TELA DI RAGNO

notte

C’è come una tela di ragno diceva, in cui mi sento prigionera,
ho sulla pelle qualcosa o qualcuno che senza stancarsi mai ci lavora,
mi copre di fili d’argento e mi lascia da sola a camminare in mezzo alla gente,
vivere in fondo non è necessario, ma certo non è sufficiente.
Ed è per questo, diceva, che io per me preferisco non dover scegliere mai,
l’inizio o la fine e nessuna storia, la serenità non sa convivere con la memoria.
Non mi sono mai conosciuta, diceva, e scommetto che non mi conoscerò,
non saprei mai rigirarmi nei miei angoli ottusi, nei miei angoli acuti,
preferisco svegliarmi per caso di notte e poi sparire in bocca al metrò,
io preferisco i mesi agli anni, le ore ai giorni, i secondi ai minuti.

Ed è per questo, diceva, che io non avrò paura di non aver niente da dire
e di non credere mai a quello che dico, di essere sola o di avere più di un amico.
Nei buchi neri del mondo è difficile perdersi completamente,
c’è sempre un momento in cui si ritorna con le mani nervose a domandare di niente,
ma lei c’è riuscita, diceva, non credo che ti ricorderai,
mentre ridendo mi lasciava una busta con scritto non aprire mai.
Ed è per questo che noi da oggi, abbiamo smesso di cercarla,
avrà certo fatto ancora molte volte l’amore,
avrà certo passato il confine straniero,
starà certo aspettando da sola il suo grande sospiro.

Perchè ci sono parole che restano dentro per sempre. Perchè una volta sono caduta con le mani sopra i ricci del castagno e qualcuno sorrideva. Perchè si ricordano gli attimi e non i giorni (Cesare Pavese) E perchè si ricordano gli odori e non le cose (Celeste) E perchè accidenti certe sere fa male.. E poi perchè qualche volta la malinconia è insostenibile e assurdamente dolce. E poi perchè spalmato sul cuore il pensiero di una voce diventa come una ragnatela che imprigiona incatena incolla. Inchioda. Perchè accidenti alle troppe stelle e poi anche alle stelle quando sono poche… E agli universi paralleli speculari e anche ai buchi neri. Del cielo e dell’anima. Accidenti anche alla musica… Già.. la musica.. Il potere della musica e delle parole.. Delle melodie… Ti riportano in luoghi arrotolati dentro, accucciati, accartocciati. Ti accaezzano o ti graffiano. Accarezzano come questo bicchiere… Graffiano come alcune parole scritte. Coccolano… Mmmm poco… O forse si.. a volte anche… Dipende da quanto è rimasto nel bicchiere… Eravamo al mare, quella volta…  La spiaggia aveva la sabbia nera, nerissima…. Bè… che c’è? E che ne so! Penso alla tela di ragno… Ai voli senza segni nel cielo. E poi penso alle cose non dette alle parole non scritte, ai respiri trattenuti. A quelli soffocati. Alle lacrime bollenti. Alla voglia di urlare. E alla voglia di pioggia… Hai presente la voglia di pioggia? Ecco.. quella che ti fa correre all’inizio ma poi la senti, come una carezza, come una benedizione. Come un risveglio. La voglia di pioggia per rinascere… rinnovare… La voglia di pioggia che fa odorare il bosco di buono, di legna.. Hai mai annusato un bosco mentre piove? E la terra… con i bulbi affondati.. I bulbi dei narcisi, dei giacinti. E l’odore delle rose quando piove? O quello dei pini?. Ma stasera non piove.. allora perchè scrivo della pioggia? Potrei uscire, stasera, vedere se ci sono le stelle… Le stelle.. le mettono ovunque.. Nelle canzoni nelle poesie. Le mettono gli amanti nelle lettere… Le disegnano i bambini…. Le stelle dei baci perugina, quelli del Negroni. Le stelle del Piccolo Principe.. Ricordi, il signore che incontro’ il Piccolo Principe, quello che comperava le stelle? Poi le stelle del cinema. E quelle della bandiera americana… Povere stelle… Stelle sui tessuti… Stampate sulle magliette. Sulla carta igienica. Sulla carta di Natale. Bene… comunque se ci sono le stelle non ci sono le nuvole.. In genere. Ora che ci penso non so nemmeno che luna ci sia stasera. Luna… Ricordo: la luna spalmata nel mare.. sembrava sciogliersi…. Era estate. Una sera d’estate perfetta con il mare perfetto, temperatura perfetta. Solo il Tempo non era perfetto perchè… non si è fermato. Ma è giusto così. Il Tempo… la mia ossessione, la fonte di tante ore sveglia a pensare, a pensarmi. A pensarti. A pensarli. Ci va il tempo, si dice qualche volta con R . C’è un foglio, A4, nel mio cassetto e c’è un disegno… Era in pdf… Sotto c’è scritto   -ci va il tempo- .   Si accidenti ci va il tempo… E intanto il tempo va.. Scorre… Sembri nata ieri, piccola mia… Eppure hai 5 anni e dici un sacco di cose, conosci tante cose… Fai solo qualche errore, parlando. E vorrei che non lo perdessi mai, il tuo "perserve questo?" Ma ancora poco e non lo dirai piu’. Eri piccolissima, in quella scatola di vetro mentre dormivi, nuda e rosa come un fiore appena nato. Basta…. finisco questo vino (o forse no) … Ci sono dei passi che vorrei ascoltare e sono i miei, in quel vicolo…  Magari mentre piove. O forse no. COmunque di notte.. Si, vorrei esserci di notte… La voce che risuona tra i vicoli meno conosciuti. E  poi i miei tacchi a braccetto di quella .. follia che mi distingue. Da sempre e che trova asilo nella tasca del dolore. Ogni tanto trasloca in quella dei rimorsi… saltellla, infine, in quella dei rimpianti. Accidenti alle tasche, ai saltelli.. A questo post.  A questa canzone, la piu’ bella, per me, di Claudio Lolli, ma anche la piu’ "mia", Quando sono diversa, ora, da così? O forse sarebbe meglio chiedersi soltanto "quanto sono diversa?" Non lo so.. Faccio bilanci per vivere… Il mio è rimasto incompleto… e non so se quadrerà.. Tu lo sai che la differenza tra attivo e passivo è un utile o una perdita? Si?…. Ora finisco il vino… vuoto il bicchiere e tu, che stai passeggiando qua.. spero ti sia rotto prima, molto prima di arrivare fin qui, in questo punto di questo sproloquio. Ma è musica che sprofonda.. Che affonda. O forse sono io ad affondare.. sprofondare. Ma dove? Accidenti a tutto. Al mondo. E soprattutto accidenti a me………….. 

13 pensieri riguardo “TELA DI RAGNO

  1. eccomi qua, fino in fondo al tuo sproloquio, tanto per condividerlo. senza bilanci, programmatici o consuntivi, lasciamoli ai ragionieri.
    buona domenica.
    Gil

  2. I pensieri sono il nostro tempo: messi in fila, uno dopo l’altro, pensieri pensati, pensieri pensanti, comunque CI pensano, cammuffati da ricordi, rimorsi, rabbie, rancori, disperazione, amore, confusione, tristezze.
    Pensieri messi in fila su un blog che scandiscono il tempo…tic…tac…. inesorabili, il nostro orologio mentale.
    Se l’oggi ci dispera non vediamo l’ora che venga il domani. Se oggi è dolore ripensiamo a dei ieri felici e il dolore si moltiplica. No, non sfuggiamo al tempo e ai ricordi. Nel suo scorrere in avanti ci chiediamo perchè vada così veloce o, al contrario, si dilati in modo assurdo.
    Non esiste l’orologio che fa girare le lancette al contrario, come nel racconto di Scott Fritzgerald (film sul Curioso Caso di Benjamin Button) e riporta a casa il figlio morto in guerra.

    La donna della bella poesia mi sembra che abbia optato per un’amnesia volontaria, senza vincoli, debiti, crediti verso il tempo, non lo ha vinto, non lo ha sospeso, ci si è abbandonata…semplicemente.

  3. Un Pieffe con un laconico commento? No… un Pieffe molto eloquente…. Molto.
    Un sorriso, ovunque tu sia.

    Un Gill che piu’ benvenuto di oggi …
    Che bello rivederti! Un bacio sul tuo cuore.

    Una Petula (stessa ora di Gill ma si sa, le persone belle si sentono tra loro…) dicevo una Petula con tutta la sua sensibilità di donna e la sua capacità di leggere parole ma anche di sentirne l’odore.

    E poi ci sono io: mentre leggevo queste righe al mio compagno, sono arrivati loro…

    Quindi:
    E’ una tela di ragno a volte la vita…
    Invisibili fili uniscono persone che hanno qualcosa di simile o che semplicemente …. hanno.

    Non mi piace il sentimentalismo… e a volte posso… scivolarci dentro un po’…. Non è mai intenzionale… Non amo i cicalecci, i fronzoli … Rispetto parole come affetto, amore…. Sono importanti e non vanno sciupate. Sono parole che stanno nelle piccole scatole….
    Pero’ vi abbraccio con affetto… Tutti e tre….
    Ecco: l’ho detto.

    Pieffe non arrivare con il laser…

  4. ognuno ha le sue malinconie, i suoi ricordi, i suoi tempi che magari non ritornano, le sue nostalgie. Nostalgia dell’Amore prima di tutto, sopra tutto. Perchè sai quanto è stato intenso e ti manca da morire certe volte.

  5. Un velo di tristezza accompagna questo tuo post dove uno ad uno hai racchiuso pensieri che spinti uno dietro l’altro giù, giù…in fondo al barattolo di vetro che non è ermetico e uno dopo l’altro lievitano fino ad uscirne e liberarsi nell’aria, nel cielo, fra le nuvole e nei boschi dove tutto ha sapore di amore.
    Brava Celeste, non mi stancherò mai di leggerti, dovessi scrivere un post lungo tre chilometri, o dieci, o cento chilometri…non mi stancherò mai!
    Un chilometrico abbraccio
    Carola

  6. Grazie Cele, e grazie Branz ma….
    Pieffeeeeeee Help meeeeeeeee!!
    Grazie veramente di cuore, ma io ritengo che sia una responsabilità enorme scrivere, soprattutto per chi legge, grazie.
    Carola

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