Boh !

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Controluce è nata per caso, credo di ricordare quasi per gioco.
Voleva essere una terra di mezzo, una zona franca, una lavagna bianca, uno spazio dove fermarsi a fare un picnic.
Un angolo lontano dalle banalità e dal vuoto. Insomma un posto dove dare spazio ai pensieri, una lavagna dove disegnarne alcuni.
Sotto lo zerbino ho messo i gessetti colorati e all’ingresso c’è del caffè caldo. Ho trovato delle belle persone, e non è vero che i blog sono solo banalità, o siti buoni per autocelebrazioni; si, vengono usati anche per questo.. Per alcuni sono strumenti di lavoro. Per altri sono mezzi per promuovere iniziative. Per me è un tavolino all’aperto, in una piazzetta di un piccolo centro, con i gerani a delimitarne il perimetro, con le sedie in ferro battuto e le tazze di tè e il caffè, immancabile per me. Mi ha portato degli amici, Controluce. E ha rappresentato un piccolo appuntamento, per me e per chi è voluto passare, forse piacevole e magari inquietante…
Scrivere in un blog, se lo si vuole fare con onestà e se non si vuole parlare di politica o di gossip o di argomenti che sono già troppo presenti nel quotidiano, lo si fa dandogli  il proprio respiro. Ovvio. Diventa per forza una sorta di diario. Ma è pubblico. Quindi ci sono dei corridoi, dei paletti, delle stanze che non si possono aprire. Si proiettano sul muro della stanza del blog le ombre cinesi della propria immagine, la copia della propria anima anche quando si inventa. Non sempre ciò che si scrive in un posto come questo è esperienza diretta, Non sempre gli scritti sono scatti fotografici della vita di chi scrive. Ma è ovvio, l’anima c’è. C’e il personale sentire di chi apre questo spazio bianco e ci scrive sopra o lo imbratta, come sto facendo io adesso.
E’ una diretta, questa. Non è incollato dopo un copia da word… ma è una diretta che non rilleggerò anche a dispetto degli errori di digitazione e di forma.
Nella mia vita ho sempre scritto molto, specie nei periodi piu’ infelici, più difficili. Ho riempito pagine e pagine di quaderni, diari, blocchi notes che ora stanno tutti in una cassapanca della cameretta dove c’è anche la mia libreria e il mio pc prima che mi regalassero questo piccolo, portatile. Perchè? Non lo so. Una ragione pò essere il bisogno di esternare, buttare fuori dall’anima le cose e anche esorcizzare le paure. Un’altra può essere il disagio di non riuscire a comunicare davvero e profondamente con le persone allora.. lo faccio con me.
E’ una sensazione terribilmente frustrante parlare, centrifgurare l’anima e ciò che si prova e poi… rendersi conto da una sola risposta e a volte da una sola sillaba, o da una anche minima espressione del viso dell’altro che… la tua centrifuga è arrivata come annacquata, e che tutto cià che hai cercato di dire con passione, con vero desiderio di condivisione è … stato letto come la più banale delle cose.
Ti senti come un muto. Come deve sentirsi una persona priva del dono della parola? Male, immagino perchè sostituire le parole con la mimica deve essere molto riduttivo. Le parole e la gestualità insieme hanno o dovrebbero avere un certo potere, ma ahimè quante volte, per quanto ci si possa sforzare, si sente che il messaggio vero, profondo, quello puro che scaturisce da dentro come acqua di sorgente non solo non arriva puro… ma arriva distorto, inquinato, contaminato sia pure nel brevissimo spazio che intercorre tra la gola e le labbra. Brevissimo …. No.. non è brevissimo. E’ uno spazio enorme. Uno spazio infestato da germi e batteri che possono modificarne il senso fino a stravolgerlo. E quando capita di incontrare qualcuno che invece sa leggere nel modo giusto, allora è un incontro speciale.
Un blog non può essere così, è evidente. Le cose che si possono comunicare sono altre e per ovvie ragioni è necessaria una mediazione tra ciò che si vuole comunicare e ciò che è possibile coomunicare. Gli strati del “personale” e dell’intimità sono più o meno densi a seconda dell’argomento che si tratta: posso dire se mi piacciono o no le pesche sciroppate ma non posso dire se mi piace fare l’amore sul pavimento.. Ovvio. Allora? Mah.. Allora a volte chi parla, in un blog, è il fantasma di chi scrive. L’ombra cinese, proiettata sul muro. E’ la via di mezzo tra il raccontare e il raccontarsi.
Allora Controluce perchè? Non lo so. Ricordo una volta Gollum fece un post di commiato… dicendo piu’ o meno che ogni cosa ha un inizio e una fine… e terminava con l’augurio di seguire quella cosa chiamata amore. Fu un bel post, sia pure doloroso perchè mi piaceva passare da lui: un tavolino in una piazzetta mai banale, mai sterile.
Non è un commiato, questo in Controluce o almeno non credo.  Solo una riflessione in un periodo un po’ particolare del mio Tempo. Non triste, come potrebbe sembrare dai post precedenti, anche se una certa malinconia ha fatto da sfondo in tutta la mia esistenza ma io .. ho imparato ad accettare anche questa. E’ la mia natura e combatterla sarebbe inutile oltre che sciocco. Bisogna imparare ad amarsi e ad amare quelle cose che ci fanno sentire deboli, vulnerabili. Perchè è li che risiede la bellezza.
Ma a volte, e ritorno al discorso di prima, la bellezza non viene compresa, non viene raccolta o non viene apprezzata. Qualche volta derisa, a volte vista con commiserazione o una sorta di pietà. A volte ti trovi a parlarne, della vulnerabilità della tua anima semplicemente per consegnarla e .. la cosa più terribile che possa tornare sono i pat-pat sulla spalla. Insomma, comunicare davvero è difficile nella vita, figurarsi in un blog dove non c’è, in fondo, nemmeno l’intenzione d farlo perchè appunto interviene il personale e il rispetto di sè.
Perchè Controluce? Per la seconda volta : non lo so. Sorrido.. Chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui .. e ha tutta la mia solidarietà e perfino … (qui ci va.. ) il pat pat sulla spalla si sta chiedendo: ma perchè questa si fa tutti questi problemi? Ecco… appunto.
Risposta:  non lo so. Molte volte ho cercato, tra le pieghe del mio incasinatissimo sentire, qualcosa che potesse semplificare quel labirinto di cose che io sono, che poi sono le mi contraddizioni, i miei contorni mai netti ma soprattutto mai fermi, i miei colori sciolti e spesso indefiniti e indefinibili.
Che poi altro non sono che la mia paura e il mio bisogno insieme di certezze… che sono inscindibili dal mio bisogno di nessuna certezza.
L’odore di definitivo mi spaventa e mi fa sentire morta, arrivata. Finita. L’odore del “tutto è possibile” mi fa senitre senza il pavimento sotto i piedi. Cerco tra i dadini della mia vita trascorsa le ragioni di tutto questo, ma in fondo le conosco benissimo: sono le stesse  che hanno partorito i miei fantasmi, i mostri che stanno nella famosa valligia. Ogni tanto escono e diventano gigantesche forme dall’aria minacciosa e invincibile. Ogni tanto il mio “sistema immunitario” li sa tenere a bada e allora le dimensioni diventano accettabili. Probabilmente adesso ci sono entrambi: quelli piccolini e quelli giganti… E a volte litigano tra loro e loro con me. Un bel casino.
Ma che c’entra Controluce con tutto questo? Non lo so. Qui ci passano e ci sostano persone amiche, persone a cui voglio bene e che sono contenta che la’ fuori, da qualche parte, a Milano, Roma, Firenze, Sicilia … loro ci siano. Controluce o no.
Hanno inventato le e mail,  i telefoni, i treni. Non è indispensabile Controluce.
Basta una mail, un treno.  Anche se in questo  periodo forse mi servirebbe una navicella spaziale ed essere lontana… Magari lassu’, tra le stelle, qualcuno capisce la mia lingua e riesce a leggermi dentro.
Non so piu se sono io a parlare una lingua soltanto mia oppure se è il resto del mondo. Come quel tizio della barzelletta che ascolta la radio che dice che c’è un pazzo in autostrada in contromano e lui replca: ma qui sono tutti in contromano… Contromano, Cele..  non Controluce… Ma che c’entra Controluce? Boh…
E che ci sta a fare Controluce?…  Booohh.. Appunto.

48 pensieri riguardo “Boh !

  1. io ci sto per leggerti… dalle semplici, ma profonde, poche parole di alcuni post a quelli lunghi, e molto belli, come questi… le ragioni in fondo possono essere tante come nessuna… è una spinta interiore che ci fa fare le cose… se non ci fosse Controluce ci sarebbe una mail, o un telefono o quant’altro ma dobbiamo essere noi a digitare l’indirizzo sulla tastiera o richiamare il numero… e lo stesso vale quando si scrive un post.. il semplice desiderio di farlo e condividere qualcosa con qualcuno…
    vale questo per tutti o per nessuno? boh… non so se vale per me :o)

    un sorriso 🙂

  2. Avevo scritto un commento. Non so perché, non è stato pubblicato. Te lo riscrivo, sperando che non venga fuori un duplicato (come al solito!).
    Cara Celeste, è vero, come dici tu, che è difficile comunicare nella vita e che possa esserlo ancora più in un blog, perché non possiamo scrivere tutto ciò che ci passa per la testa. Però io credo che questo valga sempre. Che tutti i giorni applichiamo un "filtro" (per dovere, per rispetto, per paura) quando comunichiamo. La differenza la facciamo NOI. Se vogliamo buttarci dentro la nostra anima (quando scriviamo o quando parliamo), credimi, la nostra anima "arriva". E arriva soprattutto a chi vuole "sentirla". Quindi,  a questo punto, torniamo a: perché controluce? Io VOGLIO restarti vicina, anche se deciderai di restare in silenzio. P.S. e poi è vero, esistono i treni…

  3. In rete si trovano moltissimi blog. E girovagando di quà e di là si trovano quelli con i quali ci si sente più in sintonia. Un po’ come succede con le persone che si incontrano nella vita. A me è successo che po’ per gioco, un po’ perchè ho intravisto in “controluce” la persona che ci sta dietro, un po’ per mettermi alla prova ho messo un piccolo commento. Ed è nata un’amicizia che seppure virtuale fa bene. Non si discuterà sui massimi sistemi, ma è solo una scelta. Se lo si volesse fare si può, eccome.
    E poi la piumetta bianca che hai come simbolo ( Non so come si dice, sono un po’ limitata con il linguaggio e la pratica informatica ) mi ricorda Jennifer. Qualche volta ti racconterò di Jennifer. Adesso ti ringrazio perchè ci sei e BUON LAVORO! Baci Pinuccia

  4. Sul tuo Controluce, cara Celeste, ho visto delle belle trasparenze. Magari quelle che non sarei riuscita a descrivere, oppure che era bello vedere che esistevano.
    Le parole hanno tutti i limiti del mondo, rimangono lì…asciutte e definite e non riusciranno mai a dare le sfumature del sentire dell’anima. Mai!
    Puoi scrivere volumi di pensieri, ma rimanere con la frustrazione di non esserti espressa come realmente volevi tu, con il cuore letteralmente intasato, sempre in attesa di uno straripamento che non si realizza, con quel piccolissimo moto dell’anima che fa appena capolino alla coscienza, ma che non corrisponde a un termine parlato  e non puoi riportarlo in parole perchè queste automaticamente buttano il tutto in una scatola e ci schiaffano sopra il termine di "concetto".

    Si dovrebbe poter comunicare in silenzio, con chi ti sa sentire empaticamente, ma è pratica difficile e l’empatia è rara.

    Ho la fortuna di avere mail e telefono e certe conversazioni non si interrompono a prescindere dal blog, lo sappiamo entrambe, ma ti dirò…sono anche affezionata ai tuoi ospiti, a chi c’è, a chi c’è stato, a chi mi ha rincorso con una padella, ai Trovatori della Luna e Pleiadiani appesi come scimmie al ramo del Grande Fico.

    Io, comunque, continuo a stare sul davanzale e oltre alla mia lucertola preferita aspetterò che, in Controluce, passi di nuovo Celeste!
    Fusa a piene zampe

  5.  In fondo… il celeste è il colore che noi pleiadiani cominciamo a vedere quando, con le astronavi a pedali ci avviciniamo alla terra.
    Lo vedi? T’è scoppiata la sindrome da blog. Non dimenticare che io tale diagnosi l’ho fatta in tempi non sospetti.
    E’ logico che dentro la pentola chiamata blog uno cerchi di metterci se stesso; sono logici anche i filtri psichici che uno adotta, sono logiche le contraddizioni e le stanze chiuse, e sono logici i limiti.
    Ed è logico che la minestra dentro il pentolone possa a volte risultare indigesta anche a chi la prepara.
    E poi è logico che qualcuno capisca qualcosa e qualcun altro ti faccia "pat pat". E infine che alcuni (pochissimi nel tuo caso) non capiscano assolutamente nulla.
    Purtroppo è un caffè virtuale. Sono tutti "amici", un po’ come quelli di Maria de Filippi,. Ma sono amici televisivi. Anche le emozioni più sincere passano attraverso il setaccio virtuale. E’ una telenovela dove i personaggi sviluppano se stessi e si esibiscono in funzione di una sceneggiatura che tu stessa crei giorno per giorno.
    E’ il giocone divertente del "così è se vi pare". 
    A Pirandello sarebbe piaciuto un sacco.
    Ma non ti dispiacere se qualche volta ti sembra fasullo. 
    Io ormai lo so, e ci gioco lo stesso oscillando soltanto fra due blog: Il Mulino e il tuo.
    Pensa che perfino quando scrivo cose presuntuosamente impegnative sui massimi sistemi (quelle, insomma, che vanno a finire in libreria) mi sento l’anima di Pirandello che mi sghignazza dietro le orecchie e che dice:
    "Quando è ora di smettere di giocare fatemi un fischio".
    Un saluto dal 35° ramo del Grande Fico.
    Pieffe

  6. Ecco… Imbarazzante… E ora cosa dico?
    Somiglio a quelli che dicono "chiudo il blog" cosi’ seguono tanti  "no, non lo fare".
    Ma .. chi passa di qui abitualmente, mi conosce (buon per loro magari mi faccio spiegare!!) quindi sanno che … E’ COSI!!!
    Colpo di scena eh?

    Ovviamente scherzo.. 
    E’ vero è un periodo di nubi. 
    Ma ci sarà il vento giusto (come dice la canzone in sottofondo.. scelta ovviamente da Riccardo). E’  lui il Trovatore della Luna di cui scrive Petula.

    E tutti quelli che hanno appena scritto: Marinz, Pinuccia, Ioloso (per brevità…) Petuletta e Pieffe bè tutti avete avuto una pazienza (per leggermi tutta)  e una dolcezza (per cio’ che avete scritto) che … mi fanno sentire in imbarazzo.
    Meno male che c’è Peffe con le sue dosi massicce di "terra" anche se normalmente vive tra le galassie.  Anzi  tra galassie e librerie.. Le frequenta ma anche le alimenta (lo scrivo perchè lo ha scritto prima lui). 

    Insomma vi (PIEFFE RESISTI) abbraccio tutti. 
    Pinuccia: aspetto con piacere jennifer quando "sarà il tempo" Perchè per ogni cosa ci va il tempo. 
    Pieffe che legge solo il Mulino (e li è "tanta roba" !! ) e Controluce è per me un onore (occorre conoscere Pieffe per capire …)
    E anche Riccardo, stessa cosa. Uguale uguale.
    Petula sceglie con cura i suoi davanzali… e quel pelo .. è tanta roba pure lui…   Ci sono delle lucertole che fanno a gara per stare tra le sue zampe.. Tanto non le mangia, ci gioca e loro lo sanno.
    Marinz l’ho già detto è "bello sapere che ci sono persone come lui"
    Pinuccia: un affetto virutale? Sarà ma le sue impronte qui sono delicate e di spessore. E per niente virtuali.
    Il Gollum (per chi non c’era: era lui che rincorreva Petula con la padella) è .. in altra parte del mondo..
    Cosi anche Gil..   E anche loro "mica unto di fagioli"!! E ci sono ancora, come Carola e altri…
    Che dire?  grazie.

    PIEFFE RESISTI HO FINITO.

    E se sei resistito fin qui…e non sei cascato dal 35.mo ramo allora vuol dire che mi vuoi proprio bene. O che io sono proprio da curare….   In effetti…. mi sento un po’ in libertà vigilata… Ecco cos’è… quella sensazione di … essere legata… 
    Mahhhhh

    Oggi:
    E’ accaduto che.. parlando di Andrea, (è il suo vero nome) con un’amica che poi è la sua mamma, è stata scritta una storia.. Una storia normale e speciale.  Che non è solo la storia di Andrea ma una storia di forza e anche di coraggio, di determinazione e di volontà davanti alla quale si puo’ mormorare, per esempio: NAMASTE’ Andrea!  Arriverà..

    PIEFFE, camomilla, tè o cioccolata? Arrivo, resisti.

    Il Mulino con tanta roba dentro è qui:
    http://www.mulinodiamleto.splinder.com/

  7. Tanti anni fa in una una specie di raptus ho deciso che mi sarebbe piaciuto avere delle anatre. Abito in campagna e mi potevo permettere di esaudire la mia voglia.
    Allora ho comprato delle paperelle bianche. Una di queste papere un giorno si è sentita poco bene e per farle un po’ da mamma me la sono portata in casa. E’ iniziata la nostra convivenza in questo modo. E tanto per farla sentire a suo agio l’ho chiamata Jennifer.
    Dopo un po’ di tempo, quando è guarita è tornata con le sue sorelline. Ed è rimasta Jennifer.
    Il tempo passava.
    Un giorno capita da me una signora e fra una chiacchiera e l’altra vede le anatre e mi rivela una cosa sconcertante: Jennifer è un anatro!
    E chi se la sentiva di turbare con crisi esistenziali un’anatra? Nessuno! Nessuno si è preso la briga di dire all’anatra che Jennifer era un nome femminile. Jennifer è vissuto poi una decina di anni convinto che il suo fosse un nome maschile. Il gioco consisteva nella confusione del nome. Può essere una storia banale, per me è un frammento di vita.
    Il piumaggio di Jennifer era candido, leggero, soffice, morbido: come la piumetta che svolazza nel cielo celeste di Celeste.
    Per sommi capi questa è la storia di Jennifer. La ( Pardon ) lo ricordo con tenerezza e un po’ di malinconia.
    Pinuccia

  8. Leggere il tuo blog è sempre un vero piacere. Le tue parole così fluenti, sincere e semplicemente vere fanno riflettere ogni passante, fanno riflettere me. Lascia libero sfogo alle tue parole, lasciale volteggiare nell’aria.. a me piace tanto leggerle. Una volta mi hai fatto leggere delle tue poesie, per me è stato un regalo meraviglioso, me lo ricordo ancora come se fosse oggi. E’ meraviglioso leggere questo tuo blog quindi… non stancarti mai di scrivere. Io non mi stancherò mai di leggere… di leggerti !
    Un abbraccio Cele.
    S. (A4 ti manda un bacio, anche lui legge… non scrive ma legge)

  9. Ecco, se non ci fosse stato Controluce non avrei saputo la storia di Jennifer, il bell’anatroccolo di Pinuccia.

    Celeste, prenditi tutto il tempo, sì proprio quello che ti preme sul cuore e sul collo sempre (a volte mi sempri il Bianconiglio di Alice con la sveglia in mano) ma poi dacci Andrea. Abbiamo bisogno di sapere che esistono ragazzi come lui, forti e decisi come lui e come la sua mamma.

    P:S.: La camicia di forza come la vuoi? Firmata Armani o Cavalli?? Jabot o collo alla coreana?

  10. Pinuccia
    grazie per averci fatto partecipe della storiaa di Jennifer con te.
    Non è affatto una storia banale. E’ una storia di amore, di tenerezza e una di quelle storie che contengono il senso della bellezza. Sai, anche io ho la fortuna di avere una casa fuori dalla città: sto tra milano e como (per lavoro sono a milano tutto il giorno). A casa mia c’è un grande giardino e tre cani: un paio di anni fa… volevo una gallina. Mi piaceva l’idea di andare a raccogliere le uova. Ma poi ho pensato che con i cani (tre setter inglesi oltretutto quindi cani da caccia) non era proprio il caso.
    Si sarebbe chiamata Gina, la mia gallina. Non chiedermi perchè ma era un nome che trovavo "giusto". L’amore per gli animali è uno degli ingredienti che servono per farti sentire l’anima di una persona. Grazie di nuovo per averla portata qui.
    Questa storia piacerebbe molto anche a Francesca, la mulinaia)
    Ne sono convinta. E a Riccardo (lui aveva un conglio, ha un cane e ultimamente ha salvato un paio di merli)… Ma chissà se avrà voglia di raccontarle….
    Un bacio forte.

  11. Io sono capitato su questo blog da pochissimo e quindi non ho molta voce in capitolo.

    Io ho chiuso un blog perchè mi ero accorto che avevo confuso il mondo virtuale con quello reale. Avevo bisogno di stare veramente con le persone, frequentarle nel mondo dell’energia e non solo in quello dei bits. E ho fatto bene a chiuderlo e a ri-aprirmi all’esterno. Poi però mi sono anche accorto che mi mancava questa sorta di diario elettronico pubblico in cui lasciar trasparire un po’ di me stesso e ho ri-aperto un nuovo blog con questa nuova identità. E adesso vivo felicemente sul ponte che congiunge bit e energia.
    È solo una testimonianza e, ovviamente, è strettamente personale e non si applica a chiunque e sempre.

    Buona giornata.

  12. Alla mia S. del commento 9
    Ciao stellina. Da sempre ti chiamo cosi’, da che sei nata, credo.
    Grazie anchhe a te e al … foglio che ti vive accanto, uomo speciale davvero (specie ora che so che legge controluce…..)  hi hi hiiii
    Scherzo..Un uomo speciale  davvero altrimenti non lo avresti acchiappato come hai fatto.
    Siete una coppia bellissima in ogni senso… Fuoriclasse… se si puo’ dire… Sarà per questo che fate fuoristrada?
    Bacio A3 (è piu0 grande…)

  13. PETULA
    Non è che io SEMBRO una con la sveglia sul collo..
    IO SONO una con la sveglia sul collo..
    Ricordi quando Riccardo mise la canzone: il sette di luglo la sveglia sul collo…..
    Ehmmmm so che non lo dimenticherete mai…
    Mi avete riempita di "BASTAAAAA leva quella robaaaa"
    Vero:
    senza Controluce non avremmo conosciuto Jennifer.
    Rifletto (ancora una volta) sulle piccole cose, anche banali che sono alcune coincidenze curiose.
    S, del commento 9 quacuno affettuosamente la chiama QUA QUA.. La sua solarità e allegria ricorda una paperella. Anche se è una splendida donna. Dentro e fuori.
    Andrea arriva.. arriva.

  14. Petula … again
    la camicia dici? Quella allacciata dietro?
    ARMANI… ovvio… Ma che domande fai? 
    Io amo il sobrio, quindi bianca al massimo color avorio …. 
    Basic senza nulla aggiunto.
    Cavalli secondo me le fa leopardate o zebrate o piumate o con catene appese.. insomma troppo casino. Su di me non sono adatte; non mi somigliano, ecco. E poi non avrei la mutanda adatta. E come si fa?

  15. GUERRIERO:
    allora: qui la risposta è piu’ impegnativa.
    Innanzitutto non  questione di voce in capitolo: chiunque puo’ scrivere in controluce.Le regole sono semplicissime che poi sono quelle della vita ..
    Capisco cosa intendi (Pieffe .. mi pare di vederlo che si sfrega le mani e poi le orecchie e tira fuori dal cruscotto dell’astronave la sua spada laser).
    Qui ci sono persone conosciute nel "cosiddetto" mondo reale e anche non. Alcune si sono incontrate DOPO il contatto qui… ERGO: Web non crea solo rapporti finti, esattamente come l’altro mondo, quello che chiamiamo reale.
    In quanto ai ponti… magari ti rispondo un’altra volta. Io amoin ponti sia quelli della ment, sia quelle meravigliose strutture che uniscono popoli e territori. Resto affascinata fin da bambina, davanti ai ponti. Andai sulle torri gemelle (eh.. si.. c’erano ancora) e davanti allo spettacolo dei ponti visti da lassu’.. mi misi a piangere.
    Calava il sole e sotto c’erano le "opere dell’uomo" , nel bene e nel male.
    Potrebbe sembrare "assurdo" provare un emozione così, paragonabile a quella della vista di un tramonto sul mare o in una vallata tra i monti.. Oppure sul mio lago…
    Forse. Ma è stato così.
    Ho poco tempo di girare per blog. Il poco che destino a questo è per Controluce e il Mulino di Amleto.
    Ora ogni tanto passo anche da te e da iolosox…  Ho lasciato qualche traccia e so che ri-passerò. Meritano.
    Grazie.

  16. Scusa MARINZ
    che passo da te non l’ho scritto.. ma è palese in tutti i miei commenti.
    Buona giornata…anche se nella nostra Milano diluvia (stamattina mi sono beccata, oltre il diluvio universale, una manfestazione di studenti in piazza cadorna)
    Ovvio ero senza ombrello e ballerine ai piedi.  

  17. ho letto il post, ho provato a capirci qualcosa, ma… boh?
    gollum
    (con la padella… per cucinare un paneer gatta masala)

  18. Eccolo qui!!!
    Mai vista una vittima più contenta di sentire il suo carnefice.
    Un paneer gatta masala…certamente un piatto esotico…ma caro Gollum, neanche così mi attira la padella!

    Cele, il Bianconiglio non ha la sveglia al collo, ce l’ha in mano e continua a guardarla correndo e escalmando "è tardi, è tardi". La sveglia al collo tu proprio non ce l’hai!

  19. PETULA
    Ok.. del resto ti avevo già detto (vergognandomi) che non conosco la storia del Bianconiglio.
    Al collo no…. Ultimamente piu’ che una sveglia mi metterei una pietra… ma stano cercando in troppi a convincermi di non farlo.
    Non lo faccio … per ora.

    GOLLUM
    sei un amore di mostro. Un forte bacio.. ma tanto forte che devi tapparti le orecchie. Perfino da li’.

    GUERRERO
    Ti rispondo piu’ avanti… Sono debole di cuore. E con quel ponte… non sai che hai fatto. Ciao ….

    ELE
    Un bacio anche a te… che passa dal Gollum, si arricchisce del suo e tornano entrambi a te.

  20. guerreronegro,
    complimenti, una bellissima "doppia" delle 741.120 e 740.278 al Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano…  bella foto davvero, e confermo, il posto è molto suggestivo…
    Ti dico che questa foto ha fatto fischiare gli orecchi a più di uno, qui, ciascuno per i motivi suoi: se è un caso, ti informo che hai toccato i tasti di tante anime, tutti insieme, come tante canne d’organo.
    Riccardo

    PS tecnico per i non addetti ai lavori: i numeri sono i nomi (si, nomi: come per le persone e i gatti) delle due locomotive rappresentate ed essendo in due a tirare il treno, in gergo si dice "doppia".

  21. Io qui sono nuovo e quindi non c’è stato niente di volontario.
    Se ho toccato i tasti di molte anime e la cosa è stata negativa me ne scuso, ma, ripeto, la cosa è stata del tutto involontaria (anche se ho imparato che nell’universo non c’è mai niente di casuale).

    La foto l’avevo anche allegata (in un mio vecchio blog) ad un sogno del 29 luglio 2007 che così descrivevo

    Sto terminando di attraversare un maestoso e arcuato
    ponte di pietra e mattoni, tipo il Ponte del Diavolo,
    ma circondato da case e fabbricati e non su un fiume.
    Alla fine del ponte mi ricordo che ho dimenticato qualcosa in bagno (sigh)
    e mi giro e torno indietro seccato di dover ripercorrere il ponte.

  22. Ecco GUERRERO
    hai toccato piu’ corde te… con quella foto che il chitarrita di flamenco che sto ascoltando adesso con la sua chitarra…
    Non puoi sapere..

    Eh no… un si pole no…

    CELESTE (mi hanno rubato il logo) 

  23. GUERRERO
    NOOO … niente cose negative….
    Assolutamente…
    Tranquillo…
    Un sorriso grande !!!

    PS
    NO!!!
    Niente accade per caso..
    Io … lo sospettavo da tempo…ma da un paio di anni LO SO.

    CELESTE

  24. Controluce è .. così.
    A volte somiglia a una gabbia di matti.
    A volte si parla come se si soffiasse il vetro, con il respiro leggero e delicato.
    Si fanno incontri.. si parla di cose e per alcune …  serve un cardiotonico perchè appunto, nell’universo non accadono le cose per caso. (Ba !!! )
    Ci sono momenti in cui il cuore, la mente, l’umore sono "pesi" e ci sono le nubi sopra la testa. A volte piove a dirotto. In alcuni casi è sconsigliabile uscire di casa. Occorre ripararsi e aspettare che passi. Un amico l’altro giorno mi ricordava che i cani e i gatti quando stanno male spariscono. Io no. Io rompo.
    Ma rompo cosi’ tanto che chi mi sopporta probabilmente mi ama veramente oppure soffre di qualche forma di masochismo. 
    O chissà quanti peccati deve scontare.
    Ecco.. niente di che.. un commento per dire di nuovo a tutti GRAZIE.
    Anche a Guerrero GRAZIE .. Il conto del cardiologo a casa?
    PS è una battuta copiata.. Un giorno qualcuno la fece a me.

    Celeste –  senzalogoagainmihannorubatalapiuma

     
     

  25. Celeste noi ci siamo e lo sai.
    Stiamo facendo un po’ tutti i buffoni ( mi perdonino gli altri ospiti ! ) per tirarti su di morale.
    Sai che in qualunque momento tu abbia bisogno fai un fischio, un qua-qua e accorriamo.
    Passiamo tutti momenti un po’ particolari nella vita. Una cosa che ho imparato è che non ci è dato di sopportare ciò che non saremmo in grado di superare.
    Si dovrebbe imparare a capire il perchè stiamo attraversando certe crisi. Non darsi le risposte scontate, quelle che ci fa piacere sentire, ma quelle che sappiamo essere quelle vere.Una persona una volta mi ha detto che si dovrebbero considerare le crisi come di doni: considerare che dopo si è più forti. E questo lo sappiamo tutti.

    Di piumette bianche, volendo qualcuna la posso rimediare. Sarà di gallina, ma sempre piumetta è. Se uno si accontenta!
    Abbraccioni. Pinuccia

  26. boh boH bOH BOH ci r iprovo, è il terzo commento che scrivo ma i primi due non sono stati pubblicati boh non so non capisco, sicuramente non saranno le stesse identiche parole del primo e del secondo che ho cercato di trascriverle in egual modo…ma ci riprovo e spero che il terzo me lo pubblichino…e quindi….

    boh boH bOH BOH ma mi spieghi perchè quando vedo una lucertola infilarsi tra le beole del giardino vedo petula che la rincorre a sua volta perseguitata dal gollum con la padella in mano e quando ammiro le stelle nel cielo intravedo un’astronave e ci vedo pure i pedali e/o o mi spieghi perchè quando dal fioraio vedo un’immenso vaso di tulipani mi viene in mente branz e quando rivedo il cartone animato che più piace al mio piccolo il gigante di ferro mi viene in mente riccardo che non so ho la senzazione che sia un gigante buono oppure mi spieghi perchè quando l’anziana signora chiede il passo dal fruttivendolo siedo sul treno delle 7.44 e ancora perchè quando attraverso il parco mi addentro nel giardino di sara e adesso ho conosciuto anche jennifer e poi stella e poi eleonora e tutti proprio tutti gli ospiti di controluce PUNTO boh non lo so perchè ho omesso ogni tipo di punteggiatura, anzi invece si lo so; perchè volevo dirti tutto ad un fiato quello che mi sembrava di doverti dire e anzi domani ti tiro le orecchie . Ti prego Cele non privarci di questo mondo. Si respirano emozioni, sentimenti, amori, profumi, colori, armonie, si sente il calore nei tuoi post, nei suoi commenti, si vivono senzazioni trasmesse dalle tue parole. Si, capita che a volte qualcuno ti faccia arrabbiare, ma non farci caso tesoro "cest la vie" (ho scritto giusto)? Boh, non lo so. Cele io soprattutto ho bisogno di rifugiarmi in questo spazio. Ah dimenticavo…sai come vedo marinz? O meglio dove lo vedo? Su di una barca a vela, e non so perchè….e allora mi sai spiegare…e non rispondermi……….boh non lo so!
    CELE DAI! Ti voglio bene.
    Carola
    p.s. sei una donna splendida

  27. Vorresti rompere tutta da sola? E a cosa servono gli amici? 🙂
    Rompi rompi Cele, stavolta rompi tu, poi romperò io, poi qualche altro…e allora? Noi non siamo cani o gatti ma un’allegra compagnia di matti (Pardon Petula, i gatti mi servivano per far la rima 😉
    Un bacione Cele e un caro saluto a tutti voi
    Ele

  28. CAROLA !!!!
    io lo so perchè tu vedi tutte queste cose nel tuo quotidiano… Perchè vedi le astronavi nel cielo, i tulipani nel campo, le lucertole a casa di tua mamma, Riccardo .. un gigante buono (devi vedere come morde! non puoi immaginare!)
    E poi Marinz sopra una barca a vela…. Il Gollum che gira con la padella in giardino…. Eh lo so… Lo so sì .. 
    Lo so molto bene.. purtroppo…

    PETULA!
     
    DUE camicie allacciate dietro… DUE please! 
    Muoviti prima che sia troppo tardi…

  29. PINUCCIA
    non so se è così vero che ci capitano solo quelle cose che siamo in grado di superare. A volte ci si adatta, credo. Molte cose capita di non superarle ma di eluderle, ignorarle o ingannarle.
    La nostra mente sa essere ammaliatrice, ingannatrice, giocare con le tre tavolette o a nascondino.
    Possiamo perfino indossare le nostre maschere per tutta la vita anche quando ci mettiamo davanti allo specchio e .. finire per credere all’altro che appare,
    Io credo che ci si adatta … Superare è altra cosa.
    Un bacio

  30. Iolosoxchecero

    il tuo commento è arrivato singolo.
    Splinder oggi fa le bizze, lo so. Le ha fatte anche a me.
    Lo so che l’anima arriva.
    Mediata, lavata, edulcorata, truccata a volte…
    Pulita, pettinata, vestita a festa. Con cipria fondotinta rimmel rossetto.
    Sotto … c’è quella nuda, vera. Ma pochi riescono a leggerla.
    Ecco perchè il nome Controluce.
    Non ci vanno occhiali da sole .. ma lenti per l’anima.
    Hai ragione.
    E hai ragione pure sui treni…. Mamma mia se hai ragione… Non puoi sapere…
    Serena notte.

  31. Parlavo poco fa con qualcuno, via pc.
    Delle schifezze e delle bellezze che convivono dentro noi.
    Entrambe, si.. Noi siamo bianco e nero. In noi c’è il maschile e il femminile. Conteniamo la vita e la morte. Sono i nostri perimetri.
    Siamo guerra e pace. Siamo cielo e siamo terra.
    Alba e tramonto. Siamo mostri e siamo angeli.
    Vino buono e aceto.
    Siamo la cosa infinitamente piccola che è per questo identica a quella infinitamente grande.

    pensavo poi che:
    Capita che in qualche periodo vediamo maggiormente le schifezze .. prevalgono questi pensieri.
    E allora manca l’equilibrio (quello che sta sul PONTE) . 
    Stare in bilico è vivere ai margini. Occorre mescolare e riordinare. A volte basta cambiare la proporzione tra schifezze e bellezze. Senza alchimie ma ascoltando la pelle e il cuore. E assecondare il proprio Respiro.

  32. Devo una risposta a GUERRERO

    Il ponte lo conosco molto bene: ci sono luoghi che durante  tutta la vita ti respirano accanto.  Quel ponte, passare di là, fermarsi , proseguire oltre per raggiungere un altro sito, percorsi densi di cose e di piccoli riti, non sono, per me semplici immagini o ricordi ma qualcosa di più.  Ci sono luoghi che anche se non si torna da anni non si finisce mai di attraversare o di passeggiarci sopra. Semplicemente camminano con noi nel quotidiano viaggio verso Itaca. Nessuno e niente può prendere il "posto di certi posti". Ed è giusto che sia così.
    Criptica come risposta, immagino. Ma è tutto quanto posso dire in questa sede.
    E, si, come ha detto Riccardo, alcune cose toccano le corde più profonde di quella cosa che chiamiamo anima… Perchè sono corde vive… vibranti nonostante il tempo.
    Le corde di Riccardo hanno vibrato per altre ragioni .. ma io credo anche per la meraviglia e lo stupore davanti a certi pezzi di tela che ogni tanto capita di vedere davanti agli occhi, tessuta da una mano invisibile che collega eventi e persone come trame che incrociano orditi. In cui si annodano … altri eventi e persone…

    Scusa Riccardo se ho risposto anche per te.
     

     

  33. Riccardo, Celeste
    mi dispiace di essere entrato come un treno senza freni in una zona della vostra vita che è così sensibile. Le corde dell’anima sono estremamente ricettive. Lo so. Se hanno vibrato così tanto vuol dire che era necessario. Io sono stato solo un mezzo. Sta a voi l’analisi.

    Continuerò a leggere questo blog e vedrò di essere più silenzioso e meno invadente. Scusatemi ancora e, se volete e ne avete bisogno, ditemi cosa posso fare per rimediare.

    Buona domenica a tutti voi.

  34. GUERRERO
    Te lo dico un’altra volta: niente di negativo , solo di forte.. piu’ chiara di cosi n ce la fo.
    Grazie…. Ho comunque letto e tue scuse sul tuo sito.
    Apprezzo ma non erano necessarie.

    Qualora tu fossi stato fuorviato dai "morsi" concessi a riccado nel mio ultimo commento… la cosa era solo un prosieguo del mio commento n 32 dove rispondevo a Carola circa Riccardo.
    EIn realtà Riccardo è una buonissima  persona dotata di inoffensivi dentini. Ecco, questa  è una foto che gli ho fatto di nascosto poco tempo fa, in una notte di luna piena. Non mi ha vista perchè lui ha un rapporto speciale con la luna. In quei momenti non si accorge di niente.

    Un grande saluto

  35. Per guerreronegro. Wow, credo di essere io a dovere delle scuse, a questo punto: forse sono stato un po’ troppo incisivo nel mio commento. Ma mi associo a quella simpaticona di Celeste, dicendo che non è successo nulla di negativo, e posso aggiungere però di avere molto apprezzato la tua sensibilità. Per cui, visto che la simpaticona di cui sopra ha risposto per me in un commento precedente, io ti dichiaro "il benvenuto qui" che è casa sua. Mi sembra ci possa stare, no? 🙂
    CAROLA!!!!!!!!!
    Il gigante di ferro credo lo conosciamo in quattro: io, te e il tuo piccolo più di noi due messi insieme (il quarto ci sarà pure, no?), ma trovo sia una favola di una delicatezza e fantasia eccezionali, per cui, detto questo, posso pubblicamente dire che TI AMO!!!!!!! 😀
    Riccardo

  36. Riccardo.
    Già è proprio una bella favola, e ti dirò l’avrò vista almeno……ho perso il conto, cmq tante, tantissime volte e più la rivedo e più mi piace. Dì…ma chi è il quarto? E’ poi TI AMO!!!! Una dichiarazione pubblica, ma Cele lo sa?  , e se ti avessi detto di paragonarti al principe azzurro nella favola della Bella Addormenteta nel bosco e mi sarei risvegliata con un bacio????? WOW!!!!
    Un abbraccio Riccardo
    Carola

  37. Ragazzi … non esageriamo!
    Io, Celeste, rivendico ….  ehmmmm
    Ma rivendico che?????????
    Mah…. qui nascono amori …
    Pieffe STAVOLTA invoco la tua spada…..
    Muoviti alza il sedere dall’astronave, scendi da fico fai come ti pare ma intervieni

  38. Passo di qua per caso ma perchè attratta da "controluce", sì la parola. Parola che forse, apparentemente, non trova spiegazione durante la lettura del blog ma solo, appunto, apparentemente. Scrivo "virtuale" da pochi mesi e non è che abbia una buonissima opinione dei blog in generale, a parte alcuni tra cui vado scoprendo questo.

    "Bisogna imparare ad amarsi e ad amare quelle cose che ci fanno sentire deboli, vulnerabili. Perchè è li che risiede la bellezza."

    "Controluce", quindi, calza a pennello.
    Quando si è controluce i riflessi confondono le cose fino a renderle irreali e forvianti, ma se stringendo sempre più la pupilla si riesce alla fine a mettere a fuoco, allora si riuscirà a vedere ciò che la luce tiene gelosamente celato.
    Controluce mi piace. Grazie di scrivere.
    Ciao.

  39. Osso in bocca
    Grazie …  davvero.
    Anche io scrivo per… me e per 4 gatti (e una gatta ) che mi seguono (pochi ma buoni).  Mi sono chiesta molte volte perchè lo faccio.
    E penso che non avro’ mai una risposta se non questa "per me… e per  quei piccoli appuntamenti e scambi"
    E, anche a me sembrava impossibile ma ti confermo che ho conosciuto qualcuno di speciale.

    Grazie del tuo commento. Una buona serata.
    PS ho dato uno sguardo da te.. Velocissimo per ora perchè sono ancora a lavoro. Anche io amo i cani.. Ne abbiamo tre, in famiglia.
    Ti leggero’ con calma.

     

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