A proposito di Tempo.
Oggi ho scritto una cosa. Era destinata a Controluce ma poi ho avuto pena per chi passa di qui…   Sono, di norma.  persone speciali che non meritano di essere maltrattati da una Celeste in versione dark. Ovviamente la tematica (ma che lo dico a fare?) era il Tempo.
Riporto solo un pensiero, una riflessione che tra l’altro si inserisce bene nel contesto del post sottostante.
Pensavo che per ottenere un buon vino ci vanno Tempo e Cure  quindi Amore. Passione.
E che a volte, quando è tempo di aprire la bottiglia, non abbiamo più voglia di farlo, oppure non ci sono le condizioni: il compagno o la compagna giusta, la giusta musica etc. Oppure (e questa è la cosa peggiore) non abbiamo il coraggio.
Così non sapremo mai se dentro la nostra bottiglia  c’è del "Vinum Optimun Rare"  oppure del banalissimo e anche pessimo aceto. Terribile non saperlo!  
Prosit !

15 pensieri riguardo “

  1. mmmh fidati. Non è detto che saperlo sia meglio.
    Anche perché noi non siamo una bottiglia ma ….una cantina.
    Magari ne stappi una, di bottiglia, e ti sembra di aver scoperto il Barolo dell’annata specialissima.
    Poi ti accorgi che era adulterato.
    No, Cele, consolati. Non ci sono momenti persi, musiche passate, coraggi non avuti. Questo lo dice l’uomo del fossato.
    Ci sono occasioni, queste si. Tante. Magiche, ma ognuna contiene luce e…ombra.
    E se non fosse così…non sarebbe un’occasione.
    Ohè! e lo vengo a dire a te che sei la proprietaria di Luce Controluce?

  2. Perbacco (ehmm bacco ci sta bene qui..) dicevo perbacco se hai ragione Pieffe.
    Noi siamo una cantina. E quante bottiglie ci mette dentro la vita! Di vino buono, non buono, edulcorato o contraffatto. Adulterato, scadente e annacquato. Ma abbiamo anche vino prezioso, da centellinare, con il quale sostare a guardare un tramonto o dormire sotto la distesa immensa Madre di tutte le stelle.
    Ecco, io parlavo dell’occasione, di quella perduta, lasciata passare, sia pure con le sue ombre dentro ma anche con la sua luce.
    Incontriamo luce e ombra, bianco e nero, caldo e freddo. Miseria e Bellezza. Viaggiamo sopra treni di viaggiatori stanchi o troppo distratti per potersi fermare o troppo indecisi per provare a rischiare.
    Avevo postato tempo fa una bella cosa di Madre Teresa nella quale c’èra: la vita è un gioco, giocala, la vita è un mistero scoprila. La vita è vita.. Vivila. Ma a volte siamo morti che camminano.
    E cazzo abbiamo bottiglie di vino da stappare stelle da strappare baci da consegnare. Prati da calpestare.
    Siamo qui a scrivere, in queste bianche lavagne, in un sito inutile che non so ancora perchè esiste o forse lo so .. forse anche questo è una bottiglia di vino.
    Siamo a discutere di bellezza di vini, di fossati e di pozzi.
    Di lune perfette dai contorni cosi’ nitidi da poterli toccare, di tramonti dentro i quali provare a crecare le istruzioni per volare.
    Siamo qui, sputati da un uovo da chissà quale Tempo, senza alcuna istruzione. Non ce le hanno date le istruzioni per fare il mestiere di vivere… Eppure costruiamo cattredrali nel deserto della nostra mente quando .. quando tutto è in cioè che noi siamo.
    Abbiamo, forse, menti troppo vaste per una realtà troppo piccola.. e ci si perde in questo deserto di troppo nulla… o di troppe cose?
    Non si stempera mai quel nostro grande IO che ci rende immensi, omoni e donnone enormi finchè non ci perdiamo nell’immensità del cielo in una notte disperata sdraiati sopra un prato e sentiamo di non essere nessuno e niente…
    Ma fuori dal prato abbiamo bisogno delle nostre piccole certezze, piccole barche sgangherate sopra le quali ci facciamo legare cercando non di navigare ma di resistere.
    Sappiamo che è duro resistere.. ma è la sola cosa che sappiamo fare.. Questa dovrebbe essere l’esistenza che ci rende degni della bellezza, dei misteri del cielo e dell’universo? Del respiro di Dio?
    Sappiamo che sono le piccole cose che contengono la bellezza, in questa infinita mediazione tra la sopravvivenza e la ricerca della felicità.
    E si, Pieffe, anche una bottiglia di vino puo’ valere la barca sulla quale siamo attaccati. Anche una bottiglia di vino può contenere il riscatto di una vita passata a resistere.
    E magari .. contenere anche le istruzioni per vivere. Una piccola pergamena arrotolata, un po’ sguacita, legata con un nastrino di raso rosso. In una bottiglia.

    Celeste
    (Splinder mi vuole male oggi… Pure lui)

  3. Da tempo nn post…eggiavo in Controluce, e mo’ che finalmente ci sono arrivata……..che mi ritrovo? Il Tempo! Ancora Lui. il nostro amatissimo, temuto Tempo. Mi rendo conto che ho perso tanto in tutto questo tempo di non presenza; ma giurò mi rifo’….
    C’era un tempo in cui un bimbo correva felice nei prati a cacciare insetti, chiuderli in una bottiglia di plastica trasparente, per vedere e scoprire il loro comportamento…bè certo, era semplicemente curiosità di un bimbo, ma poi…tranquilli li liberava. Restava pomeriggi interi a “fare questo gioco” e poi raccontava quello che vedeva agli amici, nei testi a scuola…e intanto il tempo passava, lui cresceva e altre scoperte nascevano in lui. E’ un ragazzino che oggi ripensando a quel gioco si chiede se al posto degli insetti ci avrebbe chiuso persone in quella bottiglia di plastica trasparente cosa sarebbe successo alla loro liberazione? O meglio cosa avrebbero fatto chiuse li, pomeriggi interi? Mah! Intanto il ragazzino cresce……è un ragazzo con gli occhioni grandi scuri e tristi,
    e nella bottiglia di plastica trasperente oggi ci avrebbe chiuso volentieri la persona che gli ha rubato il motorino, compagno di mille avventure…..e intanto il tempo passa.
    Un abbraccio strettissimo….ad una Celeste dark………….nooooooooooo
    Carola

  4. Carola.. hai fatto bene sai? Post..eggiare in Controluce a volte non è consigliabile… si può anche andare a sbattere contro i Muri…
    In sintesi:
    Passeggiare in controluce possibilmente a piedi, meglio se astemi.
    Pieffe la sorvola a bordo dell’astronave e se non c’è tanta nebbia riesce perfino a trovarla senza luci di segnalazioni. Ma lui ha 2486 anni ..

    Un abbraccio dolcezza e anche al ragazzo dagli occhi scuri.

  5. pfuì! ma che ti credi che nello spazio interstellare non ci siano bottiglie?
    Io ne trovo in continuazione. Qui da voi le chiamate asteroidi. Alcuni sono luccicanti fuori e dentro sono pieni di cacca (la famosa protomerda, detta anche merda primordiale). In tal caso perdono la prima “e” di asteroide e cambiano la desinenza da “ide in “nzi”. Insomma si chiamano astronzi.
    Altri, invece sono bruttissimi fuori e nascondono all’interno miniere d’oro. Come bottiglie che, appena le apri, magari sanno un po’ d’amaro ma poi scatenano il loro profumo fruttato.
    Una volta, mentre viaggiavo verso il Cigno, ho incontrato una bottiglia di Nebbiolo dell’Orsa minore. L’ho stappata: Una meraviglia, un profumo!!! Nun poi capì!
    Arrivato a metà bottiglia esce fuori un fondo schifoso, una poltiglia indicibile. Che vuoi fare, l’ho buttata. E così capita spesso. Rimpiangere le bottiglie non stappate è una delle attività più inutili di questo mondo.
    Stappa quelle che hai ora….se proprio ti va. Ce ne sono sempre, fino all’ultimo respiro. Ma attenta alle delusioni.
    Pieffe

  6. Pieffe: le delusioni sono parte della vita. Sono inevitabili. Non si può vivere cercando di evitare le delusioni: sarebbe una non vita, passata sotto una compana di vetro. E tu questo lo sai bene. Tu che vivi girando tra le galassie e incontrando tante stelle e buchi neri.
    Il mio messaggio era un altro ovvero una riflessione sui rimorsi e rimpianti, immancabili contenuti, delle nostre personali valigie che ci portiamo appresso e dentro, insieme al resto della vita, ai valori e anche alle delusioni che ne sono conseguiti.
    Io non mi riferivo alle “mie” bottiglie, le quali, ad un certo punto della vita, possono (e devono) essere solo poche, pochissime, e portare una grande etichetta.. promessa o garanzia di un contenuto speciale.
    E non finirebbero mai in un blog, nemmeno sotto mentite spoglie (o etichette) ma resterebbero nella mia cantina più segreta, al riparo di .. luci e controluci.
    Un bacino

  7. Dimenticavo: anche io naturalmente, come tutti, ho stappato bottiglie terribili… ne ho assaggiate parecchia di roba andata a male … ricordo perfettamente il sapore…
    E hai ragione, il peggior contenuto spesso è quello racchiuso nelle bottiglie piu’ invitanti, ovvio….
    E’ sempre così.
    Fortunatamente con il tempo si impara e … ci si sbaglia sempre più raramente. Certo che quando capita di sbagliare e non si è più ragazzini … è una botta terribile…
    Non ci sono garanzie tranne fare tesoro di ciò che sta in quella famosa valigia: i vuoti e  i tappi maleodoranti. Queste sono le pietre di paragone. Le esperienze….

  8. come amante del vino non posso che essere d’accordo… e sono uno di quelli che vorrebbe gustarle le bottiglie… ma a volte è difficile perchè non ci sono le occasioni, come dici tu, oppure perchè si pensa che quella bottiglia possa valere una fortuna e la si conserva come se fosse una reliquia… sai a volte è proprio difficile decidersi ad aprirle ma ad un certo punto della storia è meglio non aprirle tanto saranno imbevibili :o)

    buon inizio settimana con un sorriso :o)

  9. secondo me non importa il sapore della bottiglia, importa il gesto dell’apertura, perché spesso non sappiamo acciuffare al volo quella sensazione che ci fa pensare che sia il momento giusto (un po’ contorta, ma è lunedì!). MAI rifletterci su, allontanare da noi timidezze e paure (che ci sono e ci saranno sempre) perché parliamo di una sensazione, appunto, e dura il tempo di un battito di ciglia! Se poi il momento ci vede davanti a un camino, o su un prato sotto le stelle o in un ospedale sulla sedia a rotelle…sarà quello giusto! P.S. come bomboniera di nozze io ho scelto proprio una bottiglia di vino equo e solidale e ho detto ai miei amici: almeno bevete alla nostra! 🙂 Ciao celeste!

  10. Ioloso (abbreviato):
    La penso un po’ come te; forse sono solo piu’ cauta ma qui credo che vi sia il fattore “età” che entra in gioco.
    Concordo circa “il momento giusto che va colto e non importa se dura un battito di ciglia”. Alcuni battiti non andrebbero persi.
    Un amico un giorno mi regalo’ “l collezionista di tramonti”… Il protagonista racchiudeva i tramonti in barattoli, perchè.. perchè nessun tramonto è uguale ad un altro.
    Lo trovi sul web. se ti interessa. Lo leggi in 20 minuti.
    .
    PS mi pare che tu sia una neo-sposa quindi ti aguro un matrimonio felice (che augurio originale…!!).
    Ma è lunedì, no?
    Grazie del passaggio. Ti abbraccio.

  11. E’ vero, gli attimi andrebbero colti al momento giusto. E’ che il più delle volte a me succede di essere distratta, e allora…., sarà per un’altra volta… E’ che poi un’altra volta non c’è. Identica a quella persa, simile magari, ma non identica. E poi può succedere che non me lo ricordi neanche. Mannaggia all’arterio!!!!
    Presente Istanti di Borges? Potrei dire le stesse cose, molto peggio ovviamente perchè non mi chiamo Borges.
    Baci bellissima amica in Controluce. Pinuccia

  12. …non sbagli. Sono “reduce” da un matrimonio da 4 mesi dopo una convivenza di 9 anni decisa su due piedi (2 mesi dopo esserci messi insieme…) Della serie: per andare a convivere abbiamo impiegato + tempo a fare il trasloco che non a deciderlo. Per il matrimonio…ci siamo presi il tempo necessario… Un abbraccio

  13. PINUCCIA
    Grazie amica mia… Grazie a te. In questo Tempo che…. mah… corre più del tempo ed è strano più del tempo …. bello rtrovarti. Appari come un raggio di sole anche quando qui… c’è nuvolo..
    .
    Ioloso
    4 mesi
    9 anni
    2 piedi
    2 mesi….
    non sono la sola a dare i numeri?
    Scherzo.
    PS il tempo necessario a me mi sembra equo sai? Poi convivenza o matrimonio… non è che cambi molto. Solo la forma.. La sostanza proprio no. Quindi va bene cosi no?
    Un bacio
    .
    In risposta al commento precedente: dunque.. a volte le mie cose risentono di una certa… lirica?
    Poi è anche vero che sono un animale instabile. Posso passare da un raggio di sole al centro di una nuvola nera con una disinvoltura che non hai idea…. Anche se a volte le nuvole…. mmmmm … Senza vento fanno fatica ad andare via… Ma sai, c’è della bellezza anche qui… dentro le nuvole.
    Lirica… AGAIN..
    Vado.. senno arriva Pieffe e mi bastona per tre giorni e tre notti (il tempo suo è in luce.. ovvio essendo lui una creatura stellare) ..non so se mi spiego..
    aribaci

  14. PINUCCIA
    dimenticavo: Istanti … si, e’ stata appesa a lungo nella mia camera di “ragazza” .
    Mi piace scriverla qui… Ci sono mille traduzioni. Comunque una è questa:

    ISTANTI

    Se potessi vivere di nuovo la mia vita.

    Nella prossima cercherei di commettere più errori.

    Non cercherei di essere

    così perfetto, mi rilasserei di più.

    Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,

    di fatto prenderei ben poche cose sul serio.

    Sarei meno igienico.

    Correrei più rischi,

    farei più viaggi,

    contemplerei più tramonti,

    salirei più montagne,

    nuoterei in più fiumi.

    Andrei in più luoghi dove mai sono stato,

    mangerei più gelati e meno fave,

    avrei più problemi reali e meno immaginari.

    Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto

    della loro vita sensati e con profitto;

    certo mi sono preso qualche momento di allegria.
    ma se potessi tornare indietro, cercherei

    di avere soltanto momenti buoni.

    Che, se non lo sapete, di questo

    è fatta la vita,

    di momenti: non perdere l’adesso.

    Io ero uno di quelli che mai

    andavano da nessuna parte senza un termometro,

    una borsa dell’acqua calda, un ombrello e un paracadute;

    se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

    Se potessi tornare a vivere

    comincerei ad andare scalzo all’inizio

    della primavera

    e resterei scalzo sino alla fine dell’autunno.

    Farei più giri in calesse,

    guarderei più albe

    e giocherei con più bambini,

    se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

    Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

    Jorge Luis Borges

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