TEMPO DI MIMI’

Non uso spesso pubblicare canzoni o poesie: esistono i siti appositi, per questo. Un blog è un blog, terra di confronto, invito alla riflessione, scambio. Non può essere altro. Tuttavia succede che io abbia voglia di farlo specie in un determinato momento, con  qualcosa che sento mio,  oppure è particolarmente in sintonia con il mio Tempo.


Come “Mimi sarà” di Francesco de Gregori, che mi piace tanto dalla voce di Mia Martini.
http://www.youtube.com/watch?v=3dvQkYIM540.


E’ qualcosa che mi somiglia, che sento, che “buca” creando uno scorcio tra il mio di fuori e il  mio di dentro.

IN REALTA’
c’è qualcosa di cui vorrei scrivere, e da parecchio tempo, ma ci va il Tempo e poi le corde giuste. Ci vuole una dose di anima per parlare di eroi che non finiscono sui libri di Storia, che la storia stessa dimentica, e che pochissimi conoscono (me compresa).
 
Quotidiani eroi invisibili, vestiti di troppo freddo o di troppo caldo. Persone che vivono troppo “dietro” il palcoscenico per essere viste; esistenze che scivolano senza che nessuno le abbia notate, apprezzate. Nessuno ha stretto loro la mano, nessuno si è avvicinato troppo, credo (specie le Signore e i Signori benvestiti).
 
Vite silenziose e immobili, paradossalmente,  perchè è (anche) grazie a loro che il mondo si è mosso. Scivolando sulle loro vite, sul loro sudore, sul loro dolore, sulle distanze tra loro e i loro affetti, parti di mondo si sono incontrate, scambiate, conosciute. Molte vite si sono incrociate, unite, incollate.  Eroi senza storia, dunque, che però la storia l’hanno fatta eccome.

Ci vuole documentazione, conoscenza e cuore. 
Ci vuole inoltre il contributo di Qualcuno che non so esattamente dove sia, adesso.
E poi la capacità di trarne l’essenza, se si vuole evitare di offrire qualcosa di annacquato, diluito nella banalità incolore e insapore tipica di chi scrive qualcosa “tanto per scrivere”.
 
Ci vogliono sintonie, accordi, musica, specie quando manca la conoscenza profonda, quando sono  ancora solo fascino e curiosità a motivare la voglia di capire e di  approfondire qualcosa di appena respirato ma che invita a entrarci dentro.
Alcuni pensieri diventano scritti vibrando sul filo di emozioni che arrivano a ondate, nel momento in cui devono. Inutile cercare quel momento. Può arrivare in treno, in una sala d’attesa, in fila alle poste.
 
Altri invece iniziano a respirare mentre si chiacchiera con “Qualcuno” che ci accompagna “dentro” prendendoci la mano e facendoci  intravvedere qualcosa che poi si scopre straordinariamente affascinante tanto da volerlo conoscere, condividere e a volte anche amare, magari insieme.
  
Ma adesso non è quel tempo. E allora … lascio qui le parole di “Mimì”.  Sorrido e penso che il testo somiglia anche a lei, alla  Mia Martini / Mimì.  Mi è piaciuta  sempre:  discreta, sorridente, con un fascino delicato, elegante, sobrio, quindi naturale, innato. Una Donna, una Signora, insomma. Qualcosa di raro, ahinoi.

Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l’inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.

Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c’ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così. 
Chiamatemi Mimì
 
Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c’è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia e che guardano giù. Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest’acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia, chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,

come la lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c’è scritto “Vietato passare”,
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.
Chiamatemi Mimì.

23 pensieri riguardo “TEMPO DI MIMI’

  1. Hai ragione: ci sono eroi che stanno nell’ombra che agiscono senza farsi notare e che fanno le cose migliori senza troppa pubblicità.

    Abbiamo lo stereotipo dell’eroe tipo fumetto eppure nel proprio piccolo ognuno può essere eroe del proprio quotidiano

    Mi piace molto quello che hai scritto, anche se è un po’ lunghino da leggere, ma quando sono belle parole la lunghezza non conta

    Un sorriso 🙂

  2. E’ vero Marinz,  un post non dovrebbe mai essere molto lungo; rapido, incisivo, lasciare il messaggio, e catturare.
    E’ questo infatti che intendevo quando parlavo di "riuscire a consegnare l’essenza" …  E  non è per niente facile quando vuoi scrivere di persone che in qualche modo ti stanno toccando il cuore, e ti accorgi che più le "conosci" più vorresti conoscerle ma SAI che non puoi scrivere qualcosa di banale. Lo devi a loro, prima di tutto. Anzi, soprattutto a loro.

    E allora che fare? Troppa sintesi =  poco Rispetto.
    Poca sintesi?  Forse va bene così , per la serie "chi non è interessato molla prima".
    Ma in tal caso è determinante (sempre per quella cosa che si chiama Rispetto) non diluire il che comprende anche avere le parole guste, il giusto Tempo.
     
    Un vino buono va osservato, ammirato, annusato, centellinato, goduto. Nel posto giusto, nel bicchiere giusto, dopo la giusta decantazione se del caso, alla giusta temperatura, e con la persona giusta davanti (piuttosto in solitudine!!).
    Poi: nell’ambiente giusto, con le luci giuste e se c’è musica o silenzio, devono essere musica giusta e silenzio giusto.

    Sono troppa complicata eh!  Lo so…

    Un bacio Marinz e buona giornata di sole:  Milano con il sole sia pure di fine ottobre riesce talvolta perfino a scaldare un po’.
    🙂

  3. eh si, per dare voce a certi eroi servono le parole giuste. Io oggi nel mio piccolo, spero di aver scelto quelle essenziali per raccontare di Angelo, clochard di Roma. Hai ragione cara Cele, non si renderebbe il giusto merito a sintetizzare troppo, del resto non siamo in tv col rischio di essere sfumati se andiamo troppo "lunghi", no? Il tuo post è molto sentito. La canzone è intensa, la voce della Martini è roca è sofferta è partecipe. Poi la sovrapposizione Mia/Mimì è talmente automatica da rendere il tutto commovente. Adoro i versi "sopra al tuo cuore c’è scritto vietato passare/il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto/personale al completo e va bene così"  Non credo serva aggiungere altro. Un caro saluto

  4. Ciao Cele.
    Tu lo sai che tra i miei tanti difetti c’è anche l’idiosincrasia verso l’esposizione dei sentimenti e delle emozioni, che a volte sembrano come panni stesi ad asciugare ad un sole… che è troppo moscio per far evaporare l’eccesso d’acqua.
    Per cui mi scuserai se non commento.
    Non lo faccio anche per rispetto a te e perché credo che i bagni collettivi nella vasca delle solitudini, delle carenze, delle perdite, degli eccessi, dei difetti, dei lutti e delle malinconie portino l’individuo nel… "soap"  e nella superficialità del collettivo. E i "collettivi" si sono sempre distinti per la loro capacità di assassinare la profondità, a beneficio della "fruizione" generalizzata.
    Un bacio dalla mia lontanissima astronave a pedali.
    Pieffe

  5. Ciao Pieffe.
    so perfettamente come la pensi.
    Non ti devi affatto scusare per non commentare…  In realtà lo hai fatto e va bene così. 
    PS anche io, con la mia fiat punto (ovviamente di colore celeste) a volte riesco ad essere lontanissima dal mondo.
    Molto lontana …..
    Un bacio a te.

  6. Carissima Celeste, ammiro i tuoi post, e lo sai se no non sarei sempre qui.
    Credo che sia necessaria una sensibilità particolare per poter cogliere quel quid che sfugge ai più.
    Mia Martini mi piaceva molto per i motivi che hai elencato tu.
    Piccola domanda: perchè un post non deve essere troppo lungo? Se le cose che si dicono hanno bisogno di più parole per essere sviscerate, perchè no. Non ho un blog, non conosco le regole, ma so chi ti ama ti segue  perchè in te trova una persona dolce e sensibile, arguta ed intelligente.
    Baci soleggiati e coloratissimi dai colori autunnali mia carissima amica( di penna? ) Pinuccia

  7. Pinuccia
    E’ un vero piacere trovarti e sono certa che saremmo amiche anche senza penne.  (Chiedo scusa a Jennifer che lei  …. ops … "lui"  di penne se ne intendeva assai! ).

    Non ci sono regole per un blog, naturalmente, ma una certa "lungaggine" potrebbe annoiare oppure impedire la lettura per via del poco tempo libero, ma è anche vero che si puo’ scrivere "brodoso" pure in due righe.

    Ciò che pensi di me  mi … ehmmmm imbarazza ma piacevolmente, specie in tempi in cui servono carezze.
    Parlo di quelle carezze che non hanno nulla a che vedere con i cicalecci le adulazioni e i pat pat sulla spalla.
    Quindi quelle esattamente come le tue.

    Mia Martini  (rispondo anche a IOLOSO)
    Vero? La ricordatei? Sempre vestita sobriamente (credo vestisse Armani) ma al di la’ della griffe, era per indicare il gusto elegante, mai nulla di ostentato e la cura nel dettaglio. Si chiama classe e non è acqua, si sa.  Discreta, sorridente e sempre "giusta" .
    L’ho amata sempre, anche come interprete, con quella voce particolare, roca e ancha sofferta. come l’ha definita anche "Ioloso"

    Senza alcun violino, Pinuccia: anche tu sei una donna intelligente e sensibile; lo denunci attraverso ogni commento che scrivi.
    Dovresti aprire un blog. Dico sul serio.  Ci hai pensato mai?
    Ciao e grazie. Un abbraccione.

    PS  ioloso
    … mi fa sorridere il tuo nick ogni volta che lo scrivo….  Ha qualcosa … del cognome che porto!!! 

  8. Beh, non conosco Mia Martini oltre l’ovvio superficale di quello che è sotto gli occhi di tutti. Non apprezzo De Gregori oltre i "classici", e anche su quelli avrei da dire…
    Allora c… ci faccio qui, adesso? Interessante.
    Ci sono perchè mi è piaciuta tanto la partecipazione di Cele a questa canzone. Perchè mi è venuta voglia di conoscere questa "parte di mondo" (esagerato) un po’ di più, e forse rivisitare le mie opinioni.
    Perchè non credo che un post come questo debba essere breve:
    ho letto da qualche parte che quando arrivi alla conclusione di un libro che ti è piaciuto davvero, sia come perdere un amico. Forte come affermazione, probabilmente provocatoriamente esagerata. Questo è quello che sostengo "in pubblico", ma c’è un attimo, ogni volta, in cui lo penso. E quando trovi qualcosa che non è scritto "tanto per scrivere", vorresti non finisse mai. Esagerato? Avvoglia!!
    E poi, non necessariamente il raccontare delle emozioni, dei propri pensieri, o in questo caso di una canzone, deve necessariamente essere una condivisione da reality. In questo caso non sarebbe condivisione nel senso di appartenenza, quanto piuttosto una messa in piazza per altri fini, ai posteri definire quali: quelli che la profondità di pensiero, quelli che i dolori del giovane Werther, quelli che io sono meglio di voi perchè sto tanto male, quelli che poi facendo il tormentato mi faccio la biondina. Tutto molto rispettabile, ma personalmente preferisco il tressette.
    E non credo che questo sia il caso.
    Ok, fuori tema: 4 allo scritto.
    Non fateci caso, c’ho mal di schiena.
    Riccardo
    PS:
    Cerco un minimo di riscatto: parlando dei dolori del giovane Werther, m’è tornato in mente dei dolori del giovane … Walter. Mitico Bollani: consigliato per i necessitanti urgenti di una buona risata.

    R

  9. Bentrovato Riccardo, come sempre.
    Nel tuo abito piu’ riccardiano  (sarà il mal di schiena?)
    Lo dico sempre che stare infilati dentro le rotelle di mostruosi meccanismi ci si ingrippa.  A volte basta solo un po di olio….
    Mandorle?
    Avocado?

    Grazie .. 
    Anche per il link (ho riso) e di questi tempi non è poco.
    No no.. non è poco per niente.

  10. Rieccomi a tutti in un fiato di tregua lavorativa.

    Rispondo meglio a Riccardo mentre comunico che lo stanno tirando fuori dalle rotelle nelle quali si è infilato.
    Pare che alcuni ingranaggi però gli trattengano un piede … dice che sembrano morsi !!!    Azzardo: sciatica?

    Ebbene sì, ho manifestato un certo "sfondo" del mio umore attraverso una canzone.
    Molte volte ho parlato del Tempo che sfugge, che scivola "come acqua che sembra ferma ma avvoglia  se va…"  e delle "strade che spesso vedo tornare".
    E che mi capitano "inverni che si presentano e piegano i ginocchi"  
    E che mi capita di essere al contempo "Mimì e la figlia"  ovvero dire e sentirsi dire "domani andrà meglio, vedrai passerà" .
    E lo sappiamo bene che tutto passa.

    Passiamo noi, nella vita di altri, come altri nella nostra.
    A volte restano grandi cose, a volte non resta nulla.
    Esattamente come accade con i libri: alcuni libri quando finiscono … ti lasciano un senso di abbandono.
    Condivido molto questa tua sensazione: l’ho provata diverse volte.
    Sì, ti senti abbandonato dopo essere stato sedotto… e ti chiedi " e ora"?

    Mi è successo, per esempio, l’ultima volta con un romanzo di Cesare de Marchi  "La furia del mondo" …
    Mi sono sentita "tradita" dal piccolo Abel, che è morto di mal di vita. Morto a causa della furia del mondo, una furia non compatibile con la sua anima, bella, alta. Una lettura piena, densa,  un "classico" scritto adesso.

    Mi è capitato anni fa, al mio incontro con Cyrano, del quale mi sono innamorata perdutamente e avrei voluto essere Rossana per cambiare la storia. E molte altre volte ancora mi è capitato di sentirmi "sola" senza chi mi aveva cicondata, avvolta, accolta in un mondo chiuso dentro un libro.
    Conosco anche la sensazione di "centellinare" le ultime pagine di un libro che si è amato… Come si fa con il vino prezioso.
    Piano piano.. senno’ finisce subito….  Parola dopo parola, riga dopo riga, attenti a non perdere la monima sfumatura.

    E mi  capita anche (grazie al cielo) la sensazione inversa: ovvero quella di voler conoscere, incontrare, entrare dentro storie. Come quelle annunciate nel post.

    PS ho male di schiena pure io….  Ci potete credere?

     

  11. Ci ho girato parecchio attorno a questo post, Cele, ci ho girato parecchio perchè non sapevo come esprimere la mia idea.
    Ecco, ora mi butto come ad afferrare una lucertola:

    Mi piaceva molto Mia Martini, così controcorrente in un mondo sguaiato, la sentivo vera nelle sue sfumature femminili e profonde. Ma la depressione ci ha messo lo zampino e si è insinuata nella sua voce; la nomea di jettatrice l’ha inseguita e ostracizzata dalle luci della ribalta, lei ha chinato il capo e se ne è andata.
    Povera, sconfitta Mia. E, per come la sento io, anche questa canzone, nel ritmo, nella voce più che nelle parole è un dichiararsi perdente al mondo, arrendersi al mulinello della vita con le sue contraddizioni.
    Questo mondo che urla e impreca non aiuta certo a trarre l’essenza delle cose. Si vuole il silenzio per capire sintonie e armonie…altrimenti rischiamo di prendere per buoni sbalzi emozionali…di plastica e girare a vuoto convinti di esplorare i nostri abissi.
    Non si è  mai parlato tanto di comunicazione come in questo mondo che annega nell’incomunicabilità, mai tanto d’amore come in questa società piena d’odio e hai voglia a sbracciarti e a  dire tutto d’un fiato:"iosonoqui, hotanto amoreevogliadicondividere", sarai coperta dal frastono di quell’arido macchinario con quelle rotellone mostruose della foto e ci si  ritrova senza più forze, ma con la fuorviante aspettativa che prima o poi giungerà una eco con la risposta.

    da: "Gatta Petula: La filosofia del davanzale"
    Micio Editore

  12. Scusate ma io…… credo,  e a questo punto ne ho la certezza, di non essermi spiegata….. 

    La parte del post, quello che dice "in realtà vorre parlare di altro ma adesso non è tempo etc etc" non ha nulla a che fare con Mia Martini.. Ma proprio niente !!!

    Il post che dico qui che avrei volto scrivere, quello che parla di eroi silenziosi…. è un post futuro… e gli eroi sono altri !!!

    Non ho MAI considerato Mia Martini un’eroina… Non lo penso affatto e tantomeno mi sognerei nella vita di considerarla tale !!!

    Le persone di cui vorrei parlare sono i "musi neri" …

  13. Cele, certo che fai un casino che ne basta la metà… ci stai facendo fare rafting nel tuo "stream of consciousness" !!
    R 🙂

  14. Ok .. URGE la spiega del caso.

    Immagino che il post sia stato letto tutto in chiave "mia martini", e incentrato sul brano "Mimi sarà".  Ma non è questo che intndevo.

    Prima parte del post:
    umore di Celeste in sintonia con la canzone di Mia.

    Seconda parte del post (da IN REALTA’ in poi)
    Volevo dire che è di altro che avrei voluto scrivere.
    Parlo di "eroi", che non hanno scritto la storia ma che pero’ l’hanno fatta etc
    E che per scrivere di loro ci andava tempo cuore cura documentazione amore rispetto e tutte quelle cose che non avevo, in quel momento, essendo appunto il mio umore, un po’ sulle note di "Mimi’ sarà". Anzi… molo sintonizzato su quelle note.

    MA:
    rileggendomi, mi rendo conto che è possibilissimo inciamparvi e accartocciarvisi dentro.
    Questo conferma che in questo periodo non riesco ad esprimermi bene, ed è quindi una ulteriore conferma che i Musi Neri dovranno aspettare ancora un po’….
    Li tengo in caldo…… tanto ci sono abituati.

    Chiedo scusa alla gatta e al pleiadiano e posso invitarli per un tè… Pero’ sono sprovvista di lucertole.  Ma ho lo zenzero.
    Puo’ andare?

    In quanto a Riccardo non appena sarà uscito dagli inganaggi che lo tengono prigioniero e sarà finalmente in grado di cantare alla Luna (versione riccardiana che Petula preferisce) ci fornirà la sua, di spiega. 

    Grazie a tutti e prometto di astenermi dal postare almeno finchè non cambi la luna.

    Celeste …  sifaperdire

     

  15. Va bene il tè allo zenzero, le lucertole le porto io, Pieffe porterà la marmellata di fichi e Riccardo le "rotelle" di cioccolato. Non conosco i gusti di Pinuccia, Ioloso e compagnia, ma dei biscotti a forma di topolino potrebbero andare, penso!

  16. Questa poi!
    lo sai che gli ingegneri capiscono tutto, e pure al volo oserei aggiungere!
    Si, ma… ehm… a quale "quanto" ti stavi riferendo?
    (PS: troppo bello!! 😀 )
    R

  17. mmm .. Senza volerlo:  vignetta ad hoc..
    Per la serie: Riccardo se ululi alla Luna (a Petula piacerebbe assai) non indicarla con il dito..
    Usa, se proprio devi, quello del piede.. tanto mi sembra che sia già compromesso, no? 

    Baci 

  18. Interessa?


                                                     Ricetta
                                         Biscotti allo zenzero

    Difficoltà: media
    Tempo Richiesto (in minuti): 50
    Ingredienti: 200 gr di farina, 80 gr di miele, 50 gr di zucchero di canna, 50 gr di burro, 1 tuorlo d’uovo, 2 cucchiaini di zenzero in polvere, 1 cucchiaino di cremor tartaro (o lievito)
    Preparazione: Fate sciogliere in un pentolino su fuoco basso, il miele, il burro e lo zucchero. Fate raffreddare. Versate la farina sulla spianatoia e fate la fontana. Versatevi il composto, unite anche il tuorlo, lo zenzero, il cremor tartaro e impastate il tutto fino ad avere un composto omogeneo. Tirate una sfoglia con il matterello (cm 0,5) e con delle formine o un bicchiere ricavate i biscotti. Cuocete i biscotti allo zenzero in forno già caldo a 170° per 10-15′.
    Categoria: dessert
    Etnica: Svedese

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