PRIDE AND PIL

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Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Robert F. Kennedy, dal discorso pronunciato all’Università del Kansas 18.03.1968

11 pensieri riguardo “PRIDE AND PIL

  1. E pensare che sono passati quarant’anni ma non è cambiato quasi nulla.
    Si continua a misurare il benessere delle nazioni con il PIL…
    Incredibile !!!

    Qua Qua

  2. il fatto è che non ci vuole molto ad elencare i buoni e sani principi su cui dovrebbe basarsi la misura della “qualità” della vita. Non ci vuole un gran che a elencare i principi etici su cui dovrebbero basarsi i rapporti umani.
    Ma il signor Pil… se ne frega. L’economia mondiale si basa su di lui e non è mai accaduto che una società abbia rinuciato al suo Pil in favore di principi etici. Ma proprio MAI. Chissà perché.
    Soapopera

  3. Già, sembra che il concetto di Prodotto Interno Lordo (non per niente è “lordo”) provochi nell’organismo nazione un istantaneo rigetto verso i principi etici!
    Tristissimo!!

  4. Potranno essere conciliabili un giorno, PIL e Etica?
    Forse sì. Noi non lo sapremo ma … c’è speranza. Ci deve essere altrimenti sarà la fine dell’umanità intera. Apocalittica visione ma credo piuttosto verosimile.
    A meno che non si sviluppino presto, ma molto presto, generazioni di mutanti in grado di sopravvivere ad ogni cambiamento e puo’ essere, sono milioni di anni che accade, ma ora i processi devono essere troppo veloci. Dato che l’uomo ha portato notevoli contributi alla distruzione delle risorse naturali. E la Natura non peerdona. L’unica sola grande, semplice Legge del Principio di Tutte le Cose sta lì, con il suo numerino piccolissimo e semplicissimo.

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