CLICK


Fotoscatti di attimi.
Istanti che la memoria cattura e imprime su di sé come un marchio.
E poi conserva, difendendoli dall’erosione del Tempo. E questi restano, cristallizzati per sempre.
Non invecchiano, non si adulterano, restano eterni, al riparo dai batteri dalle muffe e dal logorio del Tempo, dalle scelte selettive della memoria e dalle sue astuzie, dai suoi giochi, dalle strategie che compie incessantemente per sistemare, organizzare e riorganizzare il suo magazzino, tra i suoi scaffali, i suoi cassetti, le sue  pieghe. Tra i suoi angoli acuti e anche tra quelli ottusi, tra i suoi ripostigli, i suoi tappeti, le sue pattumiere.

Avevo 15 anni quando lessi per la prima volta Il Mestiere di Vivere, di Cesare Pavese e una delle frasi che mi rimase impressa fu questa: non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
Accidenti se è vero!

Ma la cosa bizzarra è quando questi attimi sono insignificanti, banali.
Può essere l’orlo di una gonna che appare per qualche istante prima di ricadere oltre il cappotto, oppure un respiro, un sasso sulla spiaggia, insomma un dettaglio banale figlio un istante tra i mille e mille istanti normali che compongono un giorno normale.

Eppure quel ricciolo di capelli e come si è mosso,  quel giornale piegato sotto il braccio, quella piccola smorfia sul viso di tua madre, quel leggero incurvarsi delle labbra dello sconosciuto, visto un’unica volta sulla metropolitana, restano impressi per sempre.

Un esempio tra i tanti che potrei citare: ho in mente perfettamente la fantasia di un mio abitino di bambina, il colore, la forma, la misura di quel piccolo disegno a nido d’ape che si ripeteva sull’intero tessuto, mentre conservo immagini approssimative, grossolane e sfocate di alcuni eventi magari anche rilevanti della mia vita.

Perché?
Misteri della memoria.
Meccanismi incomprensibili messi in moto da ragioni altrettanto incomprensibili, misteriosi e per questo affascinanti.

Penso al cervello, questo sconosciuto che non riesco a percepire come qualcosa che ci abita dentro ma come tutto il nostro essere: noi siamo il nostro cervello!
O forse  …  no?

24 pensieri riguardo “CLICK

  1. No, io non credo proprio che siamo il nostro cervello.
    Il cervello non è noi, è solo una parte di noi.
    Senz’altro fondamentale, ma non è noi.
    La memoria è già più noi.
    La memoria che spesso viene bloccata dal nostro cervello.
    E spesso anche manipolata dal nostro cervello.
    Ma oltre il cervello e la memoria c’è qualcos’altro (non so dargli un nome) che sono i nostri sogni, le nostre fantasie, le nostre intuizioni, la nostra sensibilità, il nostro sapersi innamorare, le nostre reazioni d’istinto, i nostri piaceri.
    Tutto ciò non è il cervello. Tutto ciò non so se sia localizzato fisicamente da qualche parte. Ma tutto ciò è noi.

  2. I ricordi rimangono impressi nel nostro cervello e si attivano, a volte, quando meno ce lo aspettiamo… mi è sempre piaciuto come è nato Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust e ogni volta che mi capita qualcosa, che mi fa tornare un ricordo in mente sorrido pensando alla stranezza di come vanno le cose nella nostra testa :o)

    Credo però che il cervello non sia tutto noi… abbiamo un "cuore" e un’anima… segni invisibili ma che riempiono noi stessi condividendo lo spazio con il cervello… e in questo modo che sia completi

    Un sorriso 🙂

  3. è davvero buffo come particolari apparentemente insignificanti ci rimangano impressi a fuoco nella memoria e altri, decisamente più importanti, siano talmente sfocati da non riuscire a ricostruire un volto nonostante i nostri sforzi. Buffo o inquietante? No, perché a volte mi sono chiesta come sia possibile ricordare perfettamente di essere andata a prendere il mio ex a fine lezione, un milione di anni fa, con un cappotto grigio, col cappuccio e la cinta in vita, lungo e caldo, di aver passeggiato nel chiostro dell’università in attesa di vederlo arrivare e di non avere nessuno e dico nessun ricordo di quell’incontro che avrebbe cambiato le nostre vite. Mah. Concordo con guerrero e marinz. Il cervello non è tutto questo. Il cervello censura. Il cuore riporta a galla quando meno te l’aspetti.

  4. L’uomo arcaico aveva una memorio prodigiosa. Fino ad un centinaio di anni or sono non erano infrequenti contadini in grado di recitare (non alla Benigni, per carità) interi canti della Commedia, o di Omero. Nel Tibet (pre-Cina, ovviamente) si imparavano migliaia di testi dei Canoni. Oggi riesce difficile ad ogni uomo occidentale ricordare perfino quella palla del "5 Maggio".

    In fondo diceva Platone che il passaggio dall’idea alla parola cancella già una buona parte dei contenuti; dalla parola alla scrittura se ne perdono ancora una parte; dalla scrittura all’immagine si ha una vera e propria deformazione (limitativa nel tempo e nello spazio).

    A sto’ punto, se pensassi che il cervello è il solo depositario di ciò che è l’essere umano (alla Margherita Haak, per intenderci) mi suiciderei.
    Grazie a Dio ho un anima e sono certo di averla.  Anzi, direi che è stupido dire ho un anima; meglio dire: esisto perché ho un anima (contrario al Cartesiano "cogito ergo sum").
    E quindi, qualche speranza di essere dissimile dal mio cervello dove si depositano le mie scarse memorie, fotografiche o meno,…ce l’ho.
    E poi non dimentichiamo mai che intestino e cervello hanno una forma simile e spesso i prodotti elaborati dal cervello escono dalla bocca sotto forma di parole.
    Quelli elaborati dall’intestino….sotto che forma escono?
    E, a volte uno potrebbe avere il sospetto che si tratti di prodotti simili.
    Tale sospetto non viene mai a chi si prende costantemente sul serio.

  5. Ciao! Sono passata per caso qui da te ed ho trovato due ottime ragioni per fermarmi un po’:
    1) anch’io a quindici anni leggevo Il mestiere di vivere, ne sottolineavo intere parti, ne trascrivevo frasi ovunque mi capitasse;
    2) anch’io ho a che fare, in qualche modo,  con Milano e Como, come ho letto sul tuo profilo!
    Un sorriso e un augurio di buona settimana!

  6. Guerrero, Marinz., Ioloso e Pieffe

    Mah.. io non so se l’anima e il cervello sono circuiti separati.
    Insomma "scientificamente" non so se le emozioni vengono percepite grazie a qualche zona del cervello o se nascono altrove.
    Noi parliamo di anima, di pancia, di cuore per parlare di emozioni e di sentimenti.
    Nn so, infine, se qualche parte di noi trascende, se sopravvive alla morte dei neuroni, del talamo, dell’ipotalamo, dell’ipovisi, della corteccia e di tutte quelle cose che insieme compongono quell’organo dalle immense possibilità che è il cervello. Non lo so..
    Non sono uno scienziato e forse non so se lo sanno gli scienziati. 

    Chi mi conosce sa che la mia pancia vince spesso sulla testa (lo sa perfino mia nipote, vedere il disegno precedente: se n’è accorta Petula).

    Io so che il mio equlibrio sta nel mezzo tra i due organi..
    Li, di solito, "i due" firmano una sorta di armistizio, e riesco ad avere dei periodi di pace.
    A volte sono solo patti di reciproco ignorarsi e va ancora bene.
    Il problema è quando tirano fuori le asce di guerra.. E allora son cavoli.
    Non avete idea di quanti morti e feriti restano sul campo… Tra neuroni, neurotrasmettitori, cellule e altro . Un bagno di sangue.. non potete sapere!!

    Marinz: conosco qualcuno che condivide con te Proust… E’ un posto imbiancato di farina .

    Pieffe
    Vero, della  somiglianza tra pancia e cervello avevo gi làetto, in passato e si, è impressionante. Affascinante direi e di sicuro non è un "caso".
    Mi piacerebbe avere i tuoi credo.. ma come mi ripeti spesso sono troppo capretta ….

    Larpaderba: 
    Benvenuta.
    Una romana che ha a che fare con Milano e Como, deve avere per forza a che fare con una che sta tra Milano e Como ma ha a che fare con Roma, no? Ovvio.. Vedi che tutto torna??

  7. Caro Pieffe,
    non ricordo il 5 maggio ma vanto un intestino regolarissimo… quasi quasi vorrei che fosse quello il depositario dell’essere umano… alla faccia della Hack e di tutti i cervellisti fondamentalisti…
    ben trovati a tutti, un abbraccio speciale alla celeste padrona di casa,
    Gil
    PS: vorrei logarmi, ma tanto per stare in tema non ricordo la password…

  8. Bentornato Gollum!! un altro produttore di elucubrazioni intestinali, questa volta rinforzate dal malo morbo che viene da Oriente.
    Forza Cele, che se ci dai la dolce Euchessina, con un po’ di Activia, chissà che pensieri peristaltici tiriamo fuori!!

  9. Per il mio attuale stato di gatta quasi vegetariana (non ci sono più lucertole tranne quelle della mia collezione di cui vi ho parlato) direi che ho pancia e intestino vuoti, il che combacia perfettamente con la mia scarsissima memoria e testa vuota. Ergo potrei parafrasare il famoso Sutra del cuore (Gil mi perdonerà ma a lui devo la mia ispirazione):

    La forma non è diversa dal vuoto,
    il vuoto non è diverso dalla forma,
    la forma è proprio tale vuoto,
    il vuoto è proprio tale forma
    ".

    "non nati né distrutti, non puri né impuri,
    non si accrescono né decrescono
    "
     
    "Non v’è Sofferenza, né Causa,
    né Liberazione, né Via [che vi conduca]
    ". 

    Le bodhigatte, prendendo rifugio nella Perfezione della Saggezza,
    sono prive di barriere mentali

    Gatte, gatte, paragatte, parasamgatte bodhi svaha

    da qui l’evidenza della realizzazione ultima delle gatte!!

    Fusa affettuose

  10. gatte gatte paragatte parasamgatte… ma è il mio mantra!
    quello con cui cerco di rempire il vuoto del mio pancino con la forma felina di Petula…
    e se c’è un Grande Veicolo… ci sarà pure una Grande Padella, no?

  11. Aaaaargh, rieccolo. E dire che ho anche detto che quasi quasi mi mancava! Una povera gatta non fa a tempo a rallegrarsi di ritrovare un vecchio nemico che questo comincia a mostrare i denti!

    Celesteee, è tornato il Gollum con una nuova padella che lui chiama Veicolo, oddio, sì, insomma, pare che ci monti sopra e vada a farci la spesa!!!!
     Mi ha pure portato via il mio mantra.

    Gollum!  Molla l’osso, cioè il pelo, oddio, no…insomma lascia stare il mio mantra, è il mio personale datomi da Paramgatta Micianandaji.
    Ma un po’ di delicatezza te l’hanno insegnata lì dove stavi?
    Mi toccherà riscappare di nuovo?

  12. Eccola la Celeste … C’è leste,  lesta lesta dalla troppa testa ma dall’anima fresca torna a scrivere in codesta … ho perso la rima, sarà la minestra che nella pancia s’è desta…
    Oddio!!!  direi che basta!!

    Ehmmm
    Buongiorno a tutti… sono in treno e rido la gente mi guarda… e non puo’ sapere  (per mia fortuna ma anche per la loro) che penso a una padella gigante con a bordo un tizio che recita un mantra affiancato da un’astronave a pedali con cui fa a gara e sotto una gatta che scappa e non dal tetto che scotta ma dall’idea di finire cotta..

    Pieffe come al solito non si da’ da fare a difender la gatta … Tra gatte e paragatte  e parasmangatte ci sta qualche para………….. ehmmm sedere .. Pieffe ma ce ‘hai il paracadute? non te l’ho mai chiesto..

    Bentornato Gollum… Ci sei mancato.
    Petula sei il mio mito felino ma già lo sai.

    Ehmmm Petula tranquilla NON FINIRAI COSI finchè io avro’ vita.

  13. TITTI DI RUOLO
    Si, ricordiamo le emozioni… E’ vero.
    E anche gli odori, i suoni, a volte.
    Ci sono attmi che restano intrappolati nella rete della Memoria, nei suoi labirinti (si dedica a questo tema stupendo e affascinante SILMARILLON, linkato in controluce, una rivista on line davvero speciale) e restano si intrecciano ritornano e tessono tele trame ordini e nodi …

    E poi succede anche che ….

    Perché è così che ti frega la vita.
    Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più.
    E quella lì era la felicità.
    Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
    E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
    Alla deriva.   – A. Baricco –

    Pieffe perdona …. so che per te citare nel medesimo spazio Silmarillon e Baricco è un sacrilegio… ma c’è chi mi perdona…

    bacini

  14. mmmh, grrr: Baricco come Bar per ricchi, dove si offrono cappuccini di parole ben assestate, condite con frasi fatte di Borges, un cioccolatino alla Hamingway e una spolveratina di Carlo Marx.

    Petula? non è vero che non la difendo. Io ci tengo molto a lei; insomma, che venga cucinata per bene e senza fretta. Ho perfino portato al Gollum degli aromi pleiadiani per gatto, che rendono le carni più rosolate e digeribili.

  15. Annamo bene annamo
    una coalizione….. che sta pregustando una colazione.
    Maledizione…
    Petula io con due non so se ce la faccio…
    Inventati qualcosa …

    Pieffe
    poi pero’ me lo spieghi come fai senza Petula….
    si si … voglio proprio saperlo…..

  16. a Bologna hanno il ragù di gatta? Buono a sapersi…
    PF: per me Baricco non è un bar per ricchi, ma uno Starbuck’s che ricicla cannoli e croissant impastati in serie. Un po’ come i PIzza Hut o i Mc Donald’s, per riallacciarci all’ultimo post della mulinaia. Ma Baricco non è il Mulino né il cornettaio di via Collazia: è… pastamatic!
    G&S

  17. Celeste, mi inventerò qualcosa. Avevo già minacciato Pieffe una volta di fargli le orecchie a stelle filanti e dato che siamo a carnevale….." Poi voglio proprio esserci quando le sue sette mogli gliele rammendano che delizia! 

    Gollum, vai a Bologna e poi mi dirai. Lì le gatte non vanno molto per il sottile e al massimo ti preparano un piatto tipo "quattro zampe in padella" ma le quattro zampe non sono certo le loro, eh no, proprio no!

  18. GENIALE PETULA !

    Dopo aver commentato con Gil il genio della nostra ospite felina, ho trovato il Sutra del Cuore … Riporto uno stralcio:

    Quindi sappi che la perfetta comprensione
    è un grande mantra, è il mantra sublime, il mantra ineguagliabile,
    ciò che distrugge la sofferenza, l’incorruttibile verità.
    Questo è il mantra della Prajñaparamita:
    Gate gate paragate parasamgate bodhi svaha.
    Gate gate paragate parasamgate bodhi svaha.
    Gate gate paragate parasamgate bodhi svaha.

    Io non potevo apprezzare appieno prima….. Ma ora si… Grazie Gil.
    Petula… ti sei guadagnata ancora un mesetto di difesa dalla padella… (e anche della proverbiale brace… si intende)

  19. concordo con le considerazioni di Celeste e di "Testa di elefante" (Gil): la gatta è un genio, e il dottore mi ha vivamente consigliato di mangiarla, dicendo che contiene fosforo…
    Gollum

  20. Assolutamente si, Celeste!
    Un bel gattone con gli stivali è la gatti guard più adatta per una gattina indifesa come me.
     Oltretutto Gollum ha le idee confuse….non sono un pesce io!!
    Con il nostro amico Gil vorrei farci quattro chiacchiere, l’elefante saggio ha molto da insegnare.

  21. Provvedo all’assunzione.
    A tempo determinato … tanto il Gollum mica si ferma molto. E’ uno zingaro ormai lo sappiamo.
    Per quanto riguarda la saggezza elefantina con la quale vorresti avere un confronto, abbiamo già ipotizzato una pizzata.
    Data da stabilire. 

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