… di commuoverci.Mi hai fatto venire in mente come potrebbe essere la faccia di una "rondine pensante" che, affacciandosi dal nido si domandasse che cavolo ci stanno a fare gli uomini dentro tante scatole di latta che si inseguono le une con le altre. Non credo che si commuoverebbe.Ciao Pinuccia. Sei stata vicino a tanti piccoli di rondine, si sente.

  4. Dopo qualche istante in cui la meraviglia mi lasciava senza parole, mi è venuto in mente che l'insegnamento, la trasmissione di una conoscenza, è naturale quanto generare… dalla tua straordinaria-ordinaria storia, Celeste, sembrerebbe quasi che questo stupendo binomio "volare-insegnare a volare" sia il compimento della vita stessa, tesa verso un'esplorazione che può divenire una silenziosa autoconoscenza. Che bello! Grazie!!!

  5. Pieffe e GilGrazie del passaggio ma soprattutto della condivisione, che è lo spirito che soffia su questo spazio che chiamano blog, che altro non è che un terreno dove si possono incrociare venti e piantare semi da cui nascono a volte piccole piantine che poi magari diventano alberelli e poi chissà, alberi forti e in grado di resistere da soli quando il tempo è cattivo.Gilhai toccato un argomento bellissimo e profondo: volare -insegnare a volare contiene il compimento della vita. Vero. E' il tema del Tempo, la sua  forma circolare che contiene trasmette e dunque si rinnova.Il piccolo che impara dal grande il quale informa di sè per poi far si che la cosa si ripeta dentro e per il Tempo.L'indipendenza del Volo porta dentro sè la promessa di poterla offrire nonchè garantire ad altre esistenze. C'è dentro il bello e il difficile della Vita ma c'è dentro la Vita. Niente altro che la Vita con il suo ciclo eterno. Il respiro che ci è dato di avere, che è tutta la nsotra esistenza è piena di possibilità e .. inizia con quel primo volo.PieffeNon è detto che le rondini non siano pensanti .. Anche gli uccelli fanno cosa straordinarie. Ti racconto una cosa: mamma starna, per distogliere l'attenzione del possibile nemico (anche dell'uomo quindi)  quando esso si avvicina troppo al luogo dove c'è il nido è capace di mettersi a terra e di fingersi ferita, trascinare un'ala come se fosse incapace di volare, mostrarsi debole in modo che il "predatore" concentri l'attenzione su di sè, credendola un facile bersaglio per poi trascinarlo, sempre attuando la messa in scena, il piu' lontano possibile indi … spiccare un volo che lascia lo spettatore sutpito, di sasso … e ormai lontano dai suoi piccoli.Notevole eh?Comunque si, immagino che facciamo loro pena chiusi dentro l'apparente e illusoria sicurezza della nostra scatola che chiamiamo casa. Non si sa mai cosa sia veramente CASA. Di certo non è la scatola di muratura o di legno che sia, nonostante le nostre belle e moderne coibentazioni, i nostri sistemi di "allarme" e i nostri sistemi di disinfestazione …  Placente asettiche spesso. Dalle quali non entra nemmeno la poleere. … Nè tramonti nè albe ne l'odore del rosmarino selvativo che come dicono a Roma.. a me me piasce.Concordo: Pinuccia deve essere stata accanto a tanti nidi di rondine …Chissà se ci regalerà qualche altra storia ccome quella di jennifer…Psper connessione non intendevo interventi ma proprio la connessione Internet. Sono in un posto con copertura quasi zero.Io sento i passi e a volte anche il respiro di chi passa di qui anche se non lascia impronte. Ed è bello.A differenza di chi lascia impronte sopra la fiducia, i sentimenti, l'anima..  e lo fa con le scarpe sporche. A volte sono impronte indelebilmente dolorose e incancellabili.Pieffe again (messaggio personale mi scuso con tutti)complimenti per l'iniziativa trovata della mia casella di posta e molti auguri.

  6. Pieffeintendevi con scatole di latta automobili e aerei…Capito adesso. I avevo tradotto "case" Ma vale lo stesso quanto sopra detto.Ma te che giri con l'astronave a pedali, che è di legno (ci sono stata a Bologna, ricordi?) e poi è anche "cabiolet" non sei sicuramente motivo di scherno da parte delle rondinelle.E poi… sei bellissimo, con tutte le piume che con il vento si gonfiano e brillano sotto il sole …Qui sotto:  l' Astroparco di Pieffe. Ammirate le diverse versioni, a seconda delle stagioni e dell'umore.Una sola costante: il MONOPOSTO. Per ora…:-)

  7. Vedo che anche Gil, che è l'ultimo dei filosofi (un po' come l'ultimo dei Mohicani), ha apprezzato la raffinata semplicità della storia celestina. E' un'acqua cheta questa Celeste. Fa …finta di non sapere e… a volte mimetizza le sue delicate intuizioni dietro qualche scialappa folk.Ma è impagabile.Mo' c'è il delicato problema della esposizione del mio parco astronavi. Fino ad ora non lo sapeva nessuno o adesso se mi becca la finanza mi fanno la verifica dei redditi!!!Cele: che te possino!E poi protesto: sto costruendo una biposto: Ho delle grandi difficoltà per trovare spazio per il secondo sedile e ho progettato anche una molla che serve per lanciare fuori il passeggero. Non so per quale ragione, ma la mia anima pleiadiana "sente" che può essere utile.

  8. Perfino la mia anima lo sente… E non ha niente di pleidiano ma semplici intuizioni di un'anima.. appunto sempliceNottepsle Pleiadi non sono come le Cayman? Ops.. io lo credevoBè se vedi un'astronave con il muso grigio che ti insegue o qualche alfa con il lampeggiante blu … si, potrebbe essere la GdF. Ma io sono sicura che tu saprai come difenderti.

  9. Evviva i rondinini. Spesso vedo le rondini dal mio davanzale, ora che non caccio più neanche le lucertole mi commuovono tantissimo i cuccioli e cerco di far desistere quel cucciolino di 8 Kg di Zigulì dal dar loro la caccia.Celeste sei graaaande, mi sono commossa anche io a leggere la storia.Fusa

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