TONFI E BACI

Sì.
La sensazione è quella. 
Violenta. immediata, velocissima l’azione di quando sprofonda.
E più è peso, più va a fondo.
Si, volendo crearne una immagine, una azione, una metafora, è un sasso che "plufff" si tuffa nel cuore. Un tonfo.
Repentino, senza preavviso o con preavviso (a volte è la cosa più temuta,  quella che sta per accadere)
Un attimo?
Magari fosse un attimo …
Non lo è mai, un attimo.
Perchè poi si susseguono altre reazioni, emozioni. Buchi. Tonfi.
Del tipo?
La sensazione di avere un blocco di ferro sopra il petto?
Oppure una spirale dentro, nello stomaco, che mentre gira attorno a se stessa, avvolge lo stomaco e in alcuni casi è un pugno?  Diretto, forte, deciso. Preciso.
Un’altra?
Una specie di fulmine, nel cervello. Istantaneo. Rapidissimo e tagliente come il passaggio di un raggio laser? Corto circuito della mente. Un tifone sui pensieri. Passa, poi passa, ma  lascia una palla dentro, che rimbalza, rimbalza contro le pareti craniche giocando a ping pong. Il cervello si dilata e preme sulle tempie. Le tempie battono il tempo insieme al tuo cuore.
Tum tum tum – ..  –   tum tum tum – tutum. Tututututmmmmm … pausa… Tu-tum …. tu-tum
Ritmo extrasistolico.
Basta?         Macchè !
In pochi istanti non hai più un filo di saliva. Pensi che magari, senza accorgerti, hai ingoiato un foglio di carta vetrata. Oppure un  gomitolo di quella lana metallica, finissima, che si usava (si userà ancora?) per pulire le pentole.
L’amaro in bocca c’è veramente: non lo si dice per dire. C’è ed è uno schifosissimo sapore impastato e denso. Ti sembra di non esserti lavato i denti negli ultimi vent’anni.
E la gola pare chiudersi regalandoti (gratis) una sensazione di gonfiore alla glottide che pare soffocarti. Poi tocca alle gambe. Si irrigidiscono. Pensi: tra poco sono paralizzate.
No no no. Non sono belle cose, queste. 
Ma si sopravvive.
Si sopravvive anche ad altro.
                                                                              

Per esempio ad ogni bacio non dato.

23 pensieri riguardo “TONFI E BACI

  1. che parole forti… e questo paragone con “lo spegnersi della vita” e il “bacio non dato” è davvero interessante come se un’azione non fatta per dimostrare quanto vogliamo bene all’altra sia una mancanza della nostra vita
    Carpe Diem sempre e comunque
    un sorriso 🙂

  2. mi associo a Marinz.
    le “non azioni” pesano nel cuore, gli diamo noi il significato emotivo e quando si entra dentro il cuore è sempre più pesante.

    Penso che se vuoi (fare) una cosa la devi allungare la mano e prenderla (fare).

  3. Ciao Marinz…
    Lo è. Un bacio non dato è un’occasione perduta. Amore sprecato. Gioia negata. Attimi sottratti alla vita, quella parte della vita che ne rappresenta l’essenza e che riscatta dall’altra parte della vita, che pure vita è ma che a volte somiglia a una condanna.
    Un adagio che ripeto (ma i lettori di Controluce sono pazienti .. bontà loro) “c’è chi si gioca tutto per una notte di stelle” … Se pensiamo che a volte tutta la nostra vita se la gioca il destino a dadi o, qualcuno dall’ultimo piano, magari per noia … c’è da riflettere. E molto.
    Un buon fine settimana. Milanese o no.
    PS tu che vai per mostre e vivi Milano come io non faccio (ma è solo colpa mia..) hai visto le Ninfee di Monet? Se si, come sono? Io ho un appuntamento, con loro.
    No no … non le perdo no… No no..
    Ciao

  4. Le ninfee le avevo viste a Treviso nel lontano 2000 e avevo intenzione di andarle a vedere a palazzo reale ma mi stavo dimenticando questo appuntamento… ora mi organizzo 🙂
    grazie di avermelo ricordato
    un sorriso 🙂

  5. MARINZ
    non sono stata alla mosttra di Treviso ma, incuriosita dall’aver sentito che mai prima di questa a Milano altre mostre hanno ospitato il giardino completo, ti copio e incollo queste notizie.
    —————-
    Il cuore del percorso espositivo è costituito da 20 capolavori di Monet, mai usciti in questa quantità e qualità dal Museo Marmottan: venti grandi tele che Monet ha dipinto tra il 1887 e il 1923 e che ci restituiscono il percorso che lo ha portato a cercare di trasferire, dal suo giardino alla sua arte, i salici piangenti, le ninfee, i ponti giapponesi, i fiori di ciliegio e gli iris che lo popolano.

    Le ninfee sono il punto di arrivo di una utopia progettata e realizzata nell’ultima stagione della vita, di un’idea totalizzante di rifondazione della pittura che, partendo dai colori vivi e dai paesaggi senza orizzonte delle stampe giapponesi si pone come uno dei grandi contributi alla pittura moderna, non inferiore, come affermerà Picasso nel 1944, a quello di Cézanne. Saranno infine i grandi artisti dell’Espressionismo astratto, da Pollock in poi, a darci l’idea definitiva della grandezza di Monet nel tempo delle ninfee.

    Accanto alle sue grandi tele, la mostra presenta una ampia e interessantissima documentazione fotografica, con le immagini coeve del giardino di Giverny. «I pannelli delle Ninfee ci mostreranno Monet scrive George Clemenceau amico e grande figura politica e intellettuale francese «perdutamente teso verso la realizzazione dell’impossibile. Dalla sua mano fremente si slanciano razzi di trasparenze luminose, che fanno scoccare, nell’impasto grasso, nuovi fiammeggiamenti di chiarore. Il genio non sta meno nell’offensiva dei pennelli sulla tela che nel rimescolamento della paletta multicolore ove Monet coglierà tutto a un tratto, con un gesto risoluto, le gocce di una rugiada di luce di cui farà elemosina agli elementi, che non si preoccupano di conservarla. Da vicino, la tela sembra in preda a un baccanale di colori scorretti, che, dal giusto punto di vista, si ordinano, si sistemano, si associano per una delicata costruzione di forme interpretative nella precisione e nella sicurezza dell’ordine luminoso».

    Scusa la lungaggine .. ma la mia passione per questa pittura (che vede in cima al mio amore Lui, Vincet) è … parecchia.

    OK faccio un post.
    A me la definizione “ci mostreranno Monet “perdutamente teso verso la realizzazione dell’impossibile” mi piace da morire.

    baci

  6. Avevo visto le ninfee a Treviso. Magnifiche!!
    Fino a quando dura la mostra di Milano? Un salto lo farei volentieri. Chissà!
    Il tuo post Celeste fa pensare. E’ un’esperienza che ci tocca fare prima o poi, come ci è toccato l’essere feriti ma anche di ferire.
    Recentemente mi è successo di avere dei problemi abbastanza seri di salute e nel bel mezzo della crisi ho pensato: Adesso muoio. E mi sono sentita impreparata. Poi mi sono lasciata andare, tanto se mi toccava, mi toccava.
    Non mi è toccata infatti sono ancora qui. E’ qualcosa su cui ogni tanto torno con la mente.

    Tanti baci a tutti. Pinuccia
    ( Sono baci a distanza e virtuali, è vero, ma sempre baci sono!!!!!)

  7. Eccomi PINUCCIA.
    Comprendo bene .. o almeno credo di comprendere bene ciò che hai vissuto.
    Conosco anche la sensazione che porta a dire “ok prendiamo atto e sarà quel che deve essere” .. Quando è riguardato me sola l’ho provata anche io.
    Con chi ho amato è stato diverso; li’ c’è stata disperazione. L’ accettazione solo dopo, molto tempo dopo e forse … nemmeno.
    E preparati non lo siamo mai..

    Ti racconto questo solo per farti arrivare un messaggio, meno scontato e meno banale, per quanto possibile. Niente convenzioni quindi, nè il solito pat pat sulle spalle ma un abbraccio solidale anche attravers questo mezzo .. virtuale non è.

    Ps
    ho parlato della mostra nel post di oggi. Chiude i bttenti il 27.
    Tra me e Palazzo Reale c’è il tempo di un fiato. Se ci sarà spazio per un caffè… mi trovi qui e se preferisci, usa i PVT. Li leggo sempre e in tal caso dammi un riferimento dove lasciarti i miei.
    Ciao e grazie di essere qui.

  8. L’estate scorsa ho visitato la casa di Monet a Giverny, in un giorno di pioggia.
    Il giardino, il laghetto con le ninfee e il ponticello.
    Un luogo fuori dal tempo (tranne che per i turisti) vi si sentiva ancora il rumore del suo pennello sulla tela.
    Un bacione alla Celestina e a Pinuccia.
    Fusa affettuose.

  9. Ciao Eleonora. Bentornata.. Resti?
    .
    Petula:
    In alcuni luoghi “fuori dal tempo” è bello lasciarsi andare e cercare di ritrovare quel tempo. Ci vuole tempo .. per ritrovare le cose. In alcuni luoghi il tempo scorre in modo differente: si entra non dalla porta ma dal respiro. E se si è entrati dal respiro giusto allora sì, credo sia possibile sentire il pennello scorrere sulla tela, per esempio.
    Io questa estate ho sentito i miei passi sopra una strada di pietra incontrare i miei, quelli di vent’anni fa. Nel mezzo di questo tempo è passato di tutto. La guerra, il dolore e poi il risveglio. Su entrambe le parti: sull’ospite e sui luoghi.

  10. A proposito di Tempo…
    (ma quanto rompo sul tempo?.. vabbè)

    IL MIO PASSATO
    Alda Merini

    Spesso ripeto sottovoce
    che si deve vivere di ricordi solo
    quando mi sono rimasti pochi giorni.
    Quello che e’ passato
    e’ come se non ci fosse mai stato.
    Il passato e’ un laccio che
    stringe la gola alla mia mente
    e toglie energie per affrontare il mio presente.
    Il passato e’ solo fumo
    di chi non ha vissuto.
    Quello che ho gia’ visto
    non conta piu’ niente.
    Il passato ed il futuro
    non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
    Devo liberarmi del tempo
    e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
    che questo meraviglioso istante.

  11. Celeste cara, passo spesso da qui, anche se non lascio traccia…sei un essere speciale. bacio.

  12. Mah, non amo molto Alda Merini….ma questa poesia mi piace abbastanza. Soprattutto il vivere il momento attuale è quello che predicano tutte le filosofie soteriologiche del mondo. Che anche lei le abbia lette?

    Celeste…un bacio e anche a Eleonora di passaggio (Eleonora, non il bacio eh)
    Miiiiiaaaoooooooo

  13. Petula… ma come sei spinosa oggi???
    mmmm qui.. ehmmm gatta ci cova!
    Racconta dai: cattivo umore. E ok. Gattacci o altro?
    Curiosa eh la celestina!!
    Ma quanto mi piace…
    Miaaaaaaaaooooooooooooo

  14. No, no, niente cattivo umore, la pappa era buona come al solito, il davanzale pulito come sempre con qualche lucertola di passaggio.
    Devo dire che mi manca un po’ il Gollum che cerca di farmi allo spiedo ogni volta che passo…questo si, ma non altro.
    Il fatto che la poesia della Merini non mi esalta, la trovo piatta e a volte un po’ scontata.
    Rassicurati, non sto sostituendo il Pleiadiano che fa il vagabondo delle stelle!
    Fusa!

  15. Ecco Petula. Ora mi sento più tranquilla. Un pleiadiano ci basta.. anche se manca.. Accidenti se manca! Nessuno come lui sa sfoderare spade (e lingua) al laser. Ma ho la vaga impressione che lo incontreremo presto di persona. …
    Sto preparando una tuta (di amianto) per l’occasione: ho fatto un corso di taglio e cucito perchè con gli swaronvski originali non le vendono. Non posso mica andare dal pleiadiano con prodotti Made in Cina.
    Grazie per avermi rassicurata… Non era il commento alla Merini .. Anzi… quelli ben vengano.. Guai se questo spazio fosse inondato da tanti “beeeeeella” insomma da bau bau micio micio.
    Sarebbe chiuso da un pezzo.
    CELESTE

    ps
    ma le lucertole di passaggio? quali sono?

  16. Ciao Miao Petula…su su! in fondo non siamo mai troppo lontani, ci sono “luoghi” dove tutti c’incontriamo e allora si che ci abboffiamo di lucertoline e the e biscottini e quant’altro…insieme al Gollum e al Pleadiano. Vero Celeste? 🙂
    baci
    Eleonora

  17. Celeste e Eleonora per favore non glielo dite al Gollum che mi manca eh!! Che rimanga una cosa tra noi, anche perchè appena si rifà vivo….cominciamo a litigare!
    Altro che baubau (oddio!) miciomicio.

  18. Si Eleonora. Verissimo.
    Tutto vero…. tranne le lucertole.
    L’altro giorno ho visto Petula, seduta a tavola, al ristorante. Elegante e graziosa … Mica ti ordina un piatto di lucertole?
    Capisci che pur davanti a un piatto di mezze maniche alla gricia ho avuto un attimo di …. ehmmmm …. mancamento? Provare per credere.
    .
    Petula
    Lo so che ti manca … lo so.
    Anche a me manca.. Mi mancano le cose quando le annusi e tovi un odore gradevole.
    Miao

  19. sono tornata indietro, tra le pagine della tua vita. Leggo questo post. Vedo più CONTROLUCE (quasi buio) che LUCE…Un abbraccio per tutti i momenti così. Che ti possa far tornare al caldo tepore del sole…Ciao celeste.

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