PASSI DI DANZA

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C’erano, fino a qualche giorno fa, le acace in fiore.
Nell’aria quel profumo di miele, dolce.
Il miracolo di una stagione che esplode ogni anno e ogni anno mi stupisce: gli alberi in pochissimi giorni si vestono di verde, e si ornano di trine delicate come ricami: i fiori rosa e bianchi, lilla, come il glicine.

Le bordure dei giardini formano cinture attorno alle siepi, fioriscono le piante grasse, di colori violenti, sgargianti.
Il cielo si carica di azzurro e i tramonti indossano fasce di velo rosa, violetto e giallo ocra.
Le albe delicatamente azzurro e bianco con qualche ombra di corallo rosa chiarissimo.
L’altra notte ho sognato che pescavo sul lago.
Pescavo stelle.
Stelle luminose la cui scia si specchiava nelle acque del lago quando cercavo di attirarle a me.
Gli odori delle stagioni di mezzo, autunni e primavere corrispondono ad una natura che esplode e che si addormenta.
Le primavere sanno di inizio, gli autunni sono richieste di attesa. Sono una preghiera, quella di restare fermi, e come pegno ci restano foglie e rami. Come una promessa. Come una coperta calda. Sono richieste di pazienza. Invito alla riflessione.
Invito a resistere; l’inverno arriva ma passerà.
E poi di nuovo il riscatto. E le primavere, con il miele nel ventre per una vita nuova.
Stagioni come danza e canto.

La primavera sono due ragazzi, che ballano, lei ha i seni sodi, i fianchi acerbi, la pelle morbida e tesa. Labbra piene e denti bianchissimi. Capelli lunghi e sottili. Lui ha muscoli forti e gli occhi scuri. Sono leggeri, la loro danza è acerba. La voce incerta nel canto. Le guance fresche e rosate. Il fiato corto.

L’estate sono un uomo e una donna. Semina. Fertilità. Colori. Vento caldo tra i capelli forti. Alito e pienezza. Terra generosa. Aratura morbida e uva. Fianchi ampi, accoglienti.  E sole. E caldo, sudore e stanchezza la sera. Notti stellate dopo il fresco della sera. Tramonti infuocati. Grandine e temporali. Vento forte, talvolta violento.
La danza è morbida ma i movimenti decisi. Sensuali i gesti. Intensi gli occhi. E’ un tango. Sono ruoli, giochi e corse nei prati. Consapevolezza e resa. E ruoli antichi accompagnati da antichi canti.

L’autunno è il parto, il seme che era e che adesso è frutto.
La terra è stanca e svuotata. Esausta.  Ha dato tanto e ha bisogno di tempo e di fiato.
L’uomo e la donna riposano. La loro danza si accosta a quella del fuoco. L’odore di legna e quello di cucina. I vetri appannati. La danza è lenta e silenziosa. Intima. E il sonno è pesante. Il cielo scuro quasi nero. La danza è umida e calda sopra tappeti colore dell’ocra. L’odore è speziato.

L’inverno è il gelo che pulisce, rinnova, punge e mette alla prova. Arido, chiede e pretende. Impietoso,  ma compie un dovere antico. A volte crudele.
La neve copre i rumori: il Silenzio è il Signore che impera nei sogni.
Il freddo invoca calore. Le mani si toccano, la pelle si scambia.
La danza è un abbraccio intrecciato di corpi che sfidano il gelo. Il mattino è pesante, la nebbia protegge e avvolge la danza  conservandone il canto. Si muovono appena i corpi distesi. E’ una danza coperta di veli sotto le stelle più bianche del cielo.

21 pensieri riguardo “PASSI DI DANZA

  1. wow… l’età delle stagioni che danzano e alcune volte ripetono un passo già fatto mentre altre ne trovani sempre di nuovi e spettacolari… uno stacco, un lancio, una piroetta, un passo e verso qualcuno o un passo per allontanarsi… le stagioni come danza e come “orologio” della nostra vita.. complimenti per questo bellissimo scritto
    un sorriso 🙂

  2. Bellissimo Cele. Una foglia che cade e annuncia l’ arrivo dell’ autunno, il cinguettio degli usignoli che reclama la primavera, un tremendo temporale estivo…anteprima di un’inverno gelido dove freddo e neve avvolge ogni cosa. Bellissimo post Cele. Lo scorrere delle stagioni, del tempo, lo scorrere degli amori, degli incontri, della vita in movenze leggere segnate da passi di danza. Ho imparato da te, grazie Celeste.
    Ho imparato a sentire i profumi dei fiori stampati nei tuoi post.
    Ho imparato ad ascoltare il più assoluto SILENZIO.
    Ho imparato a leggere fra le righe quello che fra le righe non c’è.
    Ho imparato a cercare nel cuore.
    Ho imparato a scoprire nell’anima.
    …e adesso Cele, sto imparando a danzare!!!
    Grazie.
    Carola

  3. Fai attenzione piccola – grande pescatrice , mi permetto di dirtelo perché forse non esisto e se ancora un po’ di “ me “ esiste ti chiedo scusa …. La stagione dell ‘anima che danza ,
    respira nell ‘unica stagione senza tempo , senza albe né tramonti , la dove la luce è buio e dove il buio è luce…..
    Ma quanti abbagli in laghi di ingannevole melma , quante pesche in laghi di sangue ,
    quante mani , piedi , teste e canne da pesca maciullati , frantumati da trasformante macina di mulino , ridotti in polvere , sottilissime stelle filanti , abbandonata ogni veste , sprofondare nell ‘ oblio di sé …ove forse si viene Pescati . Grazie amica , possano essere lunghe le tue stagioni almeno quanto possano essere brevi .

    una “ vecchia “ , forse scomoda , amica

  4. Lirico il commento n. 5 …
    Il dolore non è una bandiera. E’ solo un’esperienza. Tutti abbiamo pescato e/o peschiamo nel torbido e raccolto laterne arrugginite e tutti abbiamo pescato e/o peschiamo stelle.

    Tutto questo non ci rende affatto speciali. Solo persone normali.

    Nessuno possiede l’esclusiva del dolore che è e resta comunque un fatto privato e inevitabile.
    E “mettere in guardia qualcuno” non servirebbe a niente!
    Per fortuna ….

  5. Cara Celeste ,
    proprio perché apprezzo molto ciò che sei e scrivi , ho provato come tutti a dare un contributo , diverso , come lo è quello di tutti , secondo la propria , pur limitata , esperienza e perché no , anche avvertimenti che nessuno può giudicare se siano bandiere che si credono speciali o invece sudari che provano a condividere utili esperienze senza alcuna pretesa o intenzione che purtroppo mi viene attribuita ; il dolore personale è privato , ma se si parla impersonalmente come tento , si può trasformare in dono ciò che si è sofferto , come tutti , ciascuno con i propi limiti , certo so di essere scomodo …, ma soprattutto a me stesso .
    Credevo fosse bello questo aiuto , come sicuramente lo è per me quello che mi hai detto , ne farò tesoro , perdona se il mio tono è stato “ secco “ e magari antipatico .

    Mi scuso vado via , forse torno questa notte , ti mando uno speciale normalissimo GRAZIE .
    Sempre una tua vecchia ammiratrice

  6. Continua a sognare cara Celeste, e pescare stelle nei laghi….lascia che siano altri e/o altre a pescare nei laghi melmosi….
    Una “tua vecchia” ammiratrrice che dice di essere “scomodo” potrebbe almeno firmarsi.
    Un abbraccio
    Carola

  7. Un po’ di ciliege al maraschino?
    Se mi volete mi unisco all’allegra brigata. Stavolta non porto code di lucertola….

  8. … Celeste, è sempre bello muovere i passi sulle tue pagine, anche se ultimamente sono poco presente ti leggo sempre con intensità, parole ad accarezzare l’anima… ti abbraccio…

  9. Confermo. Sulle tue parole si vola a volte, con le tue parole a volte si affonda.
    Sanno essere tanto leggere quanto immensamente pesanti.
    Le tue parole ….. sanno.
    Buona domenica.

  10. Non so , e forse non importa sapere chi ha scritto il com . n° 16 , mi sento di condividerlo appieno come pure tutta la ammirazione che ciascuno ti ha così bene manifestato e che va sicuramente oltre ciò che hai e hanno scritto . Mi rammarico di aver invece suscitato una tua “ reazione “ in ciò che ho scritto, ma ( e sicuramente lo sai meglio di me ) anche da riflessioni scomode o che non si condividono si può trarre una qualche comprensione e anche questo è dono anche se non molto gratificante sia per chi lo fa ,sia per chi lo riceve o rifiuta . Hai tutte le mie scuse , se vuoi , apprezzo come tutti la tua umanissima , poetica descrizione ; hai tutta la mia stima e incoraggiamento .

    un vecchio o vecchia , ammiratore –trice .

  11. Oh! Cele, finalmente!…
    Sono stata autunno, inverno, primavera ed ora finalmente, alle porte dell’estate, eccomi qui a dare qualche frutto ;)…hai scritto tantissimo, leggerò tutto con calma (speriamo)
    Ho visto che avete finito il gelato…ne ho portato una bella vaschetta da Gollum, dai vieni di là, ci sono anche il pistacchio e il cioccolato.
    Un bacio Cele, a presto

  12. Rinnovo il BENTORNATA. E’ un piacere delicato e forte al contempo averti qui, come leggerti in altre case amiche.
    In quelle case dove semplicità, intelligenza e delicato umorismo sono una mescolanza di cose dove è piacevole sostare per una pausa caffè, una fetta di torta, un gelato, per l’appunto.
    Tra mulini e grotte ci sono piacevoli angoli per chi riesce a respirarne l’essenza.
    Ciao Ele. Resta… se vuoi.

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