UN TE’ PER DUE

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Valeria mi chiama al telefono.
La nostra conoscenza non è molto profonda; anzi è piuttosto superficiale.
Mi chiede se possiamo vederci, per una tazza di tè, alla pasticceria del viale.
Accetto, un po’ sorpresa, ma è chiaro il suo bisogno di parlare con qualcuno.
Infilo un jeans e una felpa, salgo in auto e la raggiungo.
La vedo subito, seduta a un tavolino all’angolo, accanto all’esposizione delle confezioni regalo della pasticceria. I capelli biondissimi sciolti, gli occhi chiari cordiali, qualche lentiggine sulle pelle bianchissima. Niente trucco, solo un lucidalabbra leggermente rosato sulla bocca carnosa.
Le mani sono giunte, sul tavolino, le unghie corte, ben curate, smalto trasparente, incolore.
Il motorola posato di fianco, le chiavi dell’auto e una borsa Furla.
Si alza, mi abbraccia delicatamente, mi sorride e mi invita a sedere.
Ordiniamo un tè.
Mi racconta tutto d’un fiato che ha un compagno, con cui divide la casa, il letto, il bagno, ma … non la vita.
Lui si è rivelato un uomo possessivo, geloso, affettivamente esigente, soffocante; non vuole che lei lavori perché è geloso anche del suo amore per il suo lavoro. Esige sempre più spesso una cena curata, la casa in ordine, maggior presenza.
E poi vuole un figlio che, alla luce dei fatti, secondo Valeria, potrebbe rappresentare una garanzia e non un autentico desiderio.
In poche parole non accetta di non essere il solo a rappresentare il centro della sua esistenza.
Incapace di accettare la libertà di Valeria, è diventato anche aggressivo: qualche volta la offende per piccole cose e pare provochi di proposito delle discussioni per piccoli fatti senza importanza.
Valeria dice di aver sempre saputo che per lui l’idea di coppia è un modello simbiotico, basato su una sorta di dipendenza reciproca, un rapporto che vede la vita dell’altro come la metà della propria. Ma lei era innamorata, affascinata da questo bisogno di esclusività, rapita dall’idea dei due cuori e una capanna ma dopo i primi tempi, cioè dopo il momento magico dell’innamoramento è .. crollata la capanna e sono rimasti due cuori e nemmeno tanto messi bene….
All’inizio, racconta di aver rinunciato a sé stessa, alla sua identità per paura di perderlo: per fargli piacere, per farlo felice accettava ogni cosa e si imponeva di credere ai credo di lui.
Sorseggio il tè e le domando se si è mai chiesta se fosse vero amore, l’amore di un uomo che le chiedeva giorno dopo giorno rinuncia ed abnegazione.
Se avesse mai provato a spiegargli che essere indipendenti non significa non amare o amare poco…
Si, certo, ne hanno parlato… ma lui non capisce perché "prima" funzionava e adesso non funziona più’.
Già – penso – una visione cosi’ idealizzata dell’amore non può durare e soprattutto non ha niente a che vedere con la realtà.
Le rispondo che non sono la persona adatta per aiutarla ma se vuole possiamo prendere di nuovo un tè insieme in futuro.
Mi domanda qual è la mia idea di coppia e le rispondo che per me una coppia sono due persone che scelgono di percorrere insieme un cammino, ma che non è mai simbiosi. Simbiosi è fusione… e annullamento. Imbrutimento, chiusura verso il mondo. Isolamento.
Il giardino segreto di ciascuno è un luogo da rispettare…. e da accettare.
L’equilibrio di una coppia è impossibile, senza il rispetto degli spazi, dell’autonomia di entrambi e di quel giardino che è solo nostro. Intimamente nostro, dove se invitati si può passeggiare ma sempre in punta di piedi … e fin dove ci viene concesso.
Cio’ che è comune è uno spazio, un terreno, grande, immenso, importante dove si coltivano grandi cose, obiettivi comuni, il quotidiano… Sorrisi, lacrime. Gioie, dolori, passioni… Ma è un luogo a sé stante.
E quello che chiamiamo equilibrio, è un equilibrio mobile, in continuo movimento e che ogni giorno si rinnova, consapevolmente, in modo maturo e responsabile. Si hanno responsabilità verso l’altro per ogni azione, decisione e scelta ma prima di tutto ognuno le ha nei confronti di sé.
Facile? No, non lo è per niente.
Ma la vita stessa non è una faccenda facile, ogni rapporto importante non è mai una faccenda facile.
E l’equilibrio non è per niente qualcosa di facile. Tutt’altro. Ma forse, per non vivere grandi disicanti bisogna imparare ad evitare gli incanti.

Qualcuno che ci chiede di rinunciare ai nostri sogni, alle nostre passioni, alle gratificazioni piccole o grandi della vita, del lavoro., ai nostri amici:, uccide giorno dopo giorno la voglia di vivere, la creatività, la fantasia …  puo’ essere un amore?

Salgo in macchina e mentre mi dirigo verso casa e mi rimprovero mentalmente per la mia presunzione: perché la mia idea di coppia debba essere "giusta" e quella del compagno di Valeria "sbagliata"?
.
C’è una cosa che rappresenta il mio pensiero, che condivido dalla prima all’ultima parola.
E’ di Kahlil. Gibran:

Allora Almitra di nuovo parlò e disse:
Che cos’è il Matrimonio, maestro?

E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

20 pensieri riguardo “UN TE’ PER DUE

  1. Temo tanto che si rischi di oscillare fra due estremi:
    la coppia “aperta”, libera, in cui ci si dice di amarsi reciprocamente, ci si ritrova la sera, bau bau micio micio, ma poi, in fondo, ognuno fa i cavoli suoi; e la coppia simbiotica, avviticchiata sulle sue necessità, sui suoi bisogni.
    In mezzo galleggia una infinita serie di compromessi che ognuno è libero di chiamare o meno con la parola “amore”.
    Io sospetto che l’amore sfugga ad ogni ricetta. Dipende dall’attitudine del maschio e della femmina. C’è chi è terrorizzato d’esser libero, e chi è terrorizzato di essere schiavo. In fondo entrambi sono prigionieri della loro paura.
    Per amare, forse (e qui sparo la mia opinabile ricetta) non bisogna aver paura.
    E questa è veramente una cosa difficile: quasi impossibile.
    Il resto è compromesso.
    Pieffe

  2. @PF:
    sono anche sempre più convinto che sia un regalo della Vita, che a tavolino non possiamo decidere nulla.

    Possiamo parlare di Amore ma poi alla fine restiamo noi, esseri umani che devono in qualche modo trovare una sintonia, una condivisione una qualche ragione o qualcosa che li fa stare insieme e questo poi deve essere riscoperto più volte durante una esistenza. Si cambia, quello che era vero e andava bene all’inizio non lo è più magari dopo. E allora davvero devi reinventarti uno stare insieme.

    Tante belle parole: condivisione, rispetto, etc etc ma alla fine a tavolino non si fa nulla, e davvero ti accorgi del dono (prezioso) ricevuto e che devi tenerti caro giorno per giorno, scontrandoti con tante piccole e grandi difficoltà.

  3. Condivido quanto espresso da Pieffe. La coppia libera dove ognuno fa cio’ che vuole… non è una coppia. All’opposto c’è la simbiosi, come il compagno di Valeria. In mezzo i compromessi…. Ma ci sono compromessi e compromessi… E’ un lungo cammino, quotidiano, ma se vi sono scopi comuni e si riesce a comunicare e ad essere complici è un bel cammino.

  4. Branz… Certo! A tavolino non si decide mai niente…. Ogni cosa, specie l’esperienza di una coppia è scelta quotidiana.
    Reinventarsi lo stare insieme…. Mumble mumble… questo mi fa riflettere… Ritengo che se occorre “inventarsi” lo stare insieme… forse manca qualcosa di molto importante…. Ma questo è il MIO personale pensiero.

  5. @Cele: volevo solo dire che non ho ricette nè soluzioni, le cerco. E aggiungo che non sono valide per ogni coppia e ad ogni latitudine, ognuno se le costruisce a sua misura con gli ingredienti che vuole.

  6. Su due piedi direi che la condizione essenziale sarebbe quella di usare l’intelligenza nell’amore e non lasciasi abbindolare dal romanticismo. Intelligenza presuppone rispetto per l’altro sempre e comunque. Ma è difficile, e quando ci si trova a navigare in questi mari, si fa quel che si può.
    Buon pomeriggio e tanti abbracci a tutti.Pinuccia

  7. Dissertare sulla coppia e il vero amore è cosa troppo impegnativa. Comunque ne parli ci sarà una controparte che salterà fuori a contraddire la teoria esposta. “Il matrimonio è la tomba dell’amore” oppure “non si sposi chi teme la solitudine”…e poi vedi orde di donne single di ritorno che a una certa età fanno gli agguati a qualche maschietto che solo cinque anni prima avrebbero scartato senza pensarci due volte.
    Ma l’amore sereno, distaccato, generoso è cosa da illuminati. Io mi astengo da qualsiasi commento, solo faccio i miei auguri a Valeria: con un uomo così insicuro e possessivo meglio trovare la scusa di un lungo viaggio di lavoro, ritirare i soldi dalla banca….mandargli un telegramma dicendo “è finita” e rifarsi una vita altrove sotto falso nome!!

  8. Pinuccia ciao e ben trovata.

    A volte si prendono lucciole per lanterne perchè si idealizza l’amore.. Ci si innamora dell’amore… Abbiamo così tanto bisogno di amore che giustifichiamo ogni cosa, bariamo con noi stessi, per poi veder cadere le fette di mortadella dagli occhi e farne le spese… E troppo spesso purtroppo le spese le fanno i bimbi, piu’ di tutti.
    Hai ragione, occorre essere onesti con sè stessi prima di tutto e smetterla di pensare che le cose non cambino mai…
    Ed è vero che spesso di prendono lucciole per lanterne, ma a volte accade anche il contrario: può capitare di vedere amori morti … credere in altre luci, stelle luminose perchè entrano nella vita con tutta quella luce, freschezza, novità, passione… E poi? Pensiamo possa durare tutta quella luce?
    Un amico un giorno, parlando della bellezza mi disse che la vera bellezza è quella che si vede a luci spente.. Anche l’amore puo’ essere amore senza tutte quelle luci dei primi tempi…. E non sempre… lo capiamo.

    Petula
    Io credo che Valeria abbia bisogno di tempo… Ogni decisione deve maturare ed essere presa con serenità… Adesso lei non è serena.
    Per niente…
    Ci va il tempo ……….

  9. ci sono “cose” che partono senza mai essere partite, nascono senza mai nascere davvero, e (senza sapere di Valeria) mi trovo dalla parte di Petula che dice le cose con semplicità e franchezza. Chi mai davvero vuol vivere una vita/amore/storia che non è vita/amore/storia?

  10. Il duo Petulabranz è concorde in una direzione.
    “Valeria, mollaloooooo!”
    Io dico:
    “A Valè, finche lo reggi vai avanti. In fondo una parte di te deve essere abbastanza bisognosa di un padrone e di un guinzaglio, altrimenti non l’avresti scelto. E lui deve essere abbastanza bisognoso di una schiava, per sentirsi più “maschio”. E’ un problema di ruole. Ognuno li assume finché funzionano, poi possono cambiare.
    Una cosa è certa. Non si può fare a meno di starci male.
    Ma una soluzione formidabile per uscire dai ruoli è comprendere che non è mai colpa dell’altro, ma solo colpa nostra.
    Pieffe

  11. @pf: sei un grande… ma anche un po’ cinico. A che prezzo continuare ? davvero bisogna “farsi” del male e continuare vite che non sono vite ?

    Probabilmente hai una certa età e sai bene quanto poi la vita riserva in termini di complessità/difficoltà di tutti i tipi senza dovercele creare noi. E ci vogliono sentimenti forti, legami forti per reggere e non solo rappresentare ruoli schiavo/non schiavo, maschio non maschio.

    Io auguro davvero a Valeria ogni bene possibile, la voglio davvero vedere convinta ora e felice oggi e domani. Ripeto, nno c’è ricetta universale, quella che applicata a me e agli altri va bene. Ognuno deve fare la sua strada.

    Mi verrebbe da consigliargli la lettura di un libro “Cuori allo specchio” di Gramellini. Leggero quanto basta ma profondo per le storie che ci sono e nelle quali ci si rispecchia.

  12. Sono d’accordo con Pieffe.
    C’è chi ha bisogno del guinzaglio altrimenti senza non è felice. Io credo che se Valeria dovesse vivere un rapporto diverso non sarebbe felice.
    Forse si sentirebbe troppo responsabile.
    Perchè a volte fa comodo qualcuno che decide per noi !!
    Qualcuno a cui dare la colpa se va male…..
    Chi non sceglie… non sbaglia mai…
    Scegliere significa anche assumersi
    responsabilità….
    Allora c’è chi sceglie di farsi scegliere.
    E il guinzaglio è un ottimo mezzo.
    Branz… prova a vederla.. sotto questa luce…

  13. Due, sono gli ingredienti che secondo il mio parereli mescoli, mescoli e li puoi mescolare quanto vuoi … ma nn si amalgameranno mai!
    L’amore e la gelosia.
    Se sei geloso nn puoi amare, se ami nn puoi essere geloso, se ami è perchè hai fiducia, e la fiducia ti porta all’indipendenza pur in convivenza.
    Veleria è troppo intelligente per far torto al suo uomo e ne paga di persona le conseguenze…..
    Mannaggia ‘sti uomini….condivido il suggerimento di Pieffe.
    avalemollalooooooo
    Un saluti a tt la tribù

    Carola

  14. amore è gelosia è solo una parte della questione. e penso non siano così antitetici (se non diventa patologica).

    Ma Valeria (Valeria siamo tutti noi) cosa vuole veramente ? E’ crollato il suo pensiero di coppia ideale basata amore/dipendenza, sta male, si chiede che senso dare alla sua vita e cosa è importante per lei. E’ un ragionamento che deve fare per sè, con onestà e con la speranza di trovare man mano risposte. Non basta dire che “prima” le cose andavano. E’ importante che ragioni su queste cose per capire quali sono le cose importanti per lei e su quelle investa le sue energie emotive, affettive e quant’altro.

    Auguri.
    Auguri alla Valeria che è in tutti noi.

  15. Devo dire che concordo con la visione di Branzino, ma capisco come gli stereotipi schiavo/a e padrone descritti da Pieffe possano giocare inconsciamente dei ruoli importanti nel rapporto di coppia. E il discorso gelosia/amore si mescola in varie sfumature.
    E’ anche vero che Valeria si è resa conto di come sia diventato pesante il rapporto e mi sembra che abbia già spontaneamente attivato il conto alla rovescia!

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