SILVIA, PAROLE E SUONI

 


 

La fotografia del cielo del post precedente, aderisce all’articolo di cui al file in fondo a questo post.  Lei è Silvia, 25 anni, maturità scientifica ma poi  ……  la rincorsa al sogno. Quindi scuola di “Cinema, Televisione e nuovi media”.  Vuole scrivere per il teatro. Ho il piacere di conoscerla da quando aveva otto anni: abbiamo amici in comune, e anche altre cose; lei scrive, scrive da tanto tempo, e per ora lo fa solo per sé. Le ho suggerito di aprire un blog, perché persone che scrivono come scrive Silvia, lasciano tracce piacevoli da seguire, da trovare ogni tanto.
Non so se lo farà: Silvia è riservata, forse un po’ troppo ma è anche molto giovane. Le occorre fiducia, consensi, e per questo bisogna esporsi. Infatti ha scritto questo articolo, sul giornale locale di Laveno, una bella località sulla riva del Lago Maggiore.
Ha un taglio giornalistico, è la cronaca di un avvenimento, protagonisti i libri, quindi una delle passioni di Silvia.
E questa passione, leggendo il suo articolo, la si sente, la si sente eccome.
Ho trovato bellissimi alcuni passaggi: ne cito uno ” I libri servono ad essere in alto, più in alto della luna”. Ecco la relazione con la foto del cielo. E poi ancora: “I libri non sono solo teste chinate. Sono vita”

In bocca al lupo Silvia:
io aspetto il tuo blog, aspetto altre parole scritte. Perché … perché sì, le parole hanno un suono.  E a volte anche un odore, un sapore. Sanno essere melodia, sanno essere medicina, balsamo e sanno far vibrare anche le corde più profonde. Hanno un potere, magico, a volte. I libri sanno portare, come dici tu, in alto nel cielo, più in alto della luna. Ti sanno portare a cavalcare le stelle, oppure in mezzo ai folletti e fate dei boschi di una infanzia che è sempre un po’ dentro ognuno di noi. I libri sono conoscenza, rifugio, apertura. Sono un paio di ali, due guanciali e, a volte, la sola casa che hai.
Sono abbraccio, cibo e acqua e sale e terra, Volo, calore, ristoro, riparo. E le Parole sono comunicazione come lo è anche a volte l’assenza di Parole. A stabilire relazioni tra persone che sono fatte di parole, di gesti, di suoni, di silenzi a fare le Storie, bellissime Storie di uomini e donne.  Qui di seguito, l’articolo di Silvia.

LE PAROLE SCRITTE HANNO UN SUONO?

Bastava essere presenti a Laveno il 12 giugno dalle ore 17 per trovare la risposta. E non poteva che essere affermativa: si è svolta infatti la manifestazione Fuori chi legge!. L’anno scorso la manifestazione aveva preso vita nel Parco di Sesto Calende ottenendo un notevole successo: quest’anno è stata Laveno la location scelta e il suo successo non è stato da meno. La manifestazione ha lo scopo di avvicinare alla lettura quella fascia di ragazzi dai 15 ai 25 anni che per vari motivi si sono allontanati dal mondo dei libri e dal suo splendore. I libri non sono solo pagine e inchiostro. Non sono solo teste chinate. Sono vita. Fluidi in grado di attraversare lo spazio e il tempo. Sono note silenziose che sanno farsi sentire anche senza il bisogno di alzare la voce. Ma coma fare a comunicarlo a che anche per pigrizia se ne è allontanato? “L’Armata” guidata dal Sistema Bibliotecario dei Laghi e tre “agguerrite” cooperative  (Naturart, L’Aquilone e Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione) hanno promosso insieme a un vasto numero di associazioni, tra cui anche noi della Consulta dei giovani di Laveno Mombello, in questa che più che una manifestazione chiamerei quasi “magia”. Perché i libri sono anche musica, laboratori, spettacoli, incontri. Dentro i libri ci sono parole e dentro le parole c’è un pulsare d’energia infinita. Dalle ore 17 partendo dal piazzale del traghetto, passando per tutto il lungolago sino alla biblioteca e al suo parco si è potuto assistere ad uno spettacolo strepitoso. Laboratorio di illustrazione per dare forma alle parole. Laboratorio di musica hip hop per dare musica alle stesse. Concerti di gruppi emergenti della zona e di gruppi famosi come Maxi B e il reggae dei Franziska perché le note sono parole che sanno arrivare lontano. Emozionante la lunga striscia di carta di Ivan. Poesia di strada dove ognuno era libero di esprimere se stesso. All’interno della biblioteca”Antonia Pozzi” e nel parco della Villa Frua  rendevano vita i dibattiti con i giovani autori della zona e i reading,percorsi interattivi dove musica e parole sapevano fondersi in una cosa sola. E mentre la notte prendeva posto anche tra gli scaffali della biblioteca ecco il concerto lettura di Giulio Casale e i Deskarados che ci accompagnavano nel viaggio di Davide Musci. Per tutta la manifestazione la Consulta dei Giovani in collaborazione con l’oratorio di Mombello ha gestito l’infopoint e l’innovativa “Bilancia dei libri”. I libri hanno un peso. Non dimentichiamolo. Fame di sapere? Non solo. L’EduBar ha garantito ottimi piatti per tutti. Per chi non era presente c’era la web tv radio che ha realizzato la telecronaca dell’intera manifestazione,altro che campionati del mondo di calcio. E le riprese realizzate da una troupe di giovani ha permesso di rendere indelebile Fuori chi Legge!.  Perdersi? Facile: la bellezza dei libri serve proprio a quello. Per poi ritrovarsi. Un po’ diversi.  Seduti su quel muretto per vedere lontano i confini del lago. In alto. I libri servono proprio a questo. A essere più in alto. Più in alto della luna. Perché chi legge non esca solo una volta l’anno, ma sempre.

 

23 pensieri riguardo “SILVIA, PAROLE E SUONI

  1. Il tuo incipit prepara alla lettura di questo bellissimo artico in modo magistrale… tu sai descrivere le persone e presentare le "parole" in modo molto diretto e capibile al cuore… Silvia ha fatto un resoconto con la passione di chi "vive" l'esperienza e la trasmette con un taglio giornalistico da grande professionista :o)Credo davvero che la lettura faccia crescere e faccia uscire… prima nella fantasia e poi nella realtà della vitaUn sorriso 🙂

  2. Ringrazio Celeste per avermi lasciato un piccolo spazio tra le sue parole.E ringrazio per i complimenti ricevuti.Io non lo so ancora dove voglio andarel'unica cosa che di me conosco sono le paroleio non lo so mica se le parole ci appartengono davveroio posso dire quello che sentoche quando scrivo le lettere mi sembra di vederlemi rimbalzano tra le ditadanzano lentealtre fuggono silenziosegioco con loro rispettosami permettono di tracciare contornial profumo di nuvolaun abbraccioSilvia

  3. Silvia:Cio' che ho scritto di te, l'ho scritto senza alcuna presunzione di "addetta ai lavori" perchè non lo sono e me ne guardo bene da spacciarmi per quella che non sono sempre, nella vita… Almeno… spero !!Quando guardo un quadro, lo guardo con la pancia, non con la testa, non essendo esperta di quadri: non vado pertanto a ricercare la tecnica, le geometrie, le prospettive, gli studi…  non ne sarei in grado e fracamente non mi interessa farlo in quanto non è il mio mestiere.Quindi mi trasmette o non mi trasmette emozioni.Anzi, sono contenta di guardare i quadri come li guardo io perchè credo che a volte la conoscenza tolga il gusto all'emozione. Saper "vedere" qualcosa e "sentire" qualcosa sono cose differenti.Mentre scrivo questo ripenso ad un amico che un giorno mi disse di essere stato invitato ad un corso per conoscere meglio i vini e di aver rinunciato… Piu' o meno le ragioni sono le stesse.Allo stesso modo .. posso leggere.Hai scritto qui sopra una cosa molto bella: io non so mica se le parole ci appartengono davvero.E no.. non credo che ci appartengano: esse fanno da tramite tra ciò che sentiamo e ciò che cerchiamo di comunicare. Sono strumenti … E bè .. lo sono anche una chitarra, un pianoforte, un'arpa, un violino.Un abbraccio

  4. Cara Celeste, grazie delle belle parole e della partecipazioneUna precisazione : il dolore! quando vivi vicino ad una persona malata, lo devi nascondere AL MALATO, non alla gente, che proprio mi frega molto poco! NON bado alle apparenze con gli altri! Ma quando vivi vicino un malato  devi mostrare fiducia nel SUO e tuo futuro, incoraggiare la sua lotta, che diventa anche tua! Ecco perchè tutti i timori, le paure le ansie e la rabbia di dover celare i propri sentimenti, non in senso negativo ovviamente, ma proprio perchè devi aiutare l'altro, si accumulano giorno dopo giorno  di  una vita con la spada di damocle sul capo, ed entrano compressi in un vaso di Pandora dentro di te, che scoperchiare fa una paura enorme!Un abbraccio Renata

  5. Renata: qui entriamo in un contesto molto delicato e personale. Molto personale e gli argomenti, a mio avviso, non possono essere discussi in blog. Non condivido affatto la tua precisazione, ma ripeto, sono fatti esclusivamente personali. Un saluto

  6. Mi piacerebbe saper far rimbalzare le parole, farle danzare,  saper giocare con loro con il rispetto che si deve ad ogni cosa che ci circonda.E invece mi arrabatto, molte volte con fatica,  nello scrivere.Non me ne faccio un complesso, perchè non sarebbe proprio il caso, ma è qualcosa che ancora invidio a chi lo sa fare con maestria.. Complimenti a Silvia che è capace di far armonizzare tra di loro le parole creando una musica e a Celeste che ce l' ha fatta conoscere. Bacio ad entrambe. Pinuccia

  7. Silvia complimenti! Usi le parole come come un pittore usa la tavolozza dei colori, come un musicista usa le note per comporre musica, ma la tua musica è diversa, la tua musica è una simbiosi tra cuore, pancia (come dice Celeste), e dalle tue dite si muovono, danzano, è come farsi cullare dalle onde del mare, o come sentire il vento tra i capelli, è come quando…hai presente, la sensazione di quando ti fai scivolare o per sbaglio o per gioco un cubetto di ghiaccio lungo la schiena….e anche se ci sono quaranta gradi all'ombra, ti vien "la pelle d'oca" . Silvia scrivi anche per noi e noi ti leggeremo. Carolap.s. aspettiamo il tuo blog 

  8. Pinucciascrivi molto bene, te lo dico sinceramente perchè comunichi, tramestti emozioni. E' tutta li' la magia.E anche io invidio chi lo sa fare con maestria. E anche io non me ne faccio un complesso: scrivere per me è un piacere, e spesso ha come fine il piacere di comunicare e condividere.Senza comunicazione e il desiderio di condividere, la capacità di ascoltare e sentire, non ci sarebbero relazioni quindi equlibrio.Grazie di essere qui.Questo posto, nel suo piccolo stabilisce relazioni e questa è la ragione per cui continua ad esistere.Buona domenica: la mia è all'insegna di antiche bellezze: mi sono iscritta al FAI qualche settimana fa e ci sono veri e propri gioielli da ammirare di cui ultimamente mi sento anche una "piccola proprietaria". Un abbraccio.CarolaE' un po' che non ci vediamo. Colpa il mio lavoro, gli orari che faccio il tempo che mi sta portando via. E' il cruccio di questo ultimo anno: il poco tempo per tutto cio' che non è lavoro ed impegni. Non va bene, lo so ma certe volte  non sono possibili compromessi.Grazie anche a nome di Silvia per la quale ogni incoraggiamento credo sia importante. A differenza di me lei sta investendo,  sulle parole.Un bacio.

  9. C'è una poesia di Neruda che c'entra poco con le parole, di più con il silenzioPerché tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia

  10. Ma quei vecchi "saggi" che una volta abitavano nei paesi; quei vecchi saggi che spesso sapevano pochissime parole; quei vecchi saggi che non parlavano quasi mai, guardavano i tramonti e le stelle fumando la pipa, seduti fuori dell'uscio delle loro case: che ruolo hanno in questa società parolaia?Quei vecchi saggi che avevano fatto la prima elementare, e forse neanche quella, che cosa erano?Quei vecchi saggi che non avevano l'obbligo di imparare le parole perché non c'era (orribile parola!!!) la scuola dell'obbligo. Erano più liberi o più schiavi? In fondo la democratica diffusione delle parole e della scritture è un fatto recente. Ci ha resi più liberi? Alcuni dicono di si. Altri (…io) dicono di no.Così, tanto per citare un nome a caso, mi viene in mente che Carlo Magno non sapeva scrivere e pure con la lettura aveva grossi problemi. Ah, pare che anche Demostene, in quanto a scrittura, non fosse un gran che.Dico tutto ciò per Silvia, che ha uno stile simpatico e vivace e che scrive molto bene: Io sono abbastanza vecchio e solo da pochi anni ho iniziato ad apprezzare profondamente coloro che non sapevano scrivere. Spero che un giorno anche tu possa avere questa fortuna.Pieffe

  11. SILVIA…. bè. ovvio,  tu non puoi saperlo (in romanesco: nun poi zape') perchè non conosci Pieffe e non hai mai frequentato questa specie di sito prima di ora.Chi conosce Pieffe … SA quando vale un suo: "dico tutto ciò per Silvia, che ha uno stile simpatico e vivace e che scrive molto bene:L'ho letto 6 volte e per 6 volte ho guardato bene l'avatar… e non credo glielo abbiano rubato.Pieffe è impietoso, a colazione mangia solitamente puntine da disegno e beve aceto, spesso ci mette, nel vin brulè i chiodi, ma non di garofano … quelli di acciaio piiiiiccoli e appuntiti che usano i calzolai.Quindi… tira le somme (hai fatto lo scientifico no?):-))

  12. Pieffe:dimenticavo: restando nell'atmosfera dei vecchi saggi che guardavano il tramonto fumando la pipa: AUGH.traduco per gli altri: piacere di rivederti. Bentornato.

  13. Carola!!!! mi fai ingiallire!!!Ehem si, qui sulle Pleiadi quando ci emozioniamo non arrossiamo ma diventiamo tutti gialli. Dalla punta dei piedi a tutte le altre punte.

  14. sottoscrivo PF al 1000per1000, e il suo puntuale appunto arriva appunto opportuno: questi giorni mi stavo attorcigliando tra lessici, sintassi e grammatiche, quando una lettura tra le altre mi ha ricordato che le parole le cercavo per sete di saggezza, per poi rischiare di dimenticarmene e di accontentarmi della buccia secca delle parole, che non da' sostanza ma dipendenza.Penso che una volta rispolverate scritture antiche e sofismi moderni, occorra imparare un sano analfabetismo.Buon viaggio a Silvia, alla padrona di casa e atutti gli altri,GilPS: scusate la slogatura…

  15. non cerco le parole per saggezza Sono loro che vengono a cercare Anche quando resto in silenzioMentre fuori la notte si coloraLe sento prendere forma silenzioseFarsi spazio tra le mani Sono loro a sussurarmi "Scrivi una storia per me.Ma fallo adesso.Senza inchiostro. Lasciala vagare leggera nell'aria.Che sappia cullarmi.”Grazie a tutti per questi scambi di parolehanno un valore unico per mee mi incoraggiano davvero.un abbraccioSilvia

  16. Ciao Gil… Bentornato, come sempre.Tu passi dieci ore al giorno con le parole….Immagino ci litighi spesso!!Un saluto a Carola che adora Pieffe e questo sicuramente avrà lucidato le su piume. Ti assicuro che non diventa giallo. Passa dal verdolino al fucsia. Ma con classe.Un abbraccio a Pinuccia.Natuaralmente lo spazio commenti resta aperto sempre.Ciao Silvietta , Grazie a te.SCRIVI SCRIVI SCRIVI e LEGGI LEGGI LEGGIPS: a volte:ci si rivolge ad un libro come ad una persona, come nel testo di califano del video.

  17. Ho letto  Silvia e mi sono chiesta come fa, cosi'giovane, a trovare le parole per dire cio'che pensa, quelle giuste.Avete mai letto un libro e vi siete detti: 'avrei potuto scriverlo anch'io!'.Gia', ma e' facile a dirsi, solo a parole.Le parole di Silvia servono alle persone che come me hanno problemi da vivere ogni giorno.Non smettere, Silvia, di trasmettermi le tue sensazioni.Ti auguro un giorno di avere successo, per me sei gia' una 'grande'.Laura

  18. Come ha scritto Silvia nel suo articolo"Dentro i libri ci sono parole e dentro le parole c'è un pulsare di energia infinita"   Cavolo se è vero !Parole … leggere e pesanti, dolci e amare, delicate e taglienti ma comunque portatrici di "energia infinita" !!!Le tue parole Silvia hanno energia … ascolta il suggerimento di Celeste… fai un  BLOG !!!-Qua Qua- PS. Le parole mi affascinano…

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