STELLE


 

 

Bisognerebbe chiedere alle stelle il permesso di osservarle.
Invece siamo a spiarle, a violarne i segreti, divulgare misure, calcolare distanze.

Bisognerebbe chieder loro perdono per incastrarle in banali poesie, nelle canzoni, nelle frasi degli amanti. Perdono per disegnarle sulla carta del salame, sopra le etichette della birra. Sulla carta che avvolge i baci perugina. Sulle insegne degli alberghi.

Perdono per averle battezzate, per aver dato loro i nostri nomi o codici:  NGD9DP … Ma come si fa a chiamare così una Stella?

Esse conservano destini, cullano il segreto del cielo, tessono relazioni tra esistenze con i loro capelli di luce.
Custodiscono l'orologio di Dio, testimoniano i cerchi misteriosi dei disegni del Tempo.
Progettano universi, si scontrano negli abissi dei cieli sconfinando oltre l'ultimo orizzonte.
Cambiano volto alla mappa celeste.  Sanno di legami e intrecciano destini. Accompagnano cammini, segnano le rotte dei naviganti, stabiliscono confini.
Sono eliche di infinito. Sciami di vita lucente e sapiente, grembi di fuoco e di ghiaccio, acqua e polvere.
Genitori. Giganti che ci contengono e che sono la nostra stessa memoria.
Sono specchi tra il mistero e noi e l'origine di noi.
Pietre luminose bianche, azzurre, rosate. Fisse, mobili, solitarie, doppie, comete.

Da piccola anche io ne avevo adottata e battezzata una: con il mio nome da bambina: Tita. Tita era il mio nome quando non sapevo pronunciarlo.
Era una stellina molto piccola, nemmeno tanto luminosa, la guardavo ogni sera dal balcone.
Era piccola piccola,  brillava di luce debole e incerta, tremolante.  Ma era "mia". Forse l'avevo scelta perchè la pensavo poco osservata, bisognosa, non troppo amata.
Poi ho capito che era del cielo era di tutti e di nessuno e quindi anche mia.
Ed imparai a guardarla senza piu' pensare al suo nome e senza pensare che fosse mia.

Come adesso, forse, che voglio vederle, le stelle, come le guardavo quel tempo, quando ero piccola.
Voglio vederle solo con il cuore. Con il rispetto che si deve alle stelle, con l'umiltà che si deve alle stelle, con il silenzio che si deve alle stelle.
Senza domande da fare senza nomi da attribuire senza desideri da affidare.
Senza preghiere. In un silenzio sacro. In un silenzio vero.
In quel silenzio che sto imparando ad amare e dentro il quale sto imparando a capire come voglio guardare le stelle.

4 pensieri riguardo “STELLE

  1. Bellissime parole e riflessioni… non posso non commentare postando la canzone di GucciniUn sorriso 🙂 Ma guarda quante stelle questa sera fino alla linea curva d' orizzonte,ellissi cieca e sorda del mistero là dietro al monte:si fingono animali favolosi, pescatori che lanciano le reti,re barbari o cavalli corridori lungo i pianetie sembrano invitarci da lontano per svelarci il mistero delle coseo spiegarci che sempre camminiamo fra morte e roseo confonderci tutto e ricordarci che siamo poco o che non siamo nientee che è solo un pulsare illimitato, ma indifferente.Ma guarda quante stelle su nel cielo sparse in incalcolabile cammino:tu credi che disegnino la traccia del destino?E che la nostra vita resti appesa a un nastro tenue di costellazioniper stringerci in un laccio e regalarci sogni e visioni,tutto sia scritto in chiavi misteriose, effemeridi che guidano ogni azione,lasciandoci soltanto il vano filtro dell' illusionee che l' ambiguo segno dei Gemelli governi il corso della mia stagionescontrandosi e incontrandosi nel cielo dello Scorpione ?Ma guarda quante stelle incastonate: che senso avranno mai, che senso abbiamo?Sembrano dirci in questa fine estate: siamo e non siamoe che corriamo come il Sagittario tirando frecce a simboli bastardi,antiche bestie, errore visionario, segni bugiardi.C' erano ancora prima del respiro, ci saranno alla nostra dipartita,forse fanno ballare appesa a un filo la nostra vitae in tutto quel chiarore sterminato, dove ogni lontananza si disperde,guardando quel silenzio smisurato l' uomo… si perde…

  2. Ciao marinzBentrovato come sempre.Non conoscevo questa canzone di Guccini sai?Le mie conoscenze si fermano agli anni 80 circa e a dire il vero non avevo idea che avesse fatto anche canzoni .. differenti da quelle che tutti conosciamo.Ci sono belle parole.Grazie Marinz.E… buone stelle.

  3. Se tu pensi che qualcuno scrisse: "Le stelle sono tante, milioni di milioni, ma quella di Negroni vuol dire qualità" ti viene quasi da piangere.Ma poi vedi la Margherita Haak che si affretta a spiegarci che le stelle sono "horpi celesti che hun hanno alcuna valenza spirituale. Son li' che s'espandono senza bisogno d'un Dio, che madonnina bona, un serve miha per farle andare".E allora, quasi quasi, ti sembra che sia meglio il poeta dei salami Negroni.

  4. Te tu ciai ragione Pieffe.. E di quelle sui biscotti della famiglia ricnoglionita del Mulino Bianco ne vogliamo parlare?Ciao e come sempre benvenuto qui in controluce dove le stelle non si vedono spesso.. ma quando ci sono sono bellissimein barba alla margherita al salame e anche agli sceriffi

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