DI VITA E DI AVOCADI

avocado
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Ho visto miserie travestite da uomini e donne erano paure erano dolori erano mani erano suoni ho visto mani alzarsi disperate ad abbracciare nel cielo improbabili stelle forse un bagliore alchimia della mente chimica della forza di un misterioso incedere arrancare sopravvivere ho visto lacrime rotolare dentro piatti di porcellana vuoti d’amore vuoti a rendere rifiniti d’oro bordati d’argento raffinate mani a raccogliere acque di sale ho visto letti sfatti e rifatti di eterni rimandare e pozzi tanto bassi da non farsi nemmeno un po’ male
ho visto un cane ferito e i suoi occhi erano stagni di amori scuri occhi che sanno cos’è il sogno e cosa il pianto ho visto morire il sole nel mare ho visto la luna danzare eccitare sollevare quel mare senza poterlo nemmeno toccare ho visto telefoni li ho sentiti suonare ma quando arrivavi i tuoi passi erano lievi non facevan rumore come quelli di lei che aveva la veste nera la falce non c’era il viso era velato nessuna ombra sul muro  produce la morte ho visto la nebbia avanzare nel buio quando una mano mi ha preso i capelli costringendomi a un gesto senza ritorno ho visto restare aspettare tornare mi sono vista dentro gli specchi del male nel giorno che segue l’istante che sale ho sentito il mio corpo morire svegliarsi e vibrare
tornare da un sonno un torpore letargo di niente ho visto un dolore affondare nel riso le labbra di andrea arrese nel sonno ho visto le carte scoprire il passato il futuro no non era arrivato mentre il presente se n’era appena andato ho visto ginocchia restare sospese e ferri e freddo frugarmi tra i fianchi ho visto le luci sentito l’odore del dormire di colpo svegliarmi da sola in un bagno di pianto di freddo sudore ho letto le stelle le carte e i sassi ostinata testarda ho cacciato la testa nel fango ho visto capelli cadere nella vasca da bagno mentre rideva insospettata reazione forse era rabbia dolore o rassegnazione ho visto cartelli numeri codici e cifre da non poterle far stare nella memoria di tutto il mio tempo e nemmeno nel tuo ho vissuto l’incubo di sogni da niente e quello ancora peggiore di quando non si sollevan le gambe dal suolo ho visto amori finiti lasciarsi andare nel fondo del mare dove i coralli diventano tombe fiori le creste delle onde del mare ho sentito di storie passate lontane antichi richiami di favole strane ho visto folletti saltare tra i fiori rincorrersi giocando tra i camini sui tetti ho visto l’odore di paura della fine e del buio o forse l’ho solo sentito annusato bevuto si possono vedere gli odori non lo so amore dimmelo tu ci vuole coraggio per continuare a cercare piu’ facile è fermarsi ascoltare non fare niente e infine morire volta la carta cantava fabrizio volta la carta e lui non c’è più fila la lana fila i tuoi giorni aspetta che lui ritorni cantava ancora fabrizio ah dimenticavo ho visto la luna sul mare ma non la ricordo quasi aspettando un manto o un prato di stelle improbabili forse ma per questo si vive si vive di pane di respiri di tutto e di niente si aspetta si torna io ho visto partire morire qualche volta tornare ma era meglio se avessi avuto qualcos’altro da fare.
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“la vita sta in una tasca … e in questo momento sei un avocado, per me” .
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C’è poco da capire a volte, ma a volte le sfumature sono tutto ciò che si può dire, dove le parole non possono. C’ è un brano che amo moltissimo,  tra altri di lui: guarda caso è di Fabrizio de Andrè. Anche qui c’è poco da capire. E’ la fine di un amore tra una donna e un uomo. Storie nelle quali non si può entrare, perchè non c’è niente da capire. Nessuno può capire perchè dentro ci sono vite che stanno in tasca e tasche a volte senza vita. Miserie dolori speranze garanzie scelte percorsi obbligati silenzi baci bagnati poesie inascoltate raccolte respinte ferite. Derise. Ci sono storie che finiscono in una dolcezza sconosciuta anche al loro inizio e ci sono storie che finiscono e basta. Altre che nascono come piccoli funghi sotto le foglie cadute a terra di autunni appena cominciati, tiepidi, dorati. Nascono li’ come muschio sotto le felci odorano di bosco di umido dell’ incipiente calma dei paesaggi dorati ma anche rosso violento delle estati indiane, Sanno di promesse di primavere buone dove la frutta matura bene sotto un sole lento e clemente. Ci sono amori che si consumano e che consumano allora svuoti le tasche e ci trovi una conchiglia vuota di qualche anno fa l’accosti all’orecchio e non ti risponde alcun mare. La giri la rigiri tra le dita escono lacrime o quando va bene granelli di sabbia. Da alcune esce miele denso sperma di un tempo passato quando erano turgidi i pensieri i giorni e le estati in giro a correre tra montagne di velluto. Ci sono tasche che hanno buchi per perdere anche le conchiglie più grosse, con tutto il mare dentro. Ci sono storie e basta e ci sono storie….
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Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carenze dell’amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

9 pensieri riguardo “DI VITA E DI AVOCADI

  1. Senza nemmeno un punto…e neanche una virgola. E’ in sintonia con la vita letta tutta d’un fiato senza pause…è come toccare la sabbia in riva al mare, chiuderla in un pugno, e più stringi le dita più ti scivola via….è così!
    Carola

  2. Piccole fughe e piccoli ritorni! Eccomi qua. Celeste, grazie per i tuoi pensieri…in vacanza. Li ho letti con vero piacere insieme al caffè fumante.

    Credo che su controluce si stiano connettendo anche da altre latitudini, è molto bello questo:è un abbraccio mondiale!
    Per quello che riguarda il post attuale…ogni volta che leggo di queste riflessioni sento la ruota degli inganni che gira, gira, oggi su, domani giù, amore che vieni e amore che vai (anche questo è di d’andrè). Non ci sono ancore o punti fermi, tutti presi in questo samsara (Gil ci potrebbe fare un trattato!!). Come l’ubriaco che cammina a zig zag e con gli occhi annebbiati cerca disperatamente un punto fisso per andare avanti e non stramazzare indecorosamente a terra.
    Già, qual’è il punto fisso?

  3. Ciao. Sono quella che è stata a casa di Lorenzo…
    Ho ascoltato con emozione. Tanta.
    E un sorriso che vuole essere un abbraccio.
    E nemmeno io … vado via. Se l’amore resta, resto anche io. E spesso sveglia, con i pensieri che piove cosi’ tanto….
    Ciao. A presto.
    S.

  4. I “dettagli” o “sfumature” hanno il peso delle cosiddette “cose importanti”, a volte, per dire chi siamo.
    Buonanotte
    R

  5. Petula, che piacere averti qui. Vero, è un abbraccio mondiale e questo per me è calore.
    Un nuovo saluto a GIL (forte e urlato perchè è mmolto lontano..) appunto, da altre latitudini altri odori altri colori.
    Per quanto riguarda la ruota degli inganni io non ho questo sentire sai? Il sento la ruota della vita, delle cose che mutano, che si muovono. La vita è movimento, i sentimenti anche. Certo, ci sono anche gli inganni.. E come no!!! Ma tu lo sai… la mia pancia vince spesso sulla testa. Ma spesso riesco a sentire nel mezzo.
    .
    A S.
    Grazie anche a te di essere in Controluce, una specie di casetta dove depositare anche qualche pensiero che magari gli altri ospiti non possono leggere e di questo mi scuso. Ma sei la benvenuta.
    .
    Riccardo: l’importanza dei dettagli, no? Lo abbiamo detto sempre. Sfumature, scie di acquarello che non tutti riescono a vedere. Ma in Controluce si, ci sono persone che hanno le lenti giuste e sanno anche leggere la musica, quella che viene lasciata qui, come i piensieri di S.
    E mi piace un sacco.

    Un saluto a tutti i miei amici. Anche a Marinz che anche lui legge da lontano.

    Oggi sono stata in un posto che amo moltissimo… Non ho visto molto del mondo, ma è uno dei posti piu’ belli che ho visto.
    Dicevo via sms che si trovano pezzi di anima, anche dopo 25 anni… Loro sono restano ad aaspettare alcuni ritorni. Si avvolgono su se stessi e conservano tutti gli odori e i sapori. Poi te li ridanno… Resistono, sotto le bombe e sotto il dolore. Resistono e poi quando arrivi, ritornano a casa… Ovvero dentro.
    Questo luogo è Dubrovnik. Magico. Speciale.

    Ci tornero’ di nuovo, gliel’ho promesso man mano che la barca si allontanava ed io la salutavo. Senza poter trattenere il pianto.
    E allora ho pensato che devo tornare: c’è chi sa come si fa.

    Un BACIO GRANDISSIMO.

  6. scusate gli errori.. ma qui il campo è scarso e intermittente. non posso permettermi molta cura .. e naturalmente come sempre scrivo come un fiume in piena…. Mah. Straripero’, lo sento.

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