POST-IT

post it

 


 

Flavia esce dal lavoro: un impiego a sei ore, orario continuato. L’ideale per chi ha figli piccoli, e non vuole o non può non lavorare. Poi i bambini costano, c’è il mutuo, le rette della scuola. Lo sport. Guarda l’orologio, scende dal bus imprecando per aver rotto il secondo collant,  sale in auto e si precipita alla scuola materna dove preleva Marco, il bimbo più piccolo.
Salgono in auto e via di corsa a scuola; alle 16,30 esce Chiara, che frequenta la prima elementare.
Una sosta dal panettiere: bisogna far scendere anche i bambini; di questi tempi è bene non lasciarli in macchina. Piove ma bisogna scendere: slaccia la sicurezza del seggiolino di Marco, prega Chiaretta di scendere da sola e di non allontanarsi dall’auto:“ nemmeno un metro mi raccomando”.Nel frattempo la pioggia diventa un diluvio ma il pane a Luca piace fresco. E anche a lei.
Entrano tutti dal panettiere dopo cinque minuti di operazioni varie tra sportelli, cinture, borse e ombrelli.
Ci rimangono cinque minuti. Poi si ripete tutto all’inverso; Flavia e i bambini risalgono in macchina, cinture di sicurezza, seggiolino, ombrello, borsa. I vetri sono appannati, non si vede niente e piove a dirotto.
Rientano in casa che sono le 17.05.
Flavia spoglia i bambini, infila loro una tuta, prepara due fette di pane e nutella.
Si raccoglie i capelli fissandoli con una matita e apre la cartella della bambina: un’occhiata al diario, ai compiti, alle comunicazioni delle maestre.
Mentre i piccoli fanno merenda approfitta per togliersi gli abiti e infilarsi a sua volta una tuta da ginnastica. Torna in cucina e si avvia ai fornelli. E’ ora di preparare la cena.
In salotto succede il finimondo: Chiara e Marco si contendono, come ogni sera, il telecomando della TV .
Una telefonata a sua madre per sapere come sono andate le visite mediche e se le occorre qualcosa: è anziana, sola e non del tutto indipendente. Una seconda ai genitori di Luca: anche loro non sono giovanissimi e hanno sempre qualche problema.
Appena chiude il telefono, questo squilla; è la vicina che le comunica di aver ritirato per lei una raccomandata. Flavia esce di corsa, attraversa il giardino, corre dalla vicina, riceve la lettera e ringrazia scusandosi per la fretta: i bambini non possono stare da soli per piu’ di qualche minuto. Rientra in casa e si accorge che nel frattempo è entrato il cane. Un cane a pelo lungo che con la pioggia è un cane a pelo lungo fangoso e gocciolante.
Ripulisce il pavimento e controlla la cena. Uno sguardo in salotto per vedere i bimbi: Marco non c’è: lo ritrova in bagno con telecomando della TV e il cellulare immersi completamente nell’acqua del bidet mentre si diverte come un matto al gioco della guerra tra sommergibili.
Anche Luca chiama: ha fatto tardi in ufficio: riunione imprevista ma sta tornando. Grazie al cielo almeno questa giornata può finire. Infatti torna, saluta lei e i bambini, siede al tavolo di cucina e cena piuttosto silenziosamente.
Poi mentre Flavia versa il latte nel biberon per Marco, lui e Chiara si addormentano sul divano con il libro di lettura di Chiara tra le mani.
Dopo mezz’ora anche Marco dorme, però nel suo lettino. Flavia mette il pigiama a Chiara e la traferisce nel suo letto. Luca mormora qualcosa, si alza dal divano, va in bagno, doccia, pigiama e sparisce in camera da letto.
Flavia ritorna in cucina, carica la lavastoviglie e si prepara una tisana. Mentre l’acqua si scalda nel bollitore, scarica la lavatrice e stende. Uno sguardo alla pila di biancheria asciutta e decide di accendere il ferro da stiro; riempie d’acqua la caldaia e si lascia cadere sulla sedia sospirando. Mentre sorseggia la tisana apre la posta, prende nota delle scadenze delle bollette da pagare e prende qualche appunto per la spesa di domani: latte, pannolini, biscotti di Marco. Ah.. manca anche il balsamo dopo barba di Luca e il suo shampo preferito. Il detersivo per i delicati. La passata di pomodoro e le uova.
Stira qualcosa ma è troppo stanca. Domani la giornata sarà ancora più pesante: Chiaretta a danza e Marco in piscina.
Mentre si dirige verso il bagno sistema la giacca di Luca sull’appendiabiti. E’ li’ che lo trova: un post-it giallo. Cade sul pavimento. Un comunissimo, banalissimo post-it giallo; in calligrafia minuta e deliziosamente femminile: "Ti aspetto stasera a casa mia … ho indossato l’intimo che mi hai regalato tu… Non tardare."


 

16 pensieri riguardo “POST-IT

  1. Se tu fossi Flavia e io Luca ti proteggerei dalla pioggia e dai calli della vita, e poi dalla stanchezza, dalla fatica e dalle lacrime. Coprirei una parete di casa con post-it di tutti i colori scrivendoci sopra ognuno: sorridimi ti prego.
    Ma sono solo L.V.

  2. Sai cosa ti dico Celeste mia cara? Che tutti gli uomini come Luca, non hanno capito ancora niente della vita di coppia con figli, casa, mutuo, spesa bollette varie ecc ecc… Tutti gli uomini come Luca non hanno ancora capito che una moglie…può anche essere amante…

  3. Scusa Cele, il commento n. 2 è il mio. Mi fanno una tale rabbia gli
    uomini come Luca, che ho persino dimenticato di firmarlo.
    Flavia si prenderà la sua rivincita e quando Luca troverà il suo equilibrio…sarà troppo tardi.
    Buon fine settimana
    Carola

  4. Carola,
    sempre più spesso la nostra vita è appiccicata ai post-it.
    Si riduce a impegni, a cose da ricordare, appuntamenti, compiti, incombenze da incastrare.
    Gli impegni quotidiani ci costringono ad una frenesia costante: i giorni scivolano via senza che ci si fermi un attimo ad ascoltarli, ad annusarli, a sentirne il battito. Passa una primavera … un albero ha messo le gemme, e poi è fiorito. Ci troviamo a raccogliere le foglie sul vialetto di casa … E le raccogliamo senza aver goduto dei germogli, delle piccole foglie nuove, dei fiori, del loro profumo. E ci accorgiamo che la primavera è passata, come anche l’estate.
    Ecco, questa è la tragedia vera contenuta nel post.
    Ma ci vuole tempo, per amare le cose, lo so.
    Ci vuole tempo ma soprattutto ci vuole tanta cura.
    In altre parole, le cose che non conosciamo non dovremmo leggerle sui post-it ma nel cuore. Nel nostro e in quello di lui/lei.

  5. Dopo una intera giornata trascorsa tra lavoro e cura della famiglia e della casa un post it del genere è molto più che una coltellata. Posso solo immaginare l’amarezza di Flavia… in fondo tagliata fuori dalle evasioni del marito per eccesso di lavoro in casa. Un abbraccio e buon fine settimana. Pietro.

  6. Pietro
    Grazie Pietro e buon fine settimana anche a te.
    Petula
    Eggià.. pochi centimetri gialli e frana il tuo mondo… oppure semplicemente diventi consapevole di qualcosa che è già miseramente e silenziosamente imploso inciampando nei detriti.

    Miao
    PS tutto a posto sul fronte 4zampe.

  7. Questa è la storia vista dalla parte di Flavia.
    Ma comè la storia vista dalla parte di Luca?
    Ha ragione Carola a dire che una moglie può essere anche un’amante. A volte capita. Del resto anche un marito può essere un ottimo amante.
    Bisogna però capire, se possono e vogliono essere amanti del proprio coniuge…o di qualcuno meno indaffarato.
    Pieffe
    P.S.:Ovviamente da tali rischi è escluso LV che, a forza di appiccicare post-it sulle pareti, costringerebbe la povera Flavia a rifare l’intonaco e la spingerebbe fra le braccia del muratore addetto alla ristrutturazione.

  8. .
    A PIEFFE:
    Grazie amico mio della presenza e del passaggio. Sei sempre il benvenuto.
    .
    Invece a L.V.
    vorrei dire questo: abbiamo scherzato, ironizzato… e va benissimo. Ma pensavo che avresti avuto il buon gusto di dire chi sei o, se non altro, di fare interventi meno personali. Ti confesso che trovo il tuo tono un “crescendo” un tantino fuori luogo. Ti invito a rifletterci sopra.

  9. Giusto Celeste!

    Per L.V.: mettere in imbarazzo la nostra ospite non è carino. Manca di sensibilità e contraddice quanto hai scritto nel tuo commento. E poi inciampi nell’ironia tagliente (al laser) di Pieffe.

  10. Sono Andrea.
    Passo poco spesso perchè sto pensando da tanto tempo. Perchè sono anche Luca, solo che non è un post-it che mi ha denunciato, ma un sms. Mi chiedo perchè sono arrivato a quel punto. Perchè non ho voluto capire che una moglie che alle otto già dormiva sul divano era troppo stanca per avere voglia di fare l’ammore? Una che mi spoetizza però, una che quando le dico: sono quattro mesi che non abbiamo un rapporto completo, mi risponde: non possiamo fare l’amore tutti i giorni. E’ colpa mia, lo so. Frose dovevo fare di più per cercare di interessarla, farle regali costosi, portarla più spesso a passare un WE in un albergo di lusso. forse avrei dovuro dirle, ogni olta che mi aggrediva e mi accusava di avere un’espressione apatica, avrei dovuto dirle che era sgomento davanti al palese disprezzo che faceva trasparire nei miei confronti in ogni gesto e parola che diceva. E invece ho scelto la via più facile. Forse dovevo accettare fin al primo momento il fatto semplice e palese che il mio matrimonio non si fonda su nulla….. non abbiamo figli, non abbiamo nulla in comune…. ma proviamo a dire: rompere un matrimonio; mi ha sempre fatto venire orrore solo la parola….. eppure in pratica l’ho già fatto.
    E adesso? Provo a raccogliere i cocci e incollarli o butto tutto quanto nella spazzatura?

  11. Dare consigli “familiari” è come partecipare ad una telenovela, come la posta di “donna letizia” sui giornali femminili ecc..
    Però ormai ci siamo e mi sbilancio.
    Andrea: hai detto una frase emblematica:
    “non si fonda su nulla…non abbiamo figli…non abbiamo nulla in comune”.
    Accidenti. Ma chi ve lo fa fare?
    Assistenza economica reciproca?
    L’abitudine è la tomba di qualsiasi rapporto. E ci si abitua perfino all’indifferenza o al disprezzo: e così si muore un po’ per giorno.
    Non si può vivere insieme solo per la paura di star soli. Paura di rompere? Più rotti di cosi!
    E coraggio: è moooolto meglio soli che male accompagnati.
    Pieffe

  12. Petula:
    grazie di essere intervenuta, come sempre con quell’elegante mescolanza che ti distingue: incisività e delicatezza.
    Poi sorridendo confermo: l’ironia laser di Pieffe e quella forse più morbida ma altrettanto eloquente di Riccardo fanno un bel muro.

    Come vedi L.V. questo è sì un angolo pubblico ma ci sono delle regole.

    Andrea:
    A parte che sono totalmente d’accordo con Pieffe … Che dire?
    Mia mamma diceva che spesso quando si chiude una porta si apre un portone … E’ una frase che ho rimediato perchè francamente non so che dire e sebbene ci conosciamo personalmente , apprendo il quanto in Controluce.
    Fatti sentire, Andrea.
    Non ho consigli da dare … tantomeno ricette!
    Però conosco un buon ristorante che di ricette se ne intende.
    Un abbraccio.

  13. colpevole flavia, che sa aver bisogno di un post-it a causa di come introbidisce la propria esistenza..

    un PO’ STI Tradimenti indigano, anche se ben più indignante trovo l’insignificanza di luca che nonostante la brevità della vita non si fa dare una mano a scegliere le mutande per la sua amica, e che rovina le vite sua, quella della moglie e probabilmente la propria

    mah

    cloffcinico

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