PORTE

(foto: celeste)

Porte finestre portoni porticine cancelli mi hanno sempra affascinata, l'ho già detto e  lo sanno tutti quelli che mi conoscono.

Mi sono divertita un sacco durante una vacanza sull'isola di Minorca: si puo' visitare l'isola anche utilizzando  le numerosissime strade sterrate che attraversano le coltivazioni, delimitate dai muretti a secco e da cancelli in legno di ulivo a patto di aprire il cancello e richiuderlo dopo il passaggio. A volte tra un cancello ed  un altro si percorrono solo poche decine di metri.

Invece non amo le porte dentro casa: fosse per me, nella mia,  ci sarebbe solo quella del bagno.
Costituiscono limiti, segnano territori, stabiliscono confini, cosa che non corrisponde al mio di dentro: i miei confini di dentro sono labili,  difficilmente netti. Convivono i colori, si invitano, giocano collaborano si alleano si mescolano sfumano confondono invadono, litigano. Promiscuità, bilico, insicurezza, ma forse anche equilibrio: non saprei dire. 
Consapevolezza del mutamento di tutte le cose, del movimento, della relatività di tutto, oppure semplicemente immaturità .. non saprei dire.
Tra gli abitanti: le mie incertezze e anche le mie certezze, il dritto e il rovescio, ciò che appare falso e ciò che appare vero. Ciò che sembra bello e ciò che sembra brutto. Ciò che viene definito come bene e ciò che viene etichettato come male. Tutto è in discusssione.

Poi ci sono anche i  giardini come a Minorca con muretti cancelli e cani da guardia. Vi abita  soprattutto la mia parte ottusa, con i Limiti di Corte, restia a trasferirsi nel Regno del Dubbio.

Questa fotografia l'ho titolata "protegge".  Ma quali sensazioni puo' provocare una immagine come questa?

Protezione
Chiusura
Definitivo
Separazione
Esclusione
Sbarramento
Prigione
Sicurezza
Isolamento
Intimità

Ma se fosse socchiuso?

Possibilità
Accoglienza
Festa
Calore
Odore di casa
Profumo di caffè
Amore

Ma se fosse spalancato?

Diffidenza
Paura
Avventura
Incoscienza
Sfiducia
Leggerezza
Curiosità
Inganno Tranello Trappola
Mistero
Invito
La tana del Bianconiglio

Sono potenti le immagini, piu' delle parole. Il messaggio è immediato. Arriva ai sensi senza la mediazione della mente. L'associazione  immagine pensiero è interessante: aiuta a conoscersi, a dare una forma alle proprie paure, a porci davanti alle proprie psicosi così  come anche alla propria fantasia, al genio,  all'immaginazione.

Ciò che trasmette, racconta, comunica un volto, uno sguardo,  non è paragonabile alle parole. E' un linguaggio che si rivolge  alla parte più primordiale e affidabile. E'  universale: prescinde dalla cultura, garantisce una genuinità che le parole non possono non essendo in dote agli uomini.

Mi è capitatato una volta sola nella vita di trovarmi per la prima volta nella casa di qualcuno incontrato solo qualche ora prima e sentirmi accolta, abbracciata avvolta da un calore conosciuto, da un odore famigliare.
Eppure il suo non era – non è – un portone spalancato. Tutt'altro.
Ma si era  aperto per me. E dietro di me si era richiuso. Non a chiave.
Istinto? Fiducia? Pelle? Non lo so … So però che è una delle poche porte cui busserei con la certezza che oltre c'è Casa.
Non semplice ospitalità, non prigione  ma Casa. Sono cose differenti. 

10 pensieri riguardo “PORTE

  1. Foto splendida. Tu hai una qualità di cui… non so se ti rendi conto fino in fondo. Sai "fotografare" l'anima delle cose.La tua elaborazione intellettuale naviga sempre tra mille incertezze, frastornata tra l'emozione e la razionalità, tra il divertimento e la paura del dubbio, tra la necessità di catalogare e la voglia di buttare tutti gli oggetti fuori dai cassetti.Proprio per questo la tua facoltà di riprendere è così "oggettiva", delicata e nello stesso tempo spietata.Hai fotografato una porta. Chissà, a volte le porte che sono un po' come… le scale, sono assai più vicine di quanto non sospettiamo e, in genere,…quando temiamo di aprirle…le fotografiamo.Forografare è anche mettere una distanza tra noi e gli oggetti.Possederli senza doverseli portare via o senza doverli toccare realmente. E' un piccolo furto legittimato che incrementa i nostri musei emozionali.Questo ci da la possibilità di fare illazioni o se preferisci… masturbazioni mentali su ciò che rappresentano senza coinvolgerci al di là del rischio.Cele, permettimi un consiglio. Anzi…un coniglio:Fidati del tuo occhio dentro il mirino della tua macchina. Secondo me è un occhio straordinario. Te lo dico con una sincera ammirazione.Pieffe

  2. Ben detto Pieffe. Celeste sa "fotografare" l'anima delle cose. Sai Cele cosa c'è dietro quella porta? Il profumo dell'antico bucato, l'aroma del caffè, la sapienza del nonno che racconta al nipote , mentre cerca di arrotolarsi del tabacco nella cartina, vicino al camino acceso per cuocere le caldarroste e nel contempo scaldare la casa, c'è la bellezza la semplicità della nonna che con il grembiule cinto alla vita, si asciuga le mani appena sciacquate per avvicinarsi al proprio compagno a dirgli sottovoce che lo stufato è pronto in tavola. Una tavola con al centro una candela adagiata sopra ad una tovaglia ricamata dalla nonna di pizzi e merletti. C'è ancora una vecchia credenza dietro a quella porta dove vicino ai santini si trovano ancor vecchie fotografie di loro giovani, e ancora il nonno che racconta al nipote…..Dietro quella porta Cele c'è l'amore di una famiglia fatta semplicemente di niente e di poco che racchiude tutto quello che oggi si è perso. Lasciala chiusa quella porta Cele, si sta troppo bene li "dietro".Un abbraccio. Carola

  3. Sottoscrivo in pieno il commento di Pieffe e mi accoccolo virtualmente vicino al camino di quella casa che sta dietro a quella bella porta e che Carola ha descritto in modo nostalgico e mirabile.Carola, se nel quadretto ci mettiamo anche una gatta pelosa color guscio di tartaruga accoccolata vicino al camino dici che si rovina l'insieme?Fusa

  4. Oh si certo Petula che un bella micia nel quadretto ci sta proprio bene…oh si, proprio bene. Sai che avevi ragione a proposito di micetti bianchi e rossi… Sono tremendi! Simpatici ma tremendi. Bè ho parlato al plurale ma è sottointeso che mi riferisco al mio "new entry". E' vivacissimo. Un abbraccio. Carola

  5. Hai l'occhio, non c'è che dire.Sai cogliere l'attimo, sai "vedere", sai, e per me è importantissimo, condividere.Veramente molto bella la porta. Ci si potrebbe inventare una fiaba…Baci. Pinuccia

  6. E' già stato detto tutto nei commenti precedenti e concordo con tutti… quello che in secondo momento mi ha colpito di questa bellissima foto è la simmetria della porta che è "dritta" rispetto ad una strada che scende o sale, dipende da dove si sta arrivando… e mi immagino la casa che sia in piano al suo interno ma sarebbe bellissima se seguisse il lineamenti della strada, in leggera pendenza, lasciando spazio alla fantasia :o)Un sorriso 🙂

  7. Grazie a tutti.E' bello avervi dentro questa casa, leggere cosa evoca questa immagine.Per Carola la porta va tenuta chiusa perchè dentro c'è una intimità da proteggere. Ma aprirla, Carola,  significa anche condividere, allargare, senza nulla togliere ai segreti famigliari e non condivisibili che ci sono dentro. Non si puo' volare senza aprire la porta. Volando si cade, ci si puio' sfracellare. Lo sappiamo: lo sa bene Andrea, l' Andrea che non si è perso.  Scelte.Casa puo' essere unione, con cio' che sta dentro.Casa puo' essere separazione, da cio' che sta dentro.Casa puo' essere unione con cio' che sta fuoriCasa puo' essere separazione da cio' che sta fuori.Casa puo' essere convivio. Puo' essere isolamento.Casa è certezza: un luogo sacro, un luogo dove tornare, accoccolarsi davanti al camino nelle sere d''inverno, trovare sè e chi si ama.Il proprio cane, il gatto, le cose che rassicurano e scaldano.Casa per me è "Casa certezza" quando i chiavistelli sono oliati e la chiave appesa al cordino, con il cordino appeso al chiodo, a portata di tutti, mia e di chi vive con me.Casa è "certezza": un piccolo mondo delimitato dalle proprie mura, dai propri confini, eretti dalle proprie certezze o da quelle altrui.Fuori c'è il male, i cattivi, i mostri i draghi, i germi del male e quelli del raffreddore. La società, i comunisti, i preti, le donnacce. E' stato etichettato tutto da tempo no? Codice a barre nell'era moderna.Niente pericoli: ci sono i libri, c'è internet, la TV, google earth che fa viaggiare con la mente.  Facebook. I canali discovery, stupendi, li guardo anche io. Un decoder HD ….  e sei in Africa, nella terra dei leoni, e poi sul fondo degli oceani, senti quasi i delfini che ti sfiorano la pelle, senti il brivido. E poi con un click sei tra le galassie, a giocare tra i bottoni della cintura di Orione, o a giocare a "ce l'hai" sugli anelli di Saturno. E se vuoi, sei là,  abbandonato sopra la linea dell'orizzonte arancione che separa deserti di ocra da cieli azzurri.Aspetti che scenda la notte, ti sdrai sulla sabbia e ti pare quasi di percepire sulla pelle il freddo del deserto: sopra di te un manto di stelle che pare ti caschino tutte addosso.  Quel portone è stupendo, è vero, massiccio, forte, custodisce, protegge.Separatore dal mondo cattivo, garante di una realtà asettica, incontaminata dove anche il piccolo seme deve stare fuori  perchè non sia mai che porti l'erba cattiva: il prato di dentro è perfetto, verde, ben curato, tenuto "come si deve", come hanno insegnato chi c'è stato prima: loro sanno come si fa e chi se ne frega di come sei tu…Tu devi solo imparare, è vero, hai una testa ma ti manca l'esperienza te la do io… che sono piu' grande di te.La foto:E' un portone di una cittadina delle Marche, Sirolo forse .. non ricordo.Mi ha colpito l'aria austera, quella che ti dice: qui non si passa.Come non si passa in certi cuori, in certe anime. Vorresti bucarle ma non ci riesci, vorresti sciogliervi la tempera che colora piu' tramonti ma non ci riesci. Vorresti mescolare il rosa e l'azzurro, il violetto, l'indaco di un'alba, ma non ci riesci. Vorresti arrivare a toccare le stelle … anche se quella piu' vicina non importa, ma non ci riesci.Per me quel portone chiuso è separazione piu' che protezione.E' qualcosa di definitivo senza appello. E' inquietante, un portone chiuso quando non si hanno le chiavi in tasca.L'osservazione di Pieffe sul concetto di foto è forte: possedere senza toccare realmente… Un furto legittimato. Vero.Ma è' anche un tentativo disperato di immortalare, cristallizzare, dare eternità ad un istante che ti ha dato qualcosa di importante e che sai che al termine del clik.. è già "passato"Io amo e nello stesso tempo non amo la fotografia perchè significa anche quello che hai espresso tu. Ferma il tempo e nel contempo ti sbatte in faccia che il tempo è già passato. Affascinante e impietosa la fotografia. Come il tempo che contiene, anzi come il tempo che la fotografia stessa è diventata.Ma significa anche "fermare" nel solo modo possibile, la vita di un fiore, un viso giovane.Una delle fotografie che pero' è solo nella mia mente è il viso di mia madre.  Senza una ruga. La piu' bella foto che io abbia fatto è anche la piu' terribile, la piu' definitiva. Subito dopo quel clik la "sua" porta si chiuse per sempre.Ecco perchè non amo tutto cio' che separa.Ma per sentire cosa amiamo e cosa no, e come percepiamo le cose, occorre bucare l'anima, il cuore, occorre arrivare nei luoghi di dentro…  Non serve la testa… serve il cuore servono i sensi serve la pelle serve la pancia servono occhi sguardi carezze fiato.Si puo' leggere tutto cio' che la gente scriveArrivarci magari anche vicino.. ma dentro ci si arriva in un altro modo. E anche i  concetti di fotografia, di separazione, di confini possono  essere differenti, molto differenti da come li si immagina "leggendo" qualcuno. Siamo sempre qui, no, Pieffe? I limiti del linguaggio…Pinuccia ha scritto:(….)  "vedere" per me è importantissimo, condividere.Veramente molto bella la porta. Ci si potrebbe inventare una fiaba…Ecco… vedere è differente da guardare…Mi ripeto? E sia…  "Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".  Il Piccolo principe lo sapeva.

  8. per una porta il dentro e il fuori devono essere concetti imbarazzanti  come deve essere il concetto di male e di bene dal punto di vista degli angeli sterminatorile porte hanno una superficie esposta al qua ed una esposta al la. da un lato profumi per ambienti al gelsomino e dall'altro gli spruzzi di olio dei trattoriuniche, sono il qui-e-laah, a quante cose ci porta, portacloff

  9. giàma una porta separa e anche unisce. E' spietata ma anche alleata.Imbarazzante.. certo. Oltre pa porta si consumano cose, al riparo degli occhi del mondo. Si lavano i panni, quelli sporchi e si stirano  e profumano quelli puliti. Ci sono panni impossibili da lavare e oltre la porta si nascondono dalla luce e dal mondo. Altri invece sono sporchi ma sembrano puliti perchè dentro la casa non c'è luce a sufficienza per vedere gli aloni, le macchie, le miserie e anche l'usura.Fuori ..  è vero, c'è l'olio dei trattori (e quello delle ruspe ;-)ma anche la vita, esistenze che si incrociano si mescolano si scambiano. C'è l'aria pesante gravida di polvere e di germi ma ci sono le stelle. C'è la vita che palpita e c'è il Respiro.Ci sono gli occhi della gente dentro e attraverso i quali si raggiungono universi, ci sono i sorrisi, quelli di plastica ma anche quelli che restano dentro come marchi ti conquistano e ti cambiano i giorni.Oltre la porta vista da fuori lo spazio è limitato. Sicuro? Non ci giurerei. L'ideale è una porta, possedere le chiavi, sapere che il di dentro è armonia con il di fuori.Insomma .. anche noi siamo porte.Quante cose ci porta una porta.La Porta è importante per tutte le culture, è un passaggio, un varco, distingue il falso dal vero il bene  dal male, separa e unisce gli uomini dagli Dei, l'Inferno dal Paradiso ecc.E'  anche il confine. Tra popoli e terre, tra pezzi di cielo e di mare.Segna possedimenti, testimonia conquiste .. abusi. La terra dovrebbe essere di tutti e ggli uomini cittadini del mondo un solo paese, una sola lingua, un unicco respiro. Lo so, è un paradiso terrestre il mio ma nei miei pensieri c'è un aroma che sa di possibile.Confini ….. un concetto assurdo per lo spazio infinito.Noi piccole formiche a tracciar confini a costruire porte e muri a innalzare torri mentre lo spazio infinito forse ci compatisce o ci guarda con benevolenza o con tenerezza o con pietà: un soffio e spazza via tutto noi, le nsotre porte, le nostre certezze i nostri perimetri, le nostre camerette utero dentro le quli viviamo l'illusione di una protezione artificiale e improbabile.La forza delle vita se ne frega delle porte (fortunatamente) e anche quella dell'amore (fortunatamente).In barba ai catenacci arrugginiti a quelli bloccati alle spranghe alle assi chiodate. Fuori c'è  vita c'è aria c'è sole e stelle. C'è il mare, con le sue tempeste la risacca maa anche con la calma e poi c'è quando se ne frega di tutto e si protrae solo verso la Luna quando lei lo chiama.Le porte per me sono come il tempo. Affascinanti e temute. Necessarie e nemiche.Poi ci sono i ponti. Quelli piccoli sopra ruscelli quasi da fiaba e quelli imponenti, maestosi contro il cielo, che si offrono come tappei, come passatoie alle genti che vogliono passare "di là". Servili, complici, alleati. Mezzi di unione comunicazione incontro superamento di ostacoli e possibilità di condivisione.

  10. oggi ragioni come una banconota, celeste celeste …cloff  -(cioè cloff sul meno …)

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