I PASSI DEL TEMPO

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Sento la notte che impronta i suoi passi

dopo una sera che suona i rintocchi

di un giorno messo a morire in tutte le piazze.

E’ il tempo che brucia, ardente nel vuoto

che brucia i miei anni nel gioco del fuoco

che storpia ricordi mangiando i miei passi.

Spegnendo la voce spedisco i tuoi occhi

verso la notte che divora i miei spazi

come ricordi che stanno stretti nei lutti.

Sento l’odore dell’erba che brucia

e guardo allo specchio una donna che resta

tra una stella raccolta in un giorno di pioggia

e la luna che passa veloce sul ponte.

Sono le nove e tutto si arresta

i rumori son tanti tra lui e ciò che mi resta.

Sono di carta i fiori stanotte

bruciano sempre prima del giorno

ma ecco la notte che impronta i suoi passi

e il tempo che arde fiori e rimpianti

Tanto ogni giorno muore in tutte le piazze

e dietro le corse e dentro le tasche

Sotto il Tempo che lancia i suoi sassi

dentro quel lago che sono i tuoi occhi.

.

10 pensieri riguardo “I PASSI DEL TEMPO

  1. Ciao Celeste.
    Eccomi tornato e ho riletto i post che mi ero perso… bellissimo il racconto sul libro: sono informatico e tecnologico per passione ma appena posso mi butto su un libro (ho iniziato e finito in questa breve vacanza “la solitudine dei numeri primi”)
    Mi è piaciuto anche il fatto di porsi una domanda su il perché uno apre e scrive su un blog: non credo che si sia un vero motivo ma leggendo quello che scrivevi il motivo lo sentivo traspirare dalle tue parole e quindi continua a scrivere quando ti capita e quando ne hai voglia: di certo passerò a leggere le tue parole e i tuoi pensieri
    E poi finisco complimentandomi con te per questa splendida poesia
    Un sorriso 🙂

  2. “…e guardo allo specchio una donna che resta…”, bella questa frase Celeste; giorno dopo giorno, notte dopo notte, il tempo rimane immortalato nello specchio…e da lì sfuggi al futuro e al passato. Sei di una delicatezza incredibile! Grazie per il tuo “tempo” che regali a noi lettori. Un abbraccio.
    Carola

  3. Interrompo velocissimo questo periodo un po’ affannato, scendo dall’astronave a pedali, e mi complimento per lo strano ritmo rap della tua poesia. Ma ci ritornerò con calma.
    Ciao

  4. Cadenza del tempo, tutto che scorre, ma si sente una presenza che rimane, quasi asse centrale di una ruota mentre girano i raggi dei giorni….che sia un cuore di donna?

    Magnifica poesia, me la porterò sul davanzale e la leggerò nei meriggi di sole!
    Complimenti Celeste

  5. pieffe
    ma quale onore… l’orecchietta affannata sul mio spazio??? wow!!!

    Eleonora
    Ciao cara. In realtà non me ne sono mai andata… E’ un periodo.. mah.. Riflessivo? Grazie. Intanto ho trovato aperto il tuo spazio… Ed è stato bello..

    Petula
    Grazie… Sì, un cuore di donna … Sul davanzale spesso c’è anche il mio.. Lo vedi? Grazie e un dolce miao

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