Assenze

Lasciare che siano gli occhi a parlarsi, nel Silenzio. Guardarsi, guardarsi a lungo e far incontrare attraverso gli  occhi  un uomo e una donna, quelli che ci vivono dentro, quelli che girano senza veli, senza ombre, quelli che non usano parole, profumi, gioielli. Isolarsi dal rumore e dal tempo. Dal mondo.  Togliersi i vestiti dall’anima. Tutti. E restare li’, semplicemente a guardarsi. In Silenzio. In quell’unico Silenzio dove vivono, vibrano e pulsano le cose vere. I pensieri diventano liquido umore degli occhi, i sensi diventano occhi e ciglia. E sguardi. 
E il luccicare degli occhi sono parole e poesia e lunghe storie raccontate in quello Spazio senza fine e senza parole. Nel Silenzio.  Spremute liquide di vissuti, dove emozioni e dolore, perdite e vittorie, fatiche e ricordi si concentrano e diventano voglia di lasciarsi andare e mescolarsi,  laddove  volare e morire si somigliano, nel Silenzio. Dove ci si scambia la pelle senza fermare il flusso degli occhi e quello del cuore. In quello Spazio dove si dilatano illusioni e disincanti per mescolarsi con la Dolcezza in una danza lenta. Il cui ritmo disegna negli occhi le note di un canto. Un canto lieve e leggero. E lento. Nel Silenzio.

In assenza di Tempo,  ipocrisie, maschere, finzioni, parole. E liberare un respiro, uno solo, amore mio, senza averlo programmato nè cercato. Donargli la vita e un paio di ali. E poi restare a guardare quel Volo e seguirlo, sfiorando l’aria con la punta delle dita. Disegnarne i contorni, lievemente e lentamente. In Silenzio.  Per poi sentire il battito e il danzare delle ciglia mentre l’odore si confonde nel Silenzio. Tu lo hai fatto mai? Sono stanca e i miei occhi sono come laghi di calma e di Silenzio. E da qualche parte ci sei tu, con il tuo Silenzio e i tuoi occhi umidi di vita.

Dammi un segno, uno  soltanto, e resterò con te tutta la notte.

5 pensieri riguardo “Assenze

  1. Essere assenti dal tempo…mentale, e abbandonare i pensieri alla deriva per specchiarsi con meraviglia nell’altro. Tuffarsi in quel momento cristallizzato che rimane appeso fuori dal quotidiano, così senza memoria, senza misure. Una fiaba che noi iniziamo con “C’era una volta” e gli anglosassoni correttamente iniziano con “Once Upon the time” (C’era una volta sopra/al di là del tempo) Una dimensione che non si può riportare nel mondo normale, regno della logica che tutto scinde, ma abbraccio eterno da cui si scende e a cui è difficile risalire.
    Notevole, Celeste, e impressionante!

  2. Gill.. un bacione

    Gollum…. ma è un invito a cena rivolto a me oppure … a Petula?

    Petula
    un abbraccione… Poi mi racconti….

    PS
    impressionante perchè?

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