SCRIVERE

Scrivo poco ultimamente, un po’ per ragioni di stanchezza ma forse anche perchè semplicemente non ho molte cose da dire.
Scrivere,  per me è una necessità, a volte improrogabile, un bisogno, un istinto.

Mi capita di avere quacosa dentro e sentirlo sgorgare durante occupazioni insulse: mentre faccio la spesa, mi allaccio le scarpe,  mentre sono  in fila all’ufficio postale.

Quando non accade inutile sforzarsi, non ci si riesce; insistendo si otterrebbero solo schifezze, banalità, forzature, tracciati di evidente sterilità.

Ho scritto sempre, l’ho fatto quasi sempre solo per me, anche quando le parole avevano una destinazione precisa: ho tante “lettere non consegnate” nel cassetto, altre nel cuore.

Qualche volta invece “consegno” e credo che questo sia un segno di “maturità”.
Consegnando i propri pensieri si assumono responsabilità, si corrono rischi tra cui quello di farsi conoscere, offrendo quindi la possibilità di possederci un po’.

Ma è bella la sensazione di mostrarsi senza armi, il più possibile simili a quella parte di anima che ancora sa emergere in un mondo di plastica, in una realtà dove pare che difendersi, nascondersi, mimetizzare l’essenza di sè, siano tra le cose più importanti.  Apparire quindi, più di essere.

In questo modo mostriamo, tra le altre cose, anche la nostra vulnerabilità: ma chi non lo è?

C’è della bellezza, io credo, nella fiducia che sappiamo accordare a chi  decidiamo di donare un po’ di noi, così come siamo.
E se non ne sarà valsa la pena … pazienza!  Se non altro, qualche pezzetto di anima avrà respirato un po’ di aria, senza  le tante mmaschere sotto le quali la costringiamo ogni giorno.

Quando sopra vale per il privato, è chiaro.
Scrivere in un blog è assai più difficile perchè occorre mediare, proteggere alcuni strati di privato.  E’ dunque più faticoso per certi versi, e meno per altri.

Ma la spinta emotiva ci deve essere, anche per scrivere in un blog.  E quando manca, meglio il silenzio.

28 pensieri riguardo “SCRIVERE

  1. MAh… forseMa tu non sai quanto io sappia essere ostinata quando credo in qualcosa..E a volte abbiamo solo le parole.Ma un blog è un'altra cosa. Lui si serve per forza delle parole e spesso per il blog semplicemente .. non si hanno.Vabbè..

  2. OddioHo parlato del blog parlando di "lui"Lui.. il blog.Siamo alla frutta.Una volta ci tenevo parecchio a controluce. Ora mi pare di non tenere piu'  a niente che non siano odori.. sapori…  percezioni sensoriali insomma…Vabè.Ciao Pieffe

  3. io non ho un blog e ho iniziato a "scrivere" da poco…Come dici tu, quando capita però devo farlo, anche solo x me stessa, per mettere in ordine , mentre scrivo raccolgo pensieri per poi assaporarli, un po' come si fa con i frutti della Terra Madre….è bello anche raccogliere i pensieri altrui e trovarsi in sintonia.Buona giornata e namasté.

  4. Stampodangelo ma soprattutto a Celeste di dentro.Raccogliere i pensieri altrui … trovarsi in sintonia …Pensa: potrei essere un "ingegnere delle parole".Ciò che io scrivo potrebbe non essere affatto simile a ciò che io sono.C'è gente che sa scrivere senza cuore perchè sa giocare con le parole.Uno tizio  progetta un palazzo bellissimo senza conoscere come è fatto un vetro (mai sentito nulla su come nasce un vetro? è qualcosa di affascinante, quasi magico),  senza conoscere nulla di come cuoce un mattone, lo disegna, con gusto estetico, con eleganza e viene bene, il disegno, ma senza conoscenza il palazzo non si reggerà in piedi.Per scrivere non occorre conoscenza ma cuore, passione, amore. Einstein disse: "L'immaginazione è più importante della conoscenza".Uno che scrive potrebbe avere  una buona immaginazione e una discreta dimestichezza con le parole: bastano per scrivere qualcosa di decente.Poi possiamo unire le risorse: cuore, pancia, testa:  rispettivamente sentimento, emozione e intelligenza et volià.Senza la passione uno scritto si regge in piedi? O crollerà miseramente come quel palazzo?Pensa a quante cose si possono fare con una penna senza nemmeno sapere come sono testa cuore e pancia di chi muove quella penna.Poi c'è una cosa nuova, da un po' di tempo: il copia-incolla… Evvai !E' una magia.Io non scrivo bene anzi .. io non scrivo affatto.Scrivere è una cosa differente. Cerco – CERCO – di trasmettere qualcosa, un pensiero, una emozione e di condividerla quando mi va, con tutti i limiti e le auto-censure di un blog.Tuttavia capisco cosa intendi .. mi accade lo stesso con il Mulino, con Francesca (che pero' lei SA scrivere):  ma per la sintonia occorrono occhi e cuore e pelle accidenti.Bè.. sto parlando a me stessa.  A volte capita, in alcuni momenti della vita, di parlare al proprio di dentro con la mediazione di un altro. E a volte serve pure.Scusa lo sproloquio… Capita.Un caro saluto e grazie.CelestePS:Mussolini ha scritto anche poesie.

  5. ….e credimi Celeste, hai trasmesso veramente tanto. Io parlo per me che in silenzio ho continuato a seguire i tuoi attimi, i tuoi respiri, i tuoi contorni e continuerò a farlo finchè tu lo vorrai, finchè  tu ci sarai… in questa parentesidi trasparenza affinchè il mondo di plastica ne resti fuori!Un abbraccio.  Carola

     

  6. Ciao CarolaLo so che passi di qui… Lo so bene. Ma per fortuna tu ed io abbiamo altri posti dove stare… E nemmeno la' c'è plastica.Un abbraccio e grazie.Ps ti aspetto. Tu sai come.

  7. Ultimamente sono una gatta che va di fretta, non riesco a lasciare "lo zampino" sul tuo blog come vorrei, ma leggerti è sempre un piacere e ti assicuro che lo faccio ogni giorno dal mio davanzale.Fusissime 

  8. l'ipotesi di accostare abilità come scrittura o poesia a particolari doti dell'animo mi sembra azzardata. trovo la parola volgarmente  (sublimemente) tecnica, come d'altra parte lo è la pittura, la musica, la danza e qualunque cosa ci sappia rendere o per lo meno far sembrare migliori. nobile trovo invece il linguaggio, che nel veicolare qualunque tipo di messaggio sa astrarsene, servire il pensiero pur essendone superiore,  creare il bene dal nulla (come in chi scrive bene ma senza "anima")in questo spazio spesso il silenzio sorride senza offendersi quando viene interrotto.oro il silenziooro il pannello di parolecloff

  9. Ti lascio un saluto con la promessa di recuperare tutto quello che sto lasciando indietro… e come te la stanchezza ogni tanto anche in me si fa sentire… stanchezza dovuta al lavoro principalmente e alle tante attività a cui stare dietro… ma Pasqua dovrebbe portare un po' di riposoun sorriso 🙂

  10. cara Celeste,sono felice di aver partecipato al tuo "parlare di dentro".capita anche a me e se la vita mi regalerà occhi, cuore e pelle troverò anche la sintonia !!capisco cosa intendi con la capacità di saper scrivere…si può fare del bene, ma si può fare anche tanto male…                                   Ma ricorda che il male è un boomerang, torna sempre indietro !!Buona giornata e grazie a te.

  11. Petula:I Bovari del Bernese sono tra i piu' patatoni della terra !Non fanno male ad una mosca figurarci ad una gatta per di piu' anche Signora. FusaMarinzConosco i tuoi mille impegni… che corrispondono ai mille cuori che hai !  Un caro saluto.   Ps: ti devo un Negroni in quel de "La Pusterla".Cloff:Tu SEI un tecnico delle parole.Accidenti !!! Se avessi anche un'anima saresti perfetto !!!Scherzo, naturalmente ! Bentrovato.Non concordo sul fatto che il linguaggio sia superiore al pensiero.Per quanto riguarda l'abilità nello scrivere e il sentire invece concordo con te: sono cose differenti. E infatti è cio' che credevo di trasmettere con il post. Il fatto che non sia riuscita a farlo, ne è la conferma.BacissimiStampo:Ehmm .. no… Io non volevo dire che si può fare del male però concordo su questo. Si può fare del male… Eccome!Siamo pieni di cattivi libri, pessime riviste, spazzatura di ogni genere.Ogni libreria, per non parlare di una qualsiasi edicola, contiene una discarica, piccola o grande che sia. Rifiuti di inchiostro. Foreste sacrificate all'immondizia.E fa male.. Si, fa male.Fa male vedere, per esempio, la pornografia esposta nelle edicole, oltretutto alla portata di bambini e squilibrati.Oltre, naturalmente, essere offensva per chiunque abbia rispetto per la Persona.  Ma questo è un lungo discorso, oggetto di tante discussioni (ed etichette) tra amici in tempi passati.Discussioni che adesso non ho piu' voglia di fare ma che per fortuna non mi capita piu' di fare. Sai quante volte sono stata "accusata" di essere "bacchettona"? Infatti poi, con gli anni, mica per niente riduciamo all'osso le frequentazioni : questione di qualità…  In fatto di frequentazioni come di letture.

  12. ma, celeste, anche noi indugiamo in pornografie altrettato disperate ed urlanti che quelle che le edicole ci sbattono addosso, magari orridamente accanto alle riviste di cucina o di musica che vorremmo prendere ma non prendiamo perchè chi ci osserva all'edicola sotto casa penserebbe immancabilmente al peggio.pornografie del sentimento, dell'eleganza, del pensierodella parolauna delle più belle poesie che ho conosciuto parla di una puttana e della sua passione travolgente per un cliente, storpio ma concretouna poesia molto "tecnica" e molto oscena. commovente nella sua umanità, come quelle rivistacce che però cercano di smussare i dolori, le verità più vere: le solitudiniquasi come fossero un bel  blog, fine, discreto ed animato da un gruppo di incliti frequentatori che di questo clima così celeste non sanno proprio fare a menocloffsenz'anima

  13. Caro Cloff; diceva quello scombinato di Platone (ed era uno che se ne intendeva parecchio) che le parole sono una pesante riduzione del pensiero puro e che la parola pensata riduce già l'idea ad un'espressione riduttiva. Pur avendo scritto un sacco di libri ce l'aveva con la scrittura, e diceva che la scrittura (quale parola scritta) è ancor più riduttiva della parola detta.Ed io sono daccordo con quel vecchio matto.E' un po' come nella musica occidentale. Quando è stato imposto d'infilarla fra quattro righe e poi in seguito nel pentagramma, è stato come imprigionarla in codici ripetibili E le parole sono un po' come il pentagramma. Una bella gabbia, suscettibile d'infinite combinazioni fra le sbarre. Ma una gabbia.

  14. in frammenti da un vangelo apocrifo borges ci dice (cito a memoria):"non importa se il lume acceso non lo vede nessuno, Dio lo vedrà"ma l'universo svelato dalla poesia è allegorico per definizione.Io credo più in un valore delle cose (pensieri, gelati o opere d'arte che siano) correlato più alla dinamica di fruizione che non ad un  valore intrinseco che posso dare per scontato ma non senza sentirmi un pò "stupido" per assenza di supporto razionale–in effetti a canto ho studiato anche la notazione musicale "neumatica" confermo che la musica aveva un universo di cose che dovevi sapere e che non si "sapevano" scrivere nei poveri tetragrammicloffnoncantapiùdaunpezzo

  15. Beh, di fronte alla dinamica fruizione del gelato si resta appunto…senza parole. E' allegorico, quasi quanto la poesia (quella vera…cioè quasi nulla).Gajardo sto Cioff che conosce i neumi! Non mi è capitato spesso.E peccato che cioffnoncantapiùdaunpezzo. Pensa che Pieffe, che era già vecchio quando San Gregorio s'incasinava nei tetragrammi, canta ancora. Un po' meno bene di allora. E se la voce scende, sotto col gelato.

  16. per il "puer natus est nobis" sotto la doccia ha un suo perchè, nevvero ?(cloff)

  17. mi stupisce sempre che il gregoriano sia tanto poco frequentato-invidio molto il fatto che canti ancora. io avendo cambiato città non so più trovare un coro come quello che cerco, che poi è, credo, quello che ho lasciato, mi vanno male i repertori, il livello troppo altro o (di rado) troppo basso, il luogo troppo lontano o scomodo, le personein compenso una passione frustrata, soprattutto con l'età diventa più virulenta, e in fondo sublima e diventa come una di quelle cose mai avute che arredano comunque le vite come se ci fossero. cloffsaudade

  18. E perché ti stupisce? Dopo l'involuzione conciliare tutta la liturgia doveva diventare "comprensibile" e collocarsi "socialmente". Al posto del gregoriano sono state introdotte quelle orribili canzoni del sig Cento che più sociali, banali e stupide di così, non si può.Il gregoriano come l'ambrosiano sono un'esperienza interiore straordinaria, sia per chi canta come per chi ascolta: ma non sono abbastanza… ecumenici e fruibili.Per cui sono attualmente confinati in gruppi "laici" che giocano al "piccolo monaco" come una volta si giocava al piccolo chimico.Il Gregoriano è fatto per essere cantato in una chiesa "vera", in una cattedrale, e non in quei supermercati architettonicamente squallidi delle nostre parrocchie.Pazienza.

  19. Molto felicedi aver dato un minuscolo contributoper far tornare il Gregoriano là da dove non doveva sparire,antica cassa risonante immersa tra rocce e lecci .Ironia della sorte … appena è tornato lui ( il Gregoriano )sono dovuta approdare ad altri lidi, altre musiche,ma quella continua a risuonare Silente dentro .Ciao    s.n.

  20. Naturalmente Ciao per tutti,musica con gli altri  per continuare a far suonare Celeste.           s.n.

  21. P.S.   per Celeste :Comunque tu farai, con blog o senza blog,con penna o senza penna,con voce o senza voce,importante è che sicuramente continuerai a essere musica ;tutti si ha un " organo " nascosto per esserla, ed anche il tuo è rosso ed è anche magnifico oltre che celeste .            s.n.

  22. Celeste,mi dispiacerebbe molto se qualcuno avesse frainteso il significato di ciò che ho scritto,ma credo e spero tu lo abbia compreso .Questo mi conferma che purtroppo non sono adatta per i blog .Auguri per te, per chi ci riesce e sopratutto per chi èinutilmente malizioso .          s.n.

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