POST BANALE

il bagno con le papere di gomma
una vasca di gelato, cioccolato e pistacchio
un cavallo a dondolo di legno
un giro al mare con la lambretta 175 TV
l’ Andalucia in primavera
tornare al 1980 circa
essere un cane per un giorno
stupirmi
avere incontrato Vincent Van Gogh
flamenco dentro
una notte a Praga con
il tango in piazza mercanti a milano di notte e senza luci
il giro del mondo da sola con la mia nipotina
volare in groppa alla mia aquila (ne avevo una tanto tempo fa)
nuotare con i delfini
sentire che ci sei
mandare aff…… un sacco di gente
fare parapendio
toccare l’anima
saper cantare
viaggiare
vedere la luna da vicino e la terra da lontano
pigiare l’uva con i piedi al tramonto
ballare in una foresta al ritmo di un tam tam attorno al fuoco
andare “di là”
milano quando era milano
dubrovnik perchè mi aspetta
una soffitta con i libri del mago
salvare il soldatino di stagno
.

20 pensieri riguardo “POST BANALE

  1. Col caldo che fa ho il cervello bollito.Più banale di così.Buona giornata e tanti abbracci a tutti. Pinuccia

  2. Ha ragione C.:la Postbanalità che ahinoi ci pervade merita una riflessione: mi interrogo spesso su cosa rimane dopo che le cartucce della banalità sono state sparate ormai quasi tutte: a quali nuove indignazioni dovremo adeguarci ?purtroppo C. non ci fornisce nulla di adeguatamente  banale, quindi difficilmente sapremo esclamare a dovere. Mi trovo ad esempio ad apprezzare molto la forma di inventario destrutturato.Questa scomposizione dei piani di comunicazione farebbe ottima figura in alcuni musei, nelle sale dedicate al cubismo. —Attendo con ansia una futura riflessione "Trans-crudele", come pure "Vetero-crapulona", "Neo-proterva", "Pre-penitenziale" o "Anti-patologica"cloff-ciacchete

  3. Grazie amici tutti.Pinuccia: resisti. Tu vivi in campagna e hai dei vantaggi, un po' come me, se non fossi tutto il giorno in centro a Milano…Cloff:non ti preoccupare: sono prossima a qualcosa di "adeguatamente banale" ….Grazie delle parole perchè so che sono affetto: so capire (perfino io) quando sono banale  e ultimamente  …. è la regola.Pinuccia credo che ti piacerà questa foto: l'ho scattata ieri, sul "mio" lago

  4. Altrochè se mi piace!  Le anatre quando giocano in acqua sono uno spettacolo.Qualche anno fa quando convivevo con Jennifer passavo un bel po di tempo a guardarla metre faceva il bagno. Era tutta una giravolta, uno sbattere le alucce, un ficcare la testa sott' acqua, un muovere la coda. Se la godeva proprio. I mie nipoti dicevano che era meglio del cinema.Il fatto che abiti in campagna non è poi così consolante: tutti i trattamenti che fanno alle viti, bene o male me li respiro. E non è piacevole. La cosa buona è che abitando in collina si è un po' più ventilati rispetto alla pianura sottostante.Buona serata e un qua qua alle anatroccole. Pinuccia 

  5. Pinuccia.Capisco cio' che dici sulla campagna e sui veleni che respiriamo e che … ingoiamo. Mio papà ha sempre coltivato un orto e si vantava di non usare diserbanti nè concimi chimici. Però pioveva sul suo orto la stessa pioggia acida che piove ovunque. Il vento portava sul suo orto le stesse schifezze che volano ovunque ecc ecc.Leggendo che stai in mezzo alle vigne pero' mi è venuta in mente una  bella scena del film : Il profumo del mosto selvatico".La scena è quella della vendemmia, la pigiatura dell'uva fatta dai piedi delle donne.  E' una danza che trovo densa di sensualità.Non ho mai assistito ad una vendemmia e non so se da qualche parte pigiano l'usa così ma mi ha sempre affascinata.Un vestito a fiori, quelli con cui si può girare e fare la ruota, e danzare, danzare  fino allo sfinimento. Bellissimo.  Vabè.

  6. CAROLAmi è scivolato il giorno della tua festa. Il tre luglio.Io so che passi di qui e mi fa piacere lasciarteli qui, gli auguri, perchè so che ci sono i tuoi passi.un bacio

  7. Mi sono letto l'elenco. Beh potrei "soddisfare" quasi un terzo delle cose che hai scritto (a parte l'orsetto lavatore di Cloff, che ricordo con angoscia a scuola quando si iniziavano a studiare i poeti del '900).Pensa che ho perfino pigiato l'uva con i piedi. Peccato che quando l'ho fatto ero troppo piccolo, e le donne che lo facevano vicino a me…troppo grandi.Pieffe sloggato

  8. Mia cara la vendemmia del film è solo una retorica.Non penso, per quanto ne so io, che la vendemmia si svolga ancora in quel modo, magari solo per fare un po' di folklore in tivù.Sono un po' indispettita per i trattamenti che fanno alle colture perchè ci sono giorni in cui si sente l'aria pesante come una cappa. Tanto che a volte invidio chi sta nelle città e si respira il suo bello smog.Questo è un'altro discorso, e anche se ci sono tutti questi lati un po' pesanti, mi piace stare in campagna, in un piccolo paese dover ci si conosce tutti ed è possibile un rapporto più umano con le persone.E questo è forse banale?Buona giornata   alla mia cara Celeste. PinucciaP S banalità per banalità: dato che vivo in campagna ho anche due chioccie  con relativi pulcini: una ne ha due, l'altra cinque!

  9. Pieffe. Lo so.Pinuccia:Il film infatti è ambientato in epoca differente; supponevo che non avro' mai la possibilità di pigiare l'uva così, comunque non in questa vita/dimensione.Chissà.. Forse l'ho fatto in passato e una parte di me ne conserva il ricordo.  Come è accaduto / accade anche per altre cose che forse qualche volta ritornano … e magari pur riconoscendole le lasciamo andare.Ma sono riflessioni un po' sconnesse, me ne rendo conto.Vivere in un piccolo centro dove tutti si conoscono non è affatto "banale". Dipende da come lo si vive, il rapporto con le persone e da come sono le persone perchè "noi" di città si percepiscono alcune cose come intrusioni, si avverte la mancanza del privato.Ciò contiene del vero, ma anche dei pregiudizi che tolgono calore alla vita.Come sempre ci sono due aspetti della stessa medaglia.Come tutte le cose serve il giusto equilibrio, l'intelligenza e la sensibilità del singolo. Sia in città sia in campagna. Sono le persone che fanno i luoghi, no?Io ci ho sempre vissuto, fuori Milano,  ma scuola prima, e lavoro dopo mi hanno vista a Milano almeno 12 ore al giorno, da sempre.Amo Milano, ma forse amavo quella di "prima".Purtroppo (o per fortuna) non c'ero nella Milano di prima-prima, quello con il cuore in mano, per intenderci.Non stavo nella periferia, intesa quella cintura che avvolge Milano e che la stringe e la delimita e la soffoca con i palazzoni cresciuti negli ultimi decenni.Stavo in un ovest che dista da Milano tanto quanto dista dal confine con la tua regione, separata dalla mia, dal bellissimo Ticino.Il Parco del Ticino era piuttosto vicino a me e rappresenta da sempre  un luogo a me caro: ogni tanto ci vado ancora, tranne in estate perchè in estate fa male. Fanno male i resti dei pic nic lasciati li, i sacchetti e le bottiglie di plastica. Fanno male le grida, le radio accese con le partite di calcio, le urla, fanno male gli schiamazzi.Amo i piccoli stagni sui quali volano migliaia di "sposine" tu saprai di cosa parlo ne sono certa: le libellule "con il velo" che le fanno sembrare piccolissime spose.Gli stagni ricoperti di lenticchie d'acqua, colore verde chiarissimo. Le piante di rosa canina e i cuculi, e i picchi.  I canneti.La moltitudine di conigli che finalmente sono di nuovo numerosi dopo anni di epidemia di mixomatosi.I laghetti popolati da coppie di germani, i piccoli che passano da piccole oasi di muschio all'acqua e si, sono buffissimi come li hai descritti tu in uno di questi interventi.Sono luoghi che porto dentro, come ne porto altri. Riflessione banale anche questa, lo so. Ognuno di noi ha luoghi di dentro e persone che respirano respirano.. alitano dentro l'anima e non te li togli più perchè semplicemente fanno parte di te.Non sono di certo speciale, ma Controluce esiste per le cose "normali", per le piccole cose. Non ci interessa parlare dei massimi sistemi o parlare di politica, o fare un telegiornale. Ne abbiamo abbastanza, spalmati ovunque sotto tante forme per farlo anche qui.Ci interessa parlare di cuore, di sentimenti, di emozioni. Di pancia di affetti…  Si, ci interessano tanto tutte queste cose "banali" …… Ora vivo in un posto abitato da duemila persone forse nemmeno, che dista da Milano tanto quanto dista da Como ma oltre casa mia non c'è "casa mia".Non è un luogo che ho dentro: non ho ricordi, non conosco nessuno o pochissime persone. Compenso o almenoc erco di compensare il cemento di Milano e l' imbrutimento di Milano con il verde di li' e la pace la sera.Il mio giardino i miei cani. Ma sai, non è una panacea, anzi spesso è frustrazione perchè per esempio quest'anno sono fiorite e sfiorite le peonie senza che io le vedessi.E' stato piantato un Ginko, qualche settimana fa, una pianta che desideravo da tempo: lo ha fatto il mio compagno per farmi una sorpresa ed io… l'ho visto solo perchè ha "dovuto" dirmelo.Tutto questo per dire che il tempo ci mangia, ci divora la vita.Ecco perchè molti dei miei post contengono riflessioni sul tempo.Ecco perchè io non farò mai la pace con il Tempo.Grazie di essere qui.Un bacio e chissà che un giorno non ci incontreremo? Mi piacerebbe.

  10. PIEFFE: scusa sono stata laconica.Volevo dire:"lo so" alla prima parte del tuo intervento. E tu sai che … lo so.Non sapevo invece della vendemmia….Accidenti quando i tempi non coincidono eh!!Mannaggia !!!Immagino che tu fossi, allora, talmente piccolo (dati i tuoi 98 cm attuali) quanto una mela piu' un francobollo, da vedere le gonne delle donne che pigiavano …….  da sotto.  Però ti è andata bene: non sei diventato mosto.Io invece, come ben sai attraverso conversazioni in altre sedi, sto facendo progressi verso l'aceto…  Alchimie della vita!

  11. macché: c'era la figlia di una contadina che aveva 14 anni. Io ne avevo solo 9 ed ero follemente innamorato di lei. Le guardavo i piedi schiacciare i grappoli neri…. e avrei voluto farmi pestare anch'io da quanto mi piaceva.Si tirava su le gonne, i polpacci si coloravano del mosto e, a quei tempi (300 a.C) queste cose facevano ancora effetto. Gli uomini fuori della tinozza mi guardavano e ridevano divertiti ma "comprensivi". Avevano capito tutto… e io diventavo rosso come il vino. Ma seguitavo a guardarla.Esperienza meravigliosa di millenni or sono. Quasi….mistica.

  12. Grazie per gli auguri Cele, l'importante per me è sapere che ci sei sempre e io so che ci sei sempre e non solo il tre luglio, mi limito a leggerti e non perdo un passo (commenti compresi). E' bellissimo il filmato….è bellissimo il calore che si trova sempre "qui" e anche se fa tanto caldo fuori, qui dentro si sta veramente bene. Grazie per l'affetto, ti voglio bene Cele…….tanto! Carola

  13. Il mio paese è sulle colline del Monferrato. Lì ci sono nata, ci sono nati i miei genitori, i miei nonni, i miei bisnonni e poi non so più.Sono sempre rimasta qui, forse perché qui c’è la mia casa, ci sono le mie origini, vai a capire.Le occasioni per andarmene ci sono state, ma poi dove? Forse perché nonostante tutto qui ci sto bene. Certo vivere in un paese era molto più limitativo alcuni  anni fa, adesso, volendo puoi spostarti dove e quando vuoi. I mezzi volendo ci sono.Si deve anche tenere conto che non tutte le persone sono sempre ben disposte, che il fatto che ci si conosce da sempre autorizza alcune magari a intromettersi nelle tue cose a gamba tesa, ma ci si conosce da sempre, come ho già detto, e si è imparato a prendere le misure. A me non interessa affatto se a volte mi sento dire che non faccio molta vita di società: ho i miei interessi che il più delle volte non coincidono con coloro che mi circondano, ho superato da un pezzo l’età sinodale, posso permettermi di agire come mi pare ( non è proprio così, ma se c’è qualcosa che mi piace parto e vado anche se so che mi considerano un po’ pazza perché non mi conformo alle abitudini standardizzate del paese). A volte mi diverto a dire che con il passare degli anni sono diventata più spudorata nel senso che sto imparando a fare le cose che mi danno gioia e piacere, piuttosto di quelle che gli altri si aspettano che io faccia.Vivere in città non so com’è se non per sentito dire o perché immagino di sapere come è . Di primo acchito non mi piace. Ho bisogno di spazio, di aria seppure inquinata dai trattamenti alle viti. Sul tempo: Scusa non è che non vedi certe cose perché la tua attenzione è focalizzata su qualcosa di altro?  Se non vedi la fioritura delle peonie forse è perché “vedevi” altri fiori, che so, i sambuchi, oppure gli occhioni dolci e consapevoli dei tuoi cani. E’ una psicologia spicciola, da supermercato e ti chiedo scusa per la banalità. Il tempo passa, fugge e meno male. E sapendo che fugge veloce impari a gustarti di più gli attimi che lo compongono. A vivere per te stessa e non per “corrispondenza”Bacio. Pinuccia 

  14. PinucciaTi sto leggendo.. fresca fresca: sono appena arrivta in studio.Grazie innanzitutto per cio' che di te hai voluto lasciare qui.Emerge un profilo, delicato ma anche forte di una donna che conosce il tempo, il valore, e ha imparato a viverci dentro bene, ad indossarlo come un vestito.Io invece ancora lo subisco, lo combatto, insomma Lui ed io abbiamo dei prolemi.Il tuo definirti "spudorata" immagino corrisponda al diritto di vivere come ti pare e non appunto come è "convenzionalmente conveniente" e so, lo so molto bene, che nei paesi ci sono delle "regole" da sempre, e si sono modificate poco nei secoli. Ma come dici tu, basta mettere le giuste distanze e poi si riesce a convivere bene.Significa sapere di avere un paio di ali al cervello e al cuore, e di sapere che vanno usate.  Non ho mai considerato questo soltanto un diritto ma anche un dovere verso sè, e quando non fa del male ad alcuno, deve essere difeso con ogni mezzo.Sono sempre stata convinta che chi non ama la tua creatività il tuo diritto di scegliere, la tua libertà di vivere la vita come senti di volerla vivere,  non sappia amare niente e nessuno se non sè. Non c'è amore ma un mostruoso egoismo, a volte molto ben mimetizzato.Fare ciò che gli altri si aspettano per sentirsi integrati in un contesto "accettabile" di convivenza non porta da nessuna parte se non all'infelicità e alla frustrazione: la libertà di essere agire e pensare è il valore più inviolabile.Purtroppo viene spesso mortificato, soffocato, sacrificato in nome di chissà quale sentimento o cosa che pero' difficilmente pagano.Credo che senza il rispetto della libertà di essere non si possa edificare nulla: nè un amore, nè una famiglia, nè una comunità.Scendo dalla cattedra non prima di precisare che non è solo tanta teoria ma qualcosa che conosco, che ho vissuto anni fa quando alcune delle mie scelte sono state prese in questo clima di "negazione" di alcuni diritti e sono costati tempo e dolore e poi compromessi vari prima di gridare quel NO a pieni polmoni che ti permette di riprenderti in mano la tua vita, di fare anche degli errori ma per Dio errori TUOI.  Che ti permette di scegliere e non piu' di farti scegliere.  E' respiro, è vita e perfino il tempo per smaltire il rimpianto di non aver pronunciato quel NO tempo prima diventa un rimpianto che ti porti dentro. Ecco perchè sono piuttosto sensibile a certi argomenti: tempo, libertà,rispetto.Lascio qui un breve racconto: riguarda la mia nonna paterna.Nata nel 1900, cresciuta in un centro piccolisimo, in un cortile di contadini.Il marito, mio nonno che morì a 60 anni, faceva il mediatore di bestiame. In casa allevavano, nei tempi duri, i bachi da seta, avevano un paio di mucche e dei campi in affitto che coltivavano per una certa contessa milanese che arrivava in carrozza a controllare ovviamente senza preavviso. (Mi saltano alla mente un po' le scene dei Vitelloni di Fellini).Poi avveniva il raccolto e il loro lavoro veniva pagato in grano e patate.Ovviamente più scarso era il raccolto, piu' misero era il sacchetto.Questo per dare l'idea del contesto in cui i miei nonni sono vissuti.Bene, la nonna (ricordi che vanno dal 1966 al 1986)  era un mito: vestiti coloratissimi, collane, autostop se il bus tardava ad arrivare.Una nonna zingara, rimasta vedova troppo presto per chiudersi in casa. Non ha avuto mai altri amori, di questo aspetto della vita non glien'è importato un fico secco ma per lei spostarsi, frequentare case e parenti, le terme, il mare,la montagna erano esigenze che stavano al di sopra di tutto. Le stava stretta la casa, non riusciva ad essere nello  stesso posto per troppo tempo. Partiva senza avvisare nessuno: piu' di una volta mio padre o mio zio hanno buttato giu' la porta di casa a spallate perchè non si sapeva dovve fosse la nonna Enrichetta.Eccentrica ma anche tradizionale, solare, e anche conuna buona dose di egiosmo (non sempre solo sano ahionoi), è sempre stata amata da tutti.Una precisazione: inutile,  perchè conosco la tua intelligenza, ma doverosa: il racconto di mia nonna non vuole mettere il alcun modo in relazione te con mia nonna. Lei la conoscevo e non conosco te ma so bene che siete due donne diversissime.L'ho raccontata solo per una condivisione di una parte della mia storia.CELESTE:Le mie peonie inosservate: si, è possibile. Questa fase della mia vita si svolge un po' in bilico, nuota sopra un orizzonte non ben definito e a volte prendo in mano una canna da pesca per cercare di pescare stelle..Ora arriva Pieffe e mi taccia di essere troppo intimista, ma un blog è anche questo, qualcosa di contenuto in confini morbidi. Se non fosse così un blog non avrebbe senso di esistere.  Almeno, non questo che non puo' che vivere con me, tra le braccia di questo orizzonte.

  15. Vi sto leggendo con interesse queste interessanti banalità anche se non intervengo. Celeste tua nonna era fortissima e Pinuccia, hai un bellissimo equilibrio.Anche io, da buona gatta, sarei molto zingara, mordo il freno, pianterei tuttoper seguire ciò che m i interessa. Voglio l'abitudine del davanzale per poi poter scappare. Posso partire con tremila bauli o con uno spazzolino. Il mio secondo davanzale si trova nella frazione di un  paesino in Umbria, la piazza della frazione è grande quanto un piattino da caffè, la chiesetta tiene 10 persone e tutti ti salutano anche se non ti conoscono. E' un bel posto per riposare, lavare la mente dal tran tran quotidiano, ma dopo un po' anelo gli stimoli della grande città, il mio davanzale, le lucertole con le quali, ormai, guardo solo il tramonto.Prego Dio di conservarmi o aumentarmi, anche quando sarò più vecchia,la voglia di conoscere, la voglia di cercare e scoprire cose belle  e la capacità di cercare dentro e fuori di me ciò che in fondo più o meno coscientemente vorremmo trovare tutti. Ecco, vorrei lo spirito della nonna di Celeste e la saggezza di Pinuccia.Un abbraccio a tutti

  16. Ciao Petula.Penso che una volta finita la voglia di cercare le cose belle, sia finita la vita.O meglio credo che la vita si svuoti del suo senso.Alla fine che senso ha la vita se non la ricerca della Bellezza?A volte io ho l'impressione di vivere in un tempo che non mi appartiene, intendo dire in una epoca che non sento mia.E' strano, pero' è così che sento.Uso il pc, l' I-Pod,  mi affascinano le scoperte, le foto dei pianeti come se fossero sassi sotto casa, mi affascinano le costruzioni come i ponti, riconosco la grandezza di Internet.Pero' qualcosa di me e non so cosa è attaccato con lembi di pelle a cose che non ci sono piu'. E' come se avessi a volte dei ricordi, e allora mi pare di avere anche un pugno di terra in tasca, forse quella su cui ha sudato mio nonno. Mi pare di avere dentro il piacere di un rientro a casa l'odore di minestra e le calze di lana ad asciugare davanti al camino.Leggendo Mario Rigoni Stern qualcosa di me si sente a casa.Suggestione, racconti, oppure lembi di memoria passati da dimensione in dimensione che qualche volta si manifestano? Lo fanno anche con gli odori, e anche attraverso gli occhi di altre persone quando ci guardo dentro e trovo qualcosa di comune.

  17. Non mi reputo poi così saggia. Sono una pasticciona, amo la creatività senza essere creativa, amo le belle scritture senza saper scrivere, mi piace la tecnologia e mi arrabatto nell’usarla meno che più bene.Ma non è importante. Credo sia importante continuare ad avere la curiosità dentro di sé, la voglia di conoscere altre realtà, soprattutto rendersi conto che non si ancora imparato abbastanza nella vita e che se capita di fare delle sciocchezze, questa E’ la giustificazione.Invecchiando si diventa un po’ più egoisti: è solo perché si reputa che sia giunto finalmente il momento in cui rivendicare ciò che ci è dovuto e che non si è mai avuto il coraggio di rivendicare,. A volte si esagera, anzi abbastanza spesso; pazienza, poi toccherà ai giovani che nolenti invecchieranno e  saranno tacciati di essere egoisti da coloro che sono più giovani.Evviva a Pieffe che  ci ricorda di tenere  i piedi per terra quando ci lasciamo andare troppo ai sentimentalismi. A Petula: Tanto per rimanere in tema: a casa mi sono arrivati ( sapevo del loro arrivo da quando sono nati ) verso mezzogiorno due micettini neri, bellissimi. La mia gatta è un po’ gelosetta, so che le passerà e farà da mamma adottiva ai piccoli. I gattini piccoli aiutano a non adagiarsi, danno movimento e allegria alla vita. Un triplo miao -miao da casa mia e un affettuosissimo abbraccio da me. E un bacio a te. Pinuccia 

  18. Pinucciahai detto, tra le altre, una cosa particolarmente splendida:"Credo sia importante continuare ad avere la curiosità dentro di sé, la voglia di conoscere altre realtà, soprattutto rendersi conto che non si ancora imparato abbastanza nella vita e che se capita di fare delle sciocchezze, questa E’ la giustificazione".Namastè.

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