IL PICCOLO POPOLO

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I bambini sono istintivi, si sa.

Loro “annusano” e poi decidono, attraverso i sensi,  se una persona è più o meno simpatica, più o meno piacevole, ma, cosa ben più importante, loro “sanno” se una persona finge oppure se è vera.

Sanno distinguere un atteggiamento spontaneo e sincero, da uno “costretto”. Le persone vere dagli attori. Sanno pertanto, per istinto, se possono o meno fidarsi.  

Sì, i bimbi sanno riconoscere un cuore puro.

Perché loro possiedono un cuore puro: hanno solo quello.

Come piccoli rabdomanti cercano la purezza e la spontaneità. Le scovano in ogni dove. Impossibile ingannarli.

Ecco la ragione per la quale i bimbi possono vedere i folletti e gli adulti no.

Eh sì… ci sono dei luoghi incantati, dove si respira la magia e dove il Tempo scorre attraverso canali differenti; dove Tutto si muove secondo differenti Regole.

In questi luoghi sono nate tutte le favole del mondo. In questi luoghi il Piccolo Popolo si mostra ai bambini e talvolta anche agli adulti, a quegli adulti che hanno conservato nel cuore “la” favola,  ne percepiscono il ritmo, ne odono il battito.

I bambini sono dei piccoli grandi lettori di cuori. Così come i folletti.

Bambini e folletti sanno essere dispettosi, fanno i capricci e, esattamente come i folletti, i bimbi ti leggono dentro, ti studiano dentro, ti scavano dentro per carpire l’essenza della tua anima, di cosa sei fatto e quale odore hai. E imparano in fretta chi sei, al di là di tutto ciò che vai dicendo o gridando. Leggono oltre l’immagine. Nel Controluce.

E’ sottile il velo che separa i due mondi, quello dei bambini dal  mondo di mezzo, dove vivono fate e folletti. Dove vive il Piccolo Popolo. E i bimbi sanno come oltrepassare quel muro di carta velina.

E dove sta il mondo di mezzo? E’ lo stesso battito tra il sonno e la veglia, quando tutto è vacuo,  dolcemente annebbiato, ovattato, dove i rumori e le sensazioni si sciolgono, si dilatano, dove i Tempo non ha e non è Spazio, dove lo Spazio non ha e non è Tempo?

Dove la coscienza raggiunge strati leggermente più profondi? Dove i sensi invece di raccogliere gli odori per consegnarli al cervello, semplicemente li creano?

In quel luogo dove si avverte che tutto ciò che è infinitamente piccolo è identico a ciò che è infinitamente grande. E’ in quei luoghi dove si sente, anche se quasi impercettibile, il respiro dell’Assoluto?

Lì si può avere l’idea della rotondità dell’universo… e la sensazione che tutto ciò che inizia è là, dove finisce. Quindi l’origine e la fine di tutte le Cose coincidono?

E’ li che è nato “Cent’anni di solitudine”? Ed è ancora lì, che Aureliano Buendia sta  fabbricando pesciolini d’oro?

E’ una sfera… il Tempo è sferico. Lo Spazio è sferico.  E la “terra di mezzo” è forse laddove questa sensazione prende forma per poi sciogliersi immediatamente perché il pensiero, senza logica, non regge a lungo?

Allora, se fosse così, significa che i bimbi abitano nel mondo che pure è vero, nella terra di mezzo, con tutte le cose vere, compresi gnomi folletti e fate?

L’anima dei bambini non è inquinata dal potere che gli adulti conferiscono alla “logica” attribuendo ad essa “Verità”;  allora vive sospesa tra ciò che comunemente intendiamo quando diciamo “finto” e “reale”?

E quelli che comunemente definiamo “matti?” Forse, chi definiamo matti, sono coloro che vivono ogni istante sospesi, sul filo teso tra il falso e il vero? Perennemente in bilico come equilibristi sulla corda di acciaio tesa tra due grattacieli.  Allora i bambini sono matti?

Perché i bambini vedono i folletti, vedono le fate e sentono i passi di tutti coloro che noi non possiamo vedere. Lo sguardo dei bambini non è schermato, come quello degli adulti… Loro vedono con il terzo occhio ma noi lo abbiamo perduto. Perché la logica, la scienza, l’anatomia, la biologia, la Fede in ciò che possiamo vedere e toccare ci hanno ordinato che noi abbiamo due occhi.

Il terzo lo abbiamo escluso dalla nostra vita?  Si dice che chi perde un arto continui a “sentirlo” .  Dentro di noi c’è una Consapevolezza che abbiamo perduto? Si chiama istinto, si chiama percezione. Si chiama terzo occhio, terzo orecchio. Si chiamano sensori. Si chiama sensibilità o sensitività.

Vi è mai capitato di “sentire” che qualcosa di importante sta per accadere? Avete fatto caso mai che accadono cose che sono come domande…. E poi arrivano le risposte?

Sì, ci sono risposte. E ci sono persone che incrociando il nostro cammino ci consegnano qualcosa.

Un oggetto, un pensiero, una cosa da niente. E ci domandiamo a che serve. La abbandoniamo, in un cassettino, e talvolta la dimentichiamo. Finché un  giorno ci troviamo ad esclamare: “Ecco a cosa serve!” Quel giorno ci troviamo in mano una chiave: una chiave che apre una porta. Una chiave di lettura che risolve un enigma, decodifica un codice. Un gancio quando siamo in fondo al pozzo. Una corda quando stiamo per precipitare nel vuoto.

Un folletto, una fatina, un piccolo gnomo quando stiamo per morire affogati nel “vero” . Quando sprofondiamo nelle sabbie mobili del tanto, troppo “Reale”.

Ho raccolto radici, nel mio girovagare tra i boschi del “mio” Trentino, radici di alberi sradicati dalla furia del vento, le ho  pazientemente ripulite, lucidate e popolate di gnomi e folletti. Vivono nella mia casa, con me, nel mio mondo.  Loro hanno le chiavi. E sanno dov’è il mio terzo occhio.

Io non sempre lo so… ma loro sì.

E probabilmente quando la mia nipotina viene da me, loro si parlano e si annusano, si comprendono. Parlano lo stesso linguaggio, quello del cuore.

Sarà per questo che a volte da certi luoghi si sprigiona un profumo inatteso?

17 pensieri riguardo “IL PICCOLO POPOLO

  1. le piccole creature del mondo antico, che crediamo scomparse, ci osservano nei nostri passi quotidiani… a volte si possono incontrare nei boschi o nelle sere di una giornata dove liberiamo la mente e il cuore può vedere attraverso il suo occhio
    Bellissimo racconto!

    Un sorriso 🙂

    Ps sai che si dice che il “profumo” sia una caratteristica della manifestazione di un Santo?

  2. Proprio mentre parlavi di folletti e di gnomi sul tuo sito, in base al principio di…non casualità, ho incontrato una persona che mi ha raccontato di un tizio, abbastanza noto, che vive in un paesino sulla Sila. Tutti lo evitano perché ovviamente dicono che è matto, ma lui descrive con dei dettagli impressionanti i suoi incontri con tali “esserini”. Li descrive solo a quelli che sono disposti a credergli; con gli altri fa finta di essere veramente matto e così lo lasciano in pace.
    Fino ad una cinquantina di anni or sono, non esisteva paesino di montagna dove non ci fosse qualcuno, depositario delle tradizioni sugli “gnomi” del luogo, e che non raccontasse, accanto al camino, le avventure vissute attraversando i boschi.
    Non so dirti con quale “occhio” si vedano, né in quale non tempo e neanche in quale non spazio, e non so nemmeno se i bambini odierni, a forza di Play station siano ancora in grado di perceperli…; ma posso assicurarti che il sottoscritto nonostante i millenni che si porta sulle spalle, fa ancora parte di coloro che credono fermamente alla esistenza del Piccolo Popolo. Quindi o sono bambino o… sono rincoglionito, fai tu.
    Trovo nel tuo post un carattere boschivo, profumato di muschio e di felci e un atmosfera particolarmente…natalizia.
    Ci mancano solo la zampogna o il piffero.
    Pieffe

  3. Ciao Pieffe.
    Purtroppo sono pochi “matti”. Visto che vengono definite tali persone normali, forse solo un tantino speciali. E’ la normalità che ora è fuori luogo, fuori moda. Insomma è out.
    E… No, non sei rincoglionito.. E se lo fossi… bè allora saremmo almeno in due.
    Grazie dell’intervento e un bacio.
    PS
    mancano: zampogna, piffero e ….. PANETTONE !!!!

    Ma sulle Pleiadi lo mangiate il Panettone?

  4. Pieffe … E’ bellissimo il “Pan di Stelle” .. O meglio..lo era prima che mi si presentasse davanti TUTTA QUANTA la famiglia del Mulino Bianco… Allora sono dovuta andare in un altro Mulino, quello di Amleto, su Splider. E finalmente mi sono tranquillizzata. E’ terapeutico.. Per chi non lo conoscesse, provare per credere: http://www.mulinodiamleto.splinder.com
    Ciao Pieffe e buone stelle

  5. La Barilla ha tentato più volte un trasferimento sulle Pleiadi per fregarci la ricetta. Ma ci ha fregato solo il nome. Per il resto grano doopato, lievito chimico, uova di polli in batteria, surrogato di cioccolato, surrogato di tutto.
    Ma che li pozzino infilzasse co le frecce del sagittario, tiè.
    Pieffe

  6. ….delizioso, davvero delizioso …mentro lo leggevo respiravo tutta la magia di cui ne era “impregnato”…
    paola

  7. Non ho mai scritto qui e probabilmente non potrò farlo , ma ho sempre trovato in ciò che senti e descrivi una stupefacente corrispondenza , che più volte mi ha lasciata veramente stupefatta .
    Ora volevo solo condividere e confermare ciò che dici : quando anni fa vivevo non lontano da un Bosco incantato , meta di mie solitarie escursioni , questi esserini mi davano una gioia incredibile ,mai avrei pensato che esistessero e poterli vedere davvero . Ho perenne nostalgia di essi , ma è come se quel mondo vivesse sempre in me . Non si può dirlo a chiunque quindi grazie per avermi permesso di comunicartelo . Ciao
    m

  8. Mi fa piacere constatare che anche altri amano i folletti e le fatine, e credono nel Piccolo Popolo. Questo significa che nel cuore di qualcuno c’è ancora un terzo occhio, aperto e vigile. Mi ha piacevolmente stupito tutto questo ma in fondo è sciocco stupirsi dal momento che ci sono ragioni per le quali portiamo il nasino in uno spazio anzichè in un altro.
    Grazie.
    PS i miei folletti, quelli della foto, ringraziano pure loro e sono un tantino gasati. Da quando ho chiesto loro da farmi da modelli … non li tiene più nessuno.. PAOLA: mi racconterai in altra sede del commento di S. o se vuole, può commentare direttamente, anche qui … Con tutta la saggezza dei suoi 9 anni.

  9. … le persone che sanno sognare, sanno anche comprendere, sorridere, regalare gesti bellissimi e …. possono vedre creature magiche che gli altri non riescono a scorgere.

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