L’ANDREA CHE NON SI E’ PERSO


 
 
6  ottobre 2009

C’è una canzone di Fabrizio de Andrè, per me stupenda (del resto io le amo tutte, le sue canzoni). Questa però è molto triste e parla di guerra e non c’entra niente con questo post. Comunque la canzone si intitola “ANDREA” e dice: "Andrea si è perso.. e non sa tornare."

Però io conosco un Andrea che invece non si è perso.

Andrea è il suo vero nome, come vera è la sua storia.
La sua storia, quella “soltanto sua”, Andrea la deve ancora scrivere; ha appena incominciato a farlo.
La mamma di Andrea ha voluto che fosse pubblicata esattamente in questo modo quella che è stata, finora,  la “storia di Andrea”.

Non è facile raccontarla: occorre coniugare ciò che non si può dire in un blog con ciò che non si può dire in un blog e poi con ciò che la mamma di Andrea desidera far conoscere di Andrea.

Perché scrivere di Andrea? Bè, perché Andrea è una persona speciale; la sua storia potrebbe sembrare una storia come tante, come quella di tantissimi ragazzi se non si conosce il vissuto di Andrea.

E qui sta la difficoltà maggiore. Raccontare il vissuto di Andrea è importante, dunque per trasmettere la specialità di Andrea, consegnare il messaggio del suo coraggio, della sua determinazione, della sua forza. Ma… ci saranno i necessari "bip".

Andrea è, come milioni di giovani, figlio di questa società carente di punti di riferimento, di valori saldi e importanti, quindi di certezze.
Una società che delinea l’idea di un futuro difficile, avaro di possibilità, povero di scelte quindi foriero di  errori e di frustrazioni.  E’ un futuro fitto di nebbia e di poche certezze quello che si vede attraverso i vetri della finestra di casa.  
E questo è sfruttato molto bene da chi, obbedienti a un solo dio, a bordo di carrozzoni sfavillanti di luci colorate intermittenti gridano “venghino signori venghino, la felicità è qui”.

Andrea, occhioni scuri e capelli neri come il carbone è nato da una mamma giovanissima.
Una mamma figlia di due persone meravigliose che da sole hanno tirato su otto figli insegnando loro la dignità, il rispetto per la  vita, per il piatto di riso sulla tavola, per la fatica del lavoro e l’umiltà dello spirito.
Una tavola (la ricordo bene, nella mia infanzia) apparecchiata come quella dei sette nani e  Biancaneve, dentro una casa che sapeva di pulito, odorava di serenità, quella vera, e di quella semplicità  in cui a  scandire il tempo è il suono delle campane, i ragazzi che tornavano da scuola, il giovedì che era il giorno dei gnocchi, il venerdì quello del pesce. La messa la domenica mattina con i vestiti “della festa”.

E’ poco più’ di una ragazza, quando la mamma di Andrea lo partorisce; ha la testa piena di sogni e di speranza  senza l’ombra di alcun disincanto. Come spesso si fa a quell’età, lei è andata dove l’ha portata il cuore. Da questo luogo è nato Andrea.

Le cose sono cambiate prestissimo: il disincanto, puntuale è arrivato, e per niente tenero. Andrea lo vive, lo respira, lo ingoia insieme alla sua mamma.

(Per ovvie ragioni qui intervengono una serie di “bip” che coprono la figura di un padre, e scelte e avvenimenti successivi che non riescono ad azzerare il debito contratto col dolore e pareggiare i conti nella partita doppia della vita nè a riscattare un certo passato: fatti che porteranno presto Andrea a vivere per conto suo.)

Andrea cresce, con l’amore della mamma, dei nonni e degli zii e zie: cresce, in parte, nella casa con il grande tavolo sempre apparecchiato, quindi grazie a questo, respira anche aria di normalità. Ai carrozzoni del paese magico che promettono balocchi e felicità, non si avvicinerà mai. Non entrerà mai nemmeno in una tabaccheria a comperare le Marlboro.

Lavora presto, Andrea, a 15 anni lavora  e qualche anno dopo ha già la sua casetta: con il suo stipendio di operaio va in banca, accende un mutuo e se la compera. La arreda con amore, con buon gusto, senza lasciare niente al caso, come sa fare chi ci mette amore e cura, più del denaro, anche nelle scelte più banali. 

Poi un giorno Andrea sente che qui è tutto troppo stretto, e che è arrivato quel momento che culla probabilmente da anni nel suo cuore: il momento di cercare, aprire, uscire, volare è arrivato.

Affitta la sua casetta e con il ricavato continua a pagare il mutuo. Un giro su Internet, qualche informazione, e tanta voglia di provare, di mettersi in gioco, di continuare a contare solo su sé stesso però oltre il cortile, lontano dal perimetro. E parte.

Non conosce una sola parola di inglese ma parte per Londra: mi manda una e mail: "sai aveva ragione la mamma quando diceva che non si può andare a Londra senza un ombrello. Infatti la prima cosa che ho fatto, tra aeroporto e ostello è stata quella di entrare in un negozio a comperare un ombrello”.
Compera l’ombrello e la proprietaria del negozio gli offre da mangiare e lo aiuta a trovare l’indirizzo dell’ostello.
Lavora come cameriere in bar e discoteche e studia la lingua. Lascia l’ostello quasi subito (c’è troppo casino non si può studiare qui dentro), affitta un appartamento insieme ad altri ragazzi conosciuti nel frattempo.

Sono passati due anni, lo rivedo. Parla inglese come un inglese. E’ sereno, sorridente, sicuro di sè, senza un filo di presunzione. Un sorriso limpido umile gioviale. E’ così che lo trovo lo scorso giugno, alla festa della Cresima di suo fratello: lo abbraccio:  – che fai Andrea, resti?  –
– Qualche giorno,  poi torno a Londra, sistemo le cose e riparto. Vado in Australia –

Parte oggi, sei ottobre. Ha un permesso per un anno, porta con sé un grosso zaino e i suoi sogni. Sua mamma stamattina mi ha detto che conteneva due paia di jeans, magliette, scarpe insomma lo stretto necessario.
Già, penso io: doveva lasciare il posto ai sogni e a tutte le speranze. La località l’ha trovata facendo ricerche su internet e con le mappe di Google: "tanto,  basta aver voglia di lavorare no?”

La storia di Andrea, in fondo, è una storia come tante altre: moltissimi sono i ragazzi che vanno via, che cercano all’estero la propria Itaca.
Però molti hanno la rete: una famiglia che può far fronte a spese, che può riparare qualche errore. 
Molti hanno una laurea, un diploma, parenti o amici già sul posto, disponibili ad offrire i primi appoggi, costituire un punto di riferimento.
Andrea non ha niente di tutto questo: lui ha un cuore, una testa, e dentro il respiro della casa con la tavola come quella di Biancaneve, l’odore della nonna e della grande casa con il giardino.
E ha l’amore di sua mamma, immenso,  e il suo per la vita, quello che ha vinto sul dolore e su ciò che gli è mancato.

Lo chiamo poco fa, qualche ora prima della partenza: cerco di non essere banale né sentimentale. Tra le poche cose che riesco a dire una è: non ho figli Andrea ma se ne avessi avuto uno lo avrei voluto come te.
E sì .. confesso, ho pianto.

In bocca al lupo Andrea.  E sì, ti prometto, sto accanto a mamma.

57 pensieri riguardo “L’ANDREA CHE NON SI E’ PERSO

  1. Andrea è un ragazzo fortunato. Ma, grazie a Dio, non lo sa.
    E’ un ragazzo che ha ricevuto molti doni dalla vita. Tutti quelli più importanti, escluso il denaro.
    Ha anche delle persone che lo amano e la sua fortuna è proprio nel saperlo senza sfruttarlo.
    E’ un uomo fortunato, perché è pieno di doni interiori e di forza, nel senso più nobile del termine.
    Ed è fortunata la sua mamma.
    Ne sono certo: Un giorno si costruirà una magnifica astronave a pedali.
    Pieffe

  2. Pieffe
    sono felice di leggerti sai? Forse stavo ancora … facendo il make up al post. Grazie.
    Confermo: andrea è un ragazzo fortunato… perchè ha dentro una forza immensa e una grande umiltà. Da qui nasce, credo, la capacità di amare, quella vera, alta, nobile, che si è formata sulla pazienza, sul sacrificio, ma anche sulle ali di una libertà desiderata, conquistata e meritata. Non c’è amore senza altezza.

    Mi piacerebbe molto se tu lo conoscessi… Se fai un giro con l’astronave sopra Brisbane guarda un po’ di sotto.
    Un abbbraccio (tu sai come)

  3. Buona Fortuna Andrea!!!
    tu hai già vinto…:-)
    le persone come te ci fanno riappacificare col mondo.
    un abbraccio
    giò

  4. Signore,
    dacci tanti giovani Andrea
    per rimettere a posto questo paese,
    dacci tanti Andrea che sappiano rimboccarsi le maniche
    e costruirsi la loro virile dignità
    senza credere tutto dovuto e scontato come tanti
    in questo mondo parassita.
    Che possa navigare nell’oceano della vita
    tenendo sempre la rotta
    e che di ogni esperienza  d’attracco piacevole o dolorosa
    sappia far tesoro.
    Signore, metti una mano sulla testa del giovane Andrea
    e una sulla spalla della sua splendida mamma
    che ha tirato su un figlio così gagliardo!!

    .

  5. Molti giovani non hanno il coraggio di fare questa scelta. Molti non hanno la voglia di mettersi in gioco per delle cose semplici e poi si fermano davanti al primo ostacolo… ce ne vorrebbero tanti di Andrea e davvero sarebbe un mondo migliore… infondo l’Italia è sempre stato un popolo di naviganti ed Andrea ha deciso di seguire questo istinto figlio di una patria che ormai si sta sedendo.

    Aggiungo solo una cosa che noto e che un tuo passaggio mi ha fatto riflettere: quelli che partono con le "spalle coperte" dalla famiglia sanno che possono sempre tornare indietro e non ci mettono il cuore in quello che fanno. Il punto di non ritorno credo che sia proprio questo: con l’Amore si superano tutte le difficoltà e si vive la vita.

    Basterebbe questo Amore per far vivere ad ogni giovane la sua avventura con i carismi a cui è portato, magari senza dover uscire dalla sua terra ma avendo la voglia di navigare.

    Un grosso in bocca al lupo ad Andrea per questa sua avventura.

    Un sorriso e una buona settimana 🙂

  6. ah, finalmente una buona notizia! Andrea non si è perso!!! Che bello celeste sentire di questi ragazzi che si rimboccano le maniche, che mettono nello zaino volontà, passione, coraggio, umiltà, ambizione e partono per "farsi da soli", sapendo di non avere "la rete" che li salverà da eventuali cadute ma una famiglia unita e piena d’amore che medicherà le ferite…BELLISSIMO POST!

  7. Io non voglio intervenire in questo spazio perchè lo lascio a chi vorrà lasciare qualcosa alla mamma di A.
    Tutto cio’ che io posso dire a lei o ad Andrea, lo faccio attraverso altre vie e ringrazio in anticipo tutti.
    Lascio qui, pero’, la traduzione del testo di Billy Joe, che si intitola Piano Man che c’è ora. La scelta è stata fatta da Riccardo e anche questi sono modi per far arrivare qualcosa a qualcuno.
    Parla di un pianista, che raccoglie il dolore del  rimpianto di chi non ha saputo "cambiare".  Andrea come dice Giò nel commento qui sopra ma anche Pieffe Petula, Marinz …. ha già vinto.
    Aggiungo: come dice Petula c’è anche una MAMMA speciale. Una mamma che non lo ha trattenuto, e che non ha usato mai i meschini ricatti che vengono etichettati come "amore".
    L’amore vero lascia andare, non tarpa le ali ma sostiene in caso di caduta. Accoglie, raccoglie e accompagna.  Brava mamma ! Sei grande.

    Sono le nove di domenica
    La folla regolare scivola dentro
    C’è un vecchio uomo seduto di fianco a me
    Che fa l’amore con il suo gin tonic

    Dice, figliolo, puoi suonarmi un ricordo?
    Non sono sicuro di come vada
    Ma è triste ed è dolce e lo so perfettamente
    Quando indosso i vestiti di un uomo più giovane

    Ritornello:
    Cantaci una canzone, sei il pianista
    Cantaci una canzone stanotte
    Bene, siamo tutti in umore per una melodia
    E ci hai fatto sentire bene

    Ora John al bancone è un mio amico
    Mi da le mie bevande gratis
    Ed è sempre pronto con una barzelletta o per accenderti la sigaretta
    Ma c’è un posto dove preferirebbe essere
    Dice, Bill, credo che questo mi sta uccidendo.
    Mentre il sorriso sparisce dal suo viso
    Bene sono sicuro che potrei essere un divo del cinema
    Se potessi uscire da questo posto

    Ora Paul è un romanziere possidente
    Che non ha mai avuto tempo per una moglie
    E sta parlando con Davy che è ancora in marina
    E probabilmente ci rimarrà per la vita

    E la cameriera si esercita con la politica
    Mentre gli uomini d’affari lentamente si pietrificano
    Sì, stanno condividendo un bicchiere che chiamano solitudine
    Ma è meglio che bere da soli

    È una folla abbastanza buona per una domenica
    E il manager mi sorride
    Perché sa che sono io che sono venuti a vedere
    Per dimenticarsi della vita per un po’
    E il piano, suona come un carnevale
    Ed il microfono odora come una birra
    E si siedono al bancone e mettono il pane nel mio otre
    E dico, ragazzo, cosa stai facendo qui?

  8. Che bella storia fatta di coraggio e dignità.
    Grazie di averla condivisa con tutti noi! Un bacio, Pinuccia

  9. ciao a tutti,è la prima volta che commento "controluce",forse perchè è la prima volta che qualcosa mi tocca così da vicino.
    Sono l’ottavo nano di Biancaneve,ovvero la zia più piccola di Andrea e credo la persona che ha vissuto più da vicina la storia di questo meraviglioso ragazzo,io credo,anzi ne sono certa,che non ho mai visto tanta determinazione in un ragazzo così giovane…quindi :
    Andrea sono fiera di te,realizza ogni tuo sogno perchè ti meriti il meglio del meglio!!!Un bacio ,zia Lì 

  10. Nella scatola di Andrea c’è un disegno che il conservo come tante altre cose. Un’albero.Un disegno fatto quando Andrea aveva 9/10 anni, non è un albero con la chioma verde o coi rami secchi come usa fare a quell’età, ma è un albero colorato coi pastelli a cera, gli stessi colori caldi autunnali della foto nel post (?). coincidenza? casualità? magia? mah! Sta di fatto che Celeste non poteva sapere di quel disegno. Non posso nascondermi dietro a quell’albero ogni volta che passo da qui piangere in silenzio per come Celeste ha raccontato la storia di Andrea e per il calore trasmessomi nei commenti degli amici di Controluce, per le preghiere, e poi è arrivata anche ziali…già (lui) Andrea la chiama così, è la zia più piccola, la sua seconda mamma, il suo rifugio (e anche il mio). Spero di riuscire un giorno a far leggere ad Andrea quante, le persone che gli stanno vicino anche in questo spazio, e quel giorno se arriverà…lo saprete! Non occorre dire non ho parole per tutti voi, (è troppo facile), ma non le trovo; è sempre un’ emozione nuova, diversa ogni volta che apro questa pagina nel leggervi tutti e veramente di cuore vi  abbraccio tutti e grazie, grazie per le preghiere che accompagnino Andrea nel suo cammino.
    Cele……………………………………………………………………………. 
    Andrea, ti voglio bene!   mamy. (lui), mi chiama così

  11. , chiedo scusa a Riccardo che non ho ringraziato per la scelta della musica che accompagna Andrea nel cuo cammino. Riccardo è molto bella la musica e molto forti le parole, grazie.
    mamy 

  12. Invidia.
    E’ questo il sentimento che mi ha preso più di tutto leggendo questa storia.
    Invidia.
    Scherzo.
    No. Non scherzo.
    No, vero, non scherzo, ma non è invidia. E’ una specie di senso di colpa verso me stesso (togliere "specie"): perchè so che solo andando verso "la strada" si può dare un senso all’esistenza. Parlo per me, ma è stato così che ho avuto le esperienze che ricordo più grandi, più intense, per quel poco che ho coltivato questo pensiero nei fatti.
    Gaber dice che "il giudizio universale non passa per le case, dove noi ci nascondiamo: bisogna ritornare nella strada per conoscere chi siamo…" E credo sia quello che ha detto Marinz nel suo bel commento, all’inizio.
    Certo che è molto più rassicurante tornare alla tana quando serve, quando si è stanchi e meno capaci di reagire, no? Direi che sia anche naturale. E perchè no, pantofole e la partita dell’Italia, visto che ci siamo (tralascio la frittata di cipolle ed il rutto libero perchè sono una persona fine).
    Ma quello che si riesce a trovare mettendo il naso fuori, quanto si riesce a crescere, le relazioni che si intessono e quanto sanno darci, e come ci si rende conto che quello che è nostra abitudine non è necessariamente l’unico modo di vivere, e magari nemmeno il migliore…
    E Andrea non ha bisogno della nostra gentile ospite Celeste per capire una canzone: vuoi mettere?
    Parlo per me, ma… che bello avere da imparare da un ragazzo! Ho sempre saputo che dobbiamo tenere gli occhi aperti, perchè non cercare, non sapere vedere quello che può aiutarci a fare un passo in avanti non è orgoglio, non è nemmeno presunzione: è solo stupido, perchè ci si fa male da soli.
    Chiudo la filippica sgangherata di cui sopra, prevalentemente introspettiva e non so quanto utile o tediosa, e vengo al tema.
    Andrea ha lavorato presto, si è fatto la sua casetta. Se l’è comprata, e poi ha saputo guardarsi in giro per vedere se questo era proprio quello che voleva. Londra, adesso letteralmente "in capo al mondo", che non è quel capo del mondo dell’inizio secolo ma… è tanto, tanto lontano…
    Si capisce che forse sono stati gli eventi. Che non sentiva posto per se, lì. E "doveva" andarsene. Forse invece semplicemente non è stato un doversene andare, quanto piuttosto un cercare quello che maggiormente si adattava al se stesso che è in continua evoluzione, come un bambino che deve cambiarsi d’abito mentre cresce, perchè quello prorio gli stà stretto.
    Io andrea non lo conosco, non lo so com’è andata.
    So però della "protezione" dell’amore. Mi pare di bestemmiare, ma spero di riuscire a farmi capire: capita che la mamma metta, nella migliore buona fede, con la cura che solo una mamma sa mettere nelle cose, e in base alle sue esperienze, la "maglia di lana" al figlio… una maglia che lo ripari dalle difficoltà, dalle delusioni, dagli errori e dalle sofferenze… cioè, spesso, dalla vita tout court. Ma ripeto cose già dette da questa bella comunità di Controluce (spero non nel senso di S. Patrignano, ma se questo fosse il caso, allora fatelo girare il fumo per favore, che qui non arriva nulla). Mi pare di bestemmiare perchè ci sono tanti ragazzi che non hanno quell’amore che è così indispensabile per crescere. E non è certo a questo che mi riferisco…
    E’ che l’equilibrio credo sia la cosa più pesante da chiedere a una Mamma di quelle vere. E qui, in questa storia, di "eroi" ce ne sono due (anche questo è già stato detto da qualcuno, ma mi volete proprio fare pesare il fatto di essere sempre in ritardo?).
    Mi viene da ridere. Mentre io sono qui a scrivere, Andrea non scrive. Vive.
    Si, era invidia. 🙂
    Riccardo
    PS: ciao Mamy.

  13.  "Gajardo" (si dice a Roma) il tuo commento, Riccardo! E nun fa’ na grinza! E capisco pure la tua "invidia", oh come la capisco!
    Te lo dice uno che ha avuto qualche maglia di lana di troppo quando faceva caldo e s’è ritrovato in canottiera quando faceva freddo.
    Pieffe

  14. Io leggo tutto. Le persone qui si possano parlare anche tra di loro ….  Io sono qui, e tengo la porta aperta a tanta delicatezza e intelligenza. A tutta questa "tantaroba" che c’è in questo spazio. Sono qui… E tanto.  Celeste.

  15. ma che bello questo chiacchierare come se si fosse su una panchina, in quel viale alberato, a parlare di Andrea che è partito e che già ci manca…Noi che non conosciamo Andrea ma che lo conosciamo, invece. E facciamo il tifo per lui. E siamo vicini alla sua meravigliosa Mamy e alla sua zia Lì per aver tirato su un ragazzo tanto equilibrato, coraggioso, determinato, sognatore con i piedi per terra e le maniche arrotolate. E complimenti a celeste per aver condiviso con noi questa storia. E per aver creato questo  intimo angolino di incontro. Come se ne trovano pochi. Un abbraccio a tutti!

  16. Messer Riccardo, Trovatore della Luna, il tuo cantare (o ululare, non so, ho visto una foto un po’ inquietante postata da Celeste) rispecchia  in pieno i sentimenti di bonaria invidia e meraviglia ispirati dal nostro Andrea  (Mamy tu ci perdoni vero, se lo facciamo anche un po’ nostro).

     Iolosox: devi sapere (ehm, scusa il bisticcio di parole) che noi da Celeste facciamo delle bellissime chiacchierate, con the, biscotti, lucertole (per me che sono golosa) e tanta bella gente intelligente che dona dei pensieri bellissimi e mai banali, grazie soprattutto alla nostra amica Celeste, padrona di casa, sempre ospitale e gentile. Sei inciampata in  un blog veramente unico.

    Zia Lì, seconda mamma di Andrea, benvenuta! Quando Andrea leggerà questo blog da qualche internet point di Brisbane ritroverà l’aria di famiglia e scoprirà di avere amici che non ha mai conosciuto che tifano per lui!

    Celeste, lo sappiamo che sei là dietro, anzi, ti sentiamo!

    Fusa a tutti

  17. …"bhè inizia a fare freschino,io vado"   (mi alzo dalla panchina,mi vien da piangere ma senza farmi vedere,dico…)
    "grazie a tutti per aver parlato con noi di Andrea il mio piccolo/grande nipote…"
    Zia Lì
    ..e grazie a Celeste per avermi accolto nel suo mondo
    ciao

  18. Petula: se Controluce è unica è anche perchè ci sei anche te e Pieffe e poi tutti quanti gli altri. Io sto sulla porta, sono il custode.  E non è una sviolinata. Sai che non mi piacciono. Fusa notturne.

    Ioloso: grazie.. again. Bello vederti. Un bacio a te e uno a nonna.

    Zia Li..  Grazie a te!! . Poi vedi, questo non è il mio mondo… Per alcuni è un davanzale (girano gatti qui) Per altri una pista di atterraggio (per astronavi a pedali)  Altre volte vi  girano qualche Thriller (La padella assassina è candidato a otto oscar) Altre volte è una gabbia di matti. Altre volte è  ….. mah… una magia. Come adesso, per esempio. Un bacio forte.

    Il Trovatore della Luna: A volte è la luna a trovare lui. Lei canta. Lui tende l’orecchio. E’ un dialogo segreto, intimo. Speciale. Ci vogliono orecchi speciali per udire la luna.

  19. I vostri figli non sono vostri.
    Sono i figli e le figlie della fame
    che la vita ha di se stessa.
    Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi
    e non vi appartengono, benchè viviate insieme.
    Potete custodire i loro corpi,
    ma non le loro anime,
    poichè abitano in dimore future
    che neppure in sogno voi potete visitare.

    Proverete a imitarli ,
    ma non cercate di renderli simili a voi.
    Voi siete archi da cui i figli ,
    le vostre frecce vive,
    vengono scoccate lontano.
    In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere.

    Kahlil Gibran, Il Profeta  "i VOSTRI FIGLI"

    Petula, è una poesia che a me piace molto per dirti che Andrea è stato mio per i nove mesi durante i quali era nel mio grembo, poi…. il mondo  l’ha fatto suo e soprattutto QUI sono felice di condividerlo con voi. Ancora oggi mi sento dire che è ora di tagliare il cordone ombelicale con lui e nonostante gli altri due figli…..il cordone ombelicale con lui non l’ho ancora tagliato! Perchè lui è Andrea!
    Petula ti abbraccio

    Riccardo è molto bello quello che tu scrivi, è molto sentito. Riccardo siamo tutti in una sfera di cristallo…..basta un…..tin!e la sfera si rompe.

    Pieffe bèh tu sei unico!

    Iolosox, Pinuccia, Luisella, Marinz, Giò, Ziali………….
                                                         
                                                                mamy

     

     

     

  20. è proprio come dice mamy….
    Andrea è ANDREA….

                              Zia Lì

  21. E vabè!!! Allora parliamo anche di Gibran. Questa "cosa" la stampai sugli inviti al ricevimento di nozze.
    .
    Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro? E lui rispose dicendo:
    Voi siete nati insieme e insieme starete
    (…………………)
    Ma vi sia spazio nella vostra unione,  e tra voi danzino i venti dei cieli.
    Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore. Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
    Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
    Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
    Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
    Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
    Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
    E siate uniti, ma non troppo vicini;
    Le colonne del tempio si ergono distanti,
    E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

  22. e vabè, allora!!! Io ho chiamato i tavoli come i poeti che mi piacciono di più e ho fatto trovare agli invitati una pergamena con la poesia più bella (PER ME) del poeta del loro tavolo. Per il tavolo Gibran ho scelto questa:
    Farò della mia anima uno scrigno
    per la tua anima,
    del mio cuore una dimora
    per la tua bellezza,
    del mio petto un sepolcro
    per le tue pene.
    Ti amerò come le praterie amano la primavera,
    e vivrò in te la vita di un fiore
    sotto i raggi del sole.
    Canterò il tuo nome come la valle
    canta l’eco delle campane;
    ascolterò il linguaggio della tua anima
    come la spiaggia ascolta
    la storia delle onde.

     
     
     

  23. …ed io tifo per tutti quanti voi, amici di Cele (compresa), oltre che per Andrea ovviamente 🙂
    Ele
     

  24. Se si parla di poesia, e queste sono poesie conun certo peso, devo confessare che per me una delle poesie d’amore più belle è quella di Montale" Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale".
    Sarà una mia debolezza ma tutte le volte che me la trovo davanti mi vengono i brividi.

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede
    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    Ma, e  Andrea ?

    Bacioni e buon pomeriggio. Pinuccia

  25.  
    Pinuccia,
    grazie per questa poesia .. da brivido.
    Contiene l’essenza di quella cosa che chiamiamo amore.Che spesso, abusivamente chiamiamo amore.
    Ci sono splendidi amori che bagnano una donna e un uomo e questi scendono, milioni di gradini per una intera vita.
    E ci sono amori che durano il respiro di un pomeriggio e che accompagnano per quel gradino che ci impediva di scendere di più, di compiere un passo della vita.
    E non sono amori meno importanti: solo brevi.
    Ci sono invece uomini e donne che scendono milioni di scale ma ognuno lo fa … per proprio conto e credo che sia questa la vera solitudine.
     
    Trovarsi soli ad affrontare quei gradini. Capita. Una perdita, un dolore immenso e la scala davanti. . E si scende, si scende perchè si deve e poi perchè è giusto così.
    E quell’amore che ha accompagnato fino a QUEL gradino non lascia mai quel tipo di solitudine che invece pesa sulle spalle di chi cammina insieme senza essere insieme.

    Il mio è un tempo denso di pensieri, di riflessioni, di malinconia triste e dolce nello stesso tempo. Mi dicono che io penso troppo. Puo’ essere. Il giorno che scoprirò se questo è una condanna o un privilegio, probabilmente saranno terminate le mie scale e non avrò più gradini da scendere. O da salire.

     
    Andrea
    Andrea sta bene, ha scritto una e mail alla mamma e dice che contrariamente al suo progetto iniziale che era quello di raggiungere la Nuova Zelanda, sta salendo verso Nord, verso il Tropico del Capricorno. Si è concesso un mese di esplorazione mentre cerca dove fermarsi.
    Ha parlato di distese immense e desertiche dove si perde la vista e poi del contrasto del verde che arriva improvviso e che attraverso un altro percorso di infinito raggiunge l’oceano. Ha aggiunto: questa è libertà.
    Grazie un’altra volta di essere qui, con questa dolcezza e questa grande sensibilità che hai.

  26.  Beh, ormai credo che Andrea abbia fatto il pieno di commenti. Fossi in lui scapperei verso il Polo Nord, temendo d’essere inseguito da qualche barattolo di marmellata ambulante, da qualche fetta imburrata di sopra e di sotto (come diceva Piniocchio), e da qualche ruscello d’ambrosia e miele.
    "André (te lo dico alla romana), "scusaci delle romanticherie, delle esaltazioni mistiche, dei raptus alla "Gabbiano Livinston".
    Se seguitiamo a stare tutti appesi alle tue palle di viaggiatore finiremo per frantumartele. E tu invece ne hai un gran bisogno"
    Virilmente ti auguro un buon cammino e perdona sta massa di sedentari che ti viaggiano dentro lo zaino".
    Pieffe

  27. Vero Andrea… Ti pesiamo un casino dentro quello zaino…..

    Oggi pomeriggio a casa di amici ho conosciuto questa poesia di Trilussa: non c’entra niente con andrea nel senso che lui sta vedendo le stelle nel modo migliore .
    Da un po la sto cercando in web ma sono in viaggio e la linea è precaria. Ora sono ferma. nella stazione di Firenze, ho la linea stabile e finalmente l’ho trovata. Eccola. E’ bellissima

    Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
    la vecchia Tartaruga fece er passo
    più lungo de la gamba e cascò giù
    co' la casa vortata sottinsù.
    Un Rospo je strillò: - Scema che sei!
    Queste so' scappatelle
    che costano la pelle... -
    Lo so: - rispose lei - 
    ma, prima de morì, vedo le stelle.
    
  28. Ioloso
    Bellissima, vero? Condivido il tuo pensiero.
    Rischi? Si si, ce ne sono.
    Uno, per esempio, che te ne arrivi una dritta sulla testa.  Per esempio.
    Un altro che la medesima ci resti conficcata dentro con una (o più) delle sue 5 punte. .. Per esempio.
    Ma si…. vale la pena di veder le stelle.
    Ti regalo un frase a cui sono piuttosto affezionata: "siamo tutti nella stessa palude ma alcuni guarano le stelle".
    E’ di Oscar Wilde
    Ricambio l’abbraccio

  29. La conoscevo. Vale sempre la pena ricordarsi che il valore delle cose non è quello materiale, ma quello più intimo che fa si che qualcosa in noi si accenda.
    Poi torneremo ad essere materialisti, ma per un attimo avremo intravisto le stelle. E questo basta. Essere esseri umani forse significa essere ( ma quanti essere sto scrivendo? ) connessi alla nostra intelligenza emotiva?
    Quella che fa si che si parli di Andrea non con curiosità ma con affetto. Perchè quando si ha a che fare con qualcuno che è veramente in gamba lo si ammira. Anche se è dall’altra parte del mondo.
    Grazie piccola Celeste per ricordarci che in fondo il mondo è bello fino a che c’è qualcuno che ci  offre un sorriso.
    Baci. Pinuccia

  30. Ciao Pinuccia. Un buongiorno a te e a tutti

    "Considero Valore" la conobbi tramite un amico che, passato al mio studio per salutarmi (io non c’ero) la lascio’ sulla scrivania. L”appesi al muro del mio ufficio e ancora sta qui. Qualche giorno dopo comperai "Opere sull’acqua ed alte poesie", la prima raccolta lirica di Erri de Luca.  E poi altre cose di De Luca.

    Chi ha steso braccia al largo / battendo le pinne dei piedi / gli occhi assorti nel buio del respiro, / chi si è immerso nel fondo di pupilla / di una cernia intanata / dimenticando l’aria, chi ha legato / all’albero una tela e ha combinato / la rotta e la deriva, chi ha remato / in piedi a legni lunghi: questi sanno / che le acque hanno volti. / E sopra i volti affiorano / burrasche, bonacce, correnti / ne il salto dei pesci che sognano il volo". 

    E’  "Volti" la poesia che è anche in copertina.

    In "Considero Valore" trovo straordinario "conoscere il nome del vento che asciuga il bucato" e poi "sapere, in una stanza, dov’è il nord". Significa "APPARTENENZA".
    Noi siamo parte di quell’immenso respiro dell’universo; il vento fiata soffia per noi, appartiene allo stesso Mistero al quale noi apparteniamo. Non siamo entità separate del vento, dal Nord, dal Cielo ma siamo cellule di questo Tutto.
    Poi meravigliosa è "L’assemblea delle Stelle".
    Grande De Luca ! E al contempo così semplice. Come tutte le anime grandi, del resto.

    ANDREA:
    I pensieri, gli auguri che affettuosamente avete rivolto ad Andrea, che non conoscete ma adesso un po’ si, contiene quel concetto di "appartenenza" che rende speciali le conoscenze e che in qualche modo avvicina persone lontane, fino ad annullarne le distanze.
    In fondo tra lui e noi c’è "quel vento che asciuga il bucato". Sopra tutti noi "l’assemblea delle stelle" e dentro tutti noi le immancabili ferite che devono essere considerate "valori".

    Ok…. scusate ma la scrivo

    Considero valore ogni forma di vita,
    la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finchè dura il pasto,
    un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato,
    due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente,
    e quello che oggi vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua,
    riparare un paio di scarpe,
    tacere in tempo,
    accorrere a un grido,
    chiedere permesso prima di sedersi,
    provare gratitudine senza ricordarsi di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord,
    qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo,
    la clausura della monaca,
    la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l’uso del verbo amare
    e l’ipotesi che esista un creatore.
    Molti di questi valori non ho conosciuto.

  31. ciao cele, bellissima la cosa che hai scritto sui "valori". E’ un ritorno alle piccole cose, per poterne fare di grandi, grandissime. E’ come partire con la valigia di cartone con grande umiltà e sete di conoscenza per tornare con il nuovo "mondo" sottobraccio, con tante esperienze in più, interazioni con gli altri, scambio di pensieri, opinioni e affetti: Andrea tornerà ancora più "ricco" di quanto non sia già!!! Ciao cara mia

  32. Non ho mai accettato niente da chi non si frma.
    Figurarsi le rose…
    Specie se rosse… Non c’è fiore più triste di una rosa rossa.
    C.

    PS
    levo il commento.

  33. Ho letto la storia di Andrea….ho letto anche gli altri commenti e vorrei partecipare a questo che pare essere ( giustamente) un inno alle capacità individuali alla forza interiore e ai valori che riaffiorano.
    Andrea è un vero esempio da diffondere…brava mamy hai fatto un buon gesto verso Andrea che si sentirà sicuramente riconosciuto del suo merito ma anche sei brava a descrivere il merito della sua mamma che se ho capito bene tu sei molto vicino.
    Ora, mi rivolgo a lei, alla mamma di Andrea che sicuramente ti avrà demandato al racconto di ogni dettaglio qui riportato ..a te mamma di Andrea voglio rivolgermi.
    Il tuo Andrea è stato davvero bravo, non si è perso e ancora dimostrerà la sua forza principale: la grande fiducia verso se stesso.
    Ma quanti altri Andrea invece si sono persi ?  
    E tu mamma di Andrea?…sei anche tu un Andrea perso?
    …Forse come me?…In quanti Andrea ci siamo persi?
    Possiamo sperare che per ogni Andrea perso ne corrisponda un’altro che ha imparato a non fare gli stessi errori come il TUO Andrea?
    Possiamo trovare un minimo di gratificazione almeno in questo per non morire di tristezza per i nostri fallimenti?
    E’ evidente che io mi riferisco a coloro i quali si sentono  tristi nel loro essere ma la tristezza non è sempre sinonimo di depressione, quantunque essa sia dilagante nella nostra  squinternata epoca.
    Mi riferisco a coloro che sono l’esatto contrario di Andrea….agli Andrea immeritevoli quelli che si sono persi ma che nel contempo  hanno generato la forza degli Andrea come  il TUO Andrea.
    Io credo nella sequenzialità delle cose nel ciclico rinnovarsi e di coloro che meritano il giusto riconoscimento della loro storia  se tale è da diventarne esempio per altri…io ci credo, lo riconosco che è così e umilmente riconosco anche i miei demeriti ma, anche vorrei trovare la pace in un piccolo riconoscimento per una piccola inconsapevole parte che ho avuto  per il mio Andrea che non si perderà …..perchè i miei errori, oggi sono la sua forza.
    in qualche modo anch’io ho bisogno di un mio benessere che ancora oggi non sento….Quanti altri Andrea persi ci sono come me?
    De Andre lo sapeva bene …lo sentiva…quando cantava  "Andrea si è perso"
    Ciao mamma di Andrea
    Ciao mamy….Ciao Andrea e ti dico ancora bravo e una cosa ti chiedo non dimenticarti mai di quell’  Andrea che ti corrisponde….quello che si è perso quando lo ritrovi fagli sentire che anche "lui" merita la serenità che tu hai da sempre anche un po per merito suo…
    …a "lui"  serve questo ma,  DA TE !            ( ^ _ ^ )

                                                                                                         w19

  34. Caro anonimo… che se non eri anonimo era meglio.
    Hai ragione.
    Il mondo è pieno di Andrea persi, o mezzi persi, oppure, naviganti nel limbo indeterminato della paura, dell’incertezza, dell’ansia.
    Molti di costoro finiscono in un ufficio a far fotocopie e qualcuno dice loro che in tal modo si sono realizzati (ma loro, gli Andrea) sanno benissimo che non è così. Qualcuno diventa Direttore Generale grand. uff. lup. mann. ecc., e tutta la società lo applaude dicendogli che è realizzatissimo (ma lui, qualche sospetto di essersi perso, magari ce l’ha ugualmente).
    Altri finiscono a cercare stracci nei cassonetti, talmente stanchi e distrutti da non riuscire più neanche ad essere disperati e da essere totalmente estranei dal concetto stesso di "perso". Sopravvivono, e la società a volte li tollera, altre ne è talmente infastidita… che li brucia.
    Altri si bucano e finiscono ai margini e muoiono, lontani dalla voglia di cercare qualcosa, altri si inguaiano nelle camorre e nelle mafie e tentano la loro realizzazione al negativo.
    Tutti, VIP e NIP (Very important person e.. Non important person) fanno parte di questa varia umanità confusa, aggressiva, aggredita,… e sempre più sola. Tutti hanno bisogno di un piccolo sorriso, perché cadere da una parte o dall’altra del crinale dell’esistenza è a volte una questione di volontà, altre di fortuna, altre di coraggio.
    Ma, senza qualcuno che sbaglia non ci sarà mai qualcuno che fa bene; e senza qualcuno che inciampa non ci sarà mai qualcuno che fila dritto; e senza qualcuno che ha paura… il coraggio non avrebbe senso.
    Perciò io credo che sia necessario ringraziare tutti i non bravi, tutti i confusi e i non sereni.
    Con un indicazione, però.
    Ognuno di noi può essere bravo, almeno una volta e somaro migliaia di volte; ma può accadere anche il viceversa.
    E ognuno di noi, nel salire o nello scendere dalla montagna dell’esistenza appoggia le mani sui bravi e sui somari e non sa mai quanto siano stati i "bravi" ad aiutarlo, piuttosto che i "somari".
    Per la stessa ragione non credo proprio che sia importante quello che siamo riusciti a "diventare" quanto quello che ci siamo impegnati a cercare, ognuno con le sue forze e le sue risorse.
    E non è detto che sulla cima di una montagna d’errori, non si possa trovare la verità e la serenità e viceversa: sulla cima di una montagnola di successi ci può essere un cartello con su scritto: "Hai sbagliato".
    E l’anonimo mi sembra proprio che faccia parte di coloro che, persi o non persi, hanno ancora voglia di cercare se stessi. Per cui non è così lontano dal nostro Andrea.
    Auguri

  35.  pieffe…ti ringrazio per aver capito molto bene il senso del mio incespicante discorso.
    comunque mi sono firmato … w19 
    è solo una sigla ok ma vorrei che venga considerata come mio nick nell’attesa che mi registro al sito….(sinceramente sono un po allergico alle registrazioni ma farò uno sforzo visto che qui ci sono persone che condividono volentieri il gusto della riflessione).
    Che altro dire pieffe questa è la vita e certo non cambiano le cose solo facendo riflessioni…però dai, credo che chiunque abbia la sensazione di avere capito o di essere riuscito a farsi capire in un certo senso ha gia un suo benessere aggiunto.
    Quindi grazie anche a te pieffe per avermi capito ed aver così contribuito ad aggiungere quel pezzettino di gratificazione che si aggiunge a tutti gli altri pezzetti che nel mio caso sono ancora pochini nel loro complesso …ma di sicuro sono in aumento…questo so riconoscerlo..questo mi fa bene…grazie!

    w19

  36. w19
    Ho lasciato che rispondesse Pieffe per tante ragioni che potrai ben capire se ti dovesse capitare di leggere Pieffe per esempio in questo sito.

    Aggiungo soltanto: torna ogni volta che vuoi, sotto questa sigla o altre se vorrai.. non fa differenza.
    Pieffe, scrivendo "se non eri anonimo era meglio" intendeva altro e non certo quello di presentarti sotto nome e cognome cosi’ come non è certo una registrazione a Splinder che fa la differenza. Lui stesso usa un avatar per diverse ragioni molto distanti dal doversi o volersi nascondere.

    Questo è uno spazio dove se vorrai potrai confrontarti e trovare un angolo dove nessuno giudica o cataloga.

    Pieffe: copio e incollo la tua conclusione, che mi è piaciuta assai:

     ….. non è detto che sulla cima di una montagna d’errori, non si possa trovare la verità e la serenità e viceversa: sulla cima di una montagnola di successi ci può essere un cartello con su scritto: "Hai sbagliato".

    E concordo sul fatto che:
    mi  sembra proprio che faccia parte di coloro che, persi o non persi, hanno ancora voglia di cercare se stessi. Per cui non è così lontano dal nostro Andrea.

    Auguri anche da parte mia. Un grosso in bocca al lupo e bè.. per quello che puo’ valere e cercando di essere il piu’ lontana possibile dai luoghi comuni: le montagne di errori li facciamo tutti, quotidianamente compiamo scelte delle quali spesso ci i pente o ci si pentirà in futuro. Non è mai troppo tardi per rimediare …. e quasi sempre questo consiste in altre "montagne" da scalare. Le salite sono sempre faticose.. faticosissime. Ma ci sono spesso compagni di viaggio e spesso perfino la solitudine è la migliore compagna di viaggio che ci possa essere … l’importante è tenere il passo, lento magari.. lentissimo ma costante.

     

  37. @w19: che bel commento! Una persona che sa riconoscere i suoi limiti e i suoi errori ma con tanta voglia di farcela. Ti presenti come l’alter ego dell’andrea che non si è perso…ma credo che non lo abbia fatto nemmeno tu, caro W19 o anonimo o comunque ti chiami  La sensibilità che hai mostrato nel tuo commento, racconta molto più di te di quanto tu creda. E la padrona di casa celeste e i suoi affezionati lettori (in primis pieffe) hanno ascoltato il tuo racconto "tra le righe" apprezzandolo tantissimo. Un saluto a tutti.

  38.  carissimo w19, questa è una casa dove anche tu sei passato per lasciare il tuo pensiero, in questo spazio dove puoi solo trovare tanti amici soprattutto sinceri e leali. VERI! Ops..scusa Celeste per un attimo mi sono sentita a casa mia. Anzi no, entrare qui e come sentirsi a casa propria.
    Pieffe come sempre è SEMPRE un vero piacere leggerti.
    Avrò modo di ripassare e rileggervi…per ora un grandissimo abbraccio a tutti!
                                                                                     mamy

  39. ….Ma ci sono spesso compagni di viaggio….
    EHEHEH !  mi piace sta cosa del copiaincolla.
    Rende molto bene l’idea dell’apprezzamento di chi ha letto …
    Eccomi ancora qui a ringraziare doverosamente pieffe ancora e poi celeste e poi ancora  iolosoxhecero e ovviamente tutti coloro che partecipando al blog con i loro pensieri stimolando altri (magari pigroni come me) a fare altrettanto.
    Ricollegandomi alla frase iniziale che ho copiato da celeste vorrei ampliarne il concetto che sento molto mio come del resto vedo è anche di altri.
    Più che concetto la definisco una visualizzazione di presenze che incontriamo e che più o meno dichiaratamente ci vogliono aiutare ….a volte anche con semplici coinvolgimenti silenziosi, apparentemente non intenzionali ma, che comunque diventano presenza e pian piano compagnia  che nel nostro percorso personale riusciamo ad apprezzare come momento di grande aiuto.
    Ecco cara celeste e caro pieffe e anche cara  iolosoxhecero, io, ora apprezzo voi che pur sconosciuti ma immediatamente cari mi state facendo compagnia, mi apprezzate e non mi chiedete di essere o di apparire ma semplicemente mi ascoltate e mi apprezzate (conoscendomi meglio mi criticherete anche ma intanto mi godo questa momentanea condizione di vostro privilegiante  apprezzamento ) molto molto bene ragazzi..siete bravi avete umanità e sapete tenere in piedi un bel contesto comunicativo …io a volte me li invento i vocaboli…..giusto per renderli anche un po divertenti e/o alternativi..quindi al posto di semplicemnte "contesto comunicativo" direi meglio (ovviamente a chi non piace non ne tenga conto) CONTESTO COMUNICAZIONALE dove il ‘zionale sta un po per fondere la comunicazione con l’emozione che sentiamo quando facciamo un copiaincolla di una certa bella frase, di quando anche scriviamo a macchinetta contenti di dire di corsa quello che nessuno ci impone di farlo così velocemente …insomma cara bella gente che state qui come me a trovare conferme nelle risposte a solevare quesiti che diventeranno argomenti, a trascinare pigroni che inavvertitamente hanno osato darsi una mossa..a tutti voi ..un abbraccio….e una preghiera questo lo chiedo particolarmente a chi è molto pratico di blog come può essere celste o pieffe… : siccome io nn lo sono per nulla, sarà molto facile che mi ritroverò a strafalcionare in qualche modo sulle sequenze di risporta o magari fraintendendo le fonti …ecco spero di non creare disagio in questo senso e comunque se capita mi scuso fin d’ora.
    E gia che ci sono vorrei fare una domanda giusto per capire fino che punto sono imbranato io….la domanda è: se celestechiaro è la padrona di casa del blog, la persona che ha scritto la storia di Andrea chi è? …mi par di avere capito che è sempre lei ma ripeto di post e blog mai capito più di tanto.
    ciao a tutti ragazzi ci leggiamo presto eh!
    x  iolosoxhecero un grazie particolare per avere evidenziato così favorevolmente e per esteso la apprezzbilità dei miei "tra le righe"…scolta ma….allora secondo te sono così leggibile io quando voglio starmente quatto quatto tra le mie righe?…^_^…ciao ciao a tutti

  40. ecco mi sono  dimenticato la firma   ero io nel commento di pochi minuti fà
    io  >>>  w19

  41. ecco come previsto facio i miei erori di distrazione e infatti ho letto solo ora che mamy mi ha risposto dissipando nel contempo il mio precedente dubbio su chi fosse l’autore della storia del "nostro caro Andrea"
    Ok mamy ho capito che non hai molto tempo a disposizione …si capisce da come hai scritto che eri di corsa…..ti ringrazio del cocetto di casa che hai espresso e ovviamente il ringraziamento và di riflesso anche ala vera padrona di casa ….ora devo fare che vado un po di corsa anch’io ciao mamy grazie e ciao a tutti
    w19

  42. w 19 se ti capita vieni a caccia di lucertole sul mio balcone. Ti racconterò di tutti gli strafalcioni di una gatta curiosa e pasticciona e delle scalate trionfanti su montagnole di foglie…secche che per il peso si afflosciano togliendo gloria e superiorità.
    Fusa

  43.  Petula2….Ma dai !!!
    Ma ti pare che mi devo offendere per l’interpretazione divertente che hai dato del mio nick?
    Purtroppo ho scoperto da pochissimo a cosa corrisponda storicamente questa mai sigla che vorrei mantenere come nick…non è molto allegra la scoperta ce ho fatto.
    Anzi petula2, faccio un passetino indietro nel tempo e poi ti dico della mia recente scoperta.
    Io, che sono pasticcione e sperimentatore per definizione ad un certo punto della mia vita ho deciso di provare a suonare….Sivabè a strimpellare è più idoneo….comunque,  di questi miei pezzi creati strimpellando avevo deciso di inciderli su cassetta a nastro magnetico e di firmarli con una sigla altisonante ehehehe  
    w19 per l’appunto.,che poi, altro non è che la iniziale del mio nome e 19 per puro riferimento anagrafico dei miei 19 anni passati da un bel pò ma che io ho voluto abbinare all’ iniziale del mio nome solo per il fatto che non ho mai avuto simpatia per questo numero….insomma riferito ai miei 19anni capito?
    Per esempio preferisco pensare ai miei 20 o22 anni opure ai 18 ma quei 19 non risultano simpatici anche se non ci sono motivi particolari del mio vissuto che giustifichino questa  mia antipatia questo numero.
    Vabè questa era la premessa per comprendere la genesi di questa "favolosa sigla".
    Dico favolosa ma sarcasticamente perchè…adesso te lo spiego.
    Allora dopo tanti anni di " utilizzo" (scarsissimo perla verità) di sto w19 che dapprima come ho gia detto riguardava la firma di miei brani musicali, man mano che passava ilt empo a applicavo a tutto cio che creavo di mio.
    Filmati con le mie prime cinecamere poi con elaborati multimediali da pc e così via..insomma Petula2 per arrivare al dunque della mia recente scoperta ti dico questo, e credimi , ne sono rimasto veramente rattristato ma forse in questo blog  forse  ne uscirà anche una sorta di ricerca d parte di chi legge con gli elementi che sto fornendo e che sono questi.
    Primo passo: cercare con google   w19  leggere attentamente a cosa corrisponde questa sigla >>>>vicno alle caratteristiche di un ordigno bellico spaventoso (alias un certo tipo di bomba atomica) viene anche riportato l’anno dela sua creazione che è il 1955…che guarda caso è il mio stesso anno di nascita…..steso anno stessa iniziale di un nome, e con una cifra che io rifiuto senza apparente motivazione ( o forse con motivazione anche fin troppo chiara ma solo ala luce diq uesta mia recente scoperta. Prima non potevo imaginare ma il numero gia mi stava antipatico)
    Petula2….e tu quasi ti scusavi per aver associato ad una lampadina questa mia sigla?
    Bèh come gatta filosofeggiante mi sei gia simpatica visto che guarda qui che razza di filosoficherie me sto a cercà da me stesso medesimo!  

    Ecco mi accorgo ora che tu hai nick Petula2 ma ti sei firmata Fusa…Come preferisci che ti chiamo giusto per rimanere in tema di nick? 
    Ricambio volentieri l’affettuoso saluto. Ciao
                                                                           w19

  44.  ehmmm…chiedo umilmente scusa
    rileggendo il mio post in  risposta a Fusa  mi sono reso conto che sono uscito dal tema del post di mamy…non era intenzionale scusate…..
    chi vuole indicarmi come comportarmi per trattare arcomenti che esulano dal tema è ben accetto ok?
    ciao a tutti  notte                   w19

  45. w19
    leggo … non sempre intervengo ma leggo.
    Ho visto anche che hai potuto fare luce (bè… con la lampadina si puo’ ) sui "ruoli" e sui termini del blog.
    Io sono Celeste, il blog è "mio" anche se ti sarai accorto che un blog è un cortile dove qualcuno propone un argomento e poi si chiacchiera. Sovente anche furi tema ma è (anche) questo il bello del blog.
    Mamy è la mamma di Andrea.
    Petula è una gatta molto speciale, un po’ filosofa e anche saggia (lei dice di no ma è così) che passa spesso di qui.
    Pieffe è un animaletto peloso, alto 98 cm che gira con una astronave a pedali: ha 2459 anni e vive sulle Pleiadi perchè sulla terra si sta troppo male.
    Atterra in Controluce quando meno te lo aspetti, fa un uso "generoso" della sua spada laser: porto un sacco di cicatrici per ustioni, credimi ma accidentialui dice tutte cose sagge, riportando spesso anche me sulla terra; pure o volo pero’ uso la scopa.

    Poi ci sono altre persone che vi scrivono, iolosoperchecero e altri. 
    Ecco, un minimo di presentazioni le ho fatte. 
    PS il 19 è un numero niente male.

    Un buon pomeriggio. Alla prossima! Cele

  46. Ciao  Celeste …molto bene mi sta diventando sempre più congeniale questo  spazio spazioso ma anche circoscritto esattamente come hai definito tu, …un cortile… e io aggiungerei anche bello e quindi un bel cortile.
    Pulito ma anche disordinato dei disordini consentiti o anche involontari…molto bene Celeste.
    L’animaletto peloso che pedala la sua astronave mi piace particolarmente ma anche la gatta n è da meno, tu che sei la padrona del cortile (o casa che dir si voglia) sei l’evidente cardine che sorregge il pesante cancello che chiude quando necessario il tuo bel cortile e diventa inattaccabile dall’ esterno.
    Ho focalizzato molto bene anche le aptre persone che mi hai descritto e sicuramente da ora sarò meno maldestro nei miei riferimenti ( ma non contarci troppo eheheh).
    Eh sì!  Un cortile mi manca proprio e da tanto tempo…sono beli i cortili.
    Rassicuranti proprio perchè circoscritti…a me danno la sensazione di piccolo mondo a se stante di porzione di universo dove ho appena scoperto si possono fare anche avvistamenti di astronavi con potenti propulsori a pedali …molto bene…cè anche il classico balcone con la classica gatta che guarda curiosa ma a volte anche assonnata…si si proprio bello questo posto grazie Celeste del tuo benvenuto non detto ma ampiamente dimostrato …ciao ragazzi …volanti e non ;-)) 

  47.    aiuto help!

    help my…Celeste credo che solo tu puoi reeerire un mio post che ho scritto in un post che però non è questo.
    Nel senso: mi pare di ricordare che oggi verso mezzogiorno avevo guardato il profilo di Petula2 poi da li m sono trovato in un post che n era questo ma che aveva come argomento "l’osservazione del cielo"
    io ho fatto lì così un paio di interventi ma adesso non mi ricordo come tornarci per riprendere il mio intervento che avevo lasciato a metà.
    Spero che imparo a muovermi un pochino autonomamente  ma nel frattempo mi aiuti tu Celeste?
    ciao e grazie 
                                              w19

  48. Ok  w19 ti guido io dal davanzale…tanto a quest’ora non passano lucertole (il mio pasto preferito). Se torni all’inizio del post vedrai che sulla colonna di destra c’è la scritta Commenti Recenti. Lì vengono segnalati gli ultimi commentifatti su ttto il blog di Celeste.Scorrendo in basso vedrai che c’è scritto "utente anonimo" (sei tu perchè non registrato) e vicino il titolo del post "Passeggiando per Milano" quello era il titolo del post di Celeste dove hai commentato il simpatico equivoco sulle "fusa" della gatta e il "fusa" della lampadina".
    Fusa

  49.  ciao petula…grazie della dritta …io ho sempre sostenuto che quando non si capisce dove ci si trova basta fermarsi e riflettere senza fare ulteriori tentativi e la decisione della giusta direzione da qualcuno o qualcosa arriverà….e vedi che funziona?
    Stasera, mentre io addormentato sul divano  riflettevo molto profondamente , tu, sei arrivata e mi hai dato la direzione ….dai che scherzo mica ti senti utilizzata eh!
    Sei stata un tesoro di ragazza a recuperarmi in modo così energico….ehmmm…che figuraccia che ho fatto bastava guardare meglio il sito grrrrrrrrrrr.
    Vabè ….senti petula2 io lo so che a volte appaio scemo ma credimi invece in relatà io sono uno che capisce sempre tutto e bene quando qualcuno glielo spiega dettagliatamente ….mi credi vero?
    Infatti da questo momento diventerò il navigatore scheggia di questo blog…me li giro tutti i post oraaaaaaaaaaaaa….non ora , ora . Ora per dire domani dopodomani …capito?
    Post – blog …ma và che velocità di dialettica web che me stò a pjà….mo basta che comincio a stupirmi da me stesso medesimo.
    Petula grazie ancora  mi hai salvato dalla  disperazione di non poter concludere il mio intervento sul cielo…bello il cielo, e grande anche…oh, pensa che una volta ho voluto colorarlo tutto. Non mi sono bastate 2 scatole di pennarelli sai?
    a domani.. notte a tutti i lettori…lascia stare le lucertoline petula (così ti avanza più tempo per  dirmii anche come si mettono le faccine qui )…clic!
                                                                                                 w19

     
     

  50. AAAAH  !!!   ECCO DOVE SONO LE  FACCINEEEEEEEEEEEEEEE…                                                                                                                             w19

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