COMETE E LAMPI

 (foto Celeste)

C’è chitarra, blues, jazz.
Voce, sussurro, poesia. Tango, lente ballate, filastrocche.
E’ musica che non sgomita per arrivare.
Gianmaria Testa, italiano, cantautore-ferroviere di Cuneo, è uno che riesce, oggi, a fare un disco politico, cantare il dolore di popoli che migrano sfidando mari e deserti, la disperazione che spinge.
O a parlare d’amore e di dolcezza in modo semplice ma mai banale, mai scontato, mai lirico.
La finezza dei suoi testi, la sua musica, i musicisti che accompagnano le sue parole e la sua voce profonda, magica, sono una mescolanza di sensazioni che avvolgono e abbracciano e scaldano. Seducono.
Da centellinare, con un bicchiere di rosso in mano magari quando fuori piove.
Le parole si attorcigliano alla musica melodica, classica, si avvinghiano e si fondono e danno origine ad una magia che scalda e arriva dentro.
Quasi come una coccola, come quell’abbraccio che manca, quella passeggiata senza fretta che non sappiamo o che non vogliamo più fare. Quello stare a guardare quel lago calmo, che sa di alghe, sotto la luna bianca, mentre il sonno aspetta,  dentro la stanza con la tendina di pizzo che protegge il misterioso dialogo tra due persone e le stelle.
Sanno di buono le canzoni di Gianmaria, come alcune cose antiche, come un tramonto, come un pizzo inamidato, una credenza, un giocattolo di legno. Come il sapone di Marsiglia, l’acqua di colonia.
Sanno di terra, di ferro, di attesa. Quell’attesa cui non siamo più abituati. Sanno di vendemmia, di viaggiatori, di emigranti, e delle piccole cose belle.
Sanno di strade bagnate di pioggia, di campi coltivati, di pianure, di sole e di fumo, di città cresciute in braccio alle campagne, alle marcite, alle langhe che stupite sono state a guardare, in ciabatte e grembiule mentre nei campi di grano crescevano le fabbriche e arrivava la gente da fuori.
Sanno di occhi che non sanno più guardare, di orecchie che non sanno più ascoltare, sanno di silenzi che non sappiamo più fare, di cieli e di lune che non riusciamo più ad amare. Sanno di favole che non sappiamo raccontare, di verità che non sappiamo confessare, di rimpianti dei giorni in cui sapevamo giocare. Di appuntamenti e di cuori che non sentiamo più ansimare.
.

Faccia attenzione signore
c’é una luna che cade stasera
e ci potrebbe colpire
o quantomeno scavare una buca profonda
così larga e profonda
da non poterci passare
Se alza gli occhi signore
fra una nuvola e l’altra
sotto l’ultima stella del carro
si dovrebbe vedere
che si stacca dal nero di pece
e veloce incomincia a cadere
E se restiamo in silenzio, fra poco
dovremmo sentirne il rumore
sul frastuono di passi e vetrine
come un lungo richiamo
il rumore

Lei sorride signore
ma io certe notti ne ho viste anche cinque
di lune cadere
scintillanti più dei fuochi d’agosto
sradicare foreste
o ribollire nel mare
e di altre ancora ho sentito soltanto parlare
da gente distratta alle cose di sempre
ma molto più attenta alle cose del cielo di me

Lei capisce signore
una luna che cade
non é un fatto da potersi tacere
che trasforma una notte qualunque in un sogno
e in un grido
questo nostro parlare
se soltanto mi stesse a sentire
se soltanto un minuto
senza chiudere gli occhi
rimanesse anche lei qui con me, adesso a guardare

Perché c’é una luna che cade stasera
attenzione signore ci potrebbe colpire
o quantomeno scavare una buca profonda
ma così larga e profonda
da non poterla
da soli
passare
.

Gianmaria Testa, Comete – da Lampo.
Video  già pubblicato, tempo fa in Controluce . Brano che è bello leggere: le canzoni di Gianmaria sono belle anche solo da leggere perchè c’è sempre qualcosa dentro. Non è la melodia a rendere belle le sue canzoni, sono parole e musica insieme, ma parole e musica possono essere lette ovvero ascoltate da sole.
.

Il brano del video che segue è Lampo. Dedicato a tutti quelli per cui un attimo è importante, a quelli che credono che sia meglio un istante di tanto che un secolo di poco. A quelli che cercano, a quelli che non si siedono. A quelli che rischiano che provano che sanno che  ci può essere la Vita dentro un attimo come una vita senza un Attimo. A tutti quelli che credono che pensare sia importante quanto respirare. A quelli che hanno poche certezze e tanti dubbi compreso quello che forse è tutto un gioco.
A quelli cui non basta leggere non basta capire non basta sapere perchè occorre senitre. A quelli che sanno sognare un sogno e poi stringerlo, pretenderlo, viverlo. A quelli che ci credono.
A quelli che non mollano a quelli che restano quando è tempo di restare e a quelli che sanno andare quando è ora di andare.  A quelli che sanno lasciare quando è tempo di lasciare.
A quelli che sanno che quasi tutte le cose sono cose e basta ma che ci sono cose che sono importanti.  A quelli che navigano vicino alle stelle perchè sanno che è luce che si può toccare e non importa se può bruciare perchè dentro ci può essere l’Attimo. A quelli che conoscono l’importanza dei dettagli a quelli che sanno che un dettaglio cambia tutto, anche il senso della vita.
A quelli per cui non basta un sorriso quando è solo denti in bella mostra: a quelli che dento il sorriso ci devono trovare il cuore e qualcosa che somigli al Vero. A quelli che sanno che amare si può fare senza usare, senza sciupare, senza logorare.
A quelli che sanno abbassare la testa, e a quelli che sanno alzare la testa. A quelli che cadono senza che sia sempre colpa del mondo.
A quelli che sanno tornare, che sanno consegnare un’emozione, a quelli che sanno piangere e lo sanno raccontare.  A quelli che sanno salutare, a quelli che sanno che forse sarà domani il tempo più giusto per tornare.  
 

 

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