CORIANDOLI

coriandoli3

Quanti istanti di vita catturiamo ogni giorno attraverso il nostro sguardo?

Stamani durante un breve percorso in autobus guardavo il solito traffico cittadino attraverso il finestrino. Il più delle volte, immersi nei nostri pensieri, automobili, persone, motorette, biciclette sono una massa informe che definiamo “traffico”.

Arriviamo in ufficio esclamando frasi quali : “che traffico stamani” oppure “in questa città non si può più circolare”.

Ma…

Se ci soffermiamo sui dettagli, estrapolando dalla “massa” singole immagini come fotogrammi del filmato che scorre, per esempio, al di là del vetro di un bus, vediamo pezzetti di vita e di storie, coriandoli di esistenza che incrociano la nostra e che trasmettono sensazioni, collegano ricordi, si incollano a tessere di passato e generano sentimenti, emozioni, sensazioni. Stati d’animo.

Stamattina percorrevo un tratto di circonvallazione durante il quale la mia mente non era concentrata su nulla; i pensieri liberi e leggeri.

In questo distratto non pensare, il mio sguardo ha raccolto qualcosa di speciale, catturato un frammento di esistenza. Senza chiedere permesso, senza alcuna licenza. Senza bussare.

Una giovane donna, gonna beige, camicia bianca, borsa tracolla, capelli lunghi raccolti stava piangendo, in piedi, davanti ad una pasticceria; un’altra donna le stava accanto e, delicatamente le sfiorava la guancia con la mano. 

Staccato dal magma “traffico”, questo istante raccolto, quasi rubato è un momento speciale, denso, una Storia di intima solidarietà tra due donne che io ho ricevuto, in pochi istanti. Assimilato, introdotto. Bevuto.

Ed ecco che …. accade:

La mente compie percorsi velocissimi, fruga nel cassetto del passato, ed eccolo.. Il ricordo… Scivolare fuori dal cassetto come un foulard di seta purissima e scorrere sul presente, sulla pelle, sui sensi. 

Io e Giovanna, tempo fa:

alcuni momenti difficili … Per me, per lei.

Giovanna e le scelte. Le delusioni, il disincanto. I cocci incollati.

Ma anche: Giovanna e i suoi occhi verdi come smeraldi e le nostre serate a parlare, progettare.  I viaggi, il mare e l’estate.

Le risate, in pigiama nelle sere sul divano.

Io e Carola, tempo fa:

Già, Carola… Nuovo fotogramma: Carola: che non lasciò mai il mio braccio quel freddo giorno di fine dicembre mentre accompagnavamo mio padre. Le lacrime , le mie, le sue. Il dolore, il vuoto. La stanchezza e il freddo nelle ossa.

Ma anche: Carola con i suoi bambini, il suo sorriso, i lunghi capelli neri, gli occhioni grandi come laghi, tranquilli, profondi. La sua dolcezza e la pazienza di madre.

Mamma:

Io e mia madre ……  tempo fa.

Le sue mani, fresche, sulla mia fronte di bambina…

Il suo viso, senza una ruga.

La sua voce… 

Fa freddo, di nuovo.

Il foulard scivola, di nuovo.

.

Ecco, la mia fermata.

Scendo e ringrazio il sole di essere caldo.

Fa bene alla pelle, ai sensi. Al passato che a volte è gelato.

Fa bene a me. Al mio presente.

E alle persone che amo.

20 pensieri riguardo “CORIANDOLI

  1. Fortunata te, Celeste, che sei riuscita in una comune giornata di follia metropolitana (la nostra quotidianità nelle grandi città è follia portata a normalità) a vedere momenti di umanità, di solidarietà che richiamano volti, voci accoglienti, tesori che vengono fuori dallo scrigno della memoria.

    Staccarsi dall’aggressività dell’io contro tutti che serpeggia ai semafori, l’anonimato dei centri commerciali il passo accellerato per arrivare presto a destinazione che fa di noi degli eterni cittadini del coprifuoco dettato dal tempo, che manca sempre, che non si trova mai.

    Anche io ogni tanto mi ritrovo a guardare un viso nella folla e cercare di capire che cosa pensa, perchè quella ruga, quel gesto di disagio, gli occhi bassi. Riprendo così un contatto umano anche se il soggetto del mio studio non saprà mai che mi sono soffermata e silenziosamente ho voluto chiederergli/le come stava.
    E un modo per sentirmi viva e sentire l’esistenza degli altri.
    Un esercizio veramente salutare

  2. Ciao Petula.
    Ti racconto un’altra piccolissima storia. Il primo giorno di lavoro dopo le vacanze, aspettava alla mia stessa fermata un’anziana signora. Guardandola pensai alla mia nonna. Arrivò il bus, salimmo. La signora si sedette e io rimasi in piedi, non lontana da lei. Ad un tratto mi toccò lievemente il gomito
    e mi disse, sorridendo: – mi scusi se la disturbo… ma notavo i suoi pantaloni. Sono molto belli, con quelle cuciture a vista, molto curati … potrebbe dirmi dove li ha trovati?-
    Questo piccolo episodio mi mise di buon umore e rientrai al lavoro con un senso di dolcezza. Una nonna mi aveva rivolto un sorriso e aveva provocato il mio.
    Sono piccole cose… ma di fatto sono le piccole cose sulle quali si impernia la nostra vita.
    Ciao e grazie per il tuo musetto nel mio spazio.
    :-))

  3. Cara Celeste,
    mi viene in mente la frase di Calvin che avevo messo a titolo del mio blog: “there’s treasure everywhere!” (l’avevo messa per la sua ovvia allusione al tesssorro…). accorgersi di questi tesori, come fai tu, è un dono.
    cara Petula,
    quel giorno, tutto sommato, quando mi hai visto seduto in autobus con gli occhi bassi, potevi anche chiedermelo come stavo…
    Buona giornata
    G
    PS: a proposito di “come stai”, qualcuno sa come sta Eleonora? ho visto che ha chiuso il blog con una frase laconica…

  4. Ciao Gollum.
    Grazie… Sei un…tesoro.
    Eleonora: ho visto anche io giorni fa il suo blog… Chiuso.. Sbarrato… Speriamo che torni. Mancano i suoi caffè, i suoi interventi delicati, intelligenti e spiritosi.
    La aspettiamo a braccia aperte… Gollum… fai un voto.. sacrifica un anello… Eddai..
    C.

  5. E’ proprio di persone sensibili come te il riuscire a cogliere piccoli attimi di vita anche in mezzo al traffico, in momenti in cui la maggior parte delle persone mette il pilota automatico o, peggio, vive con aggressività gli spostamenti…

    un bacio,
    raf

  6. ..e io te ne racconto un’altra, Celeste.
    Passeggiavo in Via Merulana e sul marciapiede mi vedo venire avanti un operaio, pantaloni blu macchiati di calce con solita cintura vecchia a reggerli, canottiera una volta bianca.. insomma, era in divisa. Portava a mano una bicicletta. Era anziano,bassino, viso tondo, ma aveva una cosa bellissima….un luminosissimo sorriso ed era indirizzato a me. Non un sorriso malizioso, nè beffardo, era un sorriso-sorriso, un dono di un animo aperto che attraverso me sorrideva al mondo. Istintivamente ho sorriso anche io e ho continuato la mia strada voltandomi a seguirlo con gli occhi. Era solo un omino tra i tanti, ma era grande.

    Gollum, se non ti ho chiesto come stavi era perchè ti vedevo intento a filosofeggiare su chissà che tesori e magari avresti mal interpretato il mio interesse…e poi hai già minacciato di mangiarmi un paio di volte ed io sono una povera gatta indifesa!

  7. Ciao CLST … uhm uhm non mi piacere proprio per niente… meglio Celeste 🙂
    Quindi ricomincio:
    Ciao Celeste è bello leggere di questi pensieri e ricordi che si affollano nella testa quando si notato tanti particolare… e mi piace la tua similitudine hai coriandoli che uno dopo l’alto scendono per farci vivere un ricordo, spero di averlo interpretato nella maniera giusta 🙂
    A volte basta poco per scatenare la nostra mente e i suoi ricordi… ma il tempo fugge veloce e noi vogliamo starci dietro perdendo alcuni magnifici attimi di vita che ci passano davanti.
    Un sorriso 🙂

  8. Grazie Petula, è una bella Storia.
    Il sorriso è il miglior abito; restituisce il bianco ad una canottiera ingrigita, illumina lo sguardo di chi lo offre… e fa bene al cuore di chi lo accoglie.
    Vedo ogni giorno uomini in abiti manageriali, grigio fumo, scarpe lucidate a specchio… Molti sono esattamente come i sorrisi di chi li indossa: grigio fumo… che scoprono (ma appena appena, per carità!) denti lucidati a specchio. E quando si scoprono un po’ di più.. spesso appare un bel sorriso di circostanza… Sorriso di plastica, direbbe la mia amica Paoletta.
    Bacio
    .
    Gollum: hai MINACCIATO di mangiarti Petula?????? Mi aspetto una spiegazione …

  9. E’ vero MRZ … (spiego a chi non sa: non è il codice fiscale ma il seguito di un suo post sugli acronimi)…
    I “coriandoli” si possono anche intendere come “pezzettini” di esistenza… Coriandoli di Vita. Che, come dici tu… il tempo porta via…
    Panta Rei… Ahinoi!

    Un abbraccio e …. sfrutto l’occasione: quando si potano le ortensie? ma soprattutto COME?

  10. Raf:
    si… viviamo spingendo sempre sull’acceleratore… Mai sul freno… E dovremmo!!! Forse riusciremmo anche a fermare questo tempo.. che fugge via….
    Ho un amico ingegnere meccanico al quale ho chiesto di inventare la macchina del tempo….
    Vi tengo informati?
    Celeste

  11. Cara Celeste,
    ricordo che su Ritorno al futuro(non ricordo se I, II, III, o XXI) la macchina del tempo è servita per sapere i risultati sportivi e giocare la schedina vincente. Non vedo altro possibile uso…
    ah, non ti preoccupare per Petula, io minaccio scorpacciate ma poi lei dice due paroline e mi vengono i brividi dietro la schiena… non mi sembra proprio una povera gatta indifesa!
    Cara Petula,
    anch’io ho una storia. Giorni fa passeggiavo vicino palazzo Brancaccio portando a mano la mia bici e indossando i miei soliti pantaloni blu macchiati di calce con solita cintura vecchia a reggerli, nonché una canottiera grigia originariamente bianca, quando vedo passare una gatta persiana. Lei continua a fissarmi e attraversa la strada, proprio mentre il semaforo diventa verde per le macchine che procedono da santa Maria Maggiore. Vedendo un grosso camion procedere a velocità e immaginando l’infausto, inevitabile destino della gatta per la strada, mi scappa un sorriso sadico. Non so come è riuscita ad arrivare dall’altro lato della strada, ma ci è riuscita, quindi si è voltata e mi ha lanciato un sorriso beffardo, continuando la sua passeggiata verso piazza Vittorio. L’ho salutata sperando di incontrarla di nuovo, magari in uno dei ristoranti cinesi della zona, con sopra un po’ di salsa ai funghi porcini…
    G

  12. Golluuuuuum:
    [@#+gòì]ùì4″!£1[àù]’2òòf@.. !!!!!
    =?ìé°ù ! =^è+à§!!”3Fnn /** !!! èèm’23lkfk !!!
    Fatti tradurre da Pieffe!
    Se è ancora tra noi..

    PS:
    ma se avesse rapito lui Eleonora?
    Sembrano spariti entrambi…
    Mumble mumble…
    Qui… Gatta ci cova…
    Ops… scusa Petula…

  13. …credevo che Pieffe volesse sparire con te… forse è rimasto deluso dal tuo flirt con il tecnico della lavastoviglie!
    (almeno ora funziona?)
    certo, pensando all’abbinamento dei colori… Celeste su Pieffe… fa un po’ puffo…
    Buona serata
    G
    PS: scusa la precedente toponimia, ma come vedi alcuni bloggers qui sono figli della lupa, anche se gatti…

  14. allora mi chiedi delle ortensie… dopo un rapido consulto il periodo migliore dovrebbe essere da qui a un mese (ogni giorno è buono)… i fiori, se ce me sono ancora, vanno tagliati… puoi conservarli per tutto l’inverso lasciandoli essiccare su un centro tavola… per la potatura prendi i rami fioriti, scendi un po’, circa un paio di gemme sotto il fiore, e tagli nettamente appena sopra… in pratica le gemme laterali rimangono appena sotto il taglio… spero di essermi fatto capire… e difficile spiegare nel dettaglio 🙂
    A disposizione 🙂

  15. @GOLLUM
    Si, lo so siete lupacchiotti doc e/o di adozione.

    PS tradotti gli improperi per aver tentato di mangiarti Petula??

    PS2 sono io che ho chiesto asilo planetario a Pieffe onde sfuggire al polline di ambrosia.. Ma non mi ha risposto…

    PS3 la lavastoviglie: il tecnico, che non ho incontrato in quanto non ero a casa (accidenti!) ha legato la mia lavastoviglie al suo cavallo bianco.. e l’ha portata nel suo castello..

    Non ci sono piu’ i prìncipi-tecnici di una volta… A dire il vero nemmeno i princìpi…
    Potere degli accenti!

  16. Come sai afferrare la vita Celeste!
    Osservare, lasciarsi prendere dalle sensazioni da ogni creatura che ci sfiora lo sguardo, anche per pochi istanti. E’ la prerogativa di chi pensa mentre osserva, di chi ha tanto spazio dentro per immaginare le vite altrui. Basta davvero un flash ad accendere le storie vissute all’interno della nostra stessa esistenza. Una donna che piange accanto ad un altra. Un uomo che corre sul sellino d’un motociclo e fermo al semaforo, il sole gli illumina un cerchio d’oro al dito. Una ragazza che ci passa accanto con il pancione, in attesa d’un figlio che ancora deve arrivare sulla terra. Frammenti, istanti e tante tante vite che altro non sono che pezzi incollati della nostra. Un bacione grande***(mi piace molto il tuo stile. Fluido, intenso, autentico)

  17. GIULIANA:
    Grazie….
    Si, incrociamo sguardi, anelli d’oro, pancioni…. Ma… incrociamo molto, molto di più. Storie, vite, vite che stanno per divenire tali, vite che stanno per andarsene. Vita, frammenti di vita, in frammenti di Tempo.
    Un abbraccio, Giuliana, e un sorriso.

  18. Eleonora…. GRAZIE PER AVERTI PENSATA?
    Ma scherzi? C’è una piccola cosa, mi ripeto lo so… Ma perdonatemi…
    Da IL PICCOLO PRINCIPE: quando arriverai, io sentiro’ i tuoi passi e li riconoscero’ perchè i tuoi passi saranno diversi da tutti gli altri passi…
    Bè… sia Gollum che io aspettavamo questi passi….

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