PIEDI

Delle persone notiamo il viso soprattutto, gli occhi, poi le mani, la voce. Ci dicono molte cose gli occhi, il viso, il modo di sorridere, la bocca.  Oltre le parole, più delle parole.
Comunchiamo con gli occhi,  con le mani. Anzi, le sole mani bastano,  a volte.

Mani irrequiete, nervose, rassicuranti. Calde, fredde, accoglienti, forti, asciutte, umide. Pulite, trascurate, morbide, dure, secche.
Attraverso una stretta di mano arrivano molti segnali primo fra i quali se la persona cui appartiene la mano è socievole o distaccata: la mano molle dà una sensazione spiacevole, di distanza: dice che il gesto non corrisponde al sorriso, alla cortesia che è obbligata, convenzionale.
Che il sorriso del viso attaccato al collo, alla spalla, al  braccio cui è attaccata la mano è un sorriso di plastica, di circostanza soltanto, e te lo dice lei, la mano, quella mano molliccia che hai nella tua.

L’espressione può, più delle parole.
Non serve “conoscere” i segreti della comunicazione non verbale, non serve aver letto libri nè seguito corsi speciali,  perchè i segnali vengono percepiti e decodificati dall’inconscio: capacità atavica, come molte altre di cui non siamo consapevoli e che la civiltà, l’uso del linguaggio e delle regole hanno inquinato, affievolito e in taluni casi, disperso.

Gli animali comunicano così: a volte osservo  i cani e si capisce chiaramente che  con la coda e le orecchie si dicono cose: usano tutto il corpo, il pelo, la bocca, il dorso, la voce. Lo stesso facciamo noi solo che non ne siamo consci:  riceviamo segnali che possiamo percepire con i sensi e ai sensi arrivano e ci parlano. Allo stesso modo li inviamo, i segnali nostri  e non lo sappiamo. Difficile barare, diversamente si può con le parole.

Ma al di là di questo, ciascuno osserva una parte del corpo più di un’altra.
Personalmente, se qualcuno mi interessa, mi piace, mi incuriosisce, osservo  le mani, insieme agli occhi e alla bocca. Le trovo affascinanti, importanti, decisive per offrirmi un’idea di chi ho davanti.

Anche il sorriso è per me una specie di libro e anche una finestra: in alcuni sorrisi ci si perde, davanti ad altri si prova imbarazzo perchè si capisce che sono finti e tuttavia  si deve “tenere  il gioco”, per esempio se sono incontri di lavoro.

Altri sono talmente belli e luminosi da lasciare senza parole: davanti alla bellezza capita di restare muti, imbambolati, ed è una cosa bella che qualcuno (pochi) ancora sa fare.

Ieri ho trovato una cosa in rete che mi è piaciuta: non la conoscevo. E’ di Erri de Luca. Elogio dei piedi. Bellissima. E ho pensato ai piedi, a quanto può  comunicare un piede e a quanto sa, per esempio, essere sensuale. A quanto sa giocare e anch’esso comunicare.

Sono parti del corpo potenti, legati al mito, alle religioni di tutti i popoli. Esprimono potere, umiltà, sensualità, appunto.
Invidia la mia, dato non mi piacciono affatto i miei, di piedi: sono una delle parti di me che cambierei.
Ci faccio pace quando cammino sull’erba o sulla battigia. Allora loro, i miei piedini mi sono grati, e io … li perdono per non essere belli,  perchè nonostante questo, sanno essere felici.

Elogio dei piedi – Erri de Luca.

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

Qui sotto è letta dalla bellissima voce di Gianmaria Testa: per me una voce speciale come sanno tutti quelli che passano di qui. C”è anche l’autore nel video. 

 

21 giugno è l’estate, sperando che voglia arrivare.
E’ anche un pensiero  a  qualcuno che è stato importante,  i cui piedi hanno camminato per un po’ di tempo accanto ai miei, calpestato una parte della vita  e lasciato orme nella mia; qualcuno che però non conosce Controluce.  Non importa, certi pensieri arrivano. 

Ciao Andrea.

17 pensieri riguardo “PIEDI

  1. bè, se emettessero un ronzio o dei bagliori sarebbe ben più singolaree poi sono parte importante dell'apparato cardiocircolatoriocloffpedante

  2. Quasi mezzo secolo fa, quando ero una ragazzina, mi vergognavo dei miei piedi ossuti. Avevo sempre la netta sensazione che tutti mi guardassero i piedi e li giudicassero brutti.Poi la cosa è passata, come passsano tutte le folli insofferenze dell'adolescenza.Buona estate,  mai come in questi giorni  è valido il titolo di quella canzone che diceva: E la chiamano estate……Tornerà il sole, come sempre.Un bacio a te e ad Andrea.Pinuccia

  3. Un giorno d'estate, mentre vagavo per il centro di Roma, incontrai un tipo bislacco che mi chiese se poteva fotografare i miei piedi….ehm…volevo dire  zampe… in filate in un paio di sandali. Scappai un po' scandalizzata pensando a una qualche perversioneIncontrai di nuovo  anni dopo, per una strana coincidenza, il tipo bislacco e venni a sapere che amava tanto ritrarre i piedi delle persone, donne soprattutto, che aveva fatto un paio di mostre fotografiche. Ecco il fascino dei piedi …chissà che figura avrebbero fatto, tra tante foto di piedi affusolati con unghie curate e dipinte due eleganti zampe di gatta!!

  4. I piedi portano lontano… sono il segno del cammino… lasciano le tracce sulla sabbia e quindi indicano che siamo vivi e andiamo avanti…Tra l'altro io ho i piedi prensili :o)Un sorriso 🙂

  5. Guerrero e Cloff:Incorreggibili..  Un saluto a entrambi.Cloff: ma che ci faranno dei teneri piedini sopra una ruspa, fuori dalla porta di casa? MahOltranzOvvio ….. solo così si legge un post come questo ma soprattutto solo così si sta in casa…  A piedi nudi. Magari con la birra?Pinuccia:Ecco, penso che il piede ideale possa essere la via di mezzo tra il tuo e il mio. Comunque a te con l'adolescenza è passato.. a me mica tanto. Scherzo. Con i tempo ci si accetta. Il problema è quello, per me, di accettare il Tempo. Un bacio grande anche a nome di Andrea che ricambierebbe, ne sono certa. PetulaEra un feticista?Comunque lo capisco: io conosco i tuoi piedini .. ehmm pardon zampette. Graziose eleganti e curate. Delicati e belli.Pieffefewi<v nvczniàofn<c ,cmcx  ! dllqcnviòàvn !! &3è.àòc""%"folcpèl?^ +ùùcq !!!  9ooeldp jnvnàn !!!!(per gli altri: è un rimprovero in dialetto pleiadiano per giunta antico, non traducibile)Marinz: Bello: il segno del cammino… Ne farai di cammino, tra poco …  E lo sai, ti invidio un po'Un bacio 

  6. Amando i gatti so che le loro "zampette", che comunque continuo a definire piedini e manine sono sempre curati con zelo e precisione. Senz'altro molto più di quanto non facciano gli umani.Per questo motivo sono sicura che i piedini di Petula sarebbero stati l'attrattiva principale delle foto  in questione.A Celeste: i miei piedi sono sempre brutti, anche se non più ossuti, ma tondeggianti. Ma è il pasare del tempo che lascia il segno.E poi c'è  un tempo per correre e un tempo per camminare lentamente perchè ci fanno male i piedi. L'importante è muoversi. 

    Visto che è tornato il sole? E inizia, come è giusto per la stagione, a fare caldo. Abbracci Pinuccia

  7. Sawaa dii ka, Gollum, vista la distanza lo posso apprezzare come un complimento e non una minaccia di finire in padella.Felice di leggerti.

  8. Cara Pinuccia, le zampette dei gatti, soprattutto delle gatte sono piccole e leggere, possono attraversare il cuore e lasciare delle impronte indelebili oppure tirare fuori gli artigli e lasciare graffi indelebili. Sicuramente in foto vengonno bene anche se un tantino pelose (come sai noi non usiamo la ceretta di voi femmine umane), ma io quel tizio bislacco e impudente lì per lì lo avrei fatto volentieri a stelle filanti!!Un abbraccio affettuoso a quattro zampe. 

  9. Pinuccia, vero.. l'importante è non fermarsi.Mi sono ricordata di una cosa di Madre Teresa di Calcutta, l'ho cercata.E sì, è arrivato anche il sole. Menomale e speriamo che duri. Ho in previsione un fine settimana al mare, il primo di luglio. Incrocioa le dita e per restare in tema.. anche quelle dei piediTieni sempre presente che la pelle fa le rughe,i capelli diventano binanchi,  i giorni si trasformano in anni.Però ciò che è importante, non cambia; la tua forza e la tua convinzione,non hanno età.Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.Dietro ogni linea d'arrivo, c'è una linea di partenza.Dietro ad ogni successo c'è un'altra delusione.Fino a quando sei vivo, sentiti vivo.Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foglie ingiallite….Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.Quando non potrai camminare veloce, cammina.Quando non potrai camminare, usa il bastone.Però non trattenerti mai……..Gollum: bentrovato come sempre. Ricambio l'abbraccio aggiungo un bacio.Petulettapuoi stare al sicuro, data la lontananza: poi noto anche che parlate una lingua comune! Non è che sotto sotto c'è amore?

  10. Grazie! Veramente bella. Non la conoscevo proprio.Buona giornata e un abbraccio. PinucciaA Petula: Ricambio l'abbraccio che mi hai mandato a quattro zampe con un abbraccio a due braccia e a quattro zampe  da parte della mia micetta. Pinuccia

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