TERRE DI MEZZO

Esiste un posto dove esseri appartenenti a mondi differenti possono condividere del tempo?

Ludovico ed io siamo figli di stelle differenti, a loro volta nate in differenti galassie, ospitate in differenti universi.

Lui vive in un mondo che non mi appartiene e al quale io non appartengo; il suo è un mondo che comprende mondanità, serate a teatro, concerti e dopo concerti, cene e ricevimenti  dove gli uomini del suo stesso universo scambiano affari, le signore organizzano feste di beneficenza e sfilate di moda In quei salotti si costituiscono società, si stringono mani e alleanze, si promuovono iniziative culturali, si concludono affari.

In quei luoghi avvengono incontri che tessono i fili della grande rete che si chiama pubbliche relazioni altrimenti dette “public relation”. Ludovico ed io ci conosciamo da molti anni; io ero una giovane donna lui già un uomo. Poi, mentre io diventavo una donna e lui un uomo maturo le nostre strade non si incrociarono più, fino a tre anni fa, quando lui mi chiamò e ricominciammo a vederci, nella Terra di mezzo.  In una e-mail mi scrisse: lo troverò, il modo di incontrarci, devo trovare un terreno dove poter costruire qualcosa… Sono o non sono un ingegnere?

Anche a Parigi, trovammo la Terra di mezzo sulla quale stare. Da uomo professionalmente competente nonchè profondo conoscitore e amante di Arte e di Storia qual è, mi mostrava una Parigi attraverso i suoi occhi, il suo sapere e il suo cuore. Nel magico quartiere latino trovammo odori, sapori e colori di una Terra comune che apparteneva ad entrambi.

Milano per Ludovico è un posto dove stare, tra un viaggio ed un altro, una sosta necessaria per riposare e per organizzare il viaggio successivo, per aggiornare l’agenda con i nuovi appuntamenti: mostre, concerti, amici, incontri, presentazioni, mostre, inaugurazioni. La famiglia, gli affetti, un po’ di lavoro. E poi via, di nuovo. Amsterdam, New York, Londra (ormai succede tutto a Londra; Parigi è come una vecchia Signora sdraiata che luccica di ori passati).  Ma Parigi sempre. Parigi è una seconda casa o forse la vera casa. Il rifugio. Le passeggiate lungo la Senna: “d’autunno è splendido il lungo Senna; sto passeggiando ora… vedessi cosa non è….”

Già… Ludovico… Ci siamo visti due giorni fa, nella Terra di mezzo, ti ho parlato di questo blog, ti ho linkato l’indirizzo.  Chissà se lo hai visto, ma credo di si. Chissà se lo rivedrai. Se leggerai di Ludovico e Celeste Parole scritte in una Terra di mezzo, che poi è la stessa terra di un blog. Sì, un blog vive in una Terra di mezzo che si stende tra la terra di chi scrive e quella di chi legge. E poi anche perché in un blog si scrivono cose che stanno nel mezzo, tra il personale e il generico. Tra il serio e il faceto. Tra il quotidiano e il sogno.

E sai che ci vedremo ancora e  soltanto nella Terra di mezzo perché sai che è il solo luogo dove possiamo incontrarci, prendere la nostra insalata e il nostro caffè: il mio normale e senza zucchero, il tuo di orzo in tazza grande.

Poi la passeggiata, passando tra le Colonne di San Lorenzo.  Infine un abbraccio, nella Terra di mezzo. Mi volto e vedo la tua figura, il tuo blazer blu che si allontana e io sono già nel mio universo mentre tu stai raggiungendo il tuo, con il tuo passo costante e riflessivo. Elegante. E ti immagino mentre tiri fuori il tuo orologio da taschino, lo guardi e lo rimetti via e rivolgi lo sguardo alle Basiliche. Lasciando la Terra di mezzo ad aspettarci; ci accoglierà la prossima volta.

Era bella Notre Dame sotto le nuvole scure…. Il gotico stagliato contro il gotico cielo di Parigi d’inverno, fredda e piovosa. Dalla Terra di mezzo appariva perfettamente intonata al suo cielo e anche ad alcuni momenti della vita, quando i cuori si somigliano,  al di qua come al di là delle Terre di mezzo. Mi tornano alla mente delle parole che mi disse un giorno un amico carissimo: è il dolore che rende gli uomini tutti uguali.

Arrivederci Ludovico. Non te l’ho mai detto, ma ti voglio bene. Abbi cura dei tuoi giorni e della tua vita. La Terra di mezzo ci accoglierà al prossimo caffè.  Il mio normale e senza zucchero, il tuo di orzo, in tazza grande.

26 pensieri riguardo “TERRE DI MEZZO

  1. Si, Celeste! C’è una Terra di Mezzo o un Hortus conclusus in cui gli opposti si risolvono, si possono ritrovare anime che altrimenti i caratteri o i casi della vita non farebbero incontrare. Lì dove le incompatibilità si sciolgono negli slanci del cuore, dove d’incanto l’inespresso diventa affetto concreto anche se non detto e le telepatie divengono conversazioni in un’ebbrezza di libertà dai nostri busti di gesso. La tua terra di mezzo ha il fascino di una Parigi che è leggerezza, accoglienza e calore contagiosi. Ma anche il tuo blog ha queste caratteristiche e anche Ludovico rtroverà quest’atmosfera.

  2. Petula … Usi plendidamente le parole per esprimere concetti in modo cosi’… preciso.. Mi piace da matti come scrivi. E sì, è proprio ciò che accade quando persone riescono a trovarsi in un posto speciale perchè quelli abituali sono distanti anni luce … e dove gli abitanti parlano lingue assai differenti. Grazie per .. sgattaiolare ogni tanto dal tuo davanzale al mio blog. Trovi sempre la finestrina aperta … e se vorrai acqua fresca e… limpida. Un bacio grande

  3. Aggiungo: l’esperienza di Parigi è stata davvero cosi’… Abbiamo cercato e trovato, la Terra di mezzo.. anche là. E poi abbiamo trascorso i giorni parlando quasi la stessa lingua… Abbiamo camminato un po’ ciascuno, l’uno verso l’altra e insieme abbiamo percorso in lungo e in largo una città che non avevo conosciuto mai davvero. Strane cose accadono, camminando sulle Terre di mezzo… Strane cose. Che poi nell’universo abituale sembrano ancora più strane. Ma accadono.

  4. Belle le Terre di Mezzo. C’è chi ci resta per sempre, affascinato dalla cuccuma dell’Hobbit e rincuorato dall’esistenza e dalla garanzia dei confini insuperabili; c’è chi le attraversa e si sfracella nel regno delle Ombre; c’è infine chi le supera, e trova quei luoghi dove ogni cosa smette d’essere fugace e diventa perfetta ed eterna.
    A questi ultimi, ironicamente, potremmo dire “che culo!” Seriamente possiamo dire “che bello”!
    Bellissimo post Celeste: sempre… più chiaro.
    Pieffe

  5. Scrivi in un modo sublime Celeste. “lo troverò, il modo di incontrarci, devo trovare un terreno dove poter costruire qualcosa… Sono o non sono un ingegnere?”…rimango ferma a questa mai. Torno e rorno sui miei passi , rileggo più volte e avverto qualcosa di magico, di talmente fuori dalle linee consunte della terra calpestata. La Terra di mezzo è il luogo che tutti, credo tutti, sognamo. Ti abbraccio forte. Sei una Celeste più azzura del cielo.

  6. Pieffe
    Innanzitutto grazie di essere passato di qua. So che ogni tanto scendi dalle stelle….. e quando accade mi piace che vieni anche qui in questo… celeste sempre più… chiaro… Sicuro?

  7. Non serve ti dica io che scrivi divinamente bene. Lo si legge Cleste. Questo post è di una poesia e di una profondità da lasciarmi sospesa.
    Il gotico stagliato contro il gotico cielo di Parigi.
    Ludovico….Un nome che chiudo nell’immagine d’un blazer blu.

  8. Concordo che tutte le persone che ti hanno fatto i complimenti.. leggendo con calma il tuo posto mi sono lasciato trasportare effettivamente nella terra di mezzo del tuo blog e ho immaginato le terre di mezzo dove mi sono capitati degli incontri e dove ritrovo le persone per alcuni attimi da vivere assieme… complimenti ancora per quello che trasmetti
    un sorriso 🙂

    ps grazie per il commento nel mio post

  9. Quanta delicatezza in questo post…Celeste. C’è tutta la meraviglia e la magìa delle terre di mezzo; terre di confine dove ritrovare rapporti veri persi di vista, magari lasciati andare via….alla deriva. Capolavori che bucano il tempo e, nelle terre di mezzo, ne riconosciamo intatto il loro respiro unico.
    Paolo (Pescara)

  10. @ Paolo
    Grazie.
    E .. il punto non è qualcosa lasciato andare alla deriva; Universi tanto distanti non possono mescolarsi nè comprendersi, tantomeno appartenersi.
    Vi sono momenti in cui possono convergere, ma restano momenti. Trovo perfetto quanto al commento 6: ci si può sfracellare nel regno delle Ombre. E alcuni Universi, per me, sarebbero Regni delle Ombre. Come lo sarebbe il mio per altre anime.
    Allora non sfracelliamoci e restiamo integri, ognuno nel proprio universo con possibili e piacevolissime passeggiate nelle Terre di mezzo.
    Ciao.

  11. Bellissima storia Cele…non sono riuscita a passeggiare, anche solo per un istante, nella Terra di mezzo…ne ho solo sentito il magico Respiro.
    Un bacio

  12. Ciao Giulia. Si, è vero… il gatto è un saggio ….. Affettivamente indipendente e … con una buona dose di sano egoismo …. E un’ottima auutostima… direi. Però, per sfortuna o per fortuna mi sento più vicino ai cani… Mah… Buona giornata biondissima donna.

  13. Leggo ora il tuo post… bellissimo. E’ come se stessi camminando con te nelle vie di Parigi. Ludovico, un uomo formidabile !!!! un abbraccio.

  14. Già.. Stellina… Ricordo anche io con grande piacere Parigi. Tu ed io… Ludovico… E il cioccolato…
    Un abbraccio grande come il mondo Stellina mia.
    A presto

  15. Parigi, il nome di un pezzo del puzzle che insieme ad altri compone la mia vita. Un ricordo dolcissimo che custodirò nel mio cuore per sempre. Grazie a te.. grazie a Ludovico … grazie al pompiere…

  16. Stellina… Eri uno spettacolo!!!
    Tu il pompiere e la mappa di Parigi al contrario…
    Come dimenticarsi?
    Le tessere dei puzzle a volte pare non si incastrino, nell’Insieme.. Ma poi ti accorgi che ….. e poi anche che….
    Au revoir ma petite etoile
    Cele

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