31 12 2009

 

 

31 dicembre 2009

 

Sono le 23 circa e sto leggendo sul divano, di fianco il camino acceso, come accade spesso la sera.
Quest’anno non siamo in montagna ma a casa e soli.
Buonanotte, io salgo. E’ il mio compagno che mi comunica che sta per andare a dormire.
Chiudo il libro, spengo l’abat jour:  – aspettami, vengo anch’io –
Dieci minuti più tardi siamo entrambi addormentati. Lui si sveglia per i botti. Io no.
Strano…. di solito dormo poco specialmente in questi ultimi tempi.
Sarà che non capisco i festeggiamenti di fine anno… Cosa si festeggia? Chi?
Cos’è che finisce e cos’è che comincia?
Chi non mi conosce potrebbe immaginarsi una Celeste grigia, fredda, rigida.
Mah….. Forse.
La maggior parte dei film cosiddetti comici non mi ha mai fatta ridere, nemmeno da piccola.
Ma rido quando faccio la lotta con i cuscini la mattina, quando gioco a un due tre stella con la mia nipotina.
Rido quando corro in giardino giocando con i miei cani.
Rido con gli amici magari per cose piccolissime anzi soprattutto per queste.
Rido con la bimba di Paola quando fa il pagliaccio.
Rido con Paola quando ….
Piango per un film.
Piango disperatamente per un cane che soffre, piango a volte davati alla bellezza di una luna enorme.
Posso piangere per un istante infinitamente dolce, perché qualcuno è passato accanto al posto dove sta la parte più vera di me.
Posso ridere fino alle lacrime per un temporale improvviso che mi coglie per strada.
Piango mentre si allontana Dubrovnik.
Non riesco ad essere felice perché sono le ore 0.00 del 31.12.2009.
 
Dovrei?

4 pensieri riguardo “31 12 2009

  1. Concordo con te cara Celeste. Se fosse per me non si festeggerebbe nulla ma a volte è l’occasione per trovare delle persone che non vedi da tempo.. io ho avuto la fortuna di farlo a Roma, in famiglia, la famiglia di mio cugino e dei suoi nipotini, di cui di uno sono padrino di battesimo… l’anno scorso ero in un posto "santo" .. Barbiana dove è vissuto don Lorenzo Milano… l’anno prima con i miei e mio fratello e mio nipote… ancora prima ospitando il pellegrinaggio di fiducia i Taize… in questi caso l’ho festeggiato molto volentieri non tanto perchè cambia un anno ma perchè mi trovavo bene con le persone che avevo intorno

    un sorriso 🙂

  2. Quello che ha detto marinz ha senso.
    Si possono sfruttare le occasioni sociali, i riti tribali, gli usi e costumi della società in cui viviamo per stare insieme alle persone che amiamo o per conoscerne altre. Potrai dire che questa cosa la potresti comunque fare in un altro modo, organizzando in un qualsiasi momento una festa, un pranzo, un’occasione sociale… Ecco: l’occasione c’è già, si chiama ultimo dell’anno.

    Sono invece d’accordo con te quando affermi che non ha senso essere felice perché sono le 00:00 su un qualche fuso orario del pianeta Terra. Anche  io quest’anno ho pianto e riso per molti motivi, ma non mi sono emozionato per il cambiamento di molte cifre nel sistema di rappresentazione del tempo.

    Un abbraccio.

  3. Un tempo, sulla terra, esisteva una cosa meravigliosa che si chiamava Anno Liturgico. Questa cosa era collegata, sia nelle civiltà pagane che cristiane, ai solstizi, agli equinozi, al calendario lunare e a un mucchio di altre situazioni astronomiche con le quali l’uomo era in costante unione  e che diventavano parte della "religiosità" del popolo. (religiosità= religo=da raccolgo, tengo insieme, riferito allo spirito e al corpo).
    La perdita di tale collegamento è realtivamente recente. Celebrare "laicamente" un evento (tipo "aggiungi un posto a tavola") vuol dire confondere lo stare insieme (sociale) con l’essere insieme.
    L’ultimo giorno dell’anno, a tale proposito, non ha alcuna rilevanza astronomica, né religiosa. E’ una data di comodo per gli orologi planetari, per le banche, per i treni e per la borsa. Ma con l’anima dell’uomo c’entra come i cavoli a merenda.

    Purtroppo la stessa cosa accade per il solstizio invernale (cioè per il Natale) dove non esiste più alcuna percezione di cosa in realtà stia accadendo e di cosa significhi tale evento. Resta solo l’apparenza, lo shopping, i panettoni, i cenoni ecc..
    Ma vi assicuro (ehem…io c’ero) che quando nella terra c’era pochissima luce artificiale e più luce nel cuore, celebrare una festa astronomica e religiosa, aveva un senso per tutti. E la celebrazione, correttamente eseguita da chi sapeva cosa fare, poteva….perfino far nascere un sorriso.
    Pieffe

  4. Marinz e Guerrero:
    si, certi giorni sono delle occasioni per stare insieme, è vero.
    Ma io trovo meraviglioso che amici e persone che stanno bene insieme lo facciano a prescindere dai giorni comandati. E’ vero che alcuni giorni coincidono con le vacanze di lavoro… Ma io continuo a pensare che calore e date non debbano per forza coincidere.

    Dice bene Pieffe: spesso accade (parlo in generale, si intende) che si confonde lo stare insieme con l’essere insieme.
    Confusione molto di moda di questi tempi. Il calore dello stare insieme, del cercarsi, del desiderarsi è qualcosa di prezioso, da ricercare, desiderare, ottenere … meglio se lontano dai giorni tanto rumorosi e tanto (troppo) colorati.

    Pieffe: vero, un evento  astronomico è ormai solo gastronomico…
    In fondo c’è solo una G…. 

    PS
    Che sia finito li’ quello – per alcuni –  introvabile "G" ?   

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