PAROLE

José Saramago Statue_2

Le parole sono buone.
Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.

Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni.
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano.
Sono melliflue o aspre.
Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.
Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.
Le parole hanno cessato di comunicare.
Ogni parola è detta perché non se ne oda un’altra.
La parola, anche quando non afferma, si afferma.
La parola non risponde né domanda: accumula.
La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno.
La parola è polvere negli occhi e occhi bucati.
La parola non mostra.
La parola dissimula.
Per questo urge mondare le parole perché la semina si muti in raccolto.
Perché le parole siano strumento di morte o di salvezza.
Perché la parola valga ciò che vale il silenzio dell’atto.
C’è anche il silenzio.
Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode.
Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza.
Il silenzio è fecondo.
Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare.
Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive.
Il grano e il loglio.
Ma solo il grano dà il pane.

(Josè Saramago ”Di questo mondo e degli altri”)

36 pensieri riguardo “PAROLE

  1. le parole amano avere spazi in cui si liberano del significato come un operaio della sua tuta

    indossano allora abiti eleganti e portano a passeggio fidanzate estasiate, e fino all’alba potranno esser se stesse

    cloff

  2. Ti amo parola fatta carne,
    ti amo parola,  improbabile sigillo del tempo,
    ti amo parola ombra del silenzio,

    ma, maggior prezzo  costasti oh  silenzio

    e ti amo
    silenzio,
    custode dell’ amore,
    ti amo parolasilenziosa che risuoni,
    eco infinita,
    fino alle soglie della Tua Bocca,
    eterna scaturigine,
    tomba e culla di mille rinascite

    solo dentro di Lei
    entrambi vi amo .

          s.n.

  3. Guccini ha scritto una canzone con il titolo Parole che assomiglia molto a questa poesia.

    Che dire… forse il più bel silenzio non fu mai scritto e a volte dovremmo davvero silenziosamente metterci in ascolto del nostro silenzio distaccandosi dal quotidiano tran tran che ci riempie, non solo il tempo, ma anche le orecchie

    un sorriso 🙂

  4. Cloff:
    Sapevo che non avresti resistito!!!!

    Pieffe:
    Ci avrei giurato!               Mi sa che la maga sono io.

    Marinz
    non conoscevo la canzone di Guccini: non loa scolto piu’  "dai tempi" Da "quei" tempi. Sono andata a vederla in internet… E’ lunghissima!!! E di sicuro ha letto Saramago.

    Guerrero: Ooopsss: sono impreparata.

  5. ha ragione marinz quando dice che bisognerebbe ritrovare il silenzio (in noi stessi e intorno a noi). Ha ragione saramago quando scrive che le parole si accumulano. E allora diamo voce al silenzio e diamo corpo alle parole, perché tornino ad avere un senso. Visto che molte lo hanno perso…

  6. tra scritti invisibili oltre che silenziosi,
    Guerrero forse ci incontriamo …

    e poi o prima,     con tutti

                       s.n

  7. superare il confronto con un silenzio sempre così seducente.

    Ma se la parola deve essere libera perchè possa essere meglio che il silenzio, mantenere la parola è giusto o sbagliato ?

  8. Con il dubbio che questo scritto sia visibile
    e ammesso che abbia compreso ciò che cloff ha scritto,
    provo a dirle :
    quanto più,   SIA   la parola che il silenzio si avvicinano alla loro
    Fonte Originaria,
    tanto più saranno entrambi " giusti " 
    ( in questo caso  avrebbe sempre meno   senso confronto o supremazia ) ;
    è il discernimento a non essere facile …
    ed anche il modo di ricevere,     le parole come il silenzio
    ( "giusti " o "sbagliati " che siano  ) ,
    possiamo distorcerlo o inquinarlo con il nostro piccolo, grande io .

    Ciao e Grazie a tutti
    con la parola e con  il silenzio
    ( nel mio caso, probabilmente, entrambi " sbagliati "  ! ? )

                s.n.

  9. trasformare del respiro ad esempio in un glissando discendente è un’altra strada. se ben fatto non è silenzio e non è parola; oppure lo è, ma in un idioma con non richiede conoscenza per comunicare

    esistono analogie fra la parola e la musica, la quale a propria volta è fatta anche di silenzio.

    di quello provavo a dire quanto immagino

    e il tutto anche se clarino sta a clarinetto come bacca sta a bacchetta 🙂

    cloff

  10. Grazie , cara Cloff,
    pur nella mia enorme ignoranza in materia di musica,
    credo siamo più vicini di quel che sembra ;
    credo molto in  linguaggio universale
    e che sia la parola che il silenzio possano essere " musica ".
    Trascrivo pochissimi ( per non annoiare ) versi  da un titolo :
    " saremo musica " maldestramente scritto e suonato
    anni fa, in un buio :
    ………………

    ……………………..poi riuniti (gli strumenti )
    in un tempo eterno
    dove le vibrazioni si dissolveranno
    in silenzio e luce,
    note diverse, unica sinfonia dell’ anima giunta alla sua sostanza

    trasformata musica dello spirito ,

                    s. n.
    ………………   ………..

  11. beh, lassù, sul 380° ramo del Grande Fico, abbiamo la nostra orchestra pleiadiana, compasta da 6854 elementi, tutti appollaiati sulle biforcazioni del ramo. Suoniamo in genere elementi vegetali (foglie, fili d’erba, arpe eoliche fatte con le liane, ecc.).
    Quando il maestro Pleykarajan impone il "tacet", il pubblico distribuito sul 301° ramo (galleria e loggione) e sul 299° (platea), attende in attiva meditazione.
    Alcuni galleggiano e volteggiano tra le foglie, sostenuti dell’attesa del suono, altri stupiscono della pausa fra due pieni d’orchestra, ed entrano in contemplazione, privi di parole e pieni di estasi.

  12. Celeste, stupendo…..sparare per far osservare il tacet………in effetti nel nostro mondo spegnamo anche il fuoco a fucilate…quindi!!!

    facciamo così…diamo fuoco a chi non osserva il tacet, in questo modo  risparmiamo sulle cartucce!!!!

  13. Cele: semplicissimo
    Abbiamo il velocefrombolierepleiadiano, che ha una fionda precisissima con cui lancia i Fichi (8 metri di diametro ognuno). Appena uno fa un minimo di rumore viene beccato in pieno da uno dei frutti del Grande Fico, lanciati dal velocefromboliere. E splash, si abbatte a terra precipitando in un mare di polpa di fico che lo invischia per circa 48 ore.

  14. Petula
    Buona idea. Poi il fuoco purifica, no?

    Pieffe:
    E’ bellissimo … 
    Materiale riciclabile, oltretutto…
    In tempi di magra non si butta via  niente..
    Figuriamoci un fico ………
     

  15. [giusto per trovar coerenza con i tacet ed evitare che il velocefromboliere colpisca …]

    4.33 è uno dei miei pezzi preferiti

    cloff (anche nell’intervento precedente)

  16. no, john cage
    —-
    anche se roger waters, specie in "sounds from the body", opera giovanile molto molto "maudit" credo che di suono, rumori e silenzi dimostri di intendersene veramente [imbarazzante …]

  17. solo rispondo alla domanda che Cloff mi pone al 23° :

    non posso meravigliarmi, gentile Cloff,
    perchè io sono più ignorante dei più :

    non conosco le note di terra, nè quelle di cielo,
    non conosco i silenzi della terra, nè quelli del cielo,

    non riconosco nemmeno i silenzi che mi circondano,
    ma che,     forse
    spero,
    mi porteranno finalmente
    al Silenzio Vero
    ( malgrado me )

    ti ringrazio

        s.n.
    (vuol dire: senza nome )  ciao

  18. Gollum, il Bigazzi è un dizionario palesemente fasullo  tant’è che lo hanno ritirato dal mercato.
     Non mi stupisco, quindi, della tua ehm…devianza culinaria.

  19. Gollum
    confermo, è un testo apocrifo.
    L’originale si chiamava Bi-gatti.

    Poi con il tempo è stato storpiato in vari modi tant’è che gli studiosi non ci capivano piu’ niente ed esclamavano sempre  " ‘sti     …zzi".

    Pare dunque che il ceppo "Bigazzi"  abbia avuto origine da quando sopra.
    Ma non metterei la mano sul fuoco… nè sul ceppo… Appunto.
     

  20. ah però, vedo che siete arrivati dalle parole ai bigazzi!!! Complimenti, sareste dei campioni nel gioco "il bersaglio" della settimana enigmistica (che io adoro)!!! un caro saluto domenicale…

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