BLOG: LA CASA DEGLI SPIRITI

Vabè.. magari sarà polemica ma tant’è.
Che dire su coloro che inviano messaggi in PVT o, ancora peggio, pubblicano commenti ad un articolo senza una parola sull’articolo?
Sono quelli che, al solo scopo di ottenere più visibilità si impongono negli spazi altrui, contando sul fatto che raccoglieranno minimo uno sguardo da parte di frequentatori abituali o di passaggio e, nella migliore delle ipotesi, saranno letti e magari potranno condurre i passanti curiosi o interessati in casa propria. E’ certo che aumentano le possibilità di farsi vedere. Depositano i loro scritti (a volte perfino messaggi politici in blog che mai si sono interessati di politica) come fanno le tartarughe con le uova sulla spiaggia, sapendo che alcune tartarughine raggiungeranno il mare,  alcune ce la faranno.
Ricevo a volte messaggi in privato o commenti ai post che sono composizioni, racconti, poesie oppure richieste di invito: “Pinco Pallino ti ha aggiunto alla lista dei suoi amici, clicca qui per aggiungere Pinco Pallino alla lista dei tuoi amici”. Il Pinco Pallino (a volte Pallone a volte Palloso) in questione, con buona probabilità non ha letto nulla del blogger del quale vuole essere “amico” e non gli importa un fico secco di sapere alcunchè.
E allora? Non è come entrare in una casa, sedersi in salotto e senza guardarsi attorno, senza sapere di quale colore hai gli occhi né di cosa odori l’ambiente, fare un monologo agli ospiti presenti senza sapere chi siano né da dove vengono e poi raccogliere la borsetta e andarsene (salvo poi tornare quando ne hanno voglia) lasciando le impronte sul pavimento, che, se non le vuoi, ti tocca pure di togliere?
Ora qualcuno dirà che non possiedo lo spirito del blogger e probabilmente è così.
Ma ne sono contenta, perché se lo spirito del blogger è quello di imporsi, entrare e uscire in una casa senza salutare, preferisco il mio, di spirito.
Che è pieno di difetti, di lati impossibili, ma conosce il saluto, le regole della buona educazione (spesso basta la versione basic, senza esagerare) e soprattutto le regole di quella cosa chiamata “rispetto”. Ma, si sa,  la classe non è acqua.  Ecco. L’ho detto.
Qualcuno, leggendomi (vero R.?) sorriderà e penserà “classista!”, con il tono di chi approva e condivide.

A me non importa che mi si legga o no. Scrivo per me e chi vuole passare è benvenuto sempre:  può non fermarsi, può criticare, oppure non lasciare traccia, può commentare anche se non condivide (e questo, per me, è il vero senso dei blog).  Scrivo per me, dicevo e per  chi  passa e va e per chi si ferma. Con  qualcuno sono nate alcune belle storie e relazioni. Un tempo scrivevo riempiendo interi quaderni per non morire (lirica? .. vabè.. ho l’ombrello aperto).  Adesso lo faccio perché mi diverto. Ed è la cosa più bella.
Capisco che c’è chi lo fa per “mestiere” cercando faticosamente di farsi largo e di sgomitare nella giungla dei tanti scrittori più o meno improvvisati, scrittori o scrivani,  scribacchini o imbrattatore che siano ma anche questo non può prescindere da alcune regole. Semplici, elementari, ma che hanno quel gusto classico delle cose gradite e delicate, come un sorriso, un saluto e l’attenzione verso il prossimo.

35 pensieri riguardo “BLOG: LA CASA DEGLI SPIRITI

  1. Io solitamente non mi comporto come questi che definisci Pinco Pallino, ma spesso quando vado a leggere un blog su cui si parla di argomenti che a me poco interessano o che non mi ritengo in grado di commentarli, lascio comunque i miei saluti. Sono anche stata richiamata da qualche utente che lo faccia per cercare di aumentare la mia popolarità ma non è certo per questo, semplicemente per dire che sono passata anche io e niente più. Ciao e buon fine settimana da Maria

  2. io a volte entro, leggo, non ho nulla da dire e lascio un saluto che non c’entra nulla. fa lo stesso o vengo segretametne redarguito ?

    branzino

  3. a Maria,
    si, ricordo. Sei stata “redarguita anche da una mia carissima ospite, Carola. In effetti la casetta accanto al tuo nome conduce in un sito commerciale. O sbaglio?

    Comunque se ti riferisci a Carola desidero dire che Carola è una persona speciale, nella mia vita.
    Lei ha le chiavi per entrare, uscire, sostare quanto vuole, nel mio blog e a casa mia.
    Non ha un blog, Carola, e nemmeno uno spazio ma ha un’anima tra le migliori che io abbia l’onore d avere accanto.

  4. Io, fortunatamente, non ho un blog su cui convogliare passanti…ma mi sono ritrovata alcuni “amici” assolutamente sconosciuti che si sono messi in prima fila nella mia “galleria” o come si chiama. Non li ho autorizzati e non so neanche come toglierli perchè…non fanno parte del mio mondo e non li ho mai invitati neanche a caccia di lucertole sul davanzale.
    Mi posso immaginare il ritrovarsi qualche anonimo che scrive sul proprio blog senza presentarsi, o non rimanere abbastanza ad interloquire per far capire un po’ di quel sè che l’avatar consente.

    Ma, mi domando, se queste persone usano tali s-cortesie non è lecito cancellare certi commenti?

    Celeste, ce l’hai con me per Sbadiglioni? Di inseguitori con padelle mi basta il Gollum, eh!

  5. Petula
    come posso avercela con te?
    Sei la mia gattina.. L’unica, avendo e avendo avuto solo cani….
    Ti voglio bene …..

    Ah.. leggo che te ne vuole anche Gollum….

  6. Ognuno di noi attribuisce alla scrittura un significato diverso.
    C’è chi scrive per sognare, chi per comunicare, chi per mestiere.
    Io scrivo, ogni tanto qualche pensiero scomposto perché “devo”.
    Scrivere mi è sempre costato fatica.
    Mi piace rileggere le cose scritte nel passato perché “riagganciano” emozioni, storie, pezzi di vita.
    Ma nel momento in cui mi trovo a scrivere sono atterrito dall’horror vacui del foglio bianco.
    Tuttavia quando ho molte idee in testa, molte confusi percorsi la cui destinazione appare ignota, ecco che scrivere e come un atto esplorativo.
    Sono sempre stato capra a matematica ed ho sempre ammirato chi esprime dimestichezza con questa disciplina.
    La matematica è l’arte della logica pura,il momento in cui con un atto creativo si tenta di dare spiegazione alla realtà ed alla sue inspiegabili contraddizioni.
    Ebbene, l’atto dello scrivere a volte è una specie di placebo per il “complesso del matematico”
    🙂
    Buona giornata
    Alessandro

  7. Grazie Ale…
    E benvenuto in questo posto.
    Un signore che ogni tanto passa di qui (quando scende dalle Pleiadi) e si chiama Pieffe, potrebbe esserti utile… Lui sa di scrittura come di matematica… Infatti se lo guardi, vedi che orecchie che c’ha?
    Scherzi a parte: buona giornata anche a te.

  8. come è la storia della coda di paglia ?
    cosa volevi dire ?
    mica l’ho capito sai, mai io sono un pesce lento nel comprendonio, non ci arrivo mai da solo e alla prima.

  9. Branz.. Niente di speciale. Dal momento che mi domandavi se anche tu fossi da redarguire, io ti chiedevo per quale ragione pensavi ciò. Tutto qua.
    Ciao

  10. Ciao Celeste, è sacrosanta verità quanto tu hai appena scritto. Ci sono persone, che entrano nella tua vita, nella tua casa, o nei tuoi incontri che non fanno altro di parlare di sè spiegandoti per filo e per segno di tutto e di più il come il quando il dove…questa persona è sempre al CENTRO… ….e ti rendi conto non appena si allontana che avevi soltanto voglia di dire magari (quattro stronzate) perchè un raggio di sole possa illuminare il tuo viso e con una bella risata infrangere le regole del quotidiano. Ma Cele, mia cara sensibile dolce amica…vorrei tanto veramente fermare il mondo, scendere, e rimettere nel giusto ordine deterninate cose, deternimati atteggiamenti e soprattutto determinate persone, ma non ne ho le potenzialità. Vorrei tanto sai! Invece no! Qualcuno ha deciso per noi che così deve essere e che quel qualcuno ci perdoni.

    Branz, sei troppo forte! “Coda di paglia” è un modo di dire che usa dalle nostre parti.

    Cele, un grande, grosso abbraccio e…complimenti sei una sensibilità e delicatezza che (e qui mi ripeto), nn è di questo mondo.

    Ti vi bi
    Carola

    Complimenti Cele, continua così.

  11. Boh. Io non capisco bene come funziona l’insieme del bloggaroli.
    Ho un paio di amiche che hanno aperto una specie di salotto e dove la gente ci scrive e confronta delle idee: sono gli unici posti dove vado a parte qualche migrazione per pura curiosità. Le conosco entrambe di persona e se non le avessi conosciute non avrei seguitato a scrivere nei loro spazi. (Idem dicasi per il Gollum: Io so com’è..eh eh eh)
    Il “blog” ha ovviamente tutti i limiti di una comunicazione superficiale, ma, dopo un po’, alcune persone finiscono per trovarsi “letterariamente simpatiche”. E allora si forma una specie di microfamiglia virtuale. Se ciò dovesse proseguire o amplificarsi lo considererei una specie di depravazione, perché (ma è un vecchio discorso, già fatto in questa sede) non è possibile alcuna conoscenza reale ma solo uno scambio di “proiezioni”. Quella del blog una conoscenza immaginifica in quanto ognuno crea un’icona dell’altro oltre che di se stesso, e si compiace o si accanisce nel piccolo mondo virtuale che si è creato.
    Il blog denuncia la terribile solitudine di questa nostra società, composta di esseri sempre più isolati, che si masturbano la mente dietro uno schermo per scavalcare lo stress e la frustrazione di un “quotidiano” asfittico e noioso..
    E’ una grandiosa evasione virtuale, questa del blog, che consente a milioni di persone di difendersi dai mostri consci e inconsci e attaccarli, attraverso uno schermo e una tastiera, che esorcizzano sempre di più il contatto “fisico” e “mediano” il rapporto attraverso la digitazione. Mamma mia!!
    A mio avviso la struttura del blog è un “golem”, che può produrre qualche momento di condivisione ma anche tanti momenti aberranti (mascherati dietro generici “bau-bau,micio-micio”).
    Per cui trovo terribili i PVT che creano un inviluppo proiettivo (la notazione… matematica è a benificio di Alessandro) e soprattutto incasino ulteriormente la rete illusoria rischiando di amplificare la devozione in questo strumento che, non dimentichiamocelo, è comunque sempre il “grande Fratello”. E il grande fratello ha strane abitudini nei confronti dei suoi abitanti.
    Pieffe

  12. Ecco.
    Non mi aspettavo niente di diverso dalle mie orecchiette preferite.

    E condivido il tutto, sebbene con le “dovute” da parte mia sfumature.
    La tua esperienza, e anche la mia, sulla conoscenza personale di qualcuno “conosciuto” (con le virgolette) nella blogsfera (la chiamano così..) non ha, per me, e mi pare di capire anche per te, a volte riservato grandi sorprese, ma a volte sì.
    Come nella vita!
    Mi spiego: ho incontrato, per esempio, una persona “vista” prima in controluce e.. bè… era tal quale, a parte orecchie e altezza e andatura (credevo saltellasse come una molla invece somiglia a un furetto).

    Ho incontrato, per esempio, un’altra persona vista prima qui e la delusione è stata totale, ma, sebbene avessi dei grossi dubbi, la conferma è arrivata dopo e sai dove? Proprio attraverso Controluce.

    Morale: le persone (con un equilibrio diciamo normale) che propongono immagini di sè che sono lontane dall’essere il più possibile simili al vero (perchè la grande domanda è: quand’è che siamo veri?) lo fanno sia attraverso un blog, sia durante un incontro live.

    Insomma, ognuno scopre di sè ciò che è disposto a scoprire, più o meno consapevolmente. Fatte salve, naturalmente quelle persone che si inventano totalmente vite, ruoli, e disegnano il loro personaggio come fosse un fumetto, inventandone accuratamente tratti e colori e personalizzando, strada facendo (Stradaaaaa facendoooo vedraiiii ..) carattere, tendenze etc oppure conformandosi e copiandosi alla bisogna.
    Comunque esseri informi come il Barbapapà nella versione cartoon, il tuo Golem nella versione Kafka, o Zelig nella versione Woody Allen.

    Pieffino….
    chi vuole mentire lo fa… cavolo se lo fa.. e ci riesce molto bene…
    Ma il Grande Fratello puo’ abitare un blog come la propria casa, l’ufficio in cui lavoriamo, in condominio nel quale viviamo.
    E sono convinta che può capitare di stupirsi di un collega dopo anni e anni di contatto gomito a gomito o per un marito-moglie-convivente-compagno … (aggiungo: fidati..) e non trovare grandi sorprese dopo un incontro live con un altro compagno di blog…
    Certo, ci va la conoscenza vera. Ci vogliono gli occhi, le mani, ci si deve sedere uno di fronte all’altro, condividere un piatto di pasta (magari alla Gricia?), un bicchiere panciuto di vino rosso. Una carezza, un abbraccio.
    Sono importanti queste cose .. Eccome… Ma il confessionale, quello del GF non esiste e se esiste è un caleidoscopio che proietta figure simmetriche sempre di ciò che noi vogliamo sembrare…
    Tannte, magari tantissime….
    E allora? Ci va l’incontro live?
    Ci va il cuore…. Ci vanno le margherite, ci va il sorriso e gli occhi ma sopratuttto la voglia di calare gli abiti e farci vedere. Con tutte le nostre miserie il nostro corpo nudo è sempre l’abito più splendido.

  13. condivido il tuo ultimo commento, Celeste, il gioco delle maschere si può mettere in scena ovunque.
    Certo, come dice Pieffe, sul blog si dissimula un pochino meglio…
    ma tanto è un gioco…
    Gil

  14. Branz: lo dicevo poco fa al mulino. Se serve limone alla cena, ce lo metto io…. Ne ho avanzato parecchio dalla cena precedente….
    A dire il vero ne ho una scorta industriale.
    Quasi quasi organizzo un drink per spasera. Ci sarete tutti?
    Cahipirina va bene? Gin tonic?

  15. Seguendo amiche che chattano potrei dire ognuno della bloggosfera o delle malefiche chat, ha una sua idea e aspettativa. C’è chi cerca solo di rimorchiare, c’è chi vuole rifarsi una personalità, chi tutte e due le cose…e chi ama il contatto con gli altri, anche virtuale, ma come una piccola finestrella sul mondo con cui comunicare nel modo più sincero possibile.
    Nei primi casi dal vivo la persona continuerà a travestirsi per rendersi attraente (una mia conoscente ha trovato due o tre agenti segreti un po’ ridicoli tipo il film True lies, un quarto manca poco che le confessa di essere il figlio di Zorro! Un carnvale, insomma!!) e poi ci sono persone interessanti e sincere con piacevoli salotti in cui ci si scambiamo idee; se poi queste conoscenze si approfondiscono, distanze permettendo, ben venga.
    L’importante è fruire della cosa, non essere risucchiati da essa. Ovviamente tutto ciò senza quell’orrenda cosa chiamata Facebook!!

    Pieffe, cosa intendevi con baubau miciomicio? Non è che stai cercando di attirarmi in padella anche tu? Tanto non ci casco!!!!

  16. Ecco Petuletta che ha sintetizzato perfettamente quello che è anche il mio pensiero.

    Ciao Petula …
    C’è chi con la chat si saluta ogni tanto, con un lieve “esserci” in punta di piedi e passo leggero … Vero? Delicatamente presenti, è un sorriso, una pausa caffè tra amiche, una piacevole carezza.

    Baubau micio micio credo che voglia sottolineare alcuni cicalecci che al confronto, la canzone di baglioni gli fa un baffo.
    Anche io non amo queste cose alla pasta di mandorle, stucchevoli e quasi sempre finte.

    Però ci sono anche dolcezze autentiche e semplici, come la torta di mele, con quel profumo delicato di cannella e la sua ricetta semplice, intramontabile.

    La classe non è acqua..
    E’ torta di MELE!!!!

  17. Un altro aspetto che non ho sottolineato nel post è dedicato a

    quelli che ti scrivono in privato e ti invitano al loro sito con: passa da me, mi piacerebbe un tuo commento… ma loro non leggono mai niente di te
    Ohhhh yessssssssssssss

    quelli che ti chiedono di linkarli?
    ooooohhh yesssss

  18. Celeste, guarda che ci conto per la cahipirina…(accipicchia la mancanza della n alla spagnola fa sembrare questo drink una medicina per la febbre…)

  19. ah, appunto, mi domandavo cosa cavolo fosse. Mannaggia sono proprio antico. Perché letto in fiorentino quel coso potrebbe sembrare una cosa adatta per.. cahare, insomma una specie di dulcolax.
    Pieffe

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