CLAUDE PER SEMPRE

Monet:

≈ Ancora una volta ho intrapreso qualcosa di impossibile:
acqua con erbe fluttuanti in basso.
è meraviglioso guardarle
ma estenuante volerle rappresentare ≈

≈ Tutti i miei forzi sono volti semplicemente a realizzare il maggior numero di immagini intimamente collegate a realtà sconosciute ≈

 ≈ Sulle superfici dello stagno
piante acquatiche si intrecciano di tappeto verde,
nessuno sguardo raggiungerà il mio pensiero più profondo ≈

Altri hanno detto:

Egli è pittore d’aria e di luce, di affinità e riflessi,
di nuvole fuggenti,
di nebbioline dissolte,
di raggi di luce
spostati dalla terra nelle sue rotazioni.
(Claude Roger-Marx )

Cezanne costruisce le sue armonie come un drammaturgo,
mentre Monet procede come un poeta lirico .
Il sentimento di Monet tende a traboccare
Ogni angolo dell’opera è compenetrato dall’emozione,
la mano di Monet palpita e ci impone a ogni pennellata,
a ogni centimetro della tela l’eccitazione iniziale
(Meyer Shapiro)

Monet fa saltare tutte le barriere e demolisce l’idea stessa di forma
che ci ha dominati per millenni.
(Andrè Masson)

Mi piace molto la pittura; in particolare mi piace quella impressionista. Rimango affascinata davanti a quelle magiche pennellate che sono emozione pura: a qualcuno è stata concessa la magia di muovere il braccio e tradurla in immagini. La considero una poesia che viene recitata, trasmessa  – come respiro sulla pelle – nell’aria, in un gioco magico di luci ed ombre, linguaggio senza confini, non ingessato dai contorni. Sfondi e paesaggi e figure sono una cosa sola. Ed è così che io percepisco la mia vita nell’universo, Niente di distaccato, men che meno una esistenza che sovrasta le cose ma che ne fa parte. La vita di un uomo è tutte le stelle, l’acqua degli oceani, e poi terra e fuoco. E tutto questo è il Respiro divino. Trovo che nella pittura impressionista questa idea sia ben rappresentata. Lì sono sciolti contorni e confini: linee diventano sfumature che vanno ad appartenere ad altre sfumature rafforzandole o indebolendole. Creandone altre, mescolandole e mescolandosi. Come le nuvole che si fondono e insieme fanno .. le nuvole. Per poi separarsi e comporre di nuovo niente altro che nuvole. Per poi diventare acqua e terra e fiori, piante. Vita. Persone. Il tutto al passo di danza della mutazione, alchimia misteriosa della vita, della morte e della rinascita.

Sono stata un paio di anni fa al Musée d’Orsay a Parigi e mi hanno portata via trascindandomi. I percorsi sono meravigliosi e meravigliosamente esposti in un’area che possiede lo stesso spirito delle bellezze che ospita: la continuità. E’ tutto aperto (è mantenuta la struttura di stazione ferroviaria qual è stata). Il grande, stupendo orologio, visibile da ogni dove, domina la scena quasi a testimoniare che il tempo a volte si ferma pure scorrendo come sempre. Bellissimo è stato perdersi tra i quadri e la sezione dedicata al Liberty, uno stile che amo molto e che rappresenta, attraverso la sobrietà,  l’eleganza vera, ricercata e morbida, classe e bellezza, espresse da linee pulite, dolcemente e sinuosamente tracciate, nel legno che diventa mobile, che diventa oggetto di ornamento. Le linee del liberty sembrano continuare: una spalliera di un letto termina, si sa, ma nella mente che osserva, essa continua come un nastro infinito. Sensazioni riprovate anche qualche settimana fa a Barcellona, nelle case di Gaudì.  E nel ferro lavorato, la magia a racchiudere e custodire qualcosa di altrettanto splendido e affascinante come il vetro e da qui cornice degna degli effetti che il vetro, con la luce sa produrre. Arte e alchimia, insomma. 

Celeste

A Milano, Palazzo Reale, si chiude il 27 settembre “Il Tempo delle Ninfee”. Il link della mostra. http://www.mostramonet.it/

Un messaggio riservato a Pinuccia che poi è un abbraccio fortissimo. Una risposta al tuo commento la trovi nel post precedente, Ciao cara, e grazie.

PS Resta il fatto che Lui, Vincent per me è il numero uno. Sebbene la sua pittura non sia sempre sciolta. Lui usa spesso “confinare” ma nonostante questo riesce a inserire le figure nell’insieme mantenendo vivo il concetto del Tutto. La figura non è dunque mai prevalente sullo sfondo e viceversa. Non c’è mai alcun primo piano, alla mia lettura, e mai alcun particolare viene “offeso” o sminuito da un altro. Doppia magia. Magia elevata a potenza.  Questa postilla la devo a lui, a Vincent con il quale ho un rapporto speciale fin da  ragazzina. Considerando che mai nessuno della mia famiglia… dico MAI mi ha portata ad una qualsiasi mostra,  that’s amore, no? 

16 pensieri riguardo “CLAUDE PER SEMPRE

  1. Oggi a Palazzo Reale di Milano ho vissuto un brivido. Emozione pura trovarsi faccia a faccia con dei quadri meravigliosi. Non parlavano ma, permettetemi, MUSICAvano. Una musica leggera quasi CELESTialE. Non camminavi da una sala all’altra ma fluttuavi. Davanti a uno dei tanti capolavori mi sono fermata a riflettere su quante volte mi soffermo sulle linee della mia vita quando invece dovrei prestare attenzione allo Spirito e ai suoi riflessi che cambiano con il cambiare della mia luce. Grazie Celeste ! Senza te non sarei andata a questa mostra e avrei perso la possibilità di vivere quest’emozione. Un abbraccio di vero cuore.

  2. Questo mese sono un po’ presa. Se riesco a ritagliarmi un giorno te lo dico.
    Grazie per la tua gentilezza e, fra un po’, ……….sogni d’oro.
    Baci. Pinuccia

  3. Grazie Stellina del messaggio n. 1.
    Sono contenta di averti telefonato stamane mentre eri a Milano …
    D’altra parte è destino no?
    Eravamo insieme a Parigi .. Potevi mancare alle Ninfee?
    Certo che no!
    Grazie anche per questo commento, come sempre scritto con quella tua parte che ben conosco e che sta a metà tra la pancia e la testa.
    … com’è che mi somigli tanto? Non saremo mica perenti???
    ;-))
    Un bacio a te, uno ad A4 ( che non è un foglio GIURO)

  4. a fine di agosto ero a Londra alla National dove c’era una temporanea su Monet e impressionisti. Da qualche stanza accanto, nella permanente, i fiori, il campo di grano e la sedia di Vincent ti mandano i loro saluti.
    A costo di escoriazioni del gomito addosso alle varie vette kashmire, un altro globico abbraccio,
    Gil

  5. Gil…
    a costo di curarti le escoriazioni con il balsamo più prezioso accolgo con gioia il tuo abbraccio insieme a tutto il grano di Vincent comodamente adagiata sulla sua sedia.. Si, con tutto questo si sta proprio bene.
    .
    Se il mio sposo leggesse Controluce (glielo leggo io ma devo ammanettarlo.. No.. le manette non sono di peluche rosa griffate Hello Kitty giuro) probabilmente ti chiederebbe di mandare un saluto ad una montagna .. proprio nel Kashmire che scalò .. qualche tempo fa.
    Ciao carissimo e grazie

  6. Pinuccia
    l’amicizia e anche le buone consocenze sono belle se poggiano su quella cosa che si chiama Libertà e Spontaneità…
    Non devi dirmi nulla.. Bussa quando sarà.. E se non sarà abbiamo Controluce e il Mulino dove incontrarci. Ti pare poco?

    Mica unto di fagioli.. direbbe un mio amico.

    Buona domenica.

  7. Un brano tanto stupendo quanto amaro, Cele.
    E c’è dietro la sensibilità nel cucire i brani ai post. Ne è uscita una magia, un dialogo tra parole e musica. Tra emozioni ed emozioni.
    Il gusto raffinato nella scelta degli autori, che fanno da sfondo a controluce è ogni volta una piacevole sorpresa. Scelte mai banali, mai casuali, e autori .. alti.
    PS
    Non sono solo echi in un vento sordo. Infatti, il vento risponde.
    Qui, a casa di Lorenzo la mattina è luminosa e fresca. Non c’è vento. O forse si.
    Un saluto da me e da lorenzo.
    Stella.

  8. STELLA
    leggendoti mi hai dato l’occasione per cercare di raccontare come percepisco questo spazio dei commenti e Controluce
    che .. se non fosse per un paio di amici sarebbe stata abbandonata tempo fa.
    Loro hanno dato un senso a questo spazio quindi un alito vitale.
    (Invece c’è un altro blog inutile tra i tanti inutili … hi hi hiiiii )

    Questo angolo è (anche) una specie di “bacheca”.
    E’ un angolo di “non solo post” e mi piace che sia così.
    Si passa, si lascia un messaggio alla LAVAGNA (bacheca fa troppo feissssbucccc)
    indipendentemente dai post e da me.
    (Pieffe so che pensi alla posta di Donna Letizia .. ormai ti leggo nel pensiero e pure ti scrivo
    e “siccome sei tanto lontano più forte ti scriverò” ….. ).

    Questo spazio senza ruoli è in linea con il mio amore per l’assenza dei contorni e dei confini.
    Ovvio, un sito somiglia a chi lo ha creato ma lo spirito man mano si arricchisce e diventa un canto, un coro. Un gruppo.
    Mi piace … Controluce non è “mio” ma di chi lo vuole.
    Lo spazio dei commenti è anche una lavagna
    (il gessetto è sotto lo zerbino – prego solo pulirsi le scarpe prima di entrare: non so dare la cera).

    Detto ciò lascio qui una cosa di Erri de Luca.
    Non è una cosa da leggere ma da sentire.
    Come alcune case non sono tanto da abitare ma da leggere e da respirare
    (ho un caro amico a Roma, vive in una casa così).

    Come alcuni Silenzi non sono tanto da osservare ma da pronunciare
    (un altro amico lo incontro soprattutto nei suoi Silenzi)
    ehmmmm nei miei è più difficile … ma sto migliorando.

    Come alcuni odori non sono (solo) da annusare
    ma (anche) da indossare.

    ——————- … ——————–

    ” Io te vurria vasa’ “,
    sospira la canzone ma prima e più di questo io ti vorrei bastare,
    io te vurria abbasta’,
    come la gola al canto
    come il coltello al pane
    come la fede al santo
    io ti vorrei bastare.

    E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
    in nessun altro odore addormentare,
    io ti vorrei bastare,
    io te vurria abbasta’.

    ” Io te vurria vasa’ “, insiste la canzone
    ma un pò meno di questo io ti vorrei mancare
    io te vurria manca’,
    più del fiato in salita
    più di neve a Natale
    di benda su ferita
    più di farina e sale.

    E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
    in nessun altro odore addormentare,
    io ti vorrei mancare,
    io te vurria manca’.

    ERRI DE LUCA

    ps stella: so che a casa di lorenzo c’è un vento che raccoglie e accoglie un eco.
    Magari è un vento che spettina ma anche offre riparo.
    Poi so che quella casa ha una porta aperta dalla quale si può entrare ed anche uscire.
    PS ma la chiave sotto lo zerbino la lasci anche te?

  9. Il tempo delle Ninfee – Monet[..] In questa ultima domenica d’estate, dato che da oggi sembra arrivato l’autunno con le sue giornate corte e uggiose, mi sono tuffato nella bellezza della pittura visitando, a Palazzo Reale, la mostra delle Ninfee di Monet. Per fortuna che la mia amica b [..]

  10. Non so come mai mi sono trovato l’inizio del mio post come commento da te
    Chissà il motore che c’è dietro Splinder che cosa combina 🙂
    Forse perchè ti ho citato e messo il link al tuo blog
    Mah chissà
    Cmq ho visto la mostra… stupenda e affascinante
    un sorriso 🙂

  11. Marinz nessun problema..
    Anzi invito i controlucini .. (o controluciai? mah) a visitare il tuo sito.
    Sono contenta che ti sia piaciuta.

    Io, per una ragione squisitamente scaramantica personale aspettero’ fino agli ultimi giorni.
    Poi andro’.
    Un bacio e grazie

  12. Le ho viste. Ho visto le Ninfee. Le cose da dire sono parecchie. Ma la primissima impressione è stata quella di S. al commento n. 1: è un percorso fluttuante. Vedere quei quadri senti il ricordo della culla, del dondolio e della morbidezza. Sopra le superfici dei laghetti il tempo passa in un altro modo e le regole dell’universo possono stare tutte li’… La vita, l’aprirsi e il chiudersi dell’amore, il segreto nelle corolle, la custodia di una vita nuova. La luce che dona la vita e la vita che arriva alla luce.
    Inviti alla riflessione che giungono da un silenzio di colori e di luce e che contengono forse la magia di far riaffiorare sensazioni perdute, ricordi accantonati. Insieme al desiderio di fermarsi… E annusare, sentire, e per la miseria … guardare.

  13. Riprendo le tue parole.
    .. E annusare, sentire, e per la miseria … guardare !
    Guardare al di la delle cose e delle forme e perchè no … guardare anche quelle !! un bacione!
    S.

  14. A S.
    Si, guardare! Perchè vedere guardare sono cose assai differenti.
    Tutti (o quasi) vedono le stelle.
    Ma le guardano?
    ciao S. (quella zampettante formato foglio A4?)

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