GOCCE



 (Opera di  Aurora©, diritti riservati)


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(P. Neruda)

E’ stata per anni appesa nella mia stanza di ragazza, questa poesia, ed è da tutta la vita appesa nel mio cuore, attaccata alla mia consapevolezza come una patella sullo scoglio.

C’è chi vive di emozioni, chi vive solo di testa e si vede. La Bellezza è qualcosa che si vede sul viso; alcuni visi pulsano di sorrisi che nascono dal di dentro, altri sono disegnati con il pennarello come quelli del clown.

Chi vive di ragioni evita l’emozione; ha paura di restarne intrappolato, come una mosca nella tela del ragno.  E probabilmente non si accorge.
Vuole prevenire (è meglio che curare no?) e prevenendo limita, o per meglio dire crede di limitare i rischi, crede di esercitare in controllo sulle "cose".
Con il tempo si incupisce, si uccide, muore attraverso il suicidio della propria fantasia, della propria pancia, della creatività, della libertà di essere e di viversi, di sentirsi, di amarsi.

Nella sfera passionale tutto invece è imprevedibile … 
Non c’è membrana a proteggere l’ambiente asettico interiore, si è indifesi, esposti alle intemperie, al dolore, alla delusione, alla sofferenza. O se c’è, è una placenta sottile, magari fallata e fa passare le Grandi Emozioni, quelle piu’ pure in grado di bucarla. E il di dentro si contamina, si inquina magari di amore, di luce, di felicità, di specialità. Ma anche di altro….
Perchè si sa, l’emozione non è soltanto gioia, non è solo innamorarsi, provare piacere, godere delle cose, di un tramonto, di un alba, della vita, di un momento di profonda condivisione e cosi’ via ma è anche dolore, sofferenza, confronto, freddo, delusione, solitudine…  quella vera..  (la lacrima sul viso nascosta dal cerone e dal sorriso disegnato con il pennarello).

L’ho pubblicata perchè sto facendo ordine tra le mie carte, ed è comparsa la stessa pagina che stava appesa tra le mie cose da ragazza. La poesia in sè non l’ho mai dimenticata, la ricordo spesso, la leggo spesso: è scritta da qualche parte dentro di me, con quelle lettere che non sbiadiscono con il tempo, un tatuaggio diverso da quello fatto con l’hennè.

Penso che si possa morire davvero, goccia a goccia, così lentamente da non accorgersene nemmeno.
Abbiamo una vita. Lunga o breve non lo sappiamo; il futuro potrebbe essere privo di luce… non si sa, ma di certo  privo di luce è ogni attimo non colto. Le famose perle ai famosi porci.  Scelte.
Difficili spesso, e non si nasce con il libretto di istruzioni mannaggia.

Penso a questa poesia quando guardo un cielo stellato, quando sento il gelo sulla faccia, quando decido di camminare sotto la pioggia senza ombrello. Quando piango per qualcuno che ho perduto, quando mi manca qualcuno che amo, quando qualcuno rinuncia a un volo condiviso. Quando non sento più il calore di chi c’era ma anche quando io non riesco più a scaldare,  incapace di raggiungere il cuore perchè non so scalfire la scatola stagna che lo contiene.

La penso quando sogno un balcone sotto le stelle e sopra la neve che brilla grazie alla luna. La ricordo quando i miei rimpianti rubano il sonno delle mie notti e avvolgono come un mantello la luce del presente.

Ma la penso anche quando qualcuno ritorna, quando qualcuno ti scalda il cuore con una lettera, un appuntamento, un messaggio e senti che non ti ha dimenticata e che le emozioni non si sono dissolte come fumo nel cielo.
  
E poi ogni volta che sento la certezza che qualcosa era stato vero, tanto da sopravvivere al logorio del Tempo, alle banalità dei giorni, al vuoto, e poi al buio e al freddo dei deserti dell’anima.

(L’artista dell’opera sotto il titolo ha 6 anni, una buona pancia, una buona testa e una fantastica zia)

Annunci

14 Risposte

  1. bellissima la poesia. Da’ un senso alla vita, ci obbliga a riflettere e ordinarla.

  2. Delizioso il disegno di Aurora. Divertentissimo il fatto che determinati accessori come gli orecchini o i fiocchetti sulle scarpe facciano parte del "corpo". Particolari le dita filiformi. Ci vuole tanto, ai bambini per comprendere come sono fatte le mani. Da piccoli sentono che sono delle terminazioni per contattare il mondo. Ma ancora non sanno come prenderlo.
    Particolare anche la poesia di Neruda: Un "riassunto" di come non vivere e anche di come, in genere, si vive.
    E questa volta mi piace particolarmente anche la Celeste con le sue passioni vissute e rimpiante, col suo bisogno di odorare le cose e con il problema di trovare un modo ordinarle e controllarle.
    Forte!
    Sulle Pleiadi ti metterebbero nel 94° ramo quello degli "emotivamente razionali", che, in genere, sono sorridenti. Tale ramo è subito sopra quello dei "razionalmente emotivi" che, invece, stanno sempre incavolati.

  3. dare senso alla nostra vita con l’azione, con il pensiero…esserci, vivere…grande!

  4. Branzino e Titti:
    grazie e si, concordo, la poesia è un inno alla vita.

    Pieffe:
    complimenti per l’attenzione… In effetti quel giorno portavo le scarpe a ballerina, anello e collana e lei disegno’ tutto, spiandomi di nascosto (io non dovevo sapere che lei mi stava facendo il ritratto).
    Mi ha fatta magra, come vedi….. ma per questo sapeva che l’avrei profumatamente pagata…
    Scherzo!!

    Un bacio e grazie di essere qui, come sempre una presenza graditissima.
    A presto ….. Anzi.. prestissimo.

  5. Pieffe again….
    sorrido al tuo "il suo bisogno di odorare le cose"…
    Dove hai nascosto la cimice?

    Ma ogni tanto dimentico che sei un buon lettore.. di libri, di visi e di occhi…

    In quanto alla poesia, ne parlammo poco tempo fa anche al Mulino, ricordi? L’ho proposta in C.Luce perchè mi sono trovata in mano quel foglio piuttosto logoro che era stato racchiuso per anni dentro un "pico glass"..
    e allora  tu lo sai cosa penso circa le riflessioni e le "cose" portate dal caso no?  Se ne parla in diverse occasioni… Dal vivo, al Mulino, a Silmarillon …

    ri-ciao orecchiette
    ps ma secondo te le orecchiette con il ragu’ alla bolognese come vengono? 

  6. mmh…vengono benissimo. Però, insomma, le battute sui tortellini sono troppo facili e te le risparmio.

  7. Celeste, tra il disegno e la poesia, che credo ognuno di noi abbia impressa in mente o nel cuore, io voto per il disegno!
    La bella zia con orecchini e fiocchetti, con i colori che stanno bene alle bionde e quelle onde di cielo sopra la testa…sei proprio tu e quella dichiarazione di affetto profondo fatto di diversi colori è veramente bellissimo.
    I bimbi sono ancora nell’età in cui "trovano grazia in se stessi", per dirla alla Neruda, e lo riflettono in tutto quello che sta loro attorno senza strategie e con piena adesione.
    Da grandi trovare grazia in sè stessi è il più difficile dei compiti, che si sia di pancia o di testa è un lavoro sovrumano!
    Abbraccio a te e a Aurora
    Miao

  8. Dimenticavo…il fatto che Aurora abbia disegnato un cuore sopra la testa della zia…saggia questa bimba!

  9. Petula
    il solito piacere ritrovato averti qui. Benritrovata.

    Con la tua sensibilità di donna (o di gatta?) hai colto altro.
    I disegni dei bambini sono espressione del loro mondo interiore, vero. Forse anche quelli degli adulti ma i piccoli a differenza degli altri non sono condizionati da nulla tantomeno dal voler trasmettere qualcosa.
    Il cuore sopra la testa della zia… credo anche io che abbia una chiave di lettura e che Aurora possieda una chiave segreta per leggere i sui simili … un po’ piu gradi.
    Dimmi come leggi quel cuore. Mi interessa, ovvio….

    Ps a proposito di sensibilità di gatte, ti riporto una storia. Tu sai che il mio mondo non ha compreso storie di gatti e che non conosco questi animali:posso quindi riportare solo racconti avuti. E’ questa:

    I nonni di Aurora hanno una grande casa in campagna con un immenso giardino per anni abitata solo in estate e nei fine settimana di fuga dalla città.
    In questa casa trovavano asilo, estate e inverno, moltissimi gatti che trovando  rifugio nella serra e sempre del cibo, si moltiplicavano.

    Restavano comunque sempre dei mezzi selvatici, alcuni piu’ di altri, a seconda dell’indole individuale, credo.

    Bè, c’era una gatta che si chiamava Emma che partori’ dei piccoli.
    Le scuole erano chiuse e parte della famiglia si era trasferita nella casa. Emma era solita presentarsi sotto il portico e chiamare la nonna con un miagolio diverso da tutti gli altri miagolii e, una volta uscita la nonna, lasciava ai suoi piedi il primo piccolo, poi ripartiva a prendere il secondo poi il terzo e così via. Una volta assicurati tutti in buone mani (a buoni piedi, in questo caso) partiva per le sue scorribande e/o battute di caccia.

    Tornava per allattarli, ripartiva e poi di sera, prelevandone uno per volta li riportava nella sua tana.

    Eh…. La consiedero una storia un po speciiale anche in considerazione del fatto che non esano proprio dei gatti casalinghi… ma mezzo vagabondi.
    Bacino

    Miaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooo

  10. Pieffe
    non farti pregare e racconta la storia dei tortellini!!
    ADESSO.

  11. Celeste, non sai quanto era contenta Emma di aver trovato una gatti sitter così vicina a casa e così ben disposta nell’apprendere le necessità dei suoi piccol!.
    Per una gatta moderna trovare a chi affidare i piccoli durante le ore di frenetica vita lavorativa (caccia a lucertole e uccellini, incontri con bei gattoni) è un bell’impegno.
    Fusa

  12. petula
    aspetto l’interpretazione sul cuore disegnato da A.

  13.  quando avevo 13 anni ed una brava ragazzina, frequentavo buone compagnie e aiutavo la mamma in casa

    "Nella vita è meglio sporcarsi i piedi che rimanere seduti" M.Quoist
    l’ho presa alla lettera…

  14. Titti
    ti chiedo scusa .. ma non ho capito il messaggio….

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: