Al di là dell’ovvio e in ordine sparso

 

(direzioni ostinate e contrarie)

  

🙂 

Il sapone di Marsiglia

Le lenzuola bianche

Le tovaglie bianche

La luce delle candele

La pasta

I libri

L’Ave Maria

Le finestre

I folletti gli gnomi le fate

Il pane e l’odore del pane

Le camicie bianche

Il gelato cioccolato e pistacchio

Le noci

I sassi

Firenze che piove

Il vetro

L’Aurora

Fabrizio de Andrè

Milano la domenica mattina presto

Milano

La mamma

Il colore celeste

Le margherite

La luna

Fare colazione sotto il portico alle 5 di mattina

Fare colazione a letto

C’era una volta l’America

Le soffitte con le cose vecchie

Robert de Niro

Le mani belle

Giorgio Gaber

Le stazioni e gli aeroporti

La cena a luci basse

La luce notturna della neve

Il legno

L’odore del bianco

Stare sola di tanto in tanto

Una bella voce

Il jazz morbido

Vincent Van Gogh

 

 

😦 

Il letto freddo

Il Natale

La voce di Carmen Consoli

Il latte bianco

Woody Allen

Il fiato sul collo

La luce al neon

Michele Santoro

Il vino scadente

La coda di rospo

I film comici

Il tartufo

Gli abiti stretti

Licia Colò

Le mani brutte

L’aglio nel fiato

Uscire di fretta

Le voci alte al ristorante

Le luci forti al ristorante

Le interruzioni

Chi si mangia le unghie

Guidare con qualcuno ansioso a bordo

Gli sfregi di Milano

L’odore del bianco

Le case “essenziali”

Una voce sgradevole

Le rose blu

Il brodo di pollo

I profumi dolci

Vino e frutta aciduli

8 pensieri riguardo “Al di là dell’ovvio e in ordine sparso

  1. un commento dall’Etiopia deve essere 🙂

    la poverta’ che c’e’ in Africa sara’ 😦

    un sorriso da un mondo dove il sorriso e’ il saluto per entrare in contatto 🙂

  2. MARINZ… che gioia. Ma mi stai scrivendo da la’?
    O sei tornato? Abbiamo mancato a quel caffè … Ci rifaremo a settembre. Un abbraccio. A prestissimo.

  3. ti scrivo da qua 🙂
    la tecnologia e’ ovunque… e ogni tanto posso usare internet

    certo a settembre un caffe’ che ti racconto

    un sorriso 🙂

  4. 🙂 le vacanze…
    😦 il lavoro…
    ma Cele, perchè 😦 il Natale, e il latte bianco?
    Carola

  5. Ok Marinz ti aspetto.
    .
    Carola
    bè.. non ho mai amato il Natale per come viene vissuto, per l’atmosfera che lo avvolge, per i valori che non ha. Lo sento ipocrisia, tristezza, differenze sottolineate, specie tra i bimbi. E’ ridotto ad un business, al vestito nuovo, alle luci, allo spreco, al pranzo con la tovaglia buona, al servizio di piatti della nonna. Ai giocattoli, al panettone che lo scorso anno era migliore (si sa risparmiano sul burro).
    Il cibo, lo spumante, il salmone. Le telefonate i sms in quantità enormi, le e mail augurali o quelle spiritose dei soliti babbi natali che slittano con bambole in calze a rete. Ai viaggi esotici, al centro america, alle mini crociere nel mediterraneo. Questo è il Natale che viviamo. Tutto all’infuori nel Natale.
    .
    Il latte bianco.. Mah… mia zia racconta che da piccina stetti molto male per il latte… Ma non so se sia questa la ragione: io so solo che non solo l’odore ma il “ribrezzo” che provo davanti al biancore del latte attraverso il vetro … mi fa morire. Hai presente la sensazione delle unghie sulla lavagna? UGUALE.
    Quanto era piu’ piccola la mia nipotina mi è capitato di darle il latte con il biberon … Non potevo guardare… Quelle goccioline che si aggrappavano al vetro trasparente del bibe… per me erano inguardabili… Sarebbe interessante scoprirne la ragione. Credo che ognuno abbia piccole o grandi fobie… Chi per gli insetti, chi per gli spazi chiusi, chi per quelli aperti… Quanto siamo complicati eh?
    Esseri semplici e complessi. Meravigliose creature animali e ora forse anche macchine. Spesso troppo poco pensanti…
    Baci

  6. Carola again.. così per chiacchierare un po’.
    .
    Ti ho chiamato per farti gli auguri… Sai, nnon ho avuto tempo prima.. Uno stress! Non ti dico cosa c’è in centro … Ora mi mancano solo tre regali poi se Dio vuole ho finito. Devo passare dal pasticcere.. Oggi sono stata 4 ore per fare le meches. Domani ritiro i fiori per mia mamma e poi basta. Ahhh ma non te l’ho detto: quest’anno l’albero l’ho fatto tutto sui toni rosso e oro. Uno spettacolo.. Passa a vederlo, dai .. ci mangiamo una fetta di Pandoro insieme. Tu vai alla Messa di mezzanotte? Io ancora non lo so perchè sono così stanca che potrei addormentarmi nel mezzo.
    Vabè dai.. poi a Santo Stefano ti chiamo e di dico com’è andata la giornata di Natale con quella stronza di mia cognata e i suoi tre bambini antipatici e viziati. Sai, quella di Mantova? Mah.. vedrai che arriverà con un nuovo brillante al dito… Ogni anno ne sfoggia uno nuovo…

    Benedetti siano l’auricolare e la musica, almeno in treno… Per il resto cerchiamo di sopravvivere tirando un grosso sospiro al giorno 1 o 2 (mentre mangiamo avanzi e ci sorbiamo per il quarantesimo anno filato le vittime dei botti e le immagini del Capodanno da tutte le città del mondo oltre a “qualche consiglio per tornare in forma dopo gli abusi”.)

    Capito Carola perchè odio questo periodo?

    Lo trovo.. deprimente? Forse è l’aggettivo più calzante.. Almeno, per quanto mi riguarda.

  7. Hai proprio ragione. Sai Cele, i Natali che io ricordo volentieri e li ricordo col cuore sono quelli che ho vissuto quando c’era mio papà. Nonostante io abbia figli, nn riesco a far vivere loro i Natali che io ho vissuto. Era una bambolina qualla che mi portava Babbo Natale, una bambolina piena di amore di “sacrifici” piena di tutto quell’amore che solo un genitore riesce a darti… oggi invece si decide per tempo quello che vorresti che Babbo Natale ti porti e deve essere logicamente il regalo più bello di quello del tuo amico…..vabbè dai è tempo di mare ora. Cele, fra un pò chiudo baracca e burattini e me ne vado un pò al mare….Un mega saluto a te e a tutto il pianeta Controluce
    Un abbraccio
    Carola
    p.s. Cele io il latte bianco lo bevo col caffè……

  8. Ciao Carola. Sono in vaiggio, e ti leggo da un’autostrada e penso che ogni luogo sia un bel luogo per incontrare il calore delle persone. Qui hai lasciato il tuo. Tante volte.
    .
    Io mi sto portando con me molto, molto piu’ di ogni altra estate che io ricordi. C’è molto con me, in questo viaggio, lungo questa autostrada, lungo tutto il mio esistere.
    Qualcuno che sa come si fa a capire … capisce.
    Un abbraccio

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