ACQUA DOLCE

 

 SCARICO 28.07.2008 198

                                                                (Foto: Celeste)

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Per comprendere a fondo le canzoni di Davide, bisogna essere “gente di lago”. Precisamente del Lago di Como, luogo di tradizioni ma anche un luogo “chiuso”, a due passi eppure distante, per alcuni versi, dalla città. Dalla città di Como e dalla Grande Milano.

I pezzi di Davide sono figli del Lago. Respirano con il Lago e parlano la lingua del lago; una vera lingua, più che un dialetto.

E viaggiando lungo le sponde del lago di Como, si comprendono ancora di più le canzoni e le Ballate e le Storie raccontate da Davide. Storie di donne inginocchiate sulle assi di legno a lavare i panni nel lago, le cene, povere, di un tempo, a base di missoltini e polenta.

Storie di contrabbandieri, come il Cimino…  di fughe dalla Guardia di Finanza.

Storie di frontalieri, e di gente per cui la vicina Svizzera è stata fonte di salvezza o di ricchezza. Davide ha trasformato la poesia e la durezza della vita della gente di Lago in canzoni per tutti. Ascoltando la musica di Davide si balla e si "sente" una magia anche se non si comprende la lingue e si "respirano" emozioni. Infatti Davide si definisce “un inviato speciale delle emozioni” tra la realtà del mondo della gente di Lago e il suo pubblico.

Qui un brano tratto dall’album a mio avviso più bello e più maturo di Davide: "Akuaduulza” ovvero "Acqua dolce". E’ per tutti, in quanto non è nella Lingua del Lago.

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Shymmtakula

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Sgranocchiando mille notti, macinando la caviglie,

cerco il regno scorniciato dove impera il caprimulgo,

occhio d’acqua senza fretta e pupilla lampo d’oro,

ogni foglia calpestata ha un ruggito ed un sussurro,

ogni pietra ben posata ha un silenzio vincitore

e sorregge il mio viaggiare tra il percorrere e il pensare,

possa un sogno senza veli nel mio centro nevicare,

possa il ramo senza tempo le tre nuvole incastrare,

possa il re di queste rive le sue onde pascolare,

possa il vento consegnare una tregua al suo tossire

e la luna appena esplosa piano piano dimagrire..

la civetta guarda sguardi anche dietro le sue spalle,

i serpenti non le hanno ma sbottonano la pelle,

gatto bianco ruba luce e la rende a chi lo vede,

gatto nero la nasconde e se non l’ha non la richiede,

ho svitato nove stelle per donarle a un altro cielo,

ho toccato il porcospino e ho baciato il calamaro,

lupo canta il tuo viaggiare sulla roccia vanitosa,

ridipingi questo buio senza testa con la coda.

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(Davide Van De Sfroos dal CD: "Akuaduulza")

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"Shymmtakula": la difficoltà principale è leggere il titolo, perché il testo è in italiano, anche se secondo Davide è più difficile da capire dei testi in dialetto. Shymmtakula è un talismano, inventato da Davide, come pure il nome, per proteggere chi cammina nella notte. Tutto il disco in fondo, prendendo un po’ lo spunto da dove il discorso si era fermato in "Kapitan Kurlash" fa i conti con le paure del bambino Davide, quasi fosse una soglia da passare adesso che bambino non è più, anzi è padre. Un tirare le somme e mettere via le paure da bambino, che non passeranno mai, ma, se dotati di buoni talismani, le si può esorcizzare.

(recensione di Giorgio Maimone, tratta dalla rete)

5 pensieri riguardo “ACQUA DOLCE

  1. Beh, uno che scrive “ho baciato il calamaro” merita ammirazione incondizionata . Non so assolutamente chi cavolo sia Davide, ma finché ci sono dei matti così, c’è speranza.
    Pieffe

  2. Ma dài Pieffe, non dirmi che sulle Pleiadi non baciate calamari!
    Io trovo molto poetica la foglia che ruggisce e i gatti bianchi e neri con i loro giochi di luce e il lupo poi….che atmosfera affascinante. Il titolo sembra arabo, ma il resto …è quasi vedere la luna che si specchia nello sciacquettio notturno. Immagine da puro Trobadour!
    (Pieffe evita ironie, please!)

  3. il lago … ogni lago ha una sua magia, dalla quale vengo costantemente rapito … la mia anima da montanaro non resiste al richiamo delle limpide acque …

    un bacio,
    raf

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