I LUOGHI DI DENTRO

C’è un posto, dentro quella che comunemente viene chiamata “anima” e che corrisponde alla propria essenza, all’interiorità, che può essere paragonato ad un giardino.

O comunque io lo penso come tale, fin da bambina.

In questo giardino crescono fiori, piante, di diversa natura. Come in qualsiasi altro giardino, ogni pianta che nasce e cresce ha bisogno di determinate condizioni.

Vi sono le felci, che nascono e crescono all’ombra, in luoghi freschi e appartati, così come vi sono girasoli e rose che hanno bisogno di luce, di sole, di calore. Vi sono fiori con le spine e fiori che non si difendono in alcun modo.

Dentro in questo luogo dell’anima, i fiori e le piante sono le emozioni. Paure, ansie, fobie, desideri. Più o meno nascosti, più o meno visibili, più o meno lussureggianti.

In questo immenso luogo, o giardino (o piccolo mondo) vi è anche un mare. Culla di grandi e piccoli turbamenti, emozioni in movimento. Luogo di  continue mutazioni dove i venti, le nuvole, la temperatura, la condensa sono fattori determinanti di nascita, morte, migrazione di quelle sensazioni che vibrano in sintonia con il Tempo. Mare in balia degli eventi, regolato da Leggi superiori che risponde nonostante noi alla Legge dell’Universo. Di conseguenza si increspa oppure culla tranquillo i suoi ospiti. E  può essere impetuoso e vivere tempeste di inaudita violenza. Luogo sopra il quale la luna, misteriosamente può scendere. Chiamare. Sollevare. Turbare.

Vi sono poi alcuni piccoli stagni, dove l’acqua, ferma, profuma di muschio. Sono i luoghi delle emozioni residenti, stanziali, immutabili, dove il tempo nulla può se non consolidare, nutrire, proteggere. Brulichii di vita, piccoli universi autosufficienti, ecosistemi indipendenti al riparo del tempo perché in questi luoghi il Tempo scorre in modo differente rispondendo a ben altre Leggi.

Universi paralleli perfettamente indipendenti e perfettamente dipendenti. Incastrati tra i vari strati del Tutto, a custodire la Vita.

Come in ogni altro stagno, vi nascono fiori carnosi, preziosi, che si chiudono e si schiudono seguendo principi naturali e racchiudendo intimità delicate e dolcissime. Piccoli misteri di vita e di pace, inimitabili fragranze. Piccoli spazi dentro ai quali si ode una musica che nessun essere umano potrà mai scrivere.

Passeggiarsi dentro è una scoperta; occorrono un passo leggero e un naso. E il terzo occhio.

E tanta calma per imparare ad ascoltare.

14 pensieri riguardo “I LUOGHI DI DENTRO

  1. terzo occhio e terzo… orecchio.
    O magari: terso occhio, terso orecchio. Tutto con la esse.
    Un abbraccio ed evviva il collirio imidazil e anche i cotton fioc.
    Il transfuga
    (in versione:pulisciti che t’illumini)

  2. Si, pieffe. Pensavo foste almeno in due dal momento che prima non eri loggato e dopo si… Inoltre il tuo penultimo intervento era differente dagli altre, o fose sono io che non ho raccolto l’impronta digitale delle parole.. Oggi non sono in forma… Per niente…

  3. si, si scoprono un sacco di cose meravigliose ma, se uno passeggia proprio benino,… e poi ripasseggia,… e poi magari ci si siede pure un po’, grazie a Dio, scopre pure un mare di schifezze, di piccoli orrori, di miserie e di meschinità.
    Ecco, io credo che questo tipo di scoperta sia di gran lunga la più importante: aiuta a pulire ‘sti famosi giardini, e, se uno è proprio fortunato, perfino a diventare più umili.
    Io per esempio devo aver passeggiato malissimo in quanto sono ancora pieno d’orgoglio.
    Un saluto affettuoso a te e a tutti gli ospiti del blog.
    Il Transfuga pieffe

  4. @ Il Transfuga pieffe (ibrido tra il Transfuga e il Pieffe?) E’ vero, il passeggiare può servire a pulire un po’ i luoghi di dentro. In quanto all’orgoglio: l’altro giorno parlavo con un amico e riferendomi all’egoismo dicevo che, come il colesterolo, c’è quello buono e quello cattivo. Lo stesso concetto immagino possa valere anche per l’orgoglio. Per la serie: non è tutta cattiva…..l’erba orgoglina… Ciao

  5. Questa storia dell’anima mi ha fatto venire in mente una cosa scritta da un grande poeta:

    “Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.” (Kahlil Gibran)

    Bèh, non c’entrerà niente con i luoghi di dentro, le passeggiate, i fiori e i mari, ma….. stasera sono in vena di sentimentalismi.
    Scusatemi.
    Un abbraccio, Celeste.

  6. Non posso che essere daccordo con quello che hai così semplicemente ma sapientemente descritto…
    solo chi ha passeggiato nei luoghi dell’anima sa riconoscerne i profumi..
    Restare al limitare dell’anima è aver paura di se stessi…scoprire quei luoghi è viversi!
    Ci sono esseri spaventosi che tentano di distruggere quel mondo…
    nascosti dietro ad una coltre di fumo che chiude i suoi occhi…che grida per creare confusione…impedendo a se stesso di ascoltare…
    Solo chi è davvero umile può entrare…e riconoscersi…
    Un abbraccio! Ale

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